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ⓘ Ascensione di Gesù




Ascensione di Gesù
                                     

ⓘ Ascensione di Gesù

L Ascensione è lultimo episodio della vita terrena di Gesù, conclusasi in base al Nuovo Testamento con la sua salita al cielo, avvenuta secondo gli Atti degli Apostoli quaranta giorni dopo la sua risurrezione.

La festività che commemora lAscensione è celebrata dalla Chiesa cattolica, nellOriente cristiano e in diverse confessioni protestanti; insieme a Pasqua e Pentecoste è una delle solennità più importanti.

                                     

1. Nella Bibbia

Secondo la narrazione biblica vangeli e Atti degli Apostoli Gesù salì al cielo con il suo corpo, alla presenza degli apostoli, per unirsi fisicamente al Padre, per non comparire più sulla Terra fino alla sua Seconda venuta parusìa. Il resoconto dellascensione di Gesù, pur essendo uno degli eventi centrali del cristianesimo, è riportato solo dal Vangelo secondo Luca e dagli Atti degli Apostoli. Negli Atti, levento avviene 40 giorni dopo la Risurrezione, mentre il Vangelo secondo Luca lo colloca il giorno stesso della Risurrezione vedi approfondimento alla sezione "Tempo".

Nessun altro libro del Nuovo Testamento fornisce resoconti dellAscensione, e gli stessi vangeli non si dilungano molto. Il Vangelo secondo Matteo non ne parla nemmeno indirettamente, mentre il Vangelo secondo Marco ne fa un breve accenno in uno dei versetti finali aggiunti a posteriori e non presenti nella versione originale, la cosiddetta "Finale lunga di Marco", come sotto meglio precisato.

Il Vangelo di Luca riporta:

Giovanni conclude il suo Vangelo con unapparizione di Gesù in Galilea, ma parla precedentemente dellascensione in maniera indiretta, riportando una testimonianza di Maria Maddalena per cui non era necessario che lei lo trattenesse perché il momento della sua Ascensione, quaranta giorni dopo, non era ancora venuto e avrebbero avuto ancora tempo:

Matteo non parla esplicitamente di ascensione al cielo come gli altri evangelisti. Nel brano che conclude questo Vangelo, Gesù appare ai discepoli su un monte della Galilea dove li aveva convocati e li invia in missione nel mondo, congedandosi da loro con le parole:

Negli Atti si legge una cronaca più dettagliata dellevento:

Nelle lettere canoniche non si parla dellaccaduto; vengono tuttavia descritte le conseguenze dellAscensione per il fedele: Efesini 4:7-13, Timoteo, 1 3:16, Pietro, 1 3:21-22.

Più complessa è linterpretazione della descrizione nel Marco:

Questo passo del Vangelo secondo Marco, è quello incluso nel testo evangelico canonico adottato dalla chiesa, tuttavia secondo gli studiosi, anche cristiani - sarebbe unaggiunta successiva dei copisti, insieme ai versetti dal 9 al 20 del capitolo 16, in quanto nei manoscritti più antichi non sono presenti ma il vangelo finirebbe con il versetto 8: "Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura." Mc16.8. La versione originale del Vangelo di Marco, quindi, terminerebbe con le donne che non parlano a nessuno del sepolcro vuoto, senza citare alcuna apparizione di Gesù risorto né tantomeno la sua ascensione al cielo; in seguito, qualche copista avrebbe aggiunto questo finale, in linea con gli altri vangeli e di questa aggiunta, diversa nello stile dal resto del vangelo, esistono almeno nove versioni.

