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ⓘ Michele Rapisardi




Michele Rapisardi
                                     

ⓘ Michele Rapisardi

Nato a Catania da Giuseppe Rapisardi 1799-1853, pittore e ritrattista e da Rosaria de Luca, mostra presto viva inclinazione allarte del disegno e, dopo la prima educazione impartita dal padre, nel 1843 ottiene dal Decurionato di Catania una pensione dellimporto di dodici ducati al mese per proseguire i propri studi per quattro anni a Roma presso lo studio del pittore messinese Natale Carta, lLAccademia di Francia a Villa Medici e lAccademia delle Belle Arti di San Luca. Nel 1846 ottiene riconoscimenti ai concorsi indetti dallAccademia dei Virtuosi al Pantheon e dallAccademia delle Belle Arti di San Luca; lanno successivo si trasferisce a Firenze dove riproduce, ammirato, le opere di Raffaello, Michelangelo e del Beato Angelico e dipinge soggetti storici e contemporanei Federico II dAragona allassedio di Messina e Angelo dItalia che espone con successo alle mostre della Società Promotrice delle Belle Arti., dove nel 1848 viene premiato per Langelo dItalia-Iddio lo vuole. Nel 1850 fa ritorno a Catania, dove ottiene una proroga della sua pensione che rappresenta lunico mezzo di sostentamento unitamente alla vendita dei quadri di propria produzione, soggiorna a Messina per eseguire ritratti di nobili locali; nel 1851 ritorna a Firenze, partecipa allEsposizione di Genova con Lostracismo e alla mostra della Società Promotrice delle Belle Arti fiorentina con tre quadretti di donne in costume catanese, viaggia a Venezia per ammirare le opere di Tiziano e dei grandi maestri veneziani. Nel 1852 partecipa nuovamente allEsposizione della Società Promotrice di Firenze con sei opere. Questo periodo segna il raggiungimento della piena maturità artistica del Rapisardi

Dal 1853 frequenta il Caffè Michelangiolo, ritrovo degli artisti che nel 1855 daranno luogo alla corrente dei Macchiaioli e viene incaricato di dipingerne le pareti con due ritratti Michelangelo e La Venere modesta; partecipa inoltre, con riscontri negativi dai critici del tempo, allEsposizione della Società Promotrice di Firenze con Uno sguardo a Venezia attraverso cinque secoli, La fuga di Bianca Cappello, Un artista e Costume siciliano e lanno successivo, turbato dalla morte dellamato padre, con Il trovatore cacciato in bando Le vergini di Sion. Nel 1855 viene scelto dalla Commissione governativa Toscana per partecipare allEsposizione universale di Parigi con I primi novellatori italiani alla Corte di Federico II in Sicilia, dipinto che gli vale la Medaglia doro della Società Promotrice delle belle arti e la Medaglia al merito allEsposizione Nazionale di Firenze del 1861, dove inoltre espone San Benedetto benedice San Placido, Le Vergini di Sion. La Margherita, La Gondola veneziana ed è nominato giurato per la classe della scultura.

Raggiunta Catania per radunarsi con la famiglia, nel frattempo riparatasi dalla Peste a Mascalucia, esegue una serie di dipinti presso la locale Chiesa di San Vito Martire di Mascalucia, patrono del paese. Tornato a Firenze, si aggiudica la Medaglia doro della Società Promotrice delle belle arti per Scena veneziana La seduzione, dove nel 1857 espone uno dei dipinti più noti Ledera premiato con la medaglia dargento, opera successivamente ripresa da Tranquillo Cremona che si ispira allideale romantico della tenacia avvolgente dellamore, oltre a Linfelice e I fuochi fatui.

La sua produzione artistica raggiunge lapice tra il 1858 e il 1861: tra le principali opere San Benedetto, La cena in Emmaus, Il sacrificio di Gedeone, Il Cuor di Gesù, La margherita, Venere, Labbondanza, Bianco fiorentino che difende la figlia da un Nero, Federico Barbarossa vinto dalla Lega Lombarda, La disillusa, Ofelia. Nel 1860 è a Parigi in compagnia di Auguste Gendron, nel 1862 viene eletto socio onorario dellAccademia di belle arti di Milano: in questo periodo dipinge Amor pensieroso, Amor spensierato, Costume catanese, Calendimaggio, Le castellane e lindovina e lopera a oggi più nota, I vespri siciliani, capolavoro rimasto incompiuto a causa delle numerosissime commissioni pervenutegli, a testimonianza della notorietà raggiunta dal Rapisardi in questo periodo.

