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ⓘ Mobbing




Mobbing
                                     

ⓘ Mobbing

Con il termine mobbing, in psicologia e nellaccezione comune del termine, si indica una forma di abuso ovvero un insieme di comportamenti aggressivi di natura fisica e/o verbale, esercitati da una persona o da un gruppo di persone nei confronti di uno o più soggetti.

Sebbene il termine venga utilizzato soprattutto per riferirsi a situazioni nel mondo del lavoro, più in generale, il termine indica i comportamenti violenti che un gruppo rivolge a un suo membro. In riferimento al mondo del lavoro simili attività possono anche essere messe in atto da persone che abbiano una certa autorità sulle altre, in tal caso si parla di bossing. In etologia, il termine identifica i comportamenti aggressivi assunti da talune prede nei confronti di un predatore per intimorirlo e dissuaderlo dallattacco.

                                     

1. Origine ed etimologia del termine

Il termine venne coniato agli inizi degli anni settanta del XX secolo dalletologo Konrad Lorenz per descrivere un particolare comportamento aggressivo tra individui della stessa specie, con lobiettivo di escludere un membro del gruppo. In etologia, particolarmente in ornitologia, mobbing indica anche il comportamento di gruppi di uccelli di piccola taglia nellatto di respingere un rapace loro predatore. È stato utilizzato in diversi contesti e con diversi significati; infatti nel 1972 il medico svedese Paul Heinemann utilizzò il termine, come sinonimo di bullismo, in una ricerca sullaggressione di singoli bambini da parte di gruppi di coetanei. Negli anni 80 lo psicologo svedese Heinz Leymann, definì il mobbing nellaccezione attuale:" una comunicazione ostile, non etica, diretta in maniera sistematica da parte di uno o più individui generalmente contro un singolo individuo.”

Dal punto di vista linguistico-grammaticale mobbing è un gerundio sostantivato inglese derivato da "mob" coniato nel 1688, secondo il dizionario Merriam-Webster, dallespressione latina mob ile vulgus", che significa "gentaglia mobile", cioè "una folla grande e disordinata", soprattutto "dedita al vandalismo e alle sommosse". Da qui il termine assunse, presso le classi sociali più elevate, anche una connotazione spregiativa, per cui "mob" era, anche in assenza di azioni violente, equivalente pressappoco allitaliano "plebaglia".

A mobbing è correlato anche il lemma - di uso nello slang statunitense - mobster, che indica genericamente chi appartenga alla malavita o abbia un comportamento malavitoso. In italiano è inoltre derivato il verbo "mobbizzare", col significato di "compiere azioni di mobbing", e a esso sono collegati i termini "mobbizzatore" o "mobber", per indicare colui che perpetra lattacco, "mobbizzato" o "mobbed" per indicare la vittima, e "mobbizzazione", sinonimo di mobbing. Nei paesi anglofoni, per indicare la violenza psicologica sul posto di lavoro, che in Italia, abbiamo visto, è laccezione più comune di mobbing, si utilizzano lemmi più specifici: harassment utilizzato anche per molestie domestiche, abuse maltrattamento, intimidation intimidazione, workplace bullying bullismo sul lavoro.

                                     

2. Descrizione

Il mobbing si può configurare come violenza psicologica, ma le azioni possono sfociare anche in vera e propria aggressione fisica, perpetrati da parte di uno o più individui nei confronti di un altro individuo, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso.

Esempi tipici potrebbero essere angherie, vessazioni, demansionamento lavorativo, emarginazione, umiliazioni, insulti, maldicenze, aggressioni fisiche e verbali, ostracizzazione. A questi vanno aggiunte anche situazioni suscettibili di creare imbarazzo. Essere ripetutamente e volutamente messi in tali situazioni potrebbe creare stati psicologici simili a quelli dovuti ad aggressione, favorendo degli atteggiamenti di colpevolizzazione della vittima.

