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ⓘ Operazione Overlord




Operazione Overlord
                                     

ⓘ Operazione Overlord

L operazione Overlord fu il nome in codice che identificò il piano di invasione dellEuropa, iniziato il 6 giugno 1944, con lobiettivo di stabilire una testa di ponte sulla terraferma per poi invadere la Normandia e, quindi, liberare la Francia. Inizialmente il nome in codice Overlord venne usato per designare sia loperazione generale di attraversamento della Manica sia lo sbarco vero e proprio in ben determinate aree; con il progredire della pianificazione, per esigenze di sicurezza venne ristretto il numero di persone che avevano accesso alle informazioni sullo sbarco e quindi venne definito un nuovo nome in codice, Neptune, per designare questa fase specifica lasciando Overlord per il concetto generale e la divulgazione più ampia tra il personale interessato.

                                     

1. Premesse

Durante tutto il 1941, a seguito della disfatta francese contro le armate tedesche, il Regno Unito continuò a combattere senza alcuna speranza razionale in una vittoria decisiva contro la Germania. Soltanto nel giugno 1941, quando Hitler invase lUnione Sovietica, il primo sprazzo di possibilità di vittoria si dischiuse tra gli alleati, i quali continuarono a combattere impegnandosi nella lotta per mantenere aperta la vitale linea di rifornimento nellAtlantico e per mantenere viva la speranza negli unici teatri di guerra in cui le truppe britanniche continuavano a combattere: lAfrica e il Medio Oriente.

Hitler, dopo che i primi cinque mesi di operazioni contro lURSS non avevano dato i risultati sperati, iniziò a valutare la possibilità che gli Stati Uniti entrassero in guerra e l11 novembre 1941 annunciò clamorosamente, anche per intimidirli:

Infine, negli ultimi giorni dellanno ci fu la svolta del conflitto, lattacco giapponese a Pearl Harbor, al quale seguì la dichiarazione di guerra della Germania agli Stati Uniti. Con grande sollievo per i britannici, Roosevelt e i suoi capi di stato maggiore aderirono subito al principio del Germany first la Germania per prima, riconoscendo che la potenza bellica tedesca rappresentava il pericolo maggiore e che dopo la sconfitta della Germania il Giappone avrebbe presto capitolato. La guerra nel Pacifico divenne quindi un impegno prioritario per la marina statunitense, mentre lo sforzo massimo delle forze di terra si sarebbe concentrato contro la Germania e lItalia. Tale decisione venne ribadita durante la prima grande conferenza di guerra angloamericana apertasi a Washington il 31 dicembre 1941, denominata Arcadia, dove gli Stati Uniti si impegnarono nellattuazione del piano Bolero, ossia il progressivo concentramento di forze statunitensi in Gran Bretagna in vista di uninvasione dellEuropa.

Dallaltra parte, il 14 dicembre Hitler aveva dato le prime disposizioni per dare almeno in parte corpo alla sua mossa propagandistica, dando alla Organizzazione Todt le prime direttive relative alle priorità, che però privilegiavano zone della Norvegia, la costa francese da Bordeaux a Brest, le isole del Canale e lestuario della Senna; la priorità allinterno della stessa area era assegnata alle postazioni di artiglieria costiera e alle basi dei sommergibili, come La Pallice o Saint Nazaire. Quando Hitler scelse il comandante del Fronte Occidentale, grosso modo corrispondente al Gruppo di Armate B in Francia e Belgio, e al Gruppo di Armate D nei Paesi Bassi e Germania, lo individuò nella persona del feldmaresciallo Gerd von Rundstedt, reduce dal fronte russo, dove non aveva lesinato critiche sulla condotta delle operazioni da parte dellOKW; questi però era un fautore della guerra di movimento, e quindi non fu entusiasta dellincarico che lo vincolava alla difesa di posizioni fisse; inoltre le responsabilità di comando erano tuttaltro che unitarie, con la Kriegsmarine responsabile di una parte delle batterie costiere e lesercito di unaltra parte, le divisioni SS dipendenti direttamente da Himmler, le truppe terrestri della Luftwaffe direttamente agli ordini di Göring come gli aerei, che peraltro erano integrati nella difesa aerea contro le incursioni del Bomber Command e del suo equivalente statunitense in seno allUSAAF; infine, le divisioni corazzate dello Heer, sebbene nominalmente sotto il suo comando, erano considerate riserva strategica e pertanto non utilizzabili se non dietro esplicita autorizzazione dellOKW.

Nei mesi che seguirono Arcadia gli statunitensi cominciarono a orientarsi verso uninvasione oltre la Manica in tempi brevi; qui incominciò il dibattito e una considerevole quantità di discussioni politiche e militari tra gli Alleati. Limpazienza dei comandanti statunitensi si contrapponeva con la cautela da parte britannica, e questo scontro di vedute caratterizzò il crescente dissenso tra i capi dello stato maggiore combinato per tutto il 1942 e per gran parte del 1943. Vennero studiate alcune operazioni al fine di mettere alla prova le difese tedesche; loperazione Chariot del marzo 1942 aveva lo scopo di rendere inutilizzabile il bacino di carenaggio di Saint Nazaire che poteva essere usato dalle navi da battaglia tedesche e di danneggiare le installazioni portuali, e riuscì parzialmente nellintento sebbene con forti perdite tra i commando e i marinai dimostrando anche le lacune nelle difese di un porto fortificato. Poi si ebbe il raid su Dieppe dellagosto 1942, nel quale venne sacrificata una intera brigata canadese e concesso un grosso vantaggio propagandistico ai tedeschi, ma anche testati i primi tentativi di mezzi speciali, dei carri Churchill con modifiche che dovevano renderli anfibi ma che si rivelarono inefficaci. Il risultato fu quello di rafforzare le convinzioni tedesche sullimpenetrabilità del Vallo, ma anche di accelerare i lavori di fortificazione successivi.

