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ⓘ Mauretania (provincia romana)




Mauretania (provincia romana)
                                     

ⓘ Mauretania (provincia romana)

La Mauretania era il nome di due e poi tre province dellimpero romano che comprendevano i territori dellattuale Marocco e Algeria. La Mauretania Sitifense era quella più orientale, poi veniva quella Cesariense, situata ad est del fiume Mulucha e infine la Mauritania Tingitana, a occidente nellattuale Marocco.

Nella regione era in origine insediato un regno berbero, che prendeva il nome dalla tribù dei Mauri da cui il nome successivo di Mori in Nordafrica e nella Spagna musulmana, nonché più in generale quello dei Mauro.

                                     

1. Statuto

Il regno di Mauretania fu lasciato in eredità da Bocco II, una volta morto nel 33 a.C., ad Ottaviano, il quale instituiì ben nove colonie lungo le sue coste: a Igilgili, Saldae, Tubusuctu, Rusazu, Rusguniae, Aquae Calidae, Zuccabar, Gunugu e Cartenna. Nel 25 a.C. però, una volta divenuto princeps con il nome di Augusto, preferì ricostituirne un regno cliente, affidandolo a Giuba II, suo compagno di studi, che era stato allevato a Roma dopo essere stato condotto nella capitale, in seguito alla sconfitta del padre Giuba di Numidia contro Gaio Giulio Cesare a Tapso nel 46 a.C.

Lannessione avvenne nel 40 sotto Caligola, mentre la costituzione in province, di Mauretania Caesariensis e di Mauretania Tingitana avvenne solo nel 42 al tempo dellimperatore, Claudio. Entrambe furono province imperiali, governate da un procurator Augusti.

A partire dalla Tetrarchia di Diocleziano 293, le due province subirono unulteriore suddivisione e dalla Mauretania Caesariense venne staccata la piccola regione allestremità orientale con il nome di Mauretania Sitifense Mauretania Sitifensis, che prendeva il nome dalla città di Sitifis, attuale Sétif). La Mauretania Tingitana venne annessa alla diocesi della Spagna. Nella successiva riorganizzazione operata nel periodo compreso tra la riunificazione imperiale di Costantino I nel 324 e la morte di Teodosio I nel 395, la diocesi delle Spagne fu sottoposta al controllo della Prefettura del pretorio delle Gallie. Il periodo tardo imperiale vide la difesa provinciale affidata ad un Comes Tingitaniae e ad un Dux limitis Mauretaniae Caesariensis, mentre lamministrazione a tre praeses, di Mauretania Tingitana, Caesariensis e Sitifensis.

                                     

2.1. Storia Annessione di Caligola e trasformazione in provincia di Claudio 40-44 d.C.

Con la messa a morte da parte di Caligola, del figlio di Giuba II, Tolomeo, nel 40 la Mauretania passò sotto il controllo diretto di Roma. Due anni più tardi, nel 42, le popolazioni della Mauretania appena annessa si ribellarono, e il nuovo imperatore, Claudio, fu costretto ad inviare nella nuova provincia, il generale Gaio Svetonio Paolino. Costui condusse loffensiva romana fin nellAtlante sahariano, mentre in parallelo un altro generale, Gneo Osidio Geta, attaccò il comandante nemico Sabalo, riuscendo a batterlo in due successivi scontri. E quando Salabo, dopo aver lasciato alcuni armati a guardia dei confini, si rifugiò nel deserto, Geta ebbe il coraggio di seguirlo dopo essersi approvvigionato del quantitativo dacqua maggiore che poteva. Ma le provviste dacqua non furono sufficienti e Geta si trovò in difficoltà sia nellavanzare, sia nel ritirarsi. Cassio Dione racconta allora che:

Dopo questi eventi, i barbari posero fine alla rivolta e vennero a patti tanto che Claudio poté istituire due nuove province sottoposte a due governatori di rango equestre: la Mauretania Cesariens Mauretania Caesariensis, con capoluogo Iol - Caesarea Cherchell, che comprendeva lAlgeria occidentale e centrale, fino allattuale Cabilia, e la Mauretania Tingitana Mauretania Tingitana, con capoluogo prima, probabilmente Volubilis e quindi Tingis Tangeri. Le due province erano separate dal fiume Mulucha oggi Muluya, circa 60 km ad ovest dellattuale città di Orano. Alcuni principati indigeni conservarono unindipendenza di fatto nelle regioni interne montuose.

