Indietro

ⓘ Giuramento di Ippocrate




Giuramento di Ippocrate
                                     

ⓘ Giuramento di Ippocrate

Il Giuramento di Ippocrate viene prestato dai medici-chirurghi e odontoiatri prima di iniziare la professione. Prende il nome da Ippocrate a cui il giuramento è attribuito; la data di composizione non è definita, ma pare certo non preceda il IV secolo a.C. Il giuramento dIppocrate, è un testo scritto dal maestro di Kos, per definire i requisiti necessari per entrare nella sua scuola e praticare larte medica.

                                     

1. Giuramento moderno

Il giuramento, nella forma qui sotto riportata, è stato deliberato dal comitato centrale della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri il 13 giugno 2014. La versione precedente risaliva al 2006.

                                     

2. Attribuzione

Diversi punti del giuramento fanno sorgere dubbi sul fatto che sia stato Ippocrate a dettare il giuramento. Il giuramento inizia con uninvocazione a diverse divinità. Eppure, Ippocrate è considerato il primo ad aver separato la medicina dalla religione e ad aver ricercato le cause delle malattie non nel soprannaturale ma nel razionale.

Oltre a ciò, diverse delle cose vietate nel giuramento non erano in conflitto con le pratiche mediche seguite ai tempi di Ippocrate. Inoltre chi pronunciava il giuramento prometteva di non operare nessuno tramite la pratica della litotomia, ma di lasciarlo fare a chi era esperto. Tuttavia le tecniche chirurgiche sono parte integrante del Corpus Hyppocraticum, la collezione delle opere mediche spesso attribuite a Ippocrate e ad altri scrittori dellantichità.

Anche se la questione è ancora dibattuta fra gli studiosi pare piuttosto plausibile che il giuramento di Ippocrate in effetti non sia stato scritto da questultimo. La filosofia espressa nel giuramento sembra armonizzare maggiormente con il pensiero dei pitagorici del IV secolo a.C., che sposavano gli ideali della sacralità della vita ed erano contrari alle procedure chirurgiche.

                                     

3. Le origini del paternalismo medico

Contrariamente alla vulgata, è improbabile che il Giuramento di Ippocrate 460-377 a.C. abbia fornito uno standard di regole morali per i medici dellAntichità, ed Edelstein ha concluso che è probabile che raggiunse lo status ad oggi attribuitogli solo in epoca cristiana. Più delletica deontologica del giuramento, nellantichità era fortemente presente letica teleologica delle virtù di origine platonica. Per i secoli successivi allepoca cristiana, durante il Medioevo ed il Rinascimento, le regole che disciplinano il rapporto guaritore-malato si sono invece basate sul Giuramento, che circolava in una varietà di traduzioni. Letica che il padre della medicina moderna occidentale ha trasmesso rispecchia lideale del medico come filantropo al servizio di tutta lumanità, ed al di sopra di qualsiasi divisione tra gli uomini.

Sin dalle sue origini, il rapporto tra medico e paziente, così come si è andato configurando nel mondo occidentale con la tradizione ippocratica, si è attenuto ad un ordine preciso: il dovere del medico è fare il bene del paziente, e il dovere del malato è di accettarlo. Un rapporto di tipo paternalistico, in cui la responsabilità morale del medico sta nella certezza che egli operi per il bene assoluto del malato.

Il medico greco, infatti, era considerato come un mediatore tra dèi e uomini e, in virtù delle sue conoscenze, era considerato un essere dotato di privilegio, autorità morale e impunità giuridica. Questo modello di medicina corrispondeva ad una visione paternalistica della vita e della società, in cui gli ideali erano ordine, tradizione e obbedienza alle leggi universali.

