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ⓘ Segno




Segno
                                     

ⓘ Segno

In semiotica, il segno è definito "qualcosa che sta per qualcosaltro, a qualcuno in qualche modo". È considerato una unità discreta di significato: un sistema, composto da un segnale, una referenza e un referente, che rinvia ad un contenuto. La semiotica studia la capacità del segno di dare la possibilità a chi interpreta di comprenderne il contenuto.

Secondo Louis Hjelmslev, il segno può essere definito anche come espressione di un contenuto. Secondo Charles Peirce un sinonimo di sign è representamen. Secondo Ferdinand de Saussure, il segno è lunione di significante e significato.

                                     

1.1. Modelli del segno Modello classico

Il modello classico del segno prende le basi dalle ricerche di Platone, di Aristotele, di santAgostino e di Gottlob Frege e dallopera Il significato del significato di Charles Kay Ogden e I. A. Richards. Questo modello consta di tre elementi: un referente ciò di cui si parla, che viene espresso da un segno attraverso un concetto o idea. Graficamente, il modello è un triangolo che collega segno-concetto-referente, senza poter passare direttamente dal segno al referente. Il punto debole di questo schema è lassenza di una finalità di questa interpretazione.

                                     

1.2. Modelli del segno Modello di Peirce

Il problema non è stato superato da Charles Peirce, padre della moderna semiotica, che ha riproposto uno schema simile a quello classico, ma più complesso. In questo caso, i tre elementi sono tutti direttamente collegati fra loro: il representamen ossia ciò che rappresenta loggetto, linterpretante ovvero come si interpreta loggetto e loggetto stesso. Loggetto considerato allinterno di questo schema è definito immediato, cioè il risultato dellinterpretazione stessa. Ad esso si oppone quello dinamico, che non può essere allinterno del triangolo perché è loggetto al di là di ogni interpretazione, che deve comunque tendere a raggiungerlo.

Questo avvicinamento alloggetto dinamico è detto semiosi: secondo la teoria della semiosi illimitata, un representamen viene interpretato come oggetto immediato, che a sua volta diviene representamen per unaltra interpretazione che tenderà a raggiungere loggetto dinamico.

                                     

1.3. Modelli del segno Modello di Saussure

Il modello più noto del segno linguistico è quello delineato da Ferdinand de Saussure 1857-1913, padre della linguistica generale. Esso si basa sul dualismo tra significante e significato. Il significante è la parte fisicamente percepibile del segno linguistico: linsieme degli elementi fonetici e grafici che vengono associati ad un significato che invece è un concetto mentale, che rimanda alloggetto. Saussure, in una elaborazione raffinata, arriva a concepire il significante come entità rigorosamente mentale: se si riduce il significante a unentità materiale, allora esso non può entrare in campo se non al momento in cui la messa in atto di un sistema di manifestazione traduce un racconto in immagini, suoni, azioni svolte dal vivo, in qualcosa insomma che si manifesti ai nostri sensi; ciò è controfattuale, poiché chiunque può percepire che una storia, o semplicemente un segno, disegnano nella propria mente una struttura espressiva portatrice di definiti significati, disegnano un significante che la mente può osservare e che può dunque veramente essere oggetto di una teoria della narrazione. Significante e significato sono stati interpretati come due facce di una medaglia: sono inscindibili e si rinviano continuamente a vicenda.

Il legame tra significante e significato nelle lingue storico-naturali è normalmente arbitrario, anche se talora vi sono elementi di iconicità, per esempio nelle onomatopee e in altri casi di fonosimbolismo.



                                     

2. Tipi di segni

Fu santAgostino il primo a classificare due tipi di segni. I primi sarebbero i segni naturali, cioè tutti quei segni che non sono stati creati per significare qualcosa, ma che rimandano ad altri oggetti per lesperienza. Ad esempio, una nuvola rimanda allidea di pioggia non perché è stata creata per comunicare questa azione. Poi vi sarebbero i segni artificiali, cioè creati proprio per la comunicazione. Sono detti anche segni intenzionali proprio perché alle spalle cè lintenzione di voler trasmettere un concetto.

I segni del primo tipo sono detti anche indizi, per distinguerli da quei segni non artificiali, come il linguaggio, che però servono a comunicare.

                                     

2.1. Tipi di segni Classificazione dei segni secondo Peirce

I segni vengono suddivisi per categorie di conoscenza in segni iconici, segni indicali e segni simbolici o codici. Nel primo caso il significante è simile al significato, nel secondo caso vi è una connessione fisica con il significato e nel terzo caso vi è una relazione tra significante e significato in modo arbitrario.

                                     
  • Il segno di Brudzinski è uno dei cosiddetti segni meningei È la reazione ad alcune manovre mediche che indica uno stato di infiammazione delle meningi
  • Il segno di Gray - Turner si riferisce alla presenza di lividi sui fianchi, la parte del corpo tra l ultima costola e la parte superiore dell anca. Il
  • altri adoperati in caso di sospetta meningite Segno di Brudzinski, Segno di Lasègue, Segno di Binda, Segno di Lesage si basa sull estensione delle meningi
  • Il segno rosso del coraggio The Red Badge of Courage è un romanzo sulla guerra scritto nel 1895 dall autore statunitense Stephen Crane. È fra le opere
  • Il segno del toro Taurus Rising è una soap opera australiana in 21 puntate trasmesse per la prima volta nel 1982. Originariamente destinata ad essere
  • Il segno titolo originale De tva saliga è un film per la televisione del 1986 diretto dal regista svedese Ingmar Bergman. Viveka incontra Sune nella
  • Ma tu di che segno 6? è un film del 2014 diretto da Neri Parenti. Cinque storie intrecciate indagano comicamente sugli effetti delle profezie astrali
  • Il segno di Trendelenburg, detto anche zoppìa dell anca, è un importante segno clinico, di rilevanza neurologica, ortopedica e fisiatrica. È così chiamato
  • Voce principale: Giochi della I Olimpiade. Il tiro a segno fu uno degli eventi sportivi dei giochi della I Olimpiade, tenutasi ad Atene, nel 1896. Strettamente

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