                                     

2. Tempo

Il Vangelo di Marco non fornisce indicazioni temporali sullevento dellAscensione. Gli Atti degli Apostoli, separano cronologicamente la risurrezione dallascensione al cielo, ponendo questultima 40 giorni dopo la prima. Il Vangelo secondo Luca - a differenza degli Atti degli Apostoli - pone invece lAscensione il giorno stesso della Risurrezione. Gli studiosi dellÉcole biblique et archéologique française, i curatori della cattolica Bibbia di Gerusalemme, commentando Lc24.44-51, evidenziano che Poi: tutto sembra accadere lo stesso giorno, quello della risurrezione. At1.1-8 suppone invece un periodo di quaranta giorni". Gli esegeti del cattolico "Nuovo Grande Commentario Biblico" sottolineano "le evidenti contraddizioni di date dellascensione" tra gli unici due resoconti neotestamentari Lc24.1-52 e At1.3-12 e come anche in Mt28.17 "Non si fa menzione di una ascensione perché questa ha coinciso con la risurrezione". In merito a tali resoconti, anche gli esegeti curatori della Bibbia TOB sottolineano come "At1.3-11 colloca questo evento quaranta giorni più tardi", mentre il Vangelo di Luca pone lascensione il giorno stesso della risurrezione; la spiegazione che viene data da tali esegeti è, quindi, di tipo non storico ma teologico: "In At1.6-11, Luca dà un altro racconto dellascensione" che deve essere visto come "ecclesiale", ovvero come lannuncio dellinizio della predicazione della Chiesa, diversamente da quello del Vangelo secondo Luca che è "dossologico" e riguarda lesaltazione di Gesù il giorno stesso della risurrezione. I curatori della Bibbia edizioni Paoline spiegano anchessi teologicamente la discrepanza:"Gesù era già salito al Padre in anima e corpo sin dalla risurrezione, Lc24.51. cf Gv20.17: la scena dellascensione, 40 giorni dopo, significa che le apparizioni di Gesù e la sua rivelazione ai discepoli sono terminate". A tale riguardo, si veda anche lapprofondimento alla sezione "Analisi teologica". In merito alla versione evangelica lucana, come evidenziano gli esegeti dellÉcole biblique et archéologique française e quelli della Bibbia TOB, in molti manoscritti dei primi secoli - per evitare la contraddizione con il At1.3-11 - non viene riportato il passo Lc24.51 con la menzione dellascensione, "senza dubbio a causa della difficoltà che si trova a conciliarla con At1.3-11 dove Lc colloca questo evento quaranta giorni più tardi".

Alcuni studiosi spiegano la discordanza sullindicazione del tempo dell’Ascensione negli scritti lucani ipotizzando che, al momento della redazione del vangelo che porta il suo nome, Luca non fosse a conoscenza dei racconti su altre apparizioni di Gesù, in particolare quelle in Galilea riferite dai vangeli di Matteo e Giovanni. Venutone a conoscenza al momento della redazione degli Atti degli Apostoli, Luca avrebbe spostato il momento dellAscensione per lasciare spazio anche alle altre tradizioni. Quest’ipotesi non trova però il favore della maggioranza degli studiosi, che ritengono che Luca abbia agito spinto da motivazioni teologiche.

Atti e Vangelo di Luca concordano almeno sullordine degli eventi: prima lAscensione, poi il dono dello Spirito Santo agli apostoli, promesso da Gesù. In accordo con Atti, Luca 24:44-50 riferisce le parole di Gesù che anticipano la discesa dello Spirito Santo il giorno di Pentecoste, dopo la sua Ascensione al cielo. La parola greca δύναμιν trasl. dynamin, al v. 48 è identificata con lo Spirito Santo Dio.

                                     

3. Luogo

Negli scritti del Nuovo Testamento levento dellAscensione è collocato nei pressi di Gerusalemme. Se i vangeli di Matteo e Giovanni non trattano dellAscensione e il Vangelo di Marco la nomina senza fornire informazioni sul luogo, più dettagliato è il resoconto del Vangelo di Luca che specifica che Gesù, dopo essere apparso ai discepoli a Gerusalemme, prima di ascendere al cielo li condusse sulla strada verso Betania di Giudea. Più chiari ancora gli Atti, che nominano esplicitamente il monte degli ulivi, poiché dopo lascensione i discepoli

La tradizione ha consacrato questo luogo come il Monte dellAscensione.

