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ⓘ Sci alpino




                                               

Sci alpino ai Giochi olimpici

Lo sci alpino fa parte del programma dei Giochi olimpici invernali fin dalledizione del 1936 che vide disputare solo le gare di combinata, sia maschile che femminile. Nelle edizioni dal 1948 al 1980 oltre ad assegnare le medaglie olimpiche, le competizioni valevano anche ai fini dei Mondiali di sci alpino, manifestazione che si svolgeva ogni due anni. Solo le medaglie della combinata erano riconosciute esclusivamente per i Campionati del mondo. Dal 1985 i Mondiali, pur rimanendo a cadenza biennale, si disputano negli anni dispari, tranne nelledizione spagnola della Sierra Nevada che a caus ...

                                               

Sci alpino alla XXV Universiade invernale

Le gare di sci alpino della XXV Universiade invernale si sono svolte sul monte Palandöken a Erzurum, in Turchia, dal 29 gennaio al 6 febbraio 2011. In programma otto eventi; escluse dalla manifestazione le discese libere.

                                               

Sci alpino ai VII Giochi asiatici invernali

Le gare di sci alpino dei VII Giochi asiatici invernali si sono svolte nella stazione sciistica di Shymbulak ad Almaty, in Kazakistan, dal 31 gennaio al 3 febbraio 2011. In programma sei eventi.

                                               

Sci alpino agli XI Giochi paralimpici invernali

Le gare di sci alpino agli XI Giochi paralimpici invernali di Soči si sono svolte dal 7 al 16 marzo 2014 nella stazione sciistica di Krasnaja Poljana a circa 45 km dalla città olimpica, sul tracciato di Roza Chutor.

                                               

Sci alpino ai XII Giochi paralimpici invernali

Le gare di sci alpino ai XII Giochi paralimpici invernali di Pyeongchang in Corea del Sud si sono svolte dal 10 al 18 marzo 2018 nella stazione sciistica di Jeongseon.

                                               

Sci alpino ai I Giochi paralimpici invernali

Le gare erano divise in: Slalom speciale: uomini - donne Slalom gigante: uomini - donne Combinata alpina: uomini - donne Ogni evento era separato in: II - in piedi: amputazione alla singola gamba sotto il ginocchio IV A - in piedi: doppia amputazione alle gambe sotto il ginocchio, lieve paralisi cerebrale infantile o handicap equivalente III - in piedi: amputazione al singolo braccio IV B - in piedi: doppia amputazione alle braccia I - in piedi: amputazione alla singola gamba sopra il ginocchio

Sci alpino
                                     

ⓘ Sci alpino

Lo sci alpino, anche detto sci di discesa, è uno sport invernale che consiste nello scendere a valle lungo un pendio montano scivolando sulla neve grazie a un paio di sci ai piedi, agganciati, mediante gli attacchi, ad appositi scarponi, generalmente effettuato su pendii attrezzati di pet con impianti di risalita e trattamento del manto nevoso.

Entrato a far parte del programma dei Giochi olimpici invernali per la prima volta in occasione dei IV Giochi olimpici invernali di Garmisch-Partenkirchen 1936, che assegnarono solo due medaglie maschile e femminile nella combinata, mentre ai XXI Giochi olimpici invernali di Vancouver 2010 le medaglie assegnate sono state invece dieci, cinque maschili e cinque femminili, lattività agonistica internazionale è regolata dalla Federazione Internazionale Sci FIS lo sci acrobatico o freestyle e lo sci di velocità o "chilometro lanciato", pur condividendo con quello alpino la caratteristica distintiva del "tallone bloccato", sono considerati sport a sé, pur essendo governati dalla stessa federazione).

                                     

1. Storia

Sebbene la storia dello sci sia plurimillenaria i più antichi sci rinvenuti risalgono al VII millennio a.C., lo sci alpino in senso moderno iniziò a svilupparsi soltanto a partire da metà del XIX secolo, quando furono introdotti attrezzi in grado di facilitare lesecuzione delle curve in discesa. Nel 1840, a Schreiberhau lodierna Szklarska Poręba, è attestato luso di sci fatti esclusivamente per la discesa; nel 1850 il norvegese Sondre Norheim elaborò la tecnica del telemark, presentata ufficialmente a Oslo nel 1866, e nel 1870 elaborò i primi sci configurati in senso moderno, anche se si trattava ancora di sci nordici a tallone libero e non da sci alpino in senso stretto.

