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ⓘ Psicoterapia cognitivo-comportamentale




Psicoterapia cognitivo-comportamentale
                                     

ⓘ Psicoterapia cognitivo-comportamentale

La psicoterapia cognitivo-comportamentale, anche chiamata terapia cognitivo-comportamentale è un termine ombrello con cui si indica una famiglia di psicoterapie ampiamente diffuse, che vengono utilizzate per trattare unampia gamma di disturbi psicopatologici. La TCC è stata sviluppata originariamente negli anni settanta del XX secolo, a partire dalla confluenza di numerosi sviluppi delle ricerche sulle terapie del comportamento, iniziate negli anni 50. Chiamata Cognitive-behavior modification ovvero modificazione cognitivo-comportamentale da D. Meichenbaum, ha avuto grande impulso dopo la diffusione del lavoro scientifico di Aaron Beck che, tuttavia, la chiamò "terapia cognitiva".

  • Il termine cognitivo fa riferimento a tutto ciò che accade internamente alla mente, ovvero tutti i processi mentali come pensiero, ragionamento, attenzione, memoria, con implicazioni sullo stato di coscienza o consapevolezza, etc.
  • Il termine comportamentale fa riferimento invece ai comportamenti manifesti non solo azioni e condotte, ma tutte le attività osservabili dellorganismo in rapporto con lambiente da parte del soggetto.

Rappresenta lo sviluppo e lintegrazione delle terapie comportamentali e di quelle cognitiviste, ponendosi cioè in una posizione di sintesi degli approcci neocomportamentisti, della REBT Rational-Emotive Behavior Therapy di Albert Ellis e della terapia cognitiva classica di Aaron Beck, di cui cerca di integrare i principali aspetti funzionali.

                                     

1.1. Descrizione Caratteristiche

È una terapia direttiva, adattata al trattamento individuale, di coppia e in gruppo e di breve durata, dove il terapeuta istruisce il paziente ed assume attivamente il ruolo di" consigliere esperto” permettendo di evidenziare cambiamenti e miglioramenti.

Essa è finalizzata a modificare quelli che la teoria di riferimento definisce i pensieri negativi, le emozioni disfunzionali e i comportamenti disadattivi del paziente, con lo scopo di facilitare la riduzione e leliminazione del sintomo o del disturbo psicologico.

A differenza di altre psicoterapie, la TCC si focalizza prevalentemente sul presente, orientandosi alla soluzione dei problemi attuali. I pazienti apprendono alcune specifiche abilità coping, che possono utilizzare anche in seguito, e che riguardano lidentificazione dei cosiddetti modi distorti di pensare, la modificazione di convinzioni irrazionali e il cambiamento di comportamenti disadattivi. In tal senso, la TCC poggia esclusivamente su una base sperimentale che ricalca il metodo proprio delle scienze naturali. Poiché tuttavia la sua presunta efficacia nel trattamento dei disturbi psicopatologici si limita al piano dellevidenza empirica, è stato contestato il suo approccio meccanico e puramente funzionale.

                                     

1.2. Descrizione Modello di funzionamento

Tale psicoterapia si basa sul cosiddetto "Modello A-B-C", Antecedence - Belief - Consequence. In questo modello:

  • Belief rappresenta la credenza, convinzione, idea o immagine mentale in seguito alla quale si produce lo stato emotivo o il comportamento problematico.
  • Consequence è lo stato emotivo o il comportamento problematico stesso.
  • Antecedence rappresenta la condizione in cui il soggetto percipiente si trova precedentemente allinsorgere dello stato emotivo o del comportamento problematico.

Il modello interpretativo prevede che spesso gli individui, nella loro esperienza quotidiana, passino dallo stato "antecedence" direttamente a "consequence" senza la consapevolezza dei loro "beliefs" i quali scatenano una reazione psicofisiologica, emotiva o comportamentale problematica, spesso incomprensibile e inaspettata, che è dunque fonte di disturbo o apprensione per il soggetto tale da influire sul suo comportamento.

Lobiettivo del terapeuta cognitivo-comportamentale è dunque di ridurre il comportamento di evitamento, facilitare un reframing cognitivo ristrutturazione cognitiva attraverso una presa di coscienza, ed aiutare il paziente a sviluppare unabilità di coping capacità di fronteggiare certe situazioni.