                                     

2.2. Storia Disordini da Traiano agli Antonini

La Historia Augusta ci informa che se Traiano aveva sottomesso le tribù della Mauretania, il suo successore Adriano, al momento di succedergli al trono nel 117, si trovò in serie difficoltà, tanto da essere costretto ad inviare in queste province, Quinto Marcio Turbone, reduce dalla guerra giudaica, per soffocare linsurrezione appena scoppiata. Le ribellioni dei Mauri furono, quindi, domate. Sembra anche che i Baquati, provenienti dalla Tingitana, abbiano assediato una città costiera della Caesariensis, Cartenna.

Tribù maure che si trovavano a sud del medio Atlante, tornarono a premere lungo i confini della Tingitana e a incunearsi tra le due province, fino a compiere scorrerie marittime lungo le coste della Betica durante il principato di Antonino Pio. E sebbene questultimo fosse stato in grado di respingere i Mauri, costringendoli a chieder pace attraverso il generale Sesto Flavio Quieto e numerose vexillationes provinciali guidate anche dal prefetto degli auxilia spagnoli Tito Vario Clemente 145-148 d.C., nuove incursioni si presentarono durante il regno di Marco Aurelio, proprio mentre limperatore filosofo era impegnato lungo il fronte settentrionale nella guerra contro Marcomanni, Quadi e Iazigi. I Mauri, che stavano compiendo saccheggi in tutta la Spagna e si erano spinti profondamente nella Betica fino ad Italica e ponendo sotto assedio la città di Singilia Barba, furono respinti dai suoi legati imperiali. Tra questi vi era anche lamico fraterno di Marco, Aufidio Vittorino, accompagnato da forze speciali vexillationes di altre province, e il governatore della Tingitana, Vallio Massimiano. Larea a sud dellAtlante fu quindi sottoposta ad un controllo diretto più efficace 172-177 circa, mentre al figlio del capotribù degli Zegrensi, un certo Giuliano il giovane, fu concessa la cittadinanza romana insieme alla moglie Faggura. Anche il figlio Commodo, durante il suo regno 180-192, fu costretto a combattere queste genti attraverso i suoi generali, riuscendo a vincerli.



                                     

2.3. Storia Il terzo secolo

Al tempo dellimperatore Settimio Severo, lallora legato pro praetore della Hispania Citerior, Tiberio Claudio Candido, fu costretto a combattere per terra e per mare alcune popolazioni ribelli, che il Mommsen non esclude possano essere stati della Mauretania. Sotto Caracalla fu concessa una remissione dei debiti delle tasse non pagate, nota dalliscrizione detta editto di Banasa. Il governatore della Tingitana al tempo di Alessandro Severo, un certo Furio Celso, riuscì a respingere nuove incursioni delle tribù berbere della regione.

Durante il principato di Gallieno, nel mezzo dellanarchia militare, il governatore di Numidia, un certo Saturnino, sembra riuscì a respingere una nuova incursione di Mauri. Ancora sul finire del III secolo nel 297 laugusto Massimiano, partito per la Mauretania, riuscì a debellare una tribù della zona, i Quinquegentiani, che erano penetrati anche in Numidia. Lanno successivo 298 rinforzò le difese della frontiera africana dalle Mauritanie alla provincia dAfrica.

I romani abbandonarono gran parte della Mauretania Tingitana già alla fine del III secolo, compresa la città di Volubilis, per ragioni ancora poco chiare.

                                     

2.4. Storia Conquista vandala V secolo

Nel 429 la Mauritania Tingitana fu invasa dai Vandali provenienti dalla Betica. Si ritiene che i Vandali sbarcarono a Tangeri e procedettero in direzione di Ippona alla media di 5.75 km al giorno. La Mauritania Tingitana era un luogo ideale di sbarco in quanto era il punto dellAfrica romana difeso da meno reggimenti circa 5 000-7 000 uomini. Essendo intenzionato a impadronirsi dellAfrica, i Vandali strinsero delle alleanze con tutti gli africani ostili ai Romani: Mauri le tribù native dellAfrica, Donatisti, Ariani sette eretiche, fuorilegge. Nel 430 il re dei Vandali Genserico invase la Numidia e la Proconsolare, sconfiggendo il comes Africae Bonifacio, e assediando Ippona. Larrivo di rinforzi dallImpero dOriente, condotti da Aspar, anche se non riuscì a vincere Genserico, impedì a Genserico di conquistare per il momento Cartagine e a stringere con lImpero dOccidente la tregua di Trigezio 435, che stabiliva che i Romani riconoscevano ai Vandali il possesso della Mauritania o parte di essa e di parte della Numidia; in cambio i Vandali avrebbero pagato un tributo annuale allImpero dOccidente e davano in ostaggio ai Romani il figlio di Genserico, Unnerico; inoltre i Vandali sarebbero diventati foederati.