Già nel 1861, tuttavia, sono attestate competizioni di sci alpino, La Porte negli Stati Uniti, anche femminili. Sulle Alpi, lesordio dello sci come attività sportiva viene fatto risalire al 1864, quando lalbergatore di Sankt Moritz Svizzera Johannes Badrutt aprì la sua struttura ricettiva anche in inverno e vi invitò i suoi abituali clienti inglesi, fino ad allora solo villeggianti estivi, scommettendo che avrebbero trovato le attrattive invernali della località divertenti quanto quelle estive. Allanno successivo risale il primo incidente sciistico ricordato, una gamba rotta in Norvegia, mentre è del 1866 lintroduzione dei due bastoncini in gara. Negli anni settanta, ottanta e novanta del XIX secolo si diffusero le prime fabbriche di sci e i primi sci club in Europa, Nordamerica e Oceania. Iniziavano intanto a prendere forma quelle che sarebbero divenute le "classiche" dello sci alpino.

Nel 1896 laustriaco Mathias Zdarsky scrisse Alpine Lilienfelder Ski-lauf Technik, il primo manuale di sci alpino, mentre nel 1910 il suo connazionale Hannes Schneider elaborò un nuovo movimento per curvare la "tecnica Arlberg", che si staccava nettamente dalla tradizione del telemark e si avvicinava recisamente a quella dello sci alpino moderno.

Intorno agli anni venti del XX secolo la fase pionieristica dello sci alpino iniziò a sedimentare le sperimentazioni dei decenni precedenti e a codificare stabilmente la disciplina; nel 1924 venne fondata la FIS. Il nuovo sport tuttavia non fu presente alla prime tre edizioni dei Giochi olimpici invernali e fece il suo debutto soltanto a Garmisch-Partenkirchen 1936, con la sola specialità della combinata sia maschile sia femminile. I primi Campionati mondiali di sci alpino furono invece disputati a Mürren, in Svizzera, nel 1931, dove dieci anni prima si era disputato il primo slalom speciale.

Con il secondo dopoguerra lo sci alpino uscì definitivamente dalla sua fase pionieristica ed entrò in quella moderna; non più passatempo per genti di montagna o per ricchi turisti, divenne sport, se non di massa, almeno diffuso in sempre più ampi strati di popolazione nei Paesi dotati di montagne adatte. A contribuire a tale successo furono il diffondersi, in Europa e Nordamerica, di stazioni sciistiche attrezzate, soprattutto con impianti di risalita, e di collegamenti ferroviari e stradali che consentivano di raggiungerle in tempi brevi anche partendo dalle città di pianura. Un contributo decisivo venne anche dallevoluzione tecnica dellequipaggiamento: sia dellabbigliamento, che divenne impermeabile e a miglior tenuta contro il freddo, sia degli stessi sci, che dal tradizionale legno massiccio passarono a essere costruiti con nuovi materiali alluminio prima, materie plastiche poi in grado di renderli più facili da maneggiare e più economici allacquisto.

A decretare il successo di pubblico dello sci alpino come disciplina agonistica fu, in modo determinante, la televisione: i VII Giochi olimpici invernali di Cortina dAmpezzo 1956 furono i primi a essere interamente trasmessi sul piccolo schermo. Dieci anni dopo la FIS organizzò la prima Coppa del Mondo di sci alpino, circuito internazionale che ogni anno, durante lintera stagione invernale, vede i migliori sciatori alpini confrontarsi in una serie di gare disputate nelle principali stazioni sciistiche europee, nordamericane e asiatiche con sporadiche tappe in Sudamerica e Oceania; ai piazzamenti ottenuti in gara viene attribuito un punteggio, attraverso il quale si determinano i vincitori delle due Coppe del Mondo generali una maschile e una femminile e delle varie Coppe del Mondo di specialità.

                                     

2.1. Equipaggiamento Sci

Lo sci come attrezzo è storicamente un oggetto di legno dalla forma allungata e appiattita su cui sono posizionati degli attacchi per i piedi dello sciatore. Ai primordi lo sci corrispondeva letteralmente a questa descrizione: sia la parte superiore che il fondo erano di legno e gli attacchi consistevano in due legacci che assicuravano il piede allattrezzo. A causa delle caratteristiche dei pendii, mossi e pieni di dossi e cunette, e della neve, fresca e non compressa da alcun tipo di macchinario, i primi sci presentavano una punta molto rialzata e una lunghezza attorno ai due metri.