In un primo momento latteggiamento statunitense fu determinato dal timore del rapido crollo dellalleato sovietico se gli alleati non avessero creato al più presto una imponente azione diversiva a occidente. Così fu avviato lo studio del piano Round-up che i britannici disapprovarono, e si impegnarono per spostare le risorse verso obiettivi più modesti ma più realistici. Con riluttanza, nel 1942 Washington acconsentì allinvasione dellAfrica settentrionale francese, ma dal momento che il concentramento di truppe in Gran Bretagna non si stava svolgendo nei tempi stabiliti, la campagna nel Nordafrica iniziava a trascinarsi senza risultati e la disfatta del raid su Dieppe aveva dimostrato i rischi di uno sbarco anfibio contro coste fortificate, divenne evidente per i comandi angloamericani che nel 1943 non avrebbe potuto esserci una campagna di Francia e lapertura del secondo fronte.

Dallaltra parte, i lavori sulle fortificazioni proseguivano, ma venivano anche rallentati dai sabotaggi francesi supportati dal SOE britannico e dai bombardamenti delle forze aeree alleate, guidati dalle informazioni che pervenivano sempre dalla resistenza francese; von Rundstedt dopo diciotto mesi di comando inviò un rapporto al Führer nel quale lamentava lincidenza dei trasferimenti di divisioni scelte verso il fronte orientale, ipotizzando che senza una sufficiente riserva strategica in caso di invasione non avrebbe potuto esserci nessun contrattacco e tanto meno vittoria. Hitler, sulla base di questo rapporto e dei riscontri forniti dallOrganizzazione Todt sui lavori di fortificazione, inviò il feldmaresciallo Rommel nel novembre 1943 a ispezionare il Vallo.

                                     

2. Pianificazione

Il reale processo di pianificazione dellinvasione dellEuropa continentale cominciò a partire dal gennaio 1943, quando durante la conferenza di Casablanca i capi militari angloamericani si incontrarono per la seconda volta per fare il punto della situazione. Anche in questo caso i britannici riuscirono a far prevalere i loro punti di vista sulla conduzione della guerra, e gli statunitensi aderirono per predisporre i piani delloperazione Husky, ossia linvasione della Sicilia, con la prospettiva di ulteriori operazioni militari in Italia. I capi di stato maggiore statunitensi tornarono a Washington alquanto irritati, ma decisi a evitare ulteriori rinvii e convinti ad aprire un varco nel Vallo Atlantico. Alla conferenza svoltasi nel maggio 1943 a Washington, denominata in codice Trident, fu stabilito che nella primavera del 1944 ci sarebbe stata linvasione dellEuropa nordoccidentale, loperazione Overlord, e fu deciso, nonostante i dubbi britannici, lattuazione delloperazione Anvil, ossia linvasione della Francia meridionale da svolgere in concomitanza con Overlord e a prescindere dai costi della campagna dItalia. In effetti, vi era molto scetticismo da parte statunitense sullidea britannica riguardo allordine di grandezza delle forze impegnate nello sbarco; esisteva un forte conflitto di priorità nei piani di costruzioni navali tra le navi da trasporto che venivano falcidiate dai sommergibili tedeschi a livelli record e necessitavano di rimpiazzi, e i mezzi da sbarco leggeri landing craft e pesanti landing ship la cui produzione nel 1942 si attestò sulla media di 60 000 tonnellate mensili; su queste previsioni venne impostato il dialogo durante la conferenza. Le previsioni iniziali di una forza da sbarco variabile da cinque a dieci divisioni imponevano nel secondo caso un numero di mezzi da sbarco dei vari tipi pari a circa 8 500, secondo stime fatte dal comitato congiunto ETOUSA ma presentate dai britannici a Washington, nondimeno vennero giudicate dallo Stato Maggiore Congiunto statunitense totalmente irrealistiche, e ignorandone la reale provenienza ritennero perciò che ci fosse da parte britannica una reale volontà di non effettuare lo sbarco, cosa che li portò a spingere per lattuazione dellOperazione Torch; comunque la necessità politica di preventivare lassalto alla Fortezza Europa portò alla rivalutazione delle forze da sbarco che comportò la necessità di 4 000 mezzi.

Alla conferenza di Teheran del novembre 1943 i piani vennero presentati a Stalin, il quale li approvò in pieno. Per tutto lautunno e linverno del 1943 i comandi britannici furono molto critici nei confronti di Overlord, e preoccupati dal fatto che se loperazione non si fosse svolta con una netta superiorità di uomini e mezzi, le combattive e ben equipaggiate unità tedesche presenti nel Nord della Francia avrebbero rappresentato un serio problema nella riuscita delloperazione. Ma i dubbi di Churchill e dei comandi militari non riguardavano la necessità di invadere lEuropa, bensì quando farlo. I britannici vedevano grandi rischi nella fretta e notevoli vantaggi nel prendere tempo. Lesercito tedesco stava subendo enormi perdite sul fronte orientale, e i responsabili dellaeronautica erano convinti che loffensiva dei bombardieri strategici sui cieli della Germania stesse rapidamente erodendo le capacità produttive delle industrie tedesche.

Ma la capacità di resistenza della Gran Bretagna e della sua popolazione si stava avvicinando al limite: lo sforzo bellico contro la Germania e nel Sud-Est asiatico contro il Giappone stava intaccando le risorse industriali, economiche e umane dellImpero britannico, tanto che per esempio, la produzione britannica di munizioni per tutto il Commonwealth scese dal 90.7 per cento del 1940 al 61.6 per cento del 1944, costringendo il governo ad acquistare munizioni e tutto quanto servisse per la causa bellica, in buona parte dagli Stati Uniti mediante il quadro di affitti e prestiti. Tuttavia il grande impulso derivante dalla determinazione statunitense, il loro enorme potenziale industriale e i quasi 8 milioni di uomini che potenzialmente potevano schierare in guerra, costrinsero i britannici ad assecondare le scelte dellalleato e di conseguenza lelaborazione della sua strategia.