Nel 439, tuttavia, i Vandali si impadronirono con linganno di Cartagine costringendo lImpero dOccidente a negoziare un nuovo trattato di pace; la pace del 442 riconosceva le conquiste fatte dai Vandali in Africa e la loro indipendenza dallImpero; in cambio i Vandali cedettero allImpero le Mauretanie, la Tripolitania e parte della Numidia Infatti le leggi di Valentiniano III confermano che i Romani ripresero per qualche tempo dopo il 442 ad amministrare le due Mauritanie. I territori africani rimasti in mano allImpero erano stati però devastati a tal punto dai saccheggi dei Vandali, che Valentiniano III fu costretto a concedere alla Numidia cinque anni di esenzione fiscale per 13 000 unità di terreno coltivabile. Anche le altre province subirono danni ingenti: da un editto fiscale del 21 giugno del 445 risulta che Numidia e Mauritania Sitifense versavano solo 1/8 delle tasse che versavano prima dellinvasione. La crisi economica dovuta alla perdita o alla devastazione di così tante province costrinse gli Imperatori a ridurre i benefici fiscali che favorivano i possessori terrieri ed evidentemente anche a ridurre i ranghi di un esercito già debole: ciò è testimoniato da una legge in cui il regime di Ezio giustificò lintroduzione di una nuova tassa con il fatto che lo stato si trovava a corto di soldi per il mantenimento dellesercito a causa del calo di gettito fiscale dovuto alle perdite territoriali o alle devastazioni belliche. Secondo stime di Heather, la perdita delle imposte che versavano le province devastate o occupate dai Vandali era equivalente ai costi di mantenimento di almeno 40 000 fanti o di 20 000 cavalieri, molti dei quali dovettero presumibilmente essere licenziati a causa delle ristrettezze economiche.

La conquista di Cartagine determinò anche la confisca dei possedimenti dei proprietari terrieri nella Proconsolare, che vennero assegnate ai Vandali più eminenti, evidentemente per premiare la loro fedeltà e i loro sacrifici; i lotti confiscati assunsero la denominazione di sortes vandalorum lotti dei Vandali. A quanto pare i senatori a cui furono confiscati i lotti furono costretti allesilio nei territori ancora in mano allImpero, ed essendosi indebitati dopo lesilio nella speranza che lImpero avrebbe riconquistato presto Cartagine, in seguito al trattato del 442 rischiarono di finire in rovina, venendo solo salvati da una legge del 19 ottobre 443 che impediva ai creditori di citare in giudizio esuli dellAfrica per debiti contratti dopo la conquista di Cartagine. LImperatore Valentiniano III, inoltre, avendo a cuore le sorti dei proprietari terrieri espropriati dai Vandali nella Proconsolare, permise loro di ottenere nuove terre nelle due province della Mauritania ancora sotto il dominio imperiale, cioè la Sitifense e la Cesariense, dando loro la priorità nella concessione in affitto di terre pubbliche.

Le Mauritanie e la Numidia occidentale, seppur formalmente ancora imperiali anche dopo il 442, erano comunque minacciate dagli insediamenti dei Mauri, che approfittarono della decadenza dellImpero in Africa per espandere la propria influenza nella regione. Dopo il sacco di Roma del 455 i Vandali si impadronirono delle Mauritanie, della Sardegna, Corsica e Isole Baleari, anche se poi persero il controllo di gran parte delle Mauritanie a vantaggio dei Mauri.