Con lo svilupparsi della tecnica e delle prime stazioni sciistiche, che per la prima volta offrirono piste, si cominciarono ad applicare le prime lamine, ovvero delle strisce di metallo affilate assicurate al fondo dello sci con dei chiodi. Le lamine permettono di incidere meglio la neve e quindi di assicurare una migliore tenuta. Altra importante innovazione fu linvenzione della soletta in grafite, che permette un notevole guadagno in termini di scorrevolezza e quindi velocità per via del minore attrito con la neve rispetto al legno.

Negli anni novanta del XX secolo lintroduzione degli sci sciancrati e, conseguentemente, della tecnica carving ha modificato significativamente i movimenti della sciata. Precedentemente, infatti, per curvare lo sciatore doveva fare "sbandare" lo sci per fargli cambiare direzione; con lo sci sciancrato, invece, per via del fatto di avere punta e coda più larghe, lo sciatore fa piegare lo sci, inclinandosi e può quindi descrivere una curva senza mai far sbandare lo sci ma viceversa facendolo scorrere sulla lamina, con ovvi vantaggi in termini di velocità di percorrenza.

                                     

2.2. Equipaggiamento Attacchi

Inizialmente gli sci venivano collegati al piede dello sciatore attraverso semplici legacci di cuoio. In seguito furono sviluppate strutture rigide dette "attacchi"; tra le prime, quella introdotta da Mathias Zdarsky nel 1856 e quella imbullonata di Fritz Huitfeldt del 1894. Linvenzione degli attacchi a sganciamento facile risale al 1939 e si deve a Hjalmar Hvam, ma fu soltanto nel 1948 che Jean Beyl elaborò gli attacchi con piastra di sganciamento, che poi simposero definitivamente; nel 1957 furono introdotti i primi attacchi che si serravano allo scarpone in un unico movimento del piede.

Nei decenni seguenti in ambito agonistico vennero introdotti sistemi di sgancio rapido, che permettono allo sci di liberare il piede in caso di caduta evitando di sottoporre a pericolose sollecitazioni gambe e ginocchia dello sciatore.

                                     

2.3. Equipaggiamento Scarponi

Per oltre un secolo gli sci da discesa vennero assicurati a normali scarponi da montagna in cuoio. Fu levoluzione degli attacchi a rendere necessario un corrispettivo adattamento degli scarponi, fino alla creazione di modelli progettati esclusivamente per la pratica di questo sport. I primi scarponi con fibbie ad aggancio/sgancio rapido furono lanciati sul mercato nel 1955 e già due anni dopo Bob Lange creò i primi scarponi realizzati interamente in plastica rigida. La produzione su scala industriale di questo genere di scarponi iniziò a metà anni sessanta.

                                     

2.4. Equipaggiamento Bastoncini

Per migliorare la stabilità, specie in curva, gli sciatori impugnano una coppia di bastoncini dotati di puntale; originariamente in legno, a partire dagli anni cinquanta vengono realizzati in alluminio e successivamente anche in fibra di carbonio.

                                     

2.5. Equipaggiamento Abbigliamento

Accanto allattrezzatura tecnica indispensabile per la pratica dello sport, gli sciatori alpini indossano abitualmente, a partire anche in questo caso dal secondo dopoguerra, un abbigliamento specifico, atto a migliorare tanto la comodità quanto la sicurezza delle sciate.

                                     

2.6. Equipaggiamento Tuta

La tuta da sci veste integralmente lo sciatore, è impermeabile e imbottita per proteggere da vento, umidità e freddo. Nello sci amatoriale può essere sostituita dallabbinamento di un giaccone e un paio di pantaloni con le stesse caratteristiche, mentre in ambito agonistico è sempre in uso un pezzo unico e realizzata in modo da risultare il più aderente possibile e, quindi, aerodinamica. È sempre corredata da un paio di guanti.