I singoli atteggiamenti molesti o emulativi possono tuttavia non raggiungere necessariamente la soglia di reato, né eventualmente essere di per sé illegittimi, ma nellinsieme suscettibili di produrre danni essenzialmente a livello biologico ed esistenziale, con gravi conseguenze quindi sulla salute della vittima, sulla sua esistenza, e anche sul patrimonio, convincendola di cose non veritiere inerenti alla propria persona. Possiamo suddividere atti di mobbing a seconda del contesto in cui si verifichino: sul posto di lavoro, in famiglia, a scuola e nella società.

                                     

3. Nei vari contesti

Forme di mobbing, non sempre però rilevanti dal punto di vista giuridico, sono distinguibili in vari contesti, ad esempio nella scuola in tal caso viene definito bullismo, allinterno delle forze armate nonnismo o nel mondo del lavoro, ma anche in varie tipologie di aggregazione sociale non legate a professioni o ambiti lavorativi, come tra amici, gruppi o bande giovanili, circoli sportivi, associazioni ricreative.

Di solito lo scopo è quello di indurre un membro non gradito allautoallontanamento spontaneo dal gruppo o associazione, attraverso tutta una serie di pressioni e vessazioni di tipo morale o psicologico. Una tipologia di mobbing verticale o mobbing dallalto è riscontrabile quando a mettere in atto tali attività sono individui che abbiano alle dipendenze, o che esercitino una autorità in un determinato contesto, su altre persone; in tal caso si parla di bossing.

La materia in questione interessa soprattutto lanalisi psicologica psicologia dei gruppi e sociologica sociologia delle relazioni interpersonali che non quella giuridica.



                                     

3.1. Nei vari contesti Nella famiglia

Questa pratica è condotta allinterno delle dinamiche relazionali coniugali e familiari ed è finalizzata alla delegittimazione di uno dei coniugi e alla estromissione di questo dai processi decisionali riguardanti la famiglia in genere e nello specifico i figli.

Il mobbing familiare più frequente è quello che coinvolge le famiglie separate e viene messo in pratica da parte del genitore affidatario nei confronti di quello non affidatario al fine di spezzare il legame genitoriale nei confronti dei figli, nei casi più gravi il fenomeno può portare la vittima a compiere un gesto suicida. Vari studi e ricerche hanno evidenziato come questo particolare tipo di mobbing sia più frequente nelle relazioni coniugali contraddistinte da una intensa conflittualità.

In alcuni casi, il mobbing familiare si presenta attraverso una serie di strategie "persecutorie" preordinate da parte di uno dei coniugi nei confronti dellaltro coniuge, allo scopo di costringere questultimo a lasciare la casa coniugale o ad acconsentire, ad esempio, a una separazione consensuale, pur di chiudere rapporti coniugali fortemente conflittuali.

Dal mobbing familiare si distingue il "mobbing genitoriale", fenomeno oggetto di diversi studi e tesi di laurea per tutti, vedasi ad es. "Una nuova epidemia sociale: la conflittualità nelle separazioni coniugali tra mobbing genitoriale e PAS" di F. Troiano termine da riservarsi alle contese in corso di separazione coniugale in cui vi siano comportamenti finalizzati a escludere laltro genitore dallesercizio della propria genitorialità. Il cosiddetto "mobbing genitoriale" sarebbe riconducibile a quattro casi spesso erroneamente citati come casi di mobbing familiare:

  • minacce;
  • denigrazione e delegittimazione familiare e sociale.
  • emarginazione dai processi decisionali tipici dei genitori;
  • sabotaggi delle frequentazioni della prole;

Secondo lo psicologo del lavoro Harald Ege, il concetto di mobbing familiare non sarebbe scientificamente attendibile. Lo stesso Ege concorda con le affermazioni di Konrad:

Secondo Gaetano Giordano come il "mobbing animale" è un comportamento rivolto esclusivamente alla tutela della prole o dei nascituri, e - soprattutto - che si verifica esclusivamente in presenza di uova fecondate o di prole. In definitiva, secondo questi autori questa tipologia di "mobbing" - contrariamente a quanto sostiene Ege - emerge come fenomeno e come osservazione negli animali, è un comportamento animale destinato alla tutela della prole, e solo per un successivo utilizzo - desunto dagli studi etologici - viene descritto come fenomeno che si manifesta nel lavoro e nelle relazioni sociali umane.