Nellaprile 1943 il generale di corpo darmata britannico sir Frederick Morgan venne nominato capo di stato maggiore del Comando supremo alleato COSSAC - Chief of Staff to the Supreme Allied Commander quando ancora non era stato designato un comandante supremo, e per i restanti mesi dellanno Morgan e i membri dello stato maggiore interalleato ebbero la responsabilità di elaborare in via preliminare i particolari tecnici di Overlord. Il COSSAC fu però strettamente vincolato, dalla decisione dei capi di stato maggiore del comando combinato con sede a Washington, di elaborare un piano operativo con un inadeguato apparato di forze, che prevedeva lo sbarco in Francia di appena tre divisioni. Ma il posto di comando rimase vacante fino al dicembre 1943, quindi ogni decisione sul numero di uomini e mezzi da utilizzare fu decisa solo in secondo luogo. Tra i primi problemi affrontati vi furono la limitatezza del raggio di azione della copertura aerea, la presenza di almeno un porto importante nelle vicinanze, i limiti di capacità delle spiagge, la lunghezza del tratto di mare da superare e, infine, la potenza delle difese costiere tedesche.

Questi fattori avevano subito limitato la scelta dei punti di sbarco e la geografia aveva ulteriormente ridotto le scelte; Pas de Calais venne scartata, nonostante fosse la via più breve verso il cuore della Germania, perché nonostante offrisse le spiagge più adatte, vicinanza alle coste inglesi lappoggio aereo e la traversata erano quindi più facili e un più diretto accesso alla Germania, era per questi motivi il punto più probabile dove ci si sarebbe aspettata uninvasione e quindi il meglio difeso. Si portò allora lattenzione a ovest, verso le ampie spiagge della Bretagna, del Cotentin e della Normandia. Come risultato della disastrosa operazione del 1942 di attacco frontale contro il porto di Dieppe, il COSSAC decise di non cercare di catturare un porto con un assalto diretto dal mare, pertanto le spiagge scelte dovevano prestarsi a operazioni prolungate di carico e scarico dalle navi da sbarco, e possedere nellentroterra una sufficiente rete stradale per consentire il rapido concentramento di forze.

La Bretagna era però troppo defilata e fuori dal raggio dazione della copertura aerea. La penisola del Cotentin, rispetto al Pas de Calais, disponeva di un porto ben attrezzato, quello di Cherbourg, ma scontava la mancanza di aeroporti e cera il rischio di rimanere imbottigliati nella parte nord della penisola. Di conseguenza venne scelta la costa del Calvados in Normandia, che poteva contare su difese nemiche più deboli dato che la foce del fiume Orne segnava il confine tra la 15ª Armata della Wehrmacht a nord-est e la 7ª Armata a sud ovest, e i confini di due armate sono in sé zone deboli. Inoltre il Calvados rispetto al Pas de Calais possedeva ampie spiagge riparate dai venti occidentali e nei pressi di Caen poteva essere conquistato velocemente il campo daviazione di Carpiquet.

Nellordine di priorità degli obiettivi alleati si collocavano innanzitutto Caen, Bayeux e la strada per Saint-Lô, cui seguivano la strada per Falaise e il porto di Cherbourg: cera infatti il pericolo che, se gli obbiettivi prefissati fossero stati troppo ambiziosi e inoltrati allinterno, le truppe alleate si sarebbero trovate troppo allungate in profondità e quindi vulnerabili agli inevitabili contrattacchi tedeschi. Un altro grosso problema fu quello di organizzare il movimento dei veicoli sbarcati, fuori dalle spiagge. A quel punto, a fine agosto, le ricognizioni aeree alleate portarono lo sconforto tra i comandanti del COSSAC: fotografie aeree rivelarono un sistematico allagamento da parte tedesca delle zone fluviali attorno a Caen, che spinse lufficio operazioni a considerare di trasformare Overlord in una finta invasione che avrebbe dovuto precedere il vero attacco. Nasceva così nei primi giorni dellagosto 1943 il germe di Fortitude, la brillante operazione di mascheramento alleata che consentì di bloccare a Pas de Calais la 15ª Armata tedesca fino a luglio inoltrato del 1944.

                                     

2.1. Pianificazione I primi diversivi

Altre operazioni diversive vennero programmate e poste in atto già dopo la Conferenza di Washington; quella denominata Cockade, che prevedeva la simulazione di uno sbarco lungo il Vallo Atlantico entro il 1943, ne racchiudeva altre tre, ognuna destinata a minacciare un tratto di costa nemica: Wadham doveva minacciare la penisola di Brest e far sovrastimare le forze statunitensi nel Regno Unito, cosa che impegnò le unità del V corpo darmata USA; Tindall era la minaccia di uno sbarco in Norvegia da parte dei britannici partendo dalla Scozia; la parte principale era attuata dalloperazione Starkey, lo sbarco nella zona del passo di Calais che prevedeva anche una grossa simulazione con luso di mezzi anfibi denominata Harlequin ; per questultima la carenza di mezzi da sbarco penalizzò fortemente la riuscita, ma il resto di Starkey andò avanti comprendendo anche uno sminamento del Canale della Manica allinizio di settembre; sebbene non vi siano tracce di una evidente reazione germanica in termini di spostamento di truppe, questa attività servì ad aiutare la programmazione delle operazioni diversive che sarebbero state poi attuate per Overlord.



                                     

2.2. Pianificazione Comandanti

Mentre il COSSAC prendeva in esame le caratteristiche delle spiagge e la complessità del sistema ferroviario francese, Roosevelt e Churchill sceglievano i comandanti. Il generale George Marshall e il generale Alan Brooke rimasero entrambi delusi e non vennero designati al comando supremo, il primo in quanto ritenuto dal presidente indispensabile nel suo incarico di capo di stato maggiore a Washington, il secondo perché britannico, in un momento in cui la conduzione della guerra era legata soprattutto alla decisa volontà della dirigenza statunitense di affrontare direttamente il nemico in uno scontro che la Gran Bretagna aveva cercato a lungo di procrastinare. Il 7 dicembre 1943 il generale Dwight D. Eisenhower venne nominato comandante supremo del Supreme Headquarters Allied Expeditionary Force SHAEF ossia il comando supremo della forza di spedizione alleata, prendendo così il controllo globale delle truppe alleate in Europa.