La sicurezza in caso di caduta viene migliorata dallinserimento di protezioni per la schiena, ovvero dei "gusci" solitamente in plastica che si adattano alla schiena dello sciatore e la proteggono dagli impatti. Sono state introdotte anche protezioni per le braccia largamente utilizzate dagli atleti in quanto attutiscono limpatto con i paletti e per le gambe, dette parastinchi, anchessi di plastica, che coprono le tibie e sono usati in particolare per la specialità dello slalom speciale, a causa dei continui contatti con i pali.



                                     

2.7. Equipaggiamento Mascherina

Per proteggere gli occhi e migliorare la visibilità, spesso insufficiente visto che lo sci alpino è uno sport che si pratica allaperto in montagna durante la stagione invernali, gli sciatori indossano regolarmente occhiali costituiti da una o più lenti che variano la visuale dellatleta, detti per questo anche "maschera da sci"; essi ricoprono gran parte della parte superiore del viso e sono variamente colorati. Quella più scura, sullarancione, serve per giornate prevalentemente soleggiate, mentre quelle più chiare per giornate di scarsa visibilità. La montatura è foggiata in modo da aderire completamente alla testa dellatleta; un elastico lassicura al capo dello sciatore o, sempre più frequentemente, al suo casco.

                                     

2.8. Equipaggiamento Casco

Inizialmente lo sci alpino era praticato a capo scoperto oppure indossando berretti o passamontagna per difendersi solo dal freddo. Le esigenze di sicurezza iniziarono ad affermarsi soltanto con lavvento dellepoca moderna dello sci, ma ancora per lungo tempo il casco non fu obbligatorio né erano presenti sul mercato modelli creati per lo sci. Negli anni sessanta la maggior parte dei caschi non consistevano che in una semplice calotta di cuoio imbottita, dalle capacità protettive limitate. Successivamente venne introdotto lobbligo delluso del casco nelle competizioni di discesa libera, senza tuttavia specifiche di omologazione per i caschi. In seguito lobbligo venne esteso a tutte, anche alle competizioni di slalom gigante e quindi supergigante, fino allo slalom speciale nella stagione 2006-2007. Nel ventunesimo secolo tutti i caschi necessitano di unomologazione specifica, e quindi un atleta che si presentasse a una gara sotto legida della FIS o di una federazione nazionale con un casco non omologato non sarebbe ammesso.

Sui caschi può anche essere montata una mentoniera, solitamente in metallo, che rappresenta unulteriore protezione per il viso.



                                     

3. Tecnica

Oggi sulle piste si osservano sia la tecnica di sci alpino classica, in disuso se non fosse per gli sciatori meno giovani o tradizionalisti, sia quella carving praticata con gli sci sciancrati, sul mercato dal 1997. Proprio a causa dellintroduzione degli sci sciancrati - ma anche del miglioramento delle condizioni delle piste da sci, meglio preparate e con un fondo più compatto - si è assistito a un notevole aumento della velocità, non solo per quanto riguarda le competizioni, ma anche sulle piste degli sciatori amatoriali. Di conseguenza sono state anche migliorate le misure di sicurezza, sia per quanto riguarda lequipaggiamento dello sciatore sia per la preparazione e la messa in sicurezza delle piste.

                                     

3.1. Tecnica Tecnica classica

La tecnica classica dello sci alpino viene appresa attraverso una serie di fasi successive. Inizialmente sinsegna a controllare gli sci: i maestri fanno muovere i principianti in piano, usando i bastoncini e mantenendo unimpostazione del corpo centrale, e poi spiegano come risalire un pendio con gli sci paralleli "a scaletta" oppure divergenti "a spina di pesce", affine al passo pattinato corto dello sci di fondo; successivamente insegnano a controllare gli sci mediante gli spigoli dérapage, limpiego dei bastoncini per mantenere lequilibrio e il movimento dello "spazzaneve" avvicinare le punte degli sci allargando le code, così da rallentare landatura.