                                     

3.2. Nei vari contesti Nelle forze armate

Nelle forze armate si manifesta sovente nel nonnismo, termine che si riferisce alla maggiore età dei militari che commettano tali atti su vittime più giovani, generalmente reclute.

                                     

3.3. Nei vari contesti Nella scuola

Il mobbing a scuola spesso assume la forma di" vessazione di branco” che spesso si confonde con il bullismo ovvero con una sorta di bullismo di gruppo organizzato ai danni di un compagno di classe. Esiste anche in ambiente scolastico, benché più denunciato sui media che studiato e analizzato, una forma particolare di "mobbing dallalto", ossia praticato da un insegnante a danno di uno o più allievi, attraverso: espressioni sistematicamente denigratorie e/o provvedimenti disciplinari persecutori, valutazioni o giudizi ingiustificatamente negativi.

Fenomeno in aumento, anche se poco conosciuto e ancora meno studiato, il mobbing di studenti più o meno organizzati nei confronti di insegnanti ritenuti deboli e non in grado di mantenere la disciplina in classe, mobbing che tende a voler nascondere le proprie mancate responsabilità nei confronti dello studio, della disciplina e del rispetto delle regole.

                                     

4. Possibili conseguenze sulla salute

La patologia psichiatrica più frequentemente associata è il disturbo delladattamento; esso si compone di una variegata sintomatologia ansioso-depressiva reattiva allevento stressogeno. Fra le conseguenze ci possono essere il disturbo post traumatico da stress, che può associarsi a perdita dautostima, ansia, esaurimento nervoso, depressione, insonnia, nevrosi, isolamento sociale, attacchi di panico, ma anche causa di cefalea, annebbiamenti della vista, tremore, tachicardia, sudorazione fredda, gastrite e dermatite.

La cura cognitivo comportamentale è quella più effettiva in questi casi anche se non è da disdegnare la psicoterapia di stampo freudiano, più tradizionale, soprattutto per i casi gravi in cui la personalità sia stata gravemente danneggiata.

                                     

5.1. Nel mondo Studi e statistiche

Nei primi anni novanta del XX secolo, lo psicologo svedese Heinz Leymann tenne in Italia una serie di conferenze che diedero inizio al dibattito nazionale sul mobbing, con una decina danni di ritardo rispetto a Svezia e Germania. Leymann estese il dibattito sul mobbing dapprima in Germania e poi nel resto degli stati membri dellUnione europea.

Secondo unindagine del 1998, il 16% dei lavoratori inglesi denuncia di essere vittima di mobbing; lItalia è ultima nella classifica UE con un 4.2%. Alcuni contratti sindacali, come quello dei metalmeccanici in Germania, prevedono un risarcimento di circa 250.000 euro per i lavoratori mobbizzati.

Si stima che in Italia il numero di vittime del mobbing sia intorno a 1 milione e 200 mila, che salgono a 5 milioni se si considerano anche le famiglie. In Svezia e Germania circa mezzo milione di persone hanno dovuto ricorrere al prepensionamento o a cliniche psichiatriche a causa del mobbing. Negli ultimi anni i casi di mobbing denunciati hanno avuto un incremento esponenziale.Il mobbing ha un forte costo sociale stimato il 190% superiore al salario annuo lordo di un dipendente non mobbizzato. In Svezia si stima che il mobbing sia causa del 20% dei suicidi. Secondo lINAIL, che per prima in Italia ha fornito una definizione di mobbing lavorativo, qualificandolo come costrittività organizzativa, le possibili azioni traumatiche possono riguardare la marginalizzazione dallattività lavorativa, lo svuotamento delle mansioni, la mancata assegnazione dei compiti lavorativi o degli strumenti di lavoro, i ripetuti trasferimenti ingiustificati, la prolungata attribuzione di compiti dequalificanti rispetto al profilo professionale posseduto o di compiti esorbitanti o eccessivi anche in relazione a eventuali condizioni di handicap psicofisici, limpedimento sistematico e strutturale allaccesso a notizie, la inadeguatezza strutturale e sistematica delle informazioni inerenti lordinaria attività di lavoro, lesclusione reiterata da iniziative formative, il controllo esasperato ed eccessivo.