Nonostante i dubbi statunitensi, i tre posti di comando subordinato di Overlord furono occupati da tre generali britannici, Bernard Montgomery, Bertram Ramsay e Trafford Leigh-Mallory, rispettivamente per le forze terrestri, navali e aeree; un altro alto ufficiale britannico, il maresciallo dellaria sir Arthur Tedder fu nominato vicecomandante supremo, in riconoscimento del ruolo importantissimo che laviazione avrebbe dovuto svolgere nellinvasione. Appena assunto il comando del 21º gruppo darmate che avrebbe preso parte a Overlord, il generale Montgomery sostituì tutto lo stato maggiore con i suoi fidati ed esperti ufficiali dell8ª Armata britannica, e subito dopo incrementò le ricognizioni aeree dalla sola Normandia, fino a Pas de Calais. La nomina di Montgomery venne messa in discussione dagli esponenti militari statunitensi, che avrebbero preferito il più mite e accomodante generale Harold Alexander come comandante delle forze di terra. Lo stesso Montgomery aveva dubbi sulla nomina di Eisenhower, perché questi aveva poca esperienza sul campo.

Quando Eisenhower e il suo staff giunsero a Londra il 15 gennaio 1944 per subentrare al COSSAC, studiarono il piano di Morgan ne accettarono la logica, tranne che per un punto: tutti coloro che erano coinvolti dallo stesso Einsenhower a Montgomery a Walter Bedell Smith e Omar Bradley, sostenerono subito che sarebbe stato necessario ampliare il fronte dellinvasione con un attacco portato da cinque divisioni perciò chiesero, e ottennero, lassegnazione di altri mezzi da sbarco. Inoltre al contrario di Morgan, che aveva bocciato una possibile estensione del fronte verso ovest scartando la penisola del Cotentin a causa dei vasti territori allagati nellentroterra, Eisenhower risolse il problema con lutilizzo di truppe aviotrasportate statunitensi paracadutate allinterno, che avrebbero avuto il compito di occupare gli argini delle zone allagate e favorire lavanzata delle truppe dalla spiaggia, che poi sarebbe diventata Utah, lungo tracciati resi sicuri.

                                     

2.3. Pianificazione I preparativi

Il 21 gennaio, nella prima riunione dello stato maggiore di Eisenhower a Norfolk House, Montgomery perfezionò il piano di attacco precedentemente abbozzato dal COSSAC, e delineò la nuova impostazione del piano che nelle settimane successive sarebbe stato trasformato in ordini operativi per le armate alleate. Gli statunitensi sulla destra, dovevano puntare su Cherbourg, Brest e i porti della Loira. Era logico farli sbarcare sul lato occidentale perché in tal modo si sarebbero trovati in posizione favorevole a ricevere ordini, uomini e rifornimenti direttamente per mare dagli Stati Uniti. I britannici e i canadesi sulla sinistra "avrebbero impegnato il grosso del nemico sopravveniente da est e da sud-est". Montgomery aggiungeva poi: "Nelle fasi iniziali dovremmo impegnarci ad assicurare rapidamente il controllo dei principali nodi di comunicazione stradali. Faremo quindi avanzare le nostre truppe corazzate tra quei centri e oltre spiegandole in terreno favorevole. Risulterà così difficile al nemico far affluire le sue riserve facendole filtrare attraverso le formazioni corazzate". Il 23 gennaio, dopo un ultimo tentativo del COSSAC di far accettare a Eisenhower alcune loro proposte e salvare almeno in parte il loro orgoglio profondamente ferito, il comandante supremo accolse formalmente i suggerimenti di Montgomery. Ebbe così inizio lenorme sforzo organizzativo di tradurli in realtà operativa: riuscire a convincere Washington dellesigenza vitale di un maggior numero di mezzi da sbarco, preparare piani di munizionamento, schemi per lappoggio aereo, programmi logistici, apprestamento dei mezzi e materiali del genio, disposizioni per la scorta dei convogli.

Due gruppi di brigate mobili furono stanziate nel Kent e nel Sussex nelleventualità che commando tedeschi tentassero di sbarcare per disturbare lafflusso di rinforzi alla testa di sbarco. Si procedette a far stampare nella massima sicurezza milioni di carte topografiche e migliaia di copie delle ricognizioni aeree. Si iniziarono ad ammassare centinaia di migliaia di proiettili per artiglieria e iniziò levacuazione dellintera popolazione per unestensione di 40 chilometri quadrati nel Devon occidentale per consentire alle forze statunitensi sbarcate in Gran Bretagna di esercitarsi con munizioni vere. Il compito di sistemare le truppe statunitensi fu complesso. Ogni unità corazzata richiedeva 40 trasporti, pari a 386 000 tonnellate di naviglio, contro le 270 000 tonnellate per una divisione di fanteria, e ogni unità aveva bisogno poi di accampamenti, treni per farvele pervenire, zone di addestramento, aree ricreative e di rifornimento. E nella terribile ipotesi che i tedeschi avessero utilizzato gas asfissianti contro gli invasori, si apprestarono dotazioni di proiettili a gas per 60 giorni di rappresaglia e si addestrarono gli equipaggi degli aerei per lutilizzo delle bombe a gas.

