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ⓘ Norma tecnica




Norma tecnica
                                     

ⓘ Norma tecnica

Una norma tecnica è un documento, utilizzato in svariati ambiti, che stabilisce specifiche tecniche di entità, oggetti, concetti. Più in generale, una norma descrive requisiti di materiali, prodotti, apparecchiature, opere, servizi, organizzazioni, attività, processi, progetti, sistemi, figure professionali, modelli astratti, terminologia, convenzioni, metodologie, sia in generale sia per diverse fasi/aspetti del ciclo di vita di ciascuno di questi elementi. Altra tipologia di norma è la linea guida ovvero una norma che non contiene requisiti, ma raccomandazioni, esemplificazioni, interpretazioni a se stanti oppure di supporto ad altre norme.

Le norme che compongono una "famiglia di norme" sono documenti, accomunati dalla medesima serie numerica, che inquadrano complessivamente uno specifico argomento.

Tali norme, che possono essere di valenza nazionale o internazionale, sono redatte da appositi enti di normazione. Offrono un linguaggio comune di comunicazione fra le imprese, la pubblica amministrazione e gli utenti/consumatori, stabiliscono un equilibrio socio-economico fra i diversi attori che partecipano alle transazioni commerciali, base per qualsiasi economia di mercato, e sono una base necessaria delle relazioni fra cliente e fornitore. È da chiarire che, comunque, le norme appartengono ad un vastissimo campo di utilizzo, ben oltre le materie economiche o professionali.

Ladesione alle norme tecniche è volontaria, e viene svolta solitamente da parte di soggetti privati o pubblici ad esempio aziende, organizzazioni no-profit o organismi della pubblica amministrazione allo scopo di adeguarsi a particolari standard dettati dalla norma in esame, per acquisire una certificazione o per potere utilizzare un marchio di conformità.

                                     

1.1. Terminologia Norme e standard

Le norme tecniche, in lingua inglese, sono chiamate "standard" ad esempio dallorganismo di normazione internazionale ISO. Da qui la confusione in italiano tra il termine "norma tecnica" e il termine "standard", dove questultimo non corrisponde alla norma, ma a ciò che viene prodotto dalla sua applicazione. Ad esempio la norma tecnica ISO 216 stabilisce diversi standard per le dimensioni degli fogli di carta, denominati con le sigle "A0", "A1", "A2", "A3", A4", ecc. In questo caso quindi ad una singola norma sono associati più standard. Non solo: esistono anche altre norme che definiscono dimensioni di fogli di carta standard, per cui in generale non esiste necessariamente una corrispondenza biunivoca tra norma e standard. Per motivi analoghi, i termini "normazione" e "standardizzazione" non possono essere usati come sinonimi.

Inoltre molti standard non derivano da una norma tecnica. Un esempio in tal senso sono i sistemi utilizzati per indicare i fusi orari.

Nei campi dellinformatica, dellelettronica e delle telecomunicazioni, il termine "standard" viene utilizzato ad esempio per indicare specifiche ufficiose o ufficiali, a volte anche puramente convenzionali, prestabilite da unautorità e riconosciute tali con lo scopo di rappresentare una base di riferimento o paradigma codificato per la realizzazione di tecnologie fra loro compatibili e interoperabili, che siano componenti hardware, software o infrastrutture di rete. Tale termine è quindi in decisa contrapposizione alle tecnologie cosiddette "proprietarie", cioè sviluppate ad hoc dalle aziende, ma che non permettono appunto linteroperabilità tra sistemi. In genere uno standard definisce le caratteristiche tecniche che il sistema, prodotto, processo o servizio da realizzare deve soddisfare a livello logico-funzionale, garantendo dunque linteroperabilità tra sistemi, lasciando il resto dellimplementazione, cioè i dettagli realizzativi, in mano ai produttori/realizzatori del sistema, cercando così di favorire al massimo la libera concorrenza nella produzione e nel mercato.

                                     

1.2. Terminologia Norme volontarie e norme cogenti

A causa della volontarietà nella loro applicazione, le norme tecniche si distinguono dalle norme giuridiche. In altre parole, le norme tecniche sono "norme volontarie", mentre le norme giuridiche sono "norme cogenti". Ciò non toglie che le norme giuridiche possano appoggiarsi in qualche modo alle norme tecniche; ad esempio le direttive della Comunità Europea che regolamentano la marcatura CE obbligano in certi casi ad attenersi a particolari norme tecniche. O in altri casi, una norma tecnica, anche se nasce come norma volontaria, può essere presa a riferimento da ordinamenti legislativi e amministrativi, diventando dunque vincolante. Di solito tende ad autoaffermarsi per lautorità dellistituto di normazione che la emana e/o perché particolarmente richiesta/sentita dal mercato stesso. Al contrario, norme proprietarie tendono ad andare contro linteresse comune e a creare barriere.

                                     

1.3. Terminologia Norme de jure e norme de facto

Una norma de jure può definirsi, in generale, come una specifica tecnica "ufficiale", ovvero approvata da un organo di normazione riconosciuto per lapplicazione della stessa in maniera ripetuta o continuativa, senza che detta norma sia di applicazione obbligatoria GATT e definizioni delle direttive CEE 83/189.

Una norma de facto può definirsi come una specifica tecnica "ufficiosa" che è stata sviluppata da una o più aziende e che ha successivamente acquisito importanza generale grazie alla sua condizione di diffusione nel mercato. Si utilizza per riferirsi a norme consuetudinarie.