                                     

2.5. Storia Riconquista bizantina

Nel 534 lAfrica fu riconquistata dallImpero romano dOriente in seguito alla vittoriosa spedizione del generale bizantino Belisario contro i Vandali. LImperatore Giustiniano I, con una legge del 534, ricostituì le due province di Mauritania ponendole ognuna sotto il governo di un praeses. La difesa delle due ricostituite province fu affidata a un dux Mauritaniae avente sede a Caesarea. Secondo Pringle le due Mauritaniae a cui Giustiniano alluderebbe nel testo nella legge sarebbero da identificare con la Mauritania Caesarensis e con la Mauritania Tingitana, nel VI secolo detta Gaditana ; a questultima provincia probabilmente furono aggregate le Isole Baleari. La Mauritania Sitifensis sarebbe stata effettivamente conquistata solo nel 539 dal magister militum Africae Salomone, e in un primo momento sarebbe stata inglobata nella Numidia, a giudicare dal fatto che nei De aedificis di Procopio Sitifis capoluogo della Mauritania Sitifensis venga posta in Numidia. Per altri autori ad esempio Diehl, Bury e Jones, invece, le due Mauritaniae citate nel testo della legge sarebbero da identificare con la Caesarensis e con la Sitifensis. Gran parte della Mauretania era tuttavia andata perduta, finita sotto il controllo dei Mauri, i quali invasero il territorio bizantino immediatamente dopo la sconfitta dei Vandali. Nel 539 il magister militum Africae Salomone riuscì tuttavia a sconfiggere i Mauri e a conquistare la Mauritania Sitifensis, che in quel momento comprendeva la maggior parte dei territori bizantini nella Mauritania. Infatti in Mauritania Caesarensis i Bizantini possedevano soltanto la fortezza di Caesarea, mentre in Mauritania Tingitana soltanto la fortezza di Septem. Unulteriore rivolta dei Mauri fu repressa nel 546 dal generale bizantino Giovanni Troglita.

Sotto il regno di Maurizio 582-602 lAfrica bizantina fu riorganizzata in esarcato: il primo esarca noto, Gennadio, è attestato a partire dal 591. Secondo la descriptio orbis romani di Giorgio Ciprio, redatta agli inizi del VII secolo, allepoca la Mauritania bizantina era suddivisa in due eparchie, la Mauritania I e la Mauritania II: la Mauritania I comprendeva la Mauritania Sitifensis e i residui territori bizantini sulla costa in Mauritania Caesarensis ; la Mauritania II, invece, comprendeva Septem in Mauritania Tingitana, la Spagna bizantina le Isole Baleari. Nel 698, tuttavia, con la caduta di Cartagine, lintera Africa bizantina fu conquistata dagli Arabi Musulmani.



                                     

3. Difesa ed esercito

Non erano previsti stanziamenti di legioni: la difesa era assicurata dagli auxilia, nellordine di diverse migliaia. Quando le tribù dellinterno creavano situazioni militari difficoltose per le forze romane in campo, giungevano dalla vicina Numidia distaccamenti della legio III Augusta, detti vexillationes. Il procuratore, munito di un imperium su truppe cittadine, prendeva allora il titolo di procurator pro legato.

                                     

3.1. Difesa ed esercito Auxilia

Subito dopo la riorganizzazione dellimperatore Claudio 41-44, furono installate alcune alae di cavalleria e cohortes di fanteria. Sappiamo, infatti, da alcune iscrizioni epigrafiche che nelle due provincie muritane cerano:

