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ⓘ Divisione Nord-Sud




Divisione Nord-Sud
                                     

ⓘ Divisione Nord-Sud

English version: North–South divide

La suddivisione del mondo in Nord e Sud, in funzione del suo sviluppo socio-economico, e luso di questi termini per una descrizione geopolitica venne usata pubblicamente per la prima volta nel 1980 da Willy Brandt, nel titolo del rapporto della commissione da lui presieduta sullo sviluppo internazionale, ed oggi fa parte del linguaggio delle Nazioni Unite.

                                     

1.1. Descrizione Classificazione dei paesi poveri

Sono tantissime le diverse classificazioni dei paesi poveri ed in genere le misure della ricchezza, delle risorse o della qualità della vita nel mondo.

                                     

1.2. Descrizione Le città

A causa delle pessime condizioni di vita, milioni di famiglie contadine si trasferiscono dai villaggi rurali alle periferie delle grandi città nella speranza di trovare lavoro e condizioni di vita migliori. Intorno alle megalopoli, si formano delle gigantesche bidonville, cioè insiemi di baracche e tuguri costruiti con mezzi di fortuna, come cartone o lamiere, che ospitano milioni di persone. Le bidonville non hanno acqua corrente, sono sprovviste di qualsiasi servizio e sono malsane. Alcuni esempi di città del Sud del mondo circondate da bidonville sono Città del Messico, Città del Capo, Bombay, Giacarta.

                                     

1.3. Descrizione Le malattie

Negli ultimi anni, grazie al miglioramento delle condizioni socio-sanitarie e allo sviluppo di farmaci efficaci e di vaccini, le malattie infettive sono diventate più prevenibili e curabili, anche se, nei paesi del Sud del mondo, esse continuano a rappresentare un enorme problema sanitario e la causa principale di mortalità della popolazione; malattie come morbillo, polmonite e infezioni intestinali sono le cause principali di mortalità infantile.

Nel Sud del mondo sono causate prevalentemente dalle cattive condizioni igieniche, dalle problematiche alimentari, dalle trasmissione tramite punture di insetti particolari come la febbre gialla e la malattia del sonno, dal clima arido in molti paesi, soprattutto dellAfrica, dalla mancanza di ospedali locali, ambulatori e altre strutture sanitarie, di personale sanitario e di farmacie.

A questo deve aggiungersi il costo dei farmaci: in molti casi essi risultano troppo costosi in rapporto al reddito delle singole famiglie ed insostenibili per i bilanci statali.

Oggi la preoccupazione sanitaria primaria è la comparsa e propagazione di nuove malattie come lebola, e la diffusione di altre come la dengue un tempo con areali limitati di diffusione.



                                     

1.4. Descrizione Globalizzazione e povertà

Negli ultimi ventanni è diventata comune lespressione" globalizzazione delleconomia” a indicare il carattere mondiale delleconomia del nuovo millennio.

Il problema mondiale più grave ed evidente delleconomia è quello della povertà estrema di almeno un miliardo e mezzo di persone, il 25% della popolazione mondiale, considerando povero chi dispone di appena un dollaro al giorno. La prosecuzione della storia economica del mondo propone questo problema che rappresenta la necessità stessa di correggere quanto è avvenuto finora: la crescita della ricchezza di una parte del mondo ha coinciso con laumento della povertà dallaltra parte.

Se le nuove tecnologie hanno portato indubbi benefici allumanità, diventano sempre più gravi e drammatici gli squilibri, in particolare tra i paesi ricchi del Nord del mondo e i paesi poveri del Sud.

Ad un Occidente ricco e in calo demografico fa riscontro un Terzo mondo povero e in rapido accrescimento. Le città europee e nordamericane devono affrontare il fenomeno dellimmigrazione, spesso clandestina, che se per alcuni politici potrebbe determinare problemi di ordine sociale, per altri un modello di Società multietnica appare la risorsa con la quale garantire lo sviluppo economico e coprire, nel tempo, i vuoti di una popolazione in diminuzione.

