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ⓘ Alfredo Fiorini




                                     

ⓘ Alfredo Fiorini

Alfredo Fiorini è stato un medico e missionario italiano, morto assassinato in circostanze misteriose.

                                     

1. Gli anni a Terracina

Primo di quattro figli, Alfredo nacque e crebbe in una famiglia cattolica e frequentò sin dallinfanzia i gruppi giovanili dellAzione cattolica della quale il padre Elio fu per molti anni presidente parrocchiale e degli scout di Terracina.

Frequentò, spinto dalla volontà di diventare medico, il liceo classico e poi lUniversità di Siena dove si laureò il 23 luglio 1980.

Già nel 1972 Alfredo iniziò ad entrare in contatto con gli ambienti missionari e a conoscere la realtà dellAfrica a cui si appassiona. In quellanno partecipa a un campo di lavoro, organizzato dallassociazione "Mani Tese" e successivamente dà vita ad un gruppo missionario nella sua città che si occupa della raccolta di materiali e denaro a favore del Terzo mondo.

Presa la laurea, superò lesame di Stato per accedere alla professione il 9 ottobre 1980 ed entrò come medico chirurgo allAccademia Navale di Livorno, frequentando contemporaneamente il servizio militare nella Marina Militare. In seguito, fu trasferito a Taranto. Qui conobbe il movimento dei padri comboniani e partecipò, durante una licenza, a un gruppo dimpegno missionario tenuto dalla stessa congregazione a Lecce. Fu congedato dalla marina l8 ottobre 1982.

                                     

2. Lingresso fra i comboniani

Terminato quindi il servizio militare, Alfredo iniziò un periodo di riflessione interiore. Accanto al sogno di diventare medico che aveva coltivato sin da bambino, stava sorgendo il desiderio della vita missionaria che aveva avuto modo di conoscere in maniera profonda nei giorni di Lecce. Si mise, quindi in contatto con padre Giuseppe Russo, un comboniano che aveva conosciuto a Lecce, volendo partecipare almeno per un anno, a una missione in Africa.

Sotto la guida di padre Russo, Alfredo improntò un deciso cambiamento alla propria vita e decise di entrare nella Congregazione dei Comboniani. Siscrisse quindi al seminario di Firenze, svolgendo contemporaneamente il tirocinio della professione medica allospedale cittadino di Careggi. Fiorini, pur volendo diventare sacerdote, era convinto che il prosieguo degli studi di medicina poteva essergli utile quando sarebbe partito per lAfrica.

Il 17 maggio 1986 fu consacrato a Dio e prese i voti di castità, povertà e obbedienza.

                                     

3. Gli anni in Africa: Uganda e Kenya

Dopo aver trascorso dieci mesi in Inghilterra per perfezionare lo studio della lingua inglese, Alfredo raggiunse finalmente lAfrica e fu inviato a completare gli studi presso il Seminario di Ggaba, Kampala, in Uganda.

A causa della migliore situazione logistica del Kenya rispetto allUganda, che era ancora in via di assestamento politico, dopo molti anni di terribili dittature e guerre civili, Alfredo e gli altri studenti furono trasferiti a Nairobi in Kenya nel giugno del 1988.

Una suora comboniana, che insieme alle sue consorelle, gestiva un piccolo centro sanitario nella baraccopoli di Kariobangi, alla periferia della città, saputo che era un medico, lo invitò ad aiutarle. Qui Alfredo, operando in condizioni precarie e spesso drammatiche, a causa della carenza cronica di elettricità e medicinali, trovò nellassistenza ai malati poverissimi del Continente Nero quella che considerava la sua vera "vocazione" e, dopo una lunga riflessione, il 3 febbraio 1989 abbandonò ufficialmente il cammino sacerdotale, preferendo restare fra i comboniani come un semplice "fratello laico".

Tornò quindi in Italia per partecipare ad alcuni corsi daggiornamento sullAids e sulle malattie tropicali e poté assistere allordinazione del fratello Fabio che diventava sacerdote diocesano nella cattedrale di Terracina.



                                     

4.1. Gli anni in Mozambico Il ritorno in Uganda

Alla fine del 1989 fu inviato dai suoi superiori in Mozambico ma la sua partenza fu bloccata da intoppi burocratici e così Alfredo, in attesa che la situazione si risolvesse, dopo un corso accelerato di lingua portoghese a Lisbona decise di tornare in Uganda dove lavorò allospedale di Kalongo sotto la protezione dei soldati governativi. Rimase a Kalongo per quasi un anno, poi finalmente il 3 febbraio 1991, raggiunse il Mozambico.