Lelemento tecnico più complesso dello sci alpino è lesecuzione delle curve; possono essere compiute in vari modi, di difficoltà crescente a causa dellaumentare della velocità di realizzazione:

  • la "curva a monte in parallelo" si esegue mantenendo il peso su entrambi gli sci, paralleli tra loro, ma in misura maggiore su quello a valle, con quello a monte leggermente avanzato. Attraversando diagonalmente un pendio restando sugli spigoli, si esegue una serie di movimenti in tre tempi, in rapida successione: prima della curva, una flessione piegando ginocchia, anche e caviglie; quindi, piantando la punta del bastoncino vicino alla punta dello sci a monte, una appoggio e una distensione verso lalto e in avanti, alleggerendo le code degli sci; poi una nuova flessione, abbandonando la presa sugli spigoli e lasciando scivolare le code degli sci piatti sulla neve di lato, verso il basso, grazie a unenergica spinta laterale delle caviglie; infine una rotazione degli sci a monte, tornando progressivamente a incidere con gli spigoli fino ad assumere la direzione voluta;
  • "la curva a valle in parallelo" si svolge a sua volta in tre tempi: prima una flessione preparatoria piegando anche, ginocchia e caviglie; quindi un appoggio sul bastoncino a valle con la contemporanea, rapida distensione del corpo rilasciando la presa su entrambe le lamine: lalleggerimento delle code e il rilascio degli spigoli porta gli sci, piatti rispetto al terreno, verso la linea di massima pendenza. A questo punto una nuova flessione e la spinta con i talloni delle code verso valle, caricando progressivamente gli spigoli e soprattutto sullo sci a valle, conduce a raggiungere la direzione voluta. Se la curva a valle viene chiusa totalmente, lo sciatore si ferma. Tutto il movimento esige una posizione centrale, mantenendo il torace rivolto verso lesterno per non entrare in rotazione alla fine;
  • "la curva a cortoraggio" è la manovra nella quale le flessioni di chiusura delle curve a valle sono anche preparatorie alle distensioni per compiere le curve successive e così via, senza interruzioni, cosicché i tempi da tre divengono due. In tal modo si realizza una serie continua di piegamenti e distensioni, con la quale gli sciatori scendono lungo le piste con una serie di curve strette "serpentina".
  • "la curva in conduzione", la più veloce, è quella effettuata interamente sugli spigoli; lo slittamento diagonale degli sci è limitato al massimo. In tal modo, la traccia impressa sulla neve è quasi uguale alla larghezza dei due sci, ma il raggio di curvatura è necessariamente molto ampio;

Tipiche sono le "spigolate" sui tratti in rettilineo battuti e in curva con lo sci esterno che tende ad andare per la tangente.



                                     

3.2. Tecnica Tecnica carving

Con gli sci sciancrati lo sciatore può eseguire veloci curve "in conduzione" con un raggio di curvatura molto più stretto di quella consentita dagli sci tradizionali. In questa tecnica si pongono gli sci di taglio sulla neve, di spigolo; è poi la curvatura stessa dello sci a determinare la traiettoria, mantenendo unangolazione ottimale tra ginocchia, anche, busto e spalle per evitare di entrare in rotazione. La tecnica presenta alcune analogie con quella dello snowboard e consente di evitare sbandamenti o derapate in diagonale verso lesterno: in tal modo viene cambiata direzione anche ripetutamente senza diminuire la velocità. Per questa ragione questa tecnica si è imposta universalmente nello sci agonistico.

                                     

4.1. Agonismo Discipline

Lo sci alpino moderno si articola in quattro diverse discipline, cui si aggiungono la combinata, che unisce una prova di discesa e una di slalom, e la supercombinata, che unisce una prima manche di discesa breve o di supergigante e una seconda di slalom. Le prime due sono considerate discipline veloci, le altre due discipline tecniche. Nel corso degli anni la FIS ha introdotto anche diverse varianti alle discipline tradizionali, quali discese sprint, giganti paralleli o slalom paralleli.

Tutte le gare di sci alpino prevedono il passaggio cronometrato degli atleti, in successione, lungo uno stesso percorso tracciato su una pista da sci. A delimitare il campo di gara è una serie di "porte" coppie di paletti, singoli o doppi attraverso le quali devono transitare gli sciatori; ogni percorso differente comporta la squalifica dellatleta. Le varie discipline si differenziano per la distanza tra le porte, e di conseguenza per la velocità di discesa: massima nella discesa libera, minima nello slalom speciale, con supergigante e gigante in posizione intermedia. Oltre che più ravvicinate, nelle prove più lente le porte sono anche maggiormente sfalsate, richiedendo pertanto lesecuzione di curve più accentuate.