                                     

2.1. Cause del sottosviluppo Prima del colonialismo

Secondo diversi storici, le cause del sottosviluppo del sud del mondo sono da ricercarsi prima del colonialismo, le nazioni europee avrebbero dunque solo sfruttato a loro favore un sottosviluppo già esistente. A sostegno di questa tesi si cita ad esempio lEtiopia, che nonostante sia sempre stata una nazione indipendente eccetto per pochi anni nel ventesimo secolo è uno degli stati più poveri del pianeta. Secondo molti anzi il colonialismo avrebbe lasciato uneredità positiva come ad esempio strade, ferrovie, e portando una lingua comune in vaste zone.

Secondo queste teorie le cause del sottosviluppo sono quindi da ricercare nella geografia e nellambiente, che hanno impedito lo sviluppo di civiltà e culture più avanzate. Limitandosi per esempio al caso dellafrica subsahariana, la mancanza di colture dallalto contenuto energetico e la presenza di specie animali difficoltose da allevare hanno reso più difficile la nascita di grandi civiltà sedentarie dove si potesse formare una numerosa classe sociale non direttamente dedita al procacciarsi il cibo,e che potesse dunque sviluppare strumenti come la scrittura e il calcolo che venivano contemporaneamente sviluppati in Europa. A prova di ciò per esempio il fatto che fatta eccezione per larabo portato dallespansione islamica, nellAfrica subshariana ancora durante il medioevo non esistevano di fatto lingue scritte.

La geografia, fatta di immensi deserti e foreste impenetrabili, ha aggravato il problema, non consentendo alle diverse culture e popolazioni di avviare scambi che avrebbero potuto portare a una crescita economica e culturale.

                                     

2.2. Cause del sottosviluppo Colonialismo e neocolonialismo

A partire dal 1493, con la colonizzazione di Hispaniola, gli spagnoli e poi numerosi popoli europei diedero vita a grandi imperi coloniali, distruggendo dapprima le civiltà Inca, Maya e Azteco per accaparrarsi i minerali del Sud America e realizzandovi basi coloniali con manodopera fornita dalla schiavizzazione delle popolazioni locali. Contemporaneamente olandesi, portoghesi e britannici si espansero verso lAsia, inizialmente stabilendo rapporti commerciali.

Successivamente lespansione europea nel mondo interessò lAmerica del Nord, dove inglesi e francesi avviarono unintensa attività estrattiva, e lAfrica, usata dagli imperi coloniali per procurarsi schiavi. Quattro secoli più tardi, fra il XIX secolo e i primi anni del XX, il Sud del mondo era stato colonizzato da inglesi, francesi, olandesi, spagnoli e portoghesi, con alcune colonie controllate da belgi, italiani e tedeschi.

Negli anni successivi alla fine della Seconda guerra mondiale le nuove nazioni derivanti dalle ex colonie, divenute indipendenti nel corso della seconda metà del Novecento, si sono trovate ad affrontare il compito di promuovere il proprio sviluppo economico e, non avendo a disposizione capitali e personale tecnico specializzato, sono state costretti a ricorrere allaiuto del mondo sviluppato, rivolgendosi soprattutto ai loro ex colonizzatori. Ciò ha originato una nuova subordinazione economica, detta "neocolonialismo". I paesi ricchi importano da quelli poveri materie prime a ad un costo piuttosto basso, perché è calato il mercato, ed esportano ad un prezzo più elevato i prodotti finiti, generando un costante" scambio ineguale”. Inoltre i paesi industrializzati hanno installato nei paesi del Sud del mondo industrie appartenenti alle imprese multinazionali, che approfittano del basso costo della manodopera, scarsa legislazione a protezione dei lavoratori e dellambiente, e sfruttando popolazione e risorse, inquinando e esportando quasi tutti i prodotti finiti.