Verso la fine del 1864, su proposta del Ministero della Pubblica Istruzione, viene nominato Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro, nel 1865 partecipa allEsposizione della Società dincoraggiamento alle arti con Paese, Le castellane e lindovina, Marina, Figura, Calendimaggio, Casa rustica, Ofelia pazza esposta allEsposizione Universale di Parigi del 1867 e viene nominato Socio donore dellIstituto di Belle Arti di Bologna. Nel 1868 partecipa allEsposizione della Società dincoraggiamento di Firenze con Un capriccio, La prima sventura di Luigi Camoens, Una testa di donna, nel 1869 viene nominato professore dellAccademia delle Arti del Disegno di Firenze e nel 1873 partecipa alla Esposizione universale di Vienna con Le maggiolate, mentre nel 1876 viene nominato Cavaliere della Corona dItalia. Dipinti di rilievo di questo periodo sono: Caterina de Medici e lastrologo, Il trovatore, Marianna e il paggio, Amor contrastato, Costume del quattrocento, Arcana parola, Odalisca, La corte damore della contessa di Sciampagna, Fanciulla americana, Marianna e il paggio, Leonardo da Vinci che schizza dal vero alcune figure, Apoteosi di Bellini, L Egiziana moderna, Margherita e Fausto, Se fossi ricca!, Donna che legge.

Muore il 19 dicembre 1886 a seguito dellaggravarsi di patologie polmonari pregresse: è sepolto nel Cimitero dellArciconfraternita della Misericordia di Firenze.

Nella strada in cui ha abitato a Catania via Coppola, angolo via Antonino di Sangiuliano è affissa una targa marmorea:

Nel 1990 è allestita la mostra Michele Rapisardi nelle collezioni catanesi presso il Monastero dei Benedettini di Catania.

                                     

1. Stile e Opere principali

Di formazione neoclassica, Rapisardi è grande studioso e ammiratore delle opere di Raffaello e Tiziano. La sua conoscenza personale degli esponenti Macchiaioli, testimoniata dalla frequentazione del Caffè Michelangiolo, non esercita particolare influenza sulla sua arte, tesa alla tradizionale ricerca romantica del bello naturale dettato da uno studio scrupoloso ed esatto della natura e dalla sua imitazione.

I soggetti sono inizialmente di origine storica, in particolare medievale e tratto dal libro La guerra del Vespro siciliano di Michele Amari del 1842, che riporta la rivolta dei 1282 dei siciliani contro gli angioini. La scena descrive la reazione della folla alloltraggio subito da una giovane palermitana, che si concretizza nelluccisione del soldato francese responsabile della violenza e Rapisardi la rappresenta en plein air, alla stregua dei Macchiaioli.

  • Ore Felici 1883, olio su tela, Museo Civico al Castello Ursino di Catania;
  • Fuochi fatui 1853, olio su tela, disperso;
  • SantAntonio da Padova 1882, olio su tela, Chiesa Madre dello Spirito Santo di Nicolosi;
  • Autoritratto 1866, olio su tela, Galleria degli Uffizi di Firenze;
  • LOrientale 1883, olio su tela, Museo Civico al Castello Ursino di Catania.
  • Le donne velate Capriccio 1869, olio su tela, collezione privata;
  • Ledera Je meurs ou je mattaché 1857, olio su tela, collezione privata;
  • Se fossi ricca 1879, olio su tela, Museo Civico al Castello Ursino di Catania;
  • Le castellane e il Menestrello 1869, olio su tela, Museo Civico al Castello Ursino di Catania;
  • I vespri Siciliani 1864, olio su tela, Museo Civico al Castello Ursino di Catania;
  • San Vito e Artemia 1858, olio su tela, Chiesa di San Vito Martire di Mascalucia;
  • La fuga di Bianca Cappello 1853, olio su tela, disperso;
  • Il Sacrificio di Gedeone 1858, olio su tela, chiesa di San Placido di Catania;
  • Margherita e Fausto 1868, olio su tela, Museo Civico al Castello Ursino di Catania;
  • Amore Contrastato 1872, olio su tela, Museo Civico al Castello Ursino di Catania;
  • San Luigi Gonzaga 1862, olio su tela, Chiesa di San Vito Martire di Mascalucia;
  • LAddolorata 1856, olio su tela, Santuario della Madonna della Consolazione di Mascalucia;
  • Apoteosi del Bellini 1862, olio su tela, Museo Belliniano di Catania;
  • Dante e Beatrice, ovvero Poesia e amore 1852, olio su tela, disperso;
  • Costume di Catania 1851, olio su tela, Galleria darte moderna di Torino;
  • San Benedetto benedice San Placido 1861, olio su tela, Chiesa di San Benedetto di Catania;
  • Ofelia Pazza 1865, olio su tela, Museo Civico al Castello Ursino di Catania;
  • Cena in Emmaus 1858, olio su tela, chiesa di San Placido di Catania;
  • Bagnanti 1869, olio su tela, Museo Civico al Castello Ursino di Catania;
  • Aristide, ovvero LOstracismo 1851, olio su tela, disperso;
  • Re Totila si prostra dinanzi a San Benedetto 1861, olio su tela, Chiesa di San Benedetto di Catania;
  • Rebecca 1849, olio su tela, disperso;
  • Sacrificio di Gedeone 1858, olio su tela, chiesa di San Placido di Catania;
  • LImmacolata 1858, olio su tela, chiesa di San Placido di Catania;
  • Le maggiolate 1872, olio su tela, Galleria nazionale darte moderna di Roma;
  • Dante e Beatrice, ovvero La nullità del mondo 1852, olio su tela, disperso;
  • Calendimaggio 1864-1865, olio su tela, Museo Civico al Castello Ursino di Catania;