Per raggiungere questi obiettivi, una delle tecniche principali consiste nellesposizione sistematica del paziente alla situazione temuta, per comprenderla ed indagarla meglio ovvero direttamente "sul campo". Con questa terapia risulta dunque possibile monitorare linfluenza dellambiente a fini correttivi, attuando una sorta di retroazione feedback.

Questo può comportare:

  • desensibilizzazione sistematica usata principalmente per lagorafobia le fobie specifiche;
  • sviluppare la capacità di sostituzione di pensieri negativi;
  • sviluppare labilità di parlare a sé stessi in modo positivo self-talk positivo;
  • ristrutturare credenze "false" o autolesionistiche;
  • fornire conoscenze specifiche al paziente che lo aiuteranno a fronteggiare le situazioni.

Lefficacia della terapia cognitivo-comportamentale, così come accade per altre forme di psicoterapia, dipende da vari fattori soggettivi, come ad esempio la competenza dello psicoterapeuta e il livello di convinzione del soggetto. Oltre alla terapia convenzionale svolta "in studio", tale indirizzo di psicoterapia prevede spesso anche dei compiti cognitivo-comportamentali che i pazienti possono svolgere a casa come parte integrante della loro terapia i cosiddetti "homeworks".

                                     

1.3. Descrizione Tecniche utilizzate

Nella TCC vengono impiegate numerose tecniche finalizzate a modificare comportamenti, emozioni e cognizioni non funzionali. Esse derivano dallintegrazione del modello cognitivo con lorientamento comportamentista.

Esse includono: il problem solving, il decision making, gli esperimenti comportamentali, il monitoraggio e la programmazione delle attività, la distrazione e la rifocalizzazione, le tecniche di rilassamento, i coping cards, lesposizione graduale, il role playing e per ultima, ma non di minore importanza, la ristrutturazione cognitiva. Infatti, essa è considerata lintervento cardine per ristabilire la funzionalità dei pensieri automatici negativi che costituiscono il nucleo di diverse psicopatologie e che danno origine al disagio e alla sofferenza della persona.

Le prime sedute vengono dedicate alla conoscenza dei problemi del paziente e alla costruzione della relazione/alleanza terapeutica. La fase di assessment è fondamentale per questo tipo di terapia. Il terapeuta utilizza contemporaneamente una varietà di strumenti per farsi un quadro il più possibile completo, non solo relativamente allanamnesi dei sintomi, ma relativamente a tutte le aree di funzionamento della persona. Oltre al colloquio clinico vengono somministrati test standardizzati, per approfondire lo stato emotivo, la gravità dei sintomi, la presenza di eventuali disturbi di personalità. Si somministrano sia alcuni test che analizzano unampia area di fattori ad esempio il CBA, sia altri che vengono decisi a seconda dei casi e valutano aspetti più specifici ad esempio una scala sullansia, quale HAM. Al paziente fin dalle prime sedute viene chiesto di fare dei "compiti a casa", altro aspetto tipico di questo tipo di approccio. In particolare dovrà compilare un diario nel quale descrivere giornalmente gli avvenimenti, le emozioni e i comportamenti.

Fin dai primi colloqui il terapeuta deve adottare un atteggiamento psicoeducativo, esponendo in modo molto chiaro al paziente i circoli viziosi e i meccanismi che possono rafforzare e mantenere alcuni sintomi. Il terapeuta, analizzando dopo diverse sedute solitamente 3-4 tutto il materiale e i contenuti emersi, delineerà un progetto terapeutico, caratterizzato da obiettivi concreti, utili e raggiungibili, che fin dalla seduta successiva permettano di iniziare a lavorare sui sintomi che maggiormente compromettono il funzionamento e la serenità del paziente. Insieme al paziente verrà stilato un contratto terapeutico, in cui sono sempre esplicitati gli obiettivi, i compiti del paziente, le finalità della terapia, le tecniche che verranno utilizzate, nonché i tempi, il costo le probabilità di successo della terapia. Al termine della terapia, quando il paziente si sentirà meglio, le sedute potranno essere diradate nel tempo fino alla conclusione. Potranno poi seguire delle sedute di richiamo follow-up a tre, sei e dodici mesi dalla conclusione della terapia.