Il tutto è aggravato dal fatto che molti paesi del Sud del mondo devono restituire colossali somme di denaro ai paesi ricchi, ricevute in prestito, spesso utilizzato malamente, per tentare la via dellindustrializzazione forzata, si tratta del cosiddetto debito estero.

Tipo, in Madagascar, dal 1975 al 1993 quando cera stato il regime socialista seguiva un lungo periodo di crisi economica.



                                     

2.3. Cause del sottosviluppo Disuguaglianze economiche interne

Una delle cause del sottosviluppo è la disuguaglianza economica; infatti ci sono pochissime persone privilegiate, proprietarie di terre e capitali e una massa di contadini poveri, molti dei quali abbandonano le campagne per cercare lavoro nelle città; nelle megalopoli del Sud del mondo si concentra così una massa di disoccupati che vive nelle bidonville.

                                     

2.4. Cause del sottosviluppo Sottocultura

Il grado distruzione e scolarizzazione è un indice importante per valutare le condizioni di vita di un popolo, infatti un analfabeta avrà meno possibilità di migliorare il proprio tenore di vita.

Anche se negli ultimi anni la scolarizzazione è aumentata, il livello medio nei paesi del sud si mantiene ancora basso. Nei paesi più poveri, molti sono i bambini che non frequentano o abbandonano la scuola perché costretti a lavorare per aiutare la famiglia; al contempo si assiste al fenomeno della emigrazione di molti laureati di questi paesi, che cercano un impiego e migliori condizioni di vita trasferendosi a vivere in paesi avanzati.

Le percentuali aumentano nel caso delle donne: il 70% degli analfabeti nel Sud del mondo è costituito appunto da donne. Listruzione fa crescere la produttività e linnovazione, elementi importanti per la prosperità economica. È importante anche per la stabilizzazione della popolazione poiché le donne istruite tendono a sposarsi più tardi e ad avere un minor numero di figli.

Un nuovo rischio paventato per questi paesi è dato dalla possibile crescita del Digital divide nel campo informatico e delle telecomunicazioni, che creerebbe una loro ulteriore emarginazione, mentre viceversa si indica in una diffusione capillare di Internet il mezzo per una crescita e sviluppo culturale conseguibile a basso costo.

                                     

2.5. Cause del sottosviluppo Un alto tasso dincremento demografico

Gli stati del Sud del mondo hanno un elevato, alcune volte elevatissimo, tasso di incremento demografico rispetto ai paesi ricchi, diminuito solo dallelevata mortalità infantile. Per esempio, se lItalia arriva a malapena al 0.10 di tasso di incremento demografico, stati come lAfghanistan o il Madagascar superano il 3. Con questo grande aumento della popolazione, essi non sono preparati per garantire a tutti delle risorse, che diventano quindi insufficienti. La popolazione vive in miseria, con un reddito pro capite minimo.

Lagricoltura, usando mezzi e tecniche arretrati, non è in grado di soddisfare il fabbisogno interno, nemmeno con i prodotti delle piantagioni delle multinazionali, che vengono prevalentemente esportati; la gente non dispone così di unadeguata varietà di cibo, rimanendo spesso malnutrita o denutrita.

Si calcola che oltre 2 miliardi di persone nel mondo non abbiano la possibilità di consumare una quantità di calorie sufficiente a soddisfare il loro fabbisogno giornaliero. Il clima arido, la malnutrizione e la denutrizione, le pessime condizioni igieniche causano gravi malattie.

                                     

3. Economia

Le condizioni economiche di tutti i paesi del Sud America e del mondo presentano oggi aspetti molto contraddittori; le industrie si trovano disperse in ampie aree agricole ancora molto arretrate; i profitti sono spesso nelle mani di poche persone, senza che le condizioni di vita della maggioranza della popolazione ne risultino sensibilmente migliorate.