                                     

2. Processo di definizione e applicazione

Il primo passo per la pubblicazione di una norma è lapprovazione di un documento da parte di unorganizzazione solitamente espressione governativa o comunque di diritto pubblico chiamato "ente di normazione". In taluni settori anche grandi imprese private o associazioni settoriali di imprese emanano delle prescrizioni a carattere normativo, principalmente rivolte alla loro catena di fornitura. Spesso, questo genere di standard settoriali richiama esplicitamente requisiti delle norme "strictu sensu" oppure viene condiviso con gli enti normatori al fine di pubblicare congiuntamente il testo.

Gli organismi di normazione possono operare a loro volta a livello internazionale o nazionale. Ad esempio lISO Organizzazione internazionale per la normazione opera a livello internazionale, mentre lUNI Ente nazionale italiano di unificazione opera a livello nazionale. Possono esistere anche organismi di normazione che operano in aree geografiche che comprendono più nazioni, come ad esempio il CEN Comitato europeo di normazione, attivo allinterno della Comunità Europea.

Nel momento in cui un organismo di normazione nazionale, internazionale o sovranazionale abbia redatto una norma, questa generalmente viene chiamata con una sigla che richiama lorganismo di normazione che lha redatta, ad esempio "ISO 9001". Essa può essere successivamente recepita da altri enti di normazione e prendere il nome anche da questi dove viene recepita. Ad esempio, una volta che la ISO 9001 è stata recepita dal Comitato europeo di normazione e dallUNI, è stata chiamata in Italia "UNI EN ISO 9001", mentre il suo recepimento nel Regno Unito ha dato luogo al nome "BS EN ISO 9001", e così via per le altre nazioni dove è stata recepita. Allatto del recepimento la norma viene tradotta nella lingua adottata dallorganismo di normazione che la recepisce ad esempio la lingua italiana nel caso dellUNI.

Prima di essere pubblicate, le norme subiscono un iter, piuttosto articolato progetto di norma che, attraverso varie fasi, fa passare il documento da proposta/richiesta a versione definitiva; questo progetto è coordinato da un comitato nazionale o internazionale a seconda che, attraverso incontri, emendamenti e votazioni, delibera lo standard le successive revisioni.

La validità o conformità ad una norma deve essere accreditata da un ente di accreditamento o certificata da un organismo di certificazione, sempre che la suddetta norma possa costituire base per laccreditamento o le certificazione o altre attestazioni di terza parte queste norme sono una minima parte della enorme massa di norme esistenti e sono a volte gergalmente denominate "schemi". Gli enti di accreditamento fanno capo allIAF International Accreditation Forum, che è lorganismo mondiale che raggruppa tali organizzazioni la cui attività è laccreditamento da non confondere con la certificazione.

Prima di essere considerato tale dalla comunità internazionale ed essere preso a buon diritto come modello di riferimento, uno standard passa attraverso una serie di fasi di analisi e accreditamento:

  • Lanalisi delle esigenze dellutenza da parte delle università e dei settori che si occupano di ricerca e sviluppo per le varie aziende produttrici dà luogo alla ricerca di soluzioni per i problemi le necessità eventualmente riscontrate.
  • Il testing e lutilizzo di tali specifiche da parte della comunità internazionale dei produttori e dei laboratori di ricerca evidenzia le soluzioni migliori. A questo gli enti internazionali possono cominciare a scegliere cosa scartare e cosa mantenere dei vari contributi, producendo linsieme delle specifiche finali.
  • Quando possibile, delle specifiche tecniche vengono emesse sotto forma di descrizioni documentate estremamente dettagliate da parte di gruppi di lavoro composti da massimi esperti internazionali.
  • Le specifiche finali vengono approvate e quindi rilasciate come standard internazionale da un ente scientifico. Il risultato è un documento che descrive il modello cui le ditte di settore dovranno attenersi, pena lincompatibilità dei loro prodotti tecnologici.


                                     

3. Tratti comuni

  • imprese di tutti i settori, spesso attraverso loro rappresentanti;
  • pubblica amministrazione;
  • utenti e associazioni dei consumatori;
  • associazioni di categoria
  • Contengono specifiche tecniche di applicazione volontaria, ovvero non cogente/vincolante;
  • centri di ricerca e laboratori;
  • sono elaborate attraverso il consenso delle parti interessate
  • sono basate sui risultati dellesperienza e dello sviluppo tecnologico secondo il principio dello stato dellarte;
  • sono disponibili al pubblico; esistono anche norme interne, normalmente non disponibili al pubblico usate ad esempio da unazienda nei rapporti con i fornitori.
  • sono approvate da un organismo regionale, nazionale, sovranazionale o internazionale di normazione riconosciuto;
                                     

4. Enti di normazione

Esistono diversi enti di normazione a livello nazionale, sovranazionale e internazionale come:

  • il CEN - Comitato europeo di normazione;
  • il CENELEC - Comitato europeo di normazione elettrotecnica;
  • lETSI - European Telecommunications Standards Institute ;
  • lIETF - Internet Engineering Task Force ;
  • lIEEE - Institute of Electrical and Electronics Engineers ;
  • GS1 - The Global Language of Business.
  • il CEPT - Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni;
  • lUNI - Ente nazionale italiano di unificazione;
  • lISO - International Organization for Standardization ;
  • il CEI - Comitato elettrotecnico italiano;
  • lIEC - Commissione elettrotecnica internazionale;
  • lITU - International Telecommunication Union ;

Gli enti di normazione propongono, concordano e ratificano le norme nei diversi ambiti di competenza.



                                     
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