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ⓘ Ernesto De Angelis




                                     

ⓘ Ernesto De Angelis

Messo progressivamente in ombra da figure emergenti di forte spessore politico quali Sansanelli, Tecchio e Padovani, De Angelis è sostituito a Il Popolo dItalia da Silvano Fasulo, ma nel 1923, quando il partito a Napoli è scosso dalla rottura fra Mussolini e Aurelio Padovani, ras indiscusso della Campania e luogotenente generale della Milizia, De Angelis assume un atteggiamento prudente e non segue Padovani nemmeno quando, a maggio, si fa espellere dal partito perché non accetta lapertura ai notabili liberali, convinto che essi, aprendo la via a vecchie clientele e consorterie locali, avrebbero sfigurato il volto del partito. Ripreso comunque il posto di corrispondente a Il Popolo dItalia nel 1924, quando Fasulo è dichiarato decaduto, De Angelis, benché deluso dallevoluzione del fascismo che non ha mantenuto le sue promesse rivoluzionarie, prosegue nellattività di giornalista e continua a partecipare alla vita politica fino alla fine del 1930 quando, ormai vecchio, si fa lentamente da parte. Muore nel 1935 e il Partito fascista, che non ha dimenticato il vecchio "sansepolcrista", nel 1936, in occasione del diciassettesimo anniversario della fondazione dei Fasci di Combattimento, fa erigere a Napoli, in via Santa Maria Ognibene 23, una stele in suo onore che, dopo la caduta del regime, verrà distrutta dagli antifascisti assieme al monumento dedicato ad Aurelio Padovani.