Fin dagli albori sia maschili che femminili, le varie specialità iniziarono a differenziarsi già nel corso del XIX secolo. Le prime gare a essere disputate regolarmente furono quelle di discesa libera del 1861 i primi resoconti giornalistici, negli Stati Uniti, seguite da quelle di slalom speciale. La codificazione delle due discipline riconosciuta dalla FIS venne però soltanto nel 1928, in occasione dei Campionati britannici di quellanno. Contestualmente iniziò a essere introdotta anche la combinata: la prima fu disputata a Sankt Anton am Arlberg in quello stesso 1928. Ai primi Campionati mondiali di sci alpino di Mürren 1931 si disputarono gare di discesa e slalom, mentre il debutto dello sci alpino ai Giochi olimpici Garmisch-Partenkirchen 1936 ebbe in programma la sola gara di combinata.

Lo slalom gigante fu codificato nel secondo dopoguerra, anche se già nel 1905 Mathias Zdarsky aveva tracciato una gara con caratteristiche simili, e divenne disciplina mondiale a partire da Aspen 1950 e olimpica da Oslo 1952. Discesa libera, slalom gigante e slalom speciale, oltre a occasionali paralleli, fanno parte del circuito della Coppa del Mondo di sci alpino fin dalla prima edizione, nel 1967, mentre il supergigante entrò nel programma della Coppa nel 1983, in quello iridato a Crans-Montana 1987 e in quello a cinque cerchi a Calgary 1988. Nel XXI secolo è stata invece introdotta la supercombinata, in sostituzione della combinata iridata a partire dai Mondiali di Åre 2007 e di quella olimpica dai Giochi di Vancouver 2010; in Coppa del Mondo affianca la combinata dalla stagione 2004-2005.

                                     

4.2. Agonismo Classiche

Le prime gare di sci alpino di cui si ha notizia certa furono disputate in Norvegia e negli Stati Uniti negli anni sessanta del XIX secolo, spesso articolate su più giorni "settimane della neve" e abbinate a competizioni di sci nordico, ma fu soltanto a partire dalla fine del secolo e dagli inizi di quello successivo che iniziarono a prendere forma appuntamenti annuali ricorrenti: le prime "classiche dello sci alpino.

La prima competizione documentata a Kitzbühel, in Austria, è del 1894-1895: si trattava dellantenata del trofeo dellHahnenkamm, che si disputa regolarmente dal 1931. Nel 1924 è stato avviato il Parsenn-Derby a Davos, nel 1928 si disputò a Sankt Anton am Arlberg la prima edizione dellArlberg-Kandahar, lunica grande classica senza sede fissa, e nel 1930 a Wengen debuttò il trofeo del Lauberhorn. Al 1961 risale la prima edizione della Coppa Vitranc a Kranjska Gora e al 1964 il trofeo femminile di Maribor, Zlata lisica.

Dal 1966-1967 le classiche sono state generalmente inserite nel circuito della Coppa del Mondo.

                                     

4.3. Agonismo Campionati nazionali

Nei primi decenni del XX secolo nei Paesi alpini, scandinavi e nordamericani vennero organizzati Campionati nazionali di sci annuali, inizialmente limitati allo sci nordico. Lalpino fece il suo debutto ai Campionati britannici del 1921, disputati a Wengen, per poi diffondersi rapidamente in tutte le nazioni montane.

                                     

4.4. Agonismo Mondiali

I primi Campionati mondiali di sci alpino si tennero a Mürren, in Svizzera, nel 1931 e fino al 1939 vennero disputati ogni anno. Sospesi a causa della Seconda guerra mondiale, i Mondiali vennero ripresi nel 1948 con cadenza biennale e fino al 1982 si disputarono negli anni pari; negli anni in cui si svolgevano i Giochi olimpici invernali le gare olimpiche erano valide anche come gare dei Mondiali - tranne la combinata, valida solo per questi ultimi. Dal 1985 la rassegna iridata è stata spostata agli anni dispari, per evitare la concomitanza con i Giochi olimpici. La formula dei Mondiali, rimasta sempre invariata, prevede che nellarco di una-due settimane si disputi, entro una stessa stazione o comprensorio sciistico, una gara per ogni disciplina; i primi tre classificati ricevono rispettivamente medaglie doro, dargento e di bronzo.

Tutte le gare dei Mondiali sono sempre state sia maschili sia femminili. Nella prima edizione si gareggiò in discesa libera e slalom speciale; la combinata fu introdotta nel 1932, lo slalom gigante nel 1950 e il supergigante Campionati mondiali di sci alpino 1987. Dal 2007 la supercombinata ha sostituito la combinata.