nel 69 nelle due Mauretanie erano presenti secondo Tacito, 5 alae di cavalleria e 19 cohortes di fanteria. nell87 nella Mauretania Tingitana, 5 alae di cavalleria e 5 cohortes di fanteria, i cui nomi erano:
  • per le ali: I Augusta Gallorum, Gemelliana civium Romanorum, I Tauriana Victrix civium Romanorum, III Asturum Pia Fidelis civium Romanorum e I Hamiorum Syrorum sagittariorum ;
  • per le coorti: V Dalmatarum, II Syrorum sagittariorum milliaria, I Lemavorum civium Romanorum, I Bracarorum e IV Gallorum civium Romanorum.
nel 107 nella Mauretania Caesariensis, 3 alae di cavalleria e 10 cohortes di fanteria, i cui nomi erano:
  • per le coorti: I Augusta Nerviana Velox, I Corsorum civium Romanorum, I Pannoniorum, I Nurritanorum, I Flavia Musulamiorum, I Flavia Hispanorum, II Brittonum, II Breucorum, II Gallorum e IIII Sugambrorum.
  • per le ali: I Nerviana Augusta Fidelis milliaria, II Thracum Augusta Pia Fidelis e I? Parthorum ;
nel 131 nella Mauretania Caesariensis, 1 ala di cavalleria e 4? cohortes di fanteria, i cui nomi erano:
  • per le coorti: I Corsorum, I Flavia Musulamiorum, II Brittonum, IIII Sugambrorum.
  • per le ali: I Augusta Nerviana milliaria?;
nel 152 nella Mauretania Caesariensis, 4 alae di cavalleria e alcune cohortes di fanteria, i cui nomi erano:
  • per le coorti: I Nerviana, II Sardorum, e altre non specificate.
  • per le ali: I Augusta Nerviana Fidelis milliaria, II Thracum Augusta Pia Fidelis, I?Parthorum e Gemina Sebastena ;
nel 154 nella Mauretania Tingitana, 5 alae di cavalleria e 11 cohortes di fanteria, i cui nomi erano:
  • per le ali: I Augusta Gallorum, Gemelliana civium Romanorum, I Tauriana Victrix civium Romanorum, III Asturum Pia Fidelis civium Romanorum e I Hamiorum Syrorum sagittariorum ;
  • per le coorti: I Ituraeorum civium Romanorum, V Dalmatarum, II Hispanorum civium Romanorum, I Asturum et Callaecorum civium Romanorum, II Syrorum sagittariorum milliaria, III Asturum civium Romanorum, II Hispana civium Romanorum, I Lemavorum civium Romanorum, III Gallorum Felix, IV Gallorum civium Romanorum e vexillatio IV Tungrorum.
nel 400 circa lesercito africano occidentale, dopo la riforma tetrarchica e di Costantino I, fu posto sotto il comando di un Numerus intra Africam, da cui dipendeva:
  • il Dux limites Tripolitani, a capo di 14 unità o distaccamenti;
  • il Dux limitis Mauretaniae Caesariensis, a capo di 8 unità o distaccamenti;
  • il Comes Africae, a capo di 12 unità o distaccamenti di fanteria e 19 di cavalleria comitatense, oltre a 16 unità di limitanei;
e di un Numerus intra Tingitaniam, da cui dipendeva:
  • il Comes Tingitaniae, a capo di 4 unità o distaccamenti di fanteria e 3 di cavalleria comitatense, oltre ad altre 8 di limitanei.

Questa struttura amministrativo-militare rimase pressoché invariata fino alla conquista dei Vandali.

                                     

3.2. Difesa ed esercito Strutture militari lungo il limes delle provincie mauritane

A tal proposito qui sotto troverete alcune tabelle/legenda:

  • eq. =coorte equitata
  • legio =legione romana
  • ala =unità di cavalleria
  • c.R. = civium Romanorum
  • coh. =coorte
  • vexill = vexillationes
  • mil =milliaria composta da 1 000 uomini
                                     

3.3. Difesa ed esercito Mauretania Tingitana

Nella provincia della Tingitana, il controllo romano si limitò ai territori lungo la costa Atlantica, da Tingis fino alla città di Sala poco a nord di Rabat, e alla fertile zona del Tell, fino a Volubilis, tanto che non è certo che vi fosse un collegamento militare interno con forti, fortini e torri di avvistamento tra la Tingitana e la Caesariensis per via di terra. E sembra che a parte i disordini durante i regni di Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio, dopo questo periodo, la Tingitana rimase sufficientemente tranquilla. La città di Volubilis si dotò di nuove mura dal 168, sempre protetta dal vicino forte di Ain Schkour e ora anche di Tocolosida. Sotto Settimio Severo la città di Sala fu dotata di mura e di un forte, mentre a 6 km verso meridione fu scavato un fossato di ben 11 km integrato con un muro in alcuni suoi tratti.

                                     

3.4. Difesa ed esercito Mauretania Caesariensis e Sitifensis

Loccupazione della provincia della Caesariensis vide pochissimi progressi verso linterno sotto Claudio e Nerone, tranne Oppidum Novum nella valle del fiume Chéliff, poco più a sud-ovest di Aquae Calidae e Zuccabar. Fu solo con Traiano che iniziò lavanzata verso sud. Fu, infatti, costruita una strada munita di forti, fortini e torri di avvistamento, parallela alla costa mediterranea, che, collegata con lAfrica proconsolare presso Zarai, si spingeva da Auzia ai piedi dei monti Titteri verso occidente a Rapidum, Oppidum Novum, alla valle dello Chéliff e poi fino a Siga sulla costa. Il successore Adriano provvide invece a potenziare le fortificazioni lungo questo nuovo tratto di limes, con la costruzione di torri soprattutto tra Auzia e Rapidum e nuovi forti a Rapidum, Praesidium Sulfative presso Abulae e a Thanaramusa. E lo stesso fece Commodo con la costruzione di numerose torrette di avvistamento tra Auzia e Rapidum, sia nella zona di Ain Temouchent.