Nelle vaste zone di concentramento sorsero grandi attendamenti forniti di punti dacqua, panifici da campo, servizi igienici, uffici postali, il tutto mimetizzato per renderlo irriconoscibile a 4 000 metri daltezza. La prima ondata da sbarco statunitense avrebbe contato circa 130 000 uomini ai quali entro il si sarebbe via aggiunto un altro contingente di 1 200 000 uomini. Con loro sarebbero affluiti 137 000 veicoli tra mezzi motorizzati e semicingolati, 4 127 cingolati e 3 500 pezzi dartiglieria. Di settimana in settimana convogli transatlantici attraccavano nei porti della Gran Bretagna, scaricando un flusso incessante di proiettili dartiglieria, munizioni per armi leggere, vestiario, plasma sanguigno, jeep e razioni K. Ma questo enorme approvvigionamento comportò anche enormi problemi nel gestire il naviglio proveniente dagli Stati Uniti, tanto che i britannici protestarono, soprattutto perché per garantire lo stile di vita a cui gli statunitensi erano avvezzi, per ogni soldato in Normandia avrebbe ricevuto razioni quotidiane per 2 900 g, contro i 1 500 g dellavversario tedesco. E questo, considerando che solo 1 800 g venivano consumati, evidenziò un largo spreco di tonnellaggio nei trasporti marittimi. Di contro la dotazione tedesca di munizioni per armi leggere a una compagnia di fucilieri era più del doppio rispetto alla controparte statunitense; 56 000 contro 21 000. Anche i mezzi aerei furono un problema considerevole; per le due divisioni aviotrasportate da impegnare le previsioni iniziali di agosto 1943 di 637 aerei da trasporto erano tuttaltro che adeguate alle necessità, ma la forza di aviosbarco non venne ridotta considerando che il solo obbiettivo di Caen/Carpiquet avrebbe richiesto una intera divisione "per evitare una sconfitta nelle fasi iniziali".

Tutto ciò fu portato a termine nelle sole 17 settimane precedenti la nuova data stabilita per il D-Day, il 5 giugno, data scelta considerando i tempi di consegna dei mezzi da sbarco necessari allinvasione, e soprattutto per sfruttare la mezza marea e la luna piena.

Così il quartier generale del 21º gruppo darmate si impegnò a studiare i piani operativi; tra le varie sezioni dello SHAEF circolava una esorbitante quantità di rapporti, note e studi del potenziale dei rinforzi tedeschi, sulla capacità delle ferrovie francesi, sulla gittata dellartiglieria costiera tedesca, sullefficacia dei bombardamenti navali alleati e su decine di altre criticità che seppur importanti, non erano di fondamentale importanza. Pertanto lonere di stendere i piani operativi fu assunto dallo stato maggiore del 21º gruppo darmate di Montgomery, il quale si preoccupò soprattutto di non far trapelare informazioni al nemico per non compromettere lo sbarco. Molto probabilmente se i tedeschi fossero venuti a conoscenza del piano, Ultra ne avrebbe messo i comandi alleati a conoscenza, ma nonostante questo, lincubo che i tedeschi fossero segretamente pronti ad attendere gli alleati nei luoghi degli sbarchi angosciò fino allultimo momento gli alleati. Di per sé però lo sbarco non rappresentava per gli alleati un problema tattico insuperabile, dato che le capacità organizzative le risorse a disposizione erano immense. Il problema era per lo più rappresentato da tutti gli elementi imponderabili che avrebbero reso difficoltoso il consolidamento della testa di sbarco. Vennero così analizzati in modo approfondito le previsioni delle forze che i tedeschi avrebbero potuto mettere in campo dopo lo sbarco, ossia durante la battaglia di Normandia. Nellaprile 1944 lo SHAEF era giunto a una conclusione deprimente che prevedeva che al giorno D+14 i tedeschi avrebbero avuto a disposizione in Normandia 28 divisioni contro le 19 una volta e mezzo quelle degli alleati, mentre al D+30, 33 contro 28 solo un sesto in più.

Ma il potenziale tedesco sarebbe comunque dipeso dal comportamento del Führer, il quale rappresentava lapice decisionale nemico, e dalla riuscita di Fortitude, il piano di mascheramento alleato costituito da Patton e dal suo fantomatico "Primo gruppo darmate statunitense" che minacciava un finto sbarco a Calais. La paura principale era dunque il rischio non tanto di essere ricacciati a mare, piuttosto di incorrere in una situazione di stallo simile a quella avuta sul fronte occidentale del primo conflitto mondiale, dove laccanita resistenza tedesca avrebbe potuto impegnare per moltissimo tempo le forze alleate. Per questo i rapporti dello stato maggiore dello SHAEF raccomandavano che dal giorno D+14 ". Di contro Eisenhower e lo stato maggiore dello SHAEF ritenevano che i bombardieri sarebbero stati più utili se avessero operato allinterno della Francia, attaccando bersagli strategici in tutto il territorio.

Dopo intensi scambi polemici tra Londra e Washington, Eisenhower riuscì a spuntarla; tutta la direzione delle forze aeree alleate sarebbe stata nelle sue mani fino a quando il comitato combinato dei capi di stato maggiore CCS lo avrebbe considerato necessario, ma queste non comprendevano né l8ª Air Force né il Comando bombardieri che Eisenhower voleva sotto il comando dello SHAEF. Spaatz e Harris rimasero indipendenti ma Eisenhower poté disporre della forza aerea tattica britannica, la RAF Second Tactical Air Force, e quella statunitense, la Ninth Air Force sotto il comando del maresciallo dellaria Leigh-Mallory. Le forze aeree dettero inizio a un intenso programma di bombardamento delle linee di comunicazione francesi, concentrandosi in particolare sui nodi ferroviari e sui ponti, limitando in questo modo la possibilità di movimento dei tedeschi in vista del D-Day. Il raggio di tale azione fu ampliato di parecchio includendo obiettivi lungo tutta lestensione della costa settentrionale della Francia onde evitare che una concentrazione facesse capire qual era il punto dove gli alleati intendevano sbarcare. Parallelamente la Luftwaffe era sia a corto di aerei sia della benzina sintetica necessaria per far alzare in volo i velivoli. Infatti grazie alloperazione Pointblank, che permise ai bombardieri alleati scortati dai nuovi caccia a lungo raggio Mustang P-51 di colpire le fabbriche aeree dei tedeschi e, da maggio 1944, di attaccare gli stabilimenti di produzione della benzina sintetica, la Luftwaffe di Hermann Göring fu notevolmente ridimensionata. La battaglia per il dominio dellaria era stata vinta dagli alleati nei cieli della Germania molte settimane prima che i primi soldati mettessero piede in Francia, e questo si ripercosse durante il D-Day nei cieli della Normandia, quando i tedeschi riuscirono a compiere appena 319 sortite. Ma i dissidi tra i comandi aerei alleati non cessarono; nella primavera del 1944 i comandanti dellaria dedicarono troppo spazio a discutere sulla loro autorità e autonomia. Leigh-Mallory non era ben visto da nessuno dei comandanti aerei alleati, i quali lo consideravano deprimente e insicuro, e si rifiutavano di prendere ordini da lui. Discutevano soprattutto su come impiegare nel modo giusto la loro arma e difenderne gli interessi settoriali, tralasciando colpevolmente lattenzione sulle tecniche di coordinamento aria-terra. Dopo molti dissidi, Tedder ed Eisenhower e tutto lo stato maggiore del 21º gruppo darmate ricevettero il piano aereo del D-Day solamente 36 ore prima degli sbarchi.