                                     

4.2. Gli anni in Mozambico Il Mozambico

Il paese era devastato dagli scontri fra le fazioni armate, sostenute dagli interessi economici stranieri del Frente de Libertaçao de Moçambique FRELIMO, partito marxista-leninista salito al governo dopo un colpo di Stato nel 1980, e la Resistência Nacional Moçambicana RENAMO che aveva dato vita ad una guerriglia feroce giungendo a controllare intere regioni. Il popolo fuggiva continuamente da una parte allaltra del paese, la guerra aveva provocato fin a quel momento quasi un milione di morti.

Drammatiche erano anche le condizioni degli ospedali, dove Alfredo avrebbe dovuto svolgere il suo impiego. Per poter svolgere in maniera più completa la sua opera, decise di affiliarsi al servizio sanitario e fu dislocato allospedale rurale di Namapa, semidistrutto dalle bombe. Con laiuto dei missionari comboniani della vicina città di Nampula e della gente locale, lo ricostruì, almeno parzialmente. Dallestero, arrivarono materiali e macchinari; e con linizio a Roma dei colloqui politici fra Frelimo e Renamo, sotto legida della Comunità di SantEgidio, anche la situazione generale del paese sembrava avviarsi verso una fragile pacificazione.

Alfredo incontrò molte più difficoltà di quelle che si aspettava e assistette anche ad episodi di sabotaggio e di sparizioni di medicine e lenzuola. Le sue denunce alla polizia le sollecitazioni ai dirigenti sanitari caddero nel vuoto e Alfredo decise di lasciare Namapa, trasferendosi allospedale missionario di Alua, distante una ventina di chilometri.

Linizio di nuovi scontri armati nel nord del paese a partire dal febbraio del 1992 coinvolsero anche Alua e Alfredo Fiorini. Gruppi di guerriglieri tentarono di assaltare lospedale e si resero responsabili di saccheggi e devastazioni. Lavorò giorno e notte, operando anche alla luce delle candele, in condizioni disumane.

Il 10 agosto del 1992, con larrivo ad Alua di due sostituti, si recò a Nacala, nella residenza del vescovo per prendersi qualche giorno di riposo e per offrire soccorsi alle vittime dellassedio che aveva appena subito la città.

Il 24 agosto mentre rientrava ad Aula, cadde in un agguato in località Nuiravale e fu ucciso dai guerriglieri con una raffica di mitra, in circostanze rimaste oscure. Quando poco dopo un camion della Compagnia Industriale Monapo che trasportava materiali umanitari, giunse sul luogo sotto la scorta dei militari governativi, videro i guerriglieri che frugavano nellauto alla ricerca di denaro e che fuggirono via nella giungla.

I suoi funerali si tennero prima nella sua amata Africa ad Aula e furono officiati dal vescovo di Nacala che laveva ospitato fino al giorno prima. Il vescovo definì quellomicidio "un delitto assurdo e inutile". Per loccasione, i due eserciti dichiararono un giorno di tregua, permettendo a tante persone di raggiungere la piccola chiesa in legno dei comboniani. Il 31 agosto la salma arrivò nella sua Terracina, dove le esequie furono celebrate dallallora vescovo di Latina, Domenico Pecile davanti ad una folla immensa che riempì tutta la piazza principale della città. È sepolto nella chiesa di San Domenico Savio.

È stato dichiarato "servo di Dio" e "testimone della fede" dalla Chiesa cattolica e la Diocesi di Latina ha aperto nel 1999 il processo di beatificazione.

                                     

5.1. Leredità di Alfredo Fiorini La pace in Mozambico

Nel 1992 i colloqui di pace ebbero finalmente termine e con la firma del trattato di Roma, dopo tredici anni il Mozambico si avviò verso un difficile cammino di pace e di democratizzazione, con larrivo dei primi soldati dellONU e dellUnione Africana. Il presidente della Comunità di SantEgidio disse che "questa pace è arrivata anche grazie al sacrificio generoso di persone come Alfredo Fiorini".

                                     

5.2. Leredità di Alfredo Fiorini La raccolta di poesie e di lettere

  • Alfredo Fiorini, nei momenti liberi amava comporre poesie che poi furono raccolte in un volume pubblicato dal fratello Fabio i cui proventi andranno alla missione di Alua.
  • Nel 1995, sempre a cura del fratello, vennero raccolte le lettere che Alfredo aveva inviato ai suoi famigliari e ai confratelli in cui riporta le sue impressioni e la sua esperienza in terra africana.
                                     

5.3. Leredità di Alfredo Fiorini Il ricordo a Terracina

Lospedale di Terracina fu titolato a lui nel 1995 e la città lo ha ricordato con una grande manifestazione nel 2002, dieci anni dopo la sua morte. I suoi compagni di liceo si sono costituiti in "Associazione Alfredo Fiorini" per la continuazione delle sue opere e del suo pensiero.