La maggior parte della popolazione lavora nel settore agricolo, che si avvale di strumenti e tecniche molto arretrati e pertanto utilizza molta manodopera. Per questo lagricoltura garantisce a malapena il minimo indispensabile 15% per le famiglie contadine e grandi quantità di prodotti alimentari devono essere importati. Tutti i paesi poveri sono caratterizzati da vasti latifondi, dove il terreno non viene adeguatamente sfruttato e da piantagioni, appartenenti a proprietari terrieri locali o a multinazionali straniere, in cui si producono prodotti destinati prevalentemente allesportazione: caffè, tè, cacao, tabacco, cotone.

Esistono però anche paesi che hanno iniziato una accelerato processo di sviluppo economico, come la Cina e lIndia. I governi di queste nazioni hanno cercato di favorire questa trasformazione economica incrementando listruzione e puntando sulla ricerca scientifica nel tentativo in corso di far uscire il proprio paese dallarretratezza e di migliorare il tenore di vita della popolazione.



                                     

3.1. Economia Le multinazionali

Il termine multinazionale indica unimpresa che ha la sede amministrativa nel proprio stato, perlopiù industrializzato, ma che ha filiali in altri paesi del mondo, in generale nei paesi sottosviluppati. In questi, infatti, ci sono diversi vantaggi per installare delle industrie:

  • lassenza di leggi che tutelino adeguatamente lambiente, in modo da poter costruire fabbriche molto inquinanti vietate nei paesi ricchi;
  • il basso costo della manodopera;

In alcuni stati in via di sviluppo sono inoltre state create delle zone speciali, dove, in cambio di denaro, i paesi sviluppati impiantano delle industrie. Nelle zone speciali, ai vantaggi precedenti, se ne sommano degli altri, come:

  • eliminazione di dazi per limportazioni di materiali e attrezzature e per lesportazione di prodotti finiti;
  • per gli investitori sono disponibili terreni edificabili attrezzati di servizi industriali e capannoni;
  • esenzione fiscale per alcuni anni;

La popolazione dei paesi arretrati trae pochi benefici, perché ciò che producono le multinazionali viene esportato. La potenza delle multinazionali a volte è così rilevante che esse riescono ad imporre i propri interessi ai paesi in cui sono localizzate e in qualche caso a superare PIL del paese in cui operano.

                                     

3.2. Economia Paesi del sud del mondo produttori di petrolio

Fra i paesi del Sud del mondo con risorse vi sono alcuni che possiedono giacimenti di petrolio allinterno del loro territorio.

Molti di loro lo esportano a causa del debole consumo interno per la scarsa popolazione o per il limitato livello di sviluppo economico. Fra i paesi in via di sviluppo produttori di petrolio si trovano Arabia Saudita, Emirati Arabi, Libia, Iran, Nigeria, Messico, Iraq, Venezuela e altri Paesi.

                                     

4. Degrado ambientale

Le alterazioni degli ecosistemi non riguarda solo le aree ricche e industrializzate del mondo, ma anche gran parte dei paesi del Sud del mondo. La povertà è la causa principale di alcuni tra i più gravi fenomeni di degrado ambientale, come la desertificazione e la deforestazione di territori sempre più vasti. Ciò accade a causa delleccessivo sfruttamento delle risorse del territorio da parte della popolazione, ridotta allestrema miseria e da parte di governi indeboliti.

                                     

4.1. Degrado ambientale La desertificazione

La desertificazione è causata dalleccessivo sfruttamento dei terreni attraverso lagricoltura, intensificata per far fronte al fabbisogno interno. Le continue arature facilitano lo sgretolamento del terreno già fragile a causa del clima arido e aumentano lasportazione dellhumus. Molti terreni agricoli diventano perciò improduttivi ed invasi dalle sabbie del deserto, che avanzano inesorabili.