                                     

2.4. Pianificazione La resistenza francese

La resistenza francese partecipò attivamente alle operazioni di sabotaggio nei confronti dei tedeschi nel tentativo di favorire in ogni modo la riuscita del D-Day e della successiva battaglia allinterno della Normandia. Suo capo riconosciuto era Charles de Gaulle, anche se questi durante il 1944 si trovava ad Algeri, lontano dal teatro delle operazioni e impossibilitato a esercitare un rigido controllo. Nonostante i limiti nellequipaggiamento e nella comunicazione interna, il notevole vantaggio che gli alleati potevano avere dalla resistenza fu la presenza dei suoi componenti nelle retrovie tedesche, che permettevano azioni di sabotaggio, un accurato spionaggio, e poteva fornire azioni di fuoco contro lesercito tedesco ritardandone gli spostamenti verso la battaglia. A partire dagli inizi del 1944 il sabotaggio delle ferrovie subì una veloce accelerazione e sfociò nel Piano trasporti, ossia un piano coordinato tra le forze alleate e la resistenza con lobiettivo di colpire e distruggere il maggior numero possibile di ferrovie, depositi, piattaforme girevoli e ponti. Laviazione alleata sganciò circa 58 000 tonnellate di bombe su circa 90 obiettivi, ma i tedeschi in molti casi riuscivano a riparare il danno in ventiquattro/quarantottore. Molto più precisa e utile fu lazione degli uomini della resistenza, la quale nei primi tre mesi del 1944 distrusse 808 locomotive contro le 387 danneggiate dagli attacchi aerei, e anche se le cifre si invertirono nel corso dei mesi, la partecipazione dei francesi fu preziosa anche se non determinante, dato che i tedeschi riuscivano a sostituire i vagoni persi requisendo quelli necessari ai civili.

Lazione della resistenza però non si limitò alle azioni di sabotaggio; lo spionaggio consentì alla marina e allaviazione alleata di conoscere con molta precisione la posizione delle batterie tedesche sulle coste normanne, e grazie alle informazioni raccolte e trasmesse dalla resistenza, affiancate e potenziate dalle intercettazioni di Ultra e dalla ricognizione aerea, lo SHAEF era in possesso di dati molto precisi sugli schieramenti e sulla forza del nemico. Ma gli alleati erano anche a conoscenza che i tedeschi torturavano i membri della resistenza catturati per avere informazioni, così si decise che le azioni di sabotaggio sarebbero state coordinate tramite messaggi radio trasmesse dalla BBC l1, il 2, il 15 e il 16 di ogni mese. Se linvasione era imminente avrebbero ricevuto un messaggio preparatorio in codice. A quel punto i capi della resistenza dovevano stare in allerta per ascoltare un secondo messaggio "B" di conferma entro quarantotto ore, con un codice che diceva alle unità di entrare in azione, diverso per ciascuna regione.



                                     

3.1. Le forze in campo Nel D-Day

  • I Corpo britannico generale Crocker
  • 2ª Armata britannica generale Miles Dempsey
  • 1ª Brigata servizi speciali britannica generale di brigata Lord Lovat
  • Commando Nr. 3, 4 incrementato con due plotoni di commando francesi del Commando Nr. 10 inter-alleato, 6 e 45, sbarco sul fianco est della spiaggia Sword, a Riva-Bella-Ouistreham obiettivo: congiungimento con truppe aviotrasportate della 6ª Divisione aviotrasportata britannica.
  • 6ª Divisione aviotrasportata britannica, generale Richard Gale, delle forze specializzate, paracadutata o sbarcata tramite alianti a est del fiume Orne per proteggere il fianco sinistro.
  • 4ª Brigata servizi speciali generale di brigata Leicester
  • Commando Nr. 41 Royal Marines, sul fianco ovest della spiaggia Sword obiettivo: collegamento con truppe sbarcate a Juno Beach.
  • 3ª Divisione fanteria britannica maggior generale Rennie e 27ª Brigata corazzata britannica, sbarco alle ore 7:30 sulla spiaggia Sword, da Riva-Bella-Ouistreham a est a Lion-sur-Mer a ovest obiettivo: conquista di Caen.
  • Commando Nr. 48 Royal Marines, sul fianco est della spiaggia Juno obiettivo: collegamento con truppe sbarcate a Sword Beach e conquista della stazione radar di Douvres.
  • 3ª Divisione fanteria canadese maggior generale Keller e 2ª Brigata corazzata canadese, sbarco alle ore 7:30 sulla Juno Beach, da Saint-Aubin-sur-Mer a est La Riviere Paisty-Vert a ovest obiettivo: conquista dellaeroporto di Carpiquet.
  • XXX Corpo britannico generale Bucknall
  • 50ª Divisione fanteria britannica maggior generale Graham e 8ª Brigata corazzata britannica, sbarco alle ore 7:25 sulla spiaggia Gold, da La Riviere Paisty-Vert a est a Le Hamel a ovest obiettivo: conquista di Bayeux.
  • 1ª Divisione fanteria generale Huebner e 29ª Divisione fanteria maggior generale Gerhardt, sbarco alle ore 6:30 sulla spiaggia Omaha, da Colleville sur Mer a est a Vierville sur Mer a ovest obiettivo: avanzata fino al fiume Aure.
  • 1ª Armata americana generale Omar Bradley
  • V Corpo statunitense generale Gerow
  • Commando Nr. 47 Royal Marines appartenente alla 4ª Brigata servizi speciali, sul fianco ovest della spiaggia Gold obiettivo: conquista di Port-en-Bessin e collegamento con truppe americane sbarcate a Omaha Beach.
  • VII Corpo americano generale Collins
  • 4ª Divisione fanteria generale Barton, sbarco alle ore 6:30 sulla spiaggia Utah, tra La Madeleine a sud e Les Dunes de Varreville a nord obiettivo: congiungimento con truppe aviotrasportate delle divisioni 82ª e 101ª, avanzata fino ai fiumi Merderet e Douve.
  • 101ª Divisione aviotrasportata statunitense maggior generale Maxwell Taylor, paracadutata attorno a Vierville per proteggere il fianco sud delle forze sbarcate sulla spiaggia Utah obiettivi: occupazione delle strade che conducono alla spiaggia Utah, distruzione dei ponti sul fiume Douve.
  • 2º Battaglione rangers statunitense tenente colonnello Rudder, a Pointe du Hoc.
  • 82ª Divisione aviotrasportata statunitense maggior generale Matthew Ridgway, paracadutata attorno a Sainte-Mère-Église, a protezione del fianco destro dello sbarco obiettivi: distruzione di altri ponti sul fiume Douve, conquista dei ponti sul fiume Merderet per impedire contrattacchi tedeschi e aprire la via allespansione verso ovest della testa di sbarco.
                                     