Sotto Settimio Severo fu compiuta unulteriore avanzata verso sud nella Caesariensis con la costruzione di una nuova strada militare munita di forti, fortini e torri di avvistamento; chiamata Nova Praetentura, che da Charef sul confine con la Numidia conduceva a Zabi, Aras, Grimidi, Aïn Touta, Boghar a sud dei monti Titteri, Ain Toukria, Temardjanet, Aioun Sbiba a sud del massiccio di Quarsenis, Cohors Breucorum, Ala Milairia, Lucu, Kaputtasaccura, Altava, Pomaria, fino a Siga. Andava così creandosi una zona compresa tra le due strade quella di Traiano e Adriano; e questultima di Settimio Severo, chiamata Nova Praetentura, in cui si realizzava una forma di difesa "in profondità", i cui territori costituivano una zona dattesa per le popolazioni nomadi o semi-nomadi che si trovavano a sud di questa fascia. Si trattava di un sistema di difesa molto similare, nella sua funzionalità, a quello della Dacia Malvensis del limes Alutanus e Transalutanus.



                                     

3.5. Difesa ed esercito Classis Mauretanica

Di stanza a Cesarea Mauretaniae lattuale Cherchell in Algeria, la Classis Mauretanica aveva il compito di pattugliare le coste dellOceano Atlantico fino allo stretto di Gibilterra, oltre alle coste del Mediterraneo sud-occidentale della Mauretania stessa e della Spagna meridionale.

Era un distaccamento della Classis Alexandrina con comando speciale. La sua comparsa si fa risalire al 40 circa, al tempo dellimperatore Caligola, o più probabilmente a Claudio dopo la costituzione in provincia, anche se divenne flotta permanente dopo il 176 con Marco Aurelio.

                                     

4. Geografia politica ed economica

La Mauretania Cesariense presentava numerose città: quelle lungo la costa, spesso antiche colonie puniche, erano il capoluogo Iol Caesarea oggi Cherchell, Igilgili, Saldae, Rusucurru, Icosium la moderna Algeri, Tipasa e Cartenna ; mentre quelle dellinterno erano in prevalenza colonie romane di veterani come Sitifis, Tubusuctu, Rapidum, Aquae Calidae Mauretaniae e Zuccabar.

Meno popolata era la Mauretania Tingitana, che presentava poche città importanti, soprattutto lungo la costa, come Tingis, Rusadir, Lixus, Banasa e il capoluogo Volubilis.

La maggior parte delle coste delle due province mauretane, a contatto con il clima temperato del mediterraneo, fu utilizzato soprattutto per lagricoltura cereali in valli e pianure, viti e olivi sulle colline. Vi sorsero estesi latifondi di proprietà imperiale, in parte derivati dai terreni di proprietà regia; sempre di proprietà imperiale erano alcuni distretti minerari e forestali.

Fu nativo della Mauretania limperatore Macrino, un cavaliere che prese il potere nel 217 dopo lassassinio di Caracalla ma venne a sua volta sconfitto e giustiziato da Eliogabalo lanno successivo.

Iol Caesarea Mauretaniae lattuale Cherchell in Algeria

Nel 44, dopo quattro anni di rivolte, lImperatore Claudio divise il regno di Mauretania in due province. Caesarea divenne il capoluogo della Mauretania Caesariensis, una delle due province. Claudio diede poi alla città due nomi: il capoluogo Caesariensis e la città, colonia romana con il secondo nome di Colonia Claudia Caesarea. La città ebbe, quindi un porto, dove fu insediato un distaccamento della Classis Alexandrina e che in seguito divenne la Classis Mauretanica. Fu quindi luogo di nascita dellImperatore Macrino, succeduto a Caracalla. Poi nel V secolo fu assediata e distrutta dai Vandali, per poi essere rioccupata dallImperatore bizantino Giustiniano I, che la restaurò e la riportò al suo antico splendore.

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