                                     

4.2. Degrado ambientale La deforestazione

Luomo pratica la deforestazione o disboscamento principalmente per due motivi:

  • far spazio a strade, nuovi campi, pascoli o nuove piantagioni monocultive.
  • ottenere legno pregiato, come il tek, lebano, il mogano;

La deforestazione comporta delle gravi conseguenze:

  • tribù primitive che vivono nelle foreste rischiano di doverle abbandonare e cercare di integrarsi nella società moderna.
  • sui rilievi, la scomparsa delle foreste favorisce il formarsi di frane e smottamenti, perché il terreno non è più protetto dalla presenza di alberi;
  • varie specie animali e vegetali rischiano lestinzione;
  • il terreno, non più protetto dagli alberi, va incontro a un rapido processo di degrado e isterilimento;
  • grandi foreste fortemente minacciate dalla deforestazione, come la Foresta Amazzonica, sono i "polmoni verdi" della Terra: la loro scomparsa significherebbe una diminuzione di ossigeno nellatmosfera;
                                     

4.3. Degrado ambientale I paesi poveri: la discarica dei paesi ricchi

Molti paesi poveri, nel tentativo di ottenere un minimo livello di benessere economico, sono disposti ad ospitare sul loro territorio impianti pericolosi appartenenti alle imprese delle nazioni industrializzate, anche grazie allassenza di leggi che tutelino lambiente.

Inoltre molti governi, corrotti, accolgono sul loro territorio milioni di tonnellate di rifiuti tossici o radioattivi.

                                     

5. Collaborazione per uno sviluppo sostenibile

Per proteggere lambiente è necessario migliorare il tenore di vita del Sud del mondo. È quindi anche negli interessi delle nazioni industrializzate aiutare i paesi in via di sviluppo, nellinteresse di proteggere la Casa Comune per costruire un futuro accettabile.

La maggior parte delle tecnologie che lo assicureranno esistono già o sono in fase di studio avanzato: tecnologie di energie rinnovabili; sistemi ad alto rendimento energico; sistemi di controllo con microprocessori; progetti di riciclaggio globale; colture vegetali selettive; sistemi di capitalizzazione dei rifiuti umani ed animali, e altro ancora.

Lelenco di queste tecnologie non è esattamente conforme alla definizione di "sostenibilità" ma costituisce un notevole progresso rispetto alla situazione attuale. Ma è probabile che alcune delle tecnologie causino problemi o effetti collaterali imprevisti e indesiderati. Inoltre gli interventi tecnici non possono che portare a soluzioni parziali: dimezzare linquinamento per vettura se nel frattempo raddoppia il numero dei veicoli in circolazione non porta alcun vantaggio. Solo una combinazione di nuove tecnologie e di diversi valori può offrire una seria speranza.

                                     

5.1. Collaborazione per uno sviluppo sostenibile Gli aiuti dal nord del mondo

Ormai molti paesi sottosviluppati possono cercare di migliorare le loro condizioni solo con aiuti da nazioni sviluppate e dalle associazioni internazionali, che hanno più volte varato e tuttora varano programmi di aiuto ai paesi in via di sviluppo, tramite la spedizione di viveri, prestiti a fondo perduto, organizzazioni di medici come "Medici senza frontiere" che possano curare le gravi malattie diffuse fra la popolazione.

La distribuzione dei prodotti sul posto spesso si è rivelata carente a causa dei precari sistemi di trasporto, della disorganizzazione delle pubbliche amministrazioni o persino dallaccaparramento delle merci migliori da parte di privilegiati.

Si è inoltre deciso di non avviare progetti di costruzione di opere e infrastrutture colossali, bensì mirare a piccoli progetti, soprattutto in campo agricolo. Per esempio, in alcuni paesi, con i finanziamenti del Nord del mondo, sono state costruite grandi dighe inutilizzate a causa delle insufficienti conoscenze dei tecnici locali o anche solo per la mancanza di pezzi di ricambio. Piccoli interventi come la costruzione di pozzi artesiani e la manutenzione di minime reti di irrigazione risultano ben più efficienti.

                                     
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