Dal 1982 la FIS organizza anche Mondiali juniores, con cadenza annuale. La formula è identica a quella dei Mondiali "seniores", salvo che per la combinata, la cui classifica viene stilata sommando i tempi di discesa, gigante e slalom.

                                     

4.5. Agonismo Olimpiadi

Lo sci alpino debuttò ai Giochi olimpici invernali a Garmisch-Partenkirchen 1936, con sole gare di combinata. Discesa libera e slalom speciale furono introdotti a Sankt Moritz 1948, lo slalom gigante a Oslo 1952 e il supergigante a Calgary 1988. La combinata non è stata disputata a Sarajevo 1984 e a Vancouver 2010 è stata sostituita dalla supercombinata; tutte le gare sono sempre state sia maschili sia femminili e la formula è identica a quella dei Mondiali.

                                     

4.6. Agonismo Coppa del Mondo

La Coppa del Mondo è un circuito internazionale, maschile e femminile, organizzato dalla FIS e che assegna un trofeo generale e uno per ognuna delle discipline previste. Ogni stagione si articola lungo un calendario nel quale si succedono "tappe" in varie località sciistiche, per lo più europee, nordamericane e dellEstremo Oriente, ognuna delle quali ospita gare di alcune delle varie specialità. In ogni gara vengono assegnati punteggi in base alla classifica allarrivo; la somma dei punteggi determina le classifiche di Coppa, generale e di specialità. Ai vincitori viene consegnato un trofeo: la coppa di cristallo.

La Coppa del Mondo debuttò nella stagione 1966-1967 e la sua formula fu ideata da Bob Beattie, allenatore della nazionale statunitense, da Honoré Bonnet, allenatore della nazionale francese, e da Serge Lang, giornalista francese. Le Coppe del Mondo di discesa libera, di slalom gigante e di slalom speciale sono state assegnate fin dalla prima edizione del circuito; quella di supergigante dal 1985-1986 e quella di combinata dal 2006-2007.

                                     

4.7. Agonismo Altri circuiti e manifestazioni

Accanto alla Coppa del Mondo la FIS organizza anche altri circuiti internazionali: in ognuno di essi le gare si svolgono in stazioni sciistiche raccolte in un unico continente, anche se la partecipazione alle gare non prevede limitazioni di nazionalità. Quello più dal maggior rilievo tecnico è la Coppa Europa, che si disputa dal 1971-1972; alla stagione precedente 1970-1971 risale la Nor-Am Cup nordamericana. Di tasso tecnico nettamente inferiore sono lAustralia New Zealand Cup Oceania, dal 1999, la Far East Cup Asia - limitatamente allEstremo Oriente -, dal 1999 e la South American Cup Sudamerica, dal 2000.

A livello giovanili sono riconosciuti dalla FIS anche i Campionati nazionali juniores, le Universiadi invernali le gare "juniores", cui va aggiunto il Trofeo Topolino; è inoltre previsto dalla Federazione tutto un insieme di singole gare, non legate tra loro in un qualche circuito ma che hanno comunque una veste ufficiale: gare FIS, Campionati militari, gare "citizen", ecc. I Giochi asiatici invernali, infine, sono una manifestazione polisportiva che include anche gare di sci alpino.

                                     

5. Sci alpino paralimpico

Lo sci alpino paralimpico è la variante dello sci alpino praticata da atleti con disabilità fisiche o visive. Lattrezzatura è adattata allabilità funzionale dello sportivo, che può utilizzare normali sci, una slitta montata su monosci, stabilizzatori o protesi ortopediche a seconda dei casi. Le persone affette da cecità o ipovisione possono sciare accompagnate da una guida che li precede sulla pista dando loro indicazioni vocali sul percorso da seguire.

Lattività agonistica internazionale è organizzata dal Comitato Paralimpico Internazionale. Per le principali competizioni vale il regolamento della Federazione Internazionale Sci FIS integrato da disposizioni dettate dallIPASC. Si disputano gare in tutte le specialità alpine. Gli sciatori sono divisi in categorie in base al tipo e al grado di disabilità. Lo sci alpino è presente nel programma dei Giochi paralimpici invernali sin dalla prima edizione di Örnsköldsvik 1976, in Svezia.