3.2. Le forze in campo Nel D-Day

La costa normanna interessata dagli sbarchi era stata fortificata dai tedeschi, in quanto parte del loro sistema di difesa detto Vallo atlantico. Era sorvegliata da tre divisioni, delle quali solo una la 352ª era di alta qualità. Le altre due divisioni la 709ª e la 716ª comprendevano soldati tedeschi che non erano considerati adatti per anzianità o per motivi medici al servizio attivo sul fronte orientale e mercenari di altre nazionalità.

A difesa della costa interessata direttamente dagli sbarchi, si trovavano quindi tre divisioni e varie unità minori del LXXXIV Corpo darmata del generale Marcks appartenente alla 7ª Armata del generale Dollmann. Nel dettaglio, da est a ovest:

  • 7ª Armata Generaloberst Friedrich Dollmann
  • 709. Infanterie-Division Generalleutnant Karl-Wilhelm von Schlieben: statica, con alcuni battaglioni Ost, era a difesa del settore orientale della penisola del Cotentin, comprendente il porto di Cherbourg e Utah Beach.
  • LXXXIV Corpo darmata General der Artillerie Erich Marcks
  • 716. Infanterie-Division Generalleutnant Wilhelm Richter: statica, con alcuni battaglioni Ost era a difesa di quelle che sarebbero diventate le spiagge Sword Beach, Juno Beach e Gold Beach.
  • 352. Infanterie-Division Generalleutnant Dietrich Kraiss: tra le migliori divisioni della 7ª Armata, con un battaglione di granatieri e un reggimento di artiglieria era a difesa della spiaggia che sarebbe diventata Omaha Beach. Le restanti unità della divisione erano schierate subito a sud e nei dintorni di Bayeux.

Le operazioni aviotrasportate degli Alleati ai fianchi della zona di sbarco finirono però per impegnare nei combattimenti del D-Day anche altre due unità tedesche:

  • 91ª Luftlande-Infanteriedivision Generalleutnant Wilhelm Falley, appartenente alla 7ª Armata: normale divisione di fanteria strutturata in modo da poter essere aviolanciata, dotata di due reggimenti granatieri e uno di artiglieria. Con aggregato il 6º Fallschirmjägerregiment della 2ª Fallschirmjägerdivision in Bretagna, era a difesa del retroterra di Utah Beach. Era dotata anche di carri francesi prede di guerra, inquadrati nel 100º Panzer-Ersatz-und-Ausbildungsabteilung. La 91ª era posta anche a difesa della cittadina di Carentan, importante nodo di comunicazioni che in caso di conquista avrebbe favorito il collegamento tra le due teste di ponte di Utah e Omaha.
  • 711. Infanterie-Division Generalleutnant Josef Reichert, aggregata alla 15ª Armata generaloberst Hans von Salmuth: era a guardia della costa e dellentroterra a est del fiume Orne, dove atterrarono i paracadutisti britannici della 6ª Divisione aviotrasportata britannica che avevano come obiettivo i ponti sul fiume Dives.

A sud di Caen, a diretta disposizione del Gruppo di Armate B e in grado di intervenire in giornata nellarea degli sbarchi, cera la:

  • 21. Panzerdivision Generalleutnant Edgar Feuchtinger: a guardia di Caen, poteva contare su 146 carri armati Panzer IV e 51 cannoni dassalto.

La 7ª Armata, invece, nella penisola del Cotentin aveva a disposizione unaltra divisione costiera:

  • 243. Infanterie-Division Generalleutnant Heinz Hellmich: statica, era a difesa del settore nord-occidentale della penisola del Cotentin.

La forza corazzata della riserva strategica dellOB West più vicina alla zona degli sbarchi era, invece, la:

  • 12. SS-Panzer-Division Hitlerjugend SS-Brigadeführer Fritz Witt, che stazionava nella zona di Évreux, a circa 130 chilometri a ovest di Caen, e disponeva il 6 giugno di circa 170 carri armati compresi una quarantina di Panzer V Panther. I suoi soldati erano stati tutti reclutati direttamente dalla Gioventù hitleriana nel 1943, alletà di sedici anni, e avrebbero acquisito una reputazione per la loro ferocia nella battaglia imminente, mentre i sottufficiali e gli ufficiali avevano solide esperienze di combattimento. La divisione, dopo un addestramento a tappe forzate basato su intense esercitazioni con proiettili veri voluto da Witt, era stata dichiarata "pronta al combattimento" ai primi di giugno, anche se il suo battaglione anticarro, il SS-Panzerjäger-Abteilung 12, era sotto organico per quanto riguarda gli Jagdpanzer IV in dotazione.

Tra Le Mans e Chartres, a circa 160-170 chilometri da Caen, stazionava invece la:

  • Panzer-Lehr-Division Generalleutnant Fritz Bayerlein: aveva a disposizione circa 260 carri armati, tra cui un centinaio di Panther).
                                     

4.1. Continuazione della campagna Settore britannico

Nei giorni seguenti linvasione, nel settore est, i britannici dovettero fronteggiare diversi contrattacchi tedeschi, resistendo con tenacia. Uno di questi contrattacchi fu uno scontro tra carri armati avvenuto presso Villers-Bocage dove poche decine di carri tedeschi sconfissero dei reparti inglesi supportati da duecento carri armati. Le perdite però furono in proporzione più pesanti per i tedeschi benché fossero minori di quelle subite dalla controparte britannica. Nello scontro lintero villaggio fu raso al suolo.

Uno dei problemi significativi per gli alleati era la presenza dei tedeschi a Caen, punto di estrema importanza strategica. Sin dal 6 giugno la città era uno dei bersagli delle truppe inglesi e sin da tale giorno i tedeschi si opposero con fermezza al nemico. Verso la fine di giugno i britannici diedero inizio alloperazione Epsom, una delle tante per conquistare la città. Neppure questa volta lobiettivo venne raggiunto e gli alleati dovettero attendere fino a metà luglio per avere tale soddisfazione.

                                     

4.2. Continuazione della campagna Settore statunitense

Una delle prime città francesi a essere liberate dalloccupazione nazista fu proprio Carentan, situata tra Utah e Omaha Beach. A conquistare la città venne inviata una delle due divisioni paracadutiste americane presenti in Normandia. Nei giorni seguenti linizio dellinvasione, la divisione paracadutista venne inviata verso la città respingendo i tedeschi presenti. Questi ultimi dovettero ritirarsi per mancanza di munizioni ma, non appena giunsero i rifornimenti e i rinforzi, passarono al contrattacco. La vittoria fu degli alleati solo dopo lintervento delle unità corazzate americane che evitarono ai paracadutisti la disfatta.

Ottenuta Carentan gli americani proseguirono verso ovest dividendo in due la penisola del Cotentin, per procedere poi verso nord, diretti su Cherbourg. Essendo una città portuale, essa era di estrema importanza per sostenere linvasione, rendendola una degli obiettivi principali per gli alleati. Dopo diversi giorni di battaglia le divisioni americane occuparono la città e rivolsero poi la loro attenzione verso il resto della Francia.



                                     

5. Analisi e conseguenze

Alla fine di giugno del 1944, gli alleati erano riusciti, con diverse difficoltà ma grazie anche al completo dominio dellaria e a unaccurata organizzazione logistica, a conquistare una salda testa di ponte nel nord della Francia. Da lì sarebbero riusciti poi ad attaccare la Germania stessa, passando attraverso la conquista della Bretagna battaglia di Brest e di Caen operazione Charnwood e operazione Goodwood, lo sbarco nel Sud del paese Operazione Dragoon, la sacca di Falaise e la liberazione di Parigi. Un secondo fronte oltre al fronte italiano avrebbe ridotto la pressione sui sovietici, a est, e permesso di concludere la guerra in Europa più rapidamente e con esiti più positivi per gli anglo-americani. In questo modo, oltre a sconfiggere i tedeschi direttamente sul loro suolo, avrebbero potuto in futuro fronteggiare direttamente lemergente superpotenza sovietica.

                                     

6. Cronologia

  • 5-6 giugno - l82nd Airborne Division operazione Detroit, la 101ª Divisione aviotrasportata operazione Chicago e la 6ª Divisione aviotrasportata britannica operazione Tonga vengono paracadutate in territorio francese.
  • 12 giugno - la 101ª Divisione aviotrasportata cattura Carentan.
  • 19 agosto - gli americani attraversano la Senna a Mantes-la-Jolie.
  • 25-30 giugno - operazione Epsom, loffensiva alleata a ovest di Caen porta solo a un limitato guadagno territoriale.
  • 21 agosto - la sacca di Falaise viene chiusa, 50 000 soldati tedeschi sono catturati.
  • 15 agosto - operazione Dragoon, inizia uno sbarco congiunto franco-statunitense nella Francia meridionale.
  • 24 luglio - con loperazione Cobra inizia la rottura del fronte tedesco presso Saint-Lô.
  • 8 agosto - la 3ª Armata di Patton libera Le Mans.
  • 25 agosto - liberazione di Parigi.
  • 8 luglio-9 luglio - operazione Charnwood, la parte di Caen a nord del fiume Orne viene finalmente catturata.
  • 7 agosto-13 agosto - fallisce il tentativo di contrattacco tedesco a Mortain operazione Lüttich sul fianco delle truppe americane.
  • 18-20 luglio - loperazione Goodwood permette di avanzare oltre lOrne e conquistare anche la parte meridionale di Caen.
  • 25-30 giugno - battaglia di Cherbourg, gli americani alla fine conquistano il porto, che è però stato reso inutilizzabile dalla guarnigione tedesca.
  • 8 agosto-13 agosto - operazione Totalize, inizia loffensiva britannica che respinge le forze tedesche verso Falaise, provocando la formazione della Sacca di Falaise.
  • 13 giugno - la 101ª Divisione aviotrasportata respinge un contrattacco tedesco a ovest di Carentan. Truppe britanniche vengono respinte a Villers-Bocage.
  • 6 giugno - D-Day, inizio degli sbarchi dal mare operazione Neptune.
  • 17 luglio - Erwin Rommel rimane gravemente ferito quando la sua auto viene colpita dalla raffica di un aereo alleato.