I primi cristiani ricordavano lAscensione riunendosi in una grotta che si trova nei pressi, probabilmente per paura delle persecuzioni. Dopo leditto di Constantino, la prima chiesa fu costruita in quel luogo ca. nel 390 da Poimenia, una devota romana. Lattribuzione di questa chiesa iniziale, è tuttavia non univoca. Secondo gli scritti di Eusebio, essa risalirebbe al 333, quando essa fu fatta costruire da Costantino I su desiderio della madre, Elena. La basilica, detta Eleona Basilica, deve il suo nome alla parola eleon che in greco significa olivo, ma ricorda anche il suono di eleison, "pietà, misericordia". Tale basilica fu distrutta dai Sasanidi nel 614 guidati da Cosroe II, come il Santo Sepolcro, ma diversamente dalla Natività di Betlemme, risparmiata alla visione dei dipinti che ritraevano i Magi persiani. Fu ricostruita nellVIII secolo, e distrutta nuovamente, per essere poi ricostruita dai crociati. La basilica fu successivamente distrutta dai musulmani, che lasciarono in piedi solo ledicola ottagonale ancora presente.

Questo luogo fu comprato da due emissari del Saladino nel 1198 e da allora è rimasto di proprietà del waqf islamico di Gerusalemme. Sulla roccia conservata nel santuario, la tradizione riconosce lorma del piede destro di Gesù, lasciata nel momento in cui ascendeva al cielo. Essa è venerata dai cristiani. Ledificio costruito dai Crociati è stato convertito in una moschea, anche se non è usato per il culto a causa dei molti pellegrini cristiani.

Come segno di buona volonta, nel 1200 il Saladino ordinò la costruzione di una seconda moschea e di un mihrāb nei pressi della basilica, in modo da consentire la visita dei pellegrini cristiani alla roccia dellAscensione. Gli scavi di p. Corbo ofm nel 1959 dimostrarono che il livello della memoria originale resta 8 metri più in basso Ancora oggi la basilica è controllata dai musulmani e visitabile dietro pagamento di una cifra simbolica meno di 10 NIS.

Il convento ortodosso dellAscensione è presente sulla cima del monte degli ulivi.



                                     

4. Storicità

Per il cristianesimo, lascensione è un avvenimento storico e trascendente e rappresenta il compimento definitivo della missione di Gesù, che si congeda dai discepoli e si sottrae al loro sguardo. Con lascensione, Gesù non se ne va semplicemente da questo mondo per tornare alla fine dei tempi, ma viene esaltato e glorificato. Papa Leone I affermava che avendo preservato anche il corpo, Gesù abbia "dimostrato" la sua natura sia umana che divina.

Per Rudolf Bultmann, il racconto dellascensione è frutto della visione mitologica dellepoca di Gesù, che vedeva il mondo diviso in tre piani: al centro la Terra, al di sopra il cielo e al di sotto gli inferi. Oggi il cielo nel senso antico, come un luogo sopra di noi, in cui vive Dio, non esiste più, pertanto il racconto dellascensione non si può più prendere alla lettera come se fosse un fatto storico. Alcuni autori ritengono che Luca non abbia inventato il racconto ma si sia rifatto ad una tradizione più antica, che ricordava il congedo definitivo di Gesù, dopo la risurrezione, dai suoi discepoli riuniti tutti nello stesso luogo. Nellelaborazione del racconto, levangelista si sarebbe ispirato al modello biblico dellassunzione in cielo di alcuni personaggi dellAntico Testamento, inserendovi le proprie tematiche teologiche. Altri autori pensano invece che anche se vi fosse una tradizione pre-lucana sullascensione la sua storicità non sarebbe comunque certa. Karl Rahner e Jürgen Moltmann ritengono che gli apostoli non abbiano assistito ad unascensione avvenuta in senso fisico, ma avrebbero semplicemente preso coscienza che Gesù, terminata la sua missione, era accanto a Dio.