Con lintroduzione del concetto di "cura medica", "Taking care of", dovuta alla rivoluzione antropologica cristiana nata dalla "Parabola del Buon Samaritano", di Gesù Cristo, allorigine dei primi "Xenodochi", sulle vie dei pellegrinaggi e degli "Hospitalia", embrioni degli Ospedali Moderni e distituzioni come la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa, il concetto di Terapia medica, di origine greca, si completa ma cambia. Lobiettivo primario è la cura che si serve di strumenti terapeutici, ma la guarigione del paziente non ne è più il significato. Il significato è la cura della persona sofferente, fino alla morte naturale. Di qui sarebbe nato il ruolo "Infermieristico" la cura delinfermo che allorigine non si differenziava dal ruolo medico. Lintroduzione del concetto cristiano di "cura della persona sofferente" in quanto immagine della sofferenza di Cristo sulla croce,ha avuto un ruolo determinante per lo sviluppo della clinica in luoghi dedicati a questo, quando il paziente era infermo e non auto-sufficiente. Infatti i nuovi medici, preoccupati di assistere e di guarire erano presenti in tutto il processo della malattia e conseguentemente allevoluzione del quadro clinico fino alla guarigione o alla morte. Giuseppe R.Brera, ha dato allevoluzione della clinica uninterpretazione psicoanalitica legata al processo fantasmatico dellelaborazione del lutto per il paziente deceduto, in relazione alla nascita di un legame affettivo tra medico e paziente, simile a quello con gli oggetti damore primario e che alla morte del paziente genera sensi di colpa inconsci che chiedono una riparazione, motivante la nascita di un processo di simbolizzazione cognitiva, che stacca la malattia dal malato e dalla relazione affettiva con il paziente, creando loggetto di conoscenza "malattia" che così può essere studiata libera dal rapporto affettivo e dai sensi di colpa inconsci per il lutto del paziente. Questo processo inconscio è stato probabilmente alla base della separazione del ruolo medico dal ruolo infermieristico ed è stato allorigine di un corpo di conoscenze teoriche sui processi patogeni,che nella cultura medica europea ha preso il nome di "Patologia medica", staccata da "Clinica medica" e che con lavvento del positivismo, con Augusto Comte, ha portato alla teoria sperimentale della patogenesi per opera di Claude Bernard, che ha portato a un grande sviluppo teoretico sulla patogenesi, e alle tecniche bio-tecnologiche meno allo sviluppo della clinica e del rapporto medico-paziente, che rischiano di essere assorbiti da queste, con la scomparsa della figura del medico-clinico. Tuttavia con il cambiamento di paradigma della medicina grazie alla valorizzazione fatta della persona e della sua soggettività fatta dalle scienze di base- neurobiologia,fisiologia-psico-neuro-immunologia, epigenetica, alla fine del novecento, che portò alla nascita della teoria della Medicina centrata sulla persona nel 1999, assistiamo oggi alla rinascita del primato della clinica, cioè della persona del medico, sulla bio-tecnologia.



                                     

4. Le origini dellautonomia

A partire dal XVI secolo, si assiste a unemancipazione della persona: le rivoluzioni politico-religiose e pensatori come Locke e Kant, trasformano questa sudditanza in rispetto reciproco in cui ogni persona è un individuo autonomo e indipendente, in grado di servirsi della propria ragione.

Tuttavia, bisognerà aspettare il XX secolo per vedere riconosciuta anche allindividuo malato la propria libertà e autonomia di scelta.

                                     

5. Modelli di relazione medico-paziente

Esistono diversi tipi di relazione medico-paziente, ma i più importanti sono:

  • modello contrattualistico di Hugo Engelhardt, secondo il quale il principio di autonomia è più importante del principio di beneficenza, un modello di tipo impersonale con orientamento deontologico;
  • modello utilitaristico, secondo cui "una norma è buona quando produce il miglior bene";
  • modello di Veatch, secondo il quale deve esserci un rapporto contrattualistico tra medico e paziente che però non ignora cinque punti fondamentali: autonomia, giustizia, rispetto delle promesse e della verità, divieto di uccidere.
  • modello paternalistico di Pellegrino e Thomasma, secondo i quali il miglior modello è quello centrato sullalleanza terapeutica: il medico non deve solo fare il bene fisico del paziente, ma anche quello psicologico, sociale e spirituale, oltre al fatto di valorizzare lautonomia e riscoprire il reciproco senso di fiducia tra medico e paziente;
  • modello maieutico centrato sulla persona di Brera, che secondo il nuovo concetto di salute: "La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana", affida al medico un ruolo maieutico della persona del paziente, da realizzarsi con lapplicazione del Metodo clinico centrato sulla persona. Il modello nasce dal cambiamento epistemologico della Medicina e della scienza medica operato dalla Medicina centrata sulla persona, che vede nella malattia, attraverso il rapporto medico-paziente, non un limite ma una possibilità esistenziale per essere una persona umana, non chiudendo il paziente nella malattia e nelle procedure diagnostiche e terapeutiche, staccandolo dalla qualità della sua vita,ma aprendolo, con il cambiamento del metodo clinico, alla valorizzazione delle sue risorse uniche ed irripetibili, in relazione con le reazioni biologiche attraverso il network allostatico- neurobiologico-epigenetico- psico-neuro-endocrino-immunologico-affettivo-emotivo.