                                     

5.2. Nel mondo Unione Europea

Un libro verde del Parlamento Europeo, "Il mobbing sul posto di lavoro", del 16 luglio 2001, introduceva il dibattito in tema di mobbing in sede comunitaria.

La successiva risoluzione del Parlamento europeo sul mobbing sul posto di lavoro - 2001/2339INI - è uno dei primi riferimenti normativi in materia, non recepito nellordinamento italiano. La risoluzione non è stata seguita da una direttiva europea, che obbligasse gli Stati membri a legiferare in tema di mobbing.

                                     

5.3. Nel mondo Germania

Sono diffusi sul territorio centri dascolto a cui rivolgersi in caso di molestie morali nelle aziende di maggiori dimensioni. Sempre in Germania è previsto il prepensionamento a carico dellazienda per i dipendenti riconosciuti vittime di mobbing.

                                     

5.4. Nel mondo Italia

Non esiste una legislazione specifica in materia di mobbing e quindi il fenomeno non è configurato come fattispecie tipica di reato a sé stante, come ad esempio lo stalking. Gli atti di mobbing possono però rientrare in altre fattispecie di reato, previste dal codice penale, quali le lesioni personali gravi o gravissime, anche colpose che sono perseguibili di ufficio e si ritengono di fatto sussistenti nel caso di riconoscimento dellorigine professionale della malattia. La legge italiana disciplina anche il risarcimento del danno biologico, associabile a situazioni di mobbing. La giurisprudenza dispone più frequentemente e facilmente il risarcimento del danno biologico, ma non del danno morale; il mobbing deve aver procurato al lavoratore una delle malattie documentate in letteratura medica per avere diritto a unindennità dallazienda, anche se ci sono tutele contro il trasferimento e il licenziamento dei lavoratori.

La Costituzione della Repubblica Italiana tutela la persona in tutte le sue fasi esistenziali, da quella di cittadino a quella di lavoratore. Inoltre, sul datore di lavoro grava lobbligo contrattuale, derivante dallart. 2087 c.c., di tutelare la salute e la personalità morale del dipendente. La Corte di Cassazione ha ritenuto che uniniziativa diretta alla repressione, non già alla prevenzione dei fatti mobbizzanti non è idonea a costituire adempimento agli obblighi previsti dallart. 2087 del codice civile italiano. A ogni modo diversi comportamenti che caratterizzano il mobbing rientrano in fattispecie contemplate da vai articoli del codice penale italiano

Presso il Parlamento italiano sono depositati diversi disegni di legge specifici sul tema; manca invece un orientamento comunitario in tema di mobbing. Un primo disegno di legge del 21 marzo 2002, presentato da senatori di Rifondazione Comunista, è stato ripreso da una commissione tecnico-scientifica nominata dal Ministero della Funzione Pubblica durante il secondo governo Berlusconi. La commissione aveva lincarico di accertare le cause di improduttività del personale nella pubblica amministrazione italiana ed era giunta a definire un protocollo medico oggettivo del quale il giudice del lavoro poteva avvalersi per accertare le cause di mobbing, ma il testo mai fu tradotto in norma. Il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro pur non occupandosi esplicitamente del fenomeno, ha previsto, presso Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali listituzione della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro prevedendo tra le sue competenze lelaborazione delle indicazioni necessarie alla valutazione del rischio da stress lavoro-correlato. Il testo unico ha inoltre disposto che, a fare data dal 1º agosto 2010:

Dal punto di vista della giurisprudenza invece, la sentenza del tribunale di Pisa del 10 gennaio 2002 ha stabilito la non computabilità nella durata della malattia delle assenze riconducibili alla violazione dellobbligo aziendale di non aggravamento del compromesso stato di salute del dipendente. Una successiva sentenza della Corte di Cassazione del 21 gennaio 2002 ha richiamato gli articoli del codice civile per i quali è obbligo del datore garantire un contesto lavorativo che non determini inidoneità fisiche e psichiche dei dipendenti, e non aggravi condizioni presenti o sopraggiunte per cause indipendenti dal contesto lavorativo. La Corte in un successivo orientemnento del 2005 statuì che quando la situazione patologica è indotta dal datore di lavoro non vi è superamento del periodo di comporto.

La non computabilità nella durata del periodo di malattia può essere interpretata come estensione de facto del limite dei tre mesi, oltre il quale i CCNL legittimano il licenziamento, oppure in un completo onere a carico del datore di lavoro, che deve corrispondere il 100% della retribuzione per i periodi di assenza non coperti dallindennità di malattia. Nel primo caso, quota superiore al 50% della retribuzione è a carico dellente previdenziale, come previsto per le assenze prolungate. LINPS può, in generale, però esercitare diritto di rivalsa su chi ha determinato la malattia/invalidità e il pagamento della relativa indennità, come chi causa un incidente stradale, o, nel caso in esame, il datore di lavoro. Laccertamento del danno da mobbing esige "una valutazione unitaria degli episodi denunciati dal lavoratore, i quali raggiungono la soglia del mobbing ove assumano le caratteristiche di una persecuzione, per la loro sistematicità e la durata dellazione nel tempo. Secondo la Corte di Cassazione il demansionamento è vietato perché costituisce sempre lesione del diritto fondamentale alla libera esplicazione della personalità del lavoratore nel luogo di lavoro, tutelato dagli artt. 1 e 2 della Costituzione; il danno che ne deriva è suscettibile di per sé, di risarcimento. Lesistenza della lesione del bene protetto e delle conseguenze deve essere valutata nel complesso degli episodi dedotti in giudizio come lesivi, considerando lidoneità offensiva della condotta, che può essere dimostrata, per la sistematicità e durata dellazione nel tempo, dalle sue caratteristiche oggettive di persecuzione e discriminazione, risultanti specificamente da una connotazione emulativa e pretestuosa. Riguardo alla condotta, la Corte di Cassazione ha statuito che per mobbing si intende un comportamento del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematico e protratto nel tempo, tenuto nei confronti del lavoratore nellambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione e di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e lemarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisio-psichico e del complesso della sua personalità. La prova di tale condotta involge un giudizio di merito non censurabile in sede di legittimità.

Secondo la sentenza n. 359 del 19 dicembre 2003 della Corte Costituzionale gli atti posti in essere possono risultare "se esaminati singolarmente, anche leciti, legittimi o irrilevanti dal punto di vista giuridico", assumendo, purtuttavia, "rilievo quali elementi della complessiva condotta caratterizzata nel suo insieme dalleffetto" e risolvendosi, normalmente, in "disturbi di vario tipo e, a volte, patologie psicotiche, complessivamente indicati come sindrome da stress postraumatico."

Il Ministero dellInterno nel 2012 è stato condannato sia in I sia in II grado per le violazioni dellart. 2087 del codice civile italiano che hanno determinato mobbing, gravi malattie e la morte del lavoratore vittima. La sentenza della Suprema Corte di Cassazione 15 maggio 2015 n. 10037 ha inoltre individuato delle "linee guida", secondo cui è necessaria la presenza di sette elementi - che devono però ricorrere allunisono - in presenza dei quali si possa parlare di mobbing, ovvero:

  • vessazioni sul luogo di lavoro;
  • dislivello tra gli antagonisti, con linferiorità manifesta del ricorrente;
  • intento persecutorio ovvero premeditazione.
  • la reiterazioni e la molteplicità degli atti;
  • attacchi alla possibilità di comunicare, isolamento sistematico, cambiamenti delle mansioni lavorative, attacchi alla reputazione, violenze o minacce;
  • contrasti, le mortificazioni o quantaltro devono durare per un congruo periodo di tempo;
  • conseguenze sulla salute in modo da determinare esclusione dal mondo del lavoro, in modo da determinare sintomi psicosomatici, errori e abusi, aggravamento della salute, esclusione dal mondo del lavoro;


                                     

5.5. Nel mondo Stati Uniti dAmerica

Gli Stati Uniti hanno una delle prime e più severe leggi sulle molestie sessuali sul posto di lavoro ma poca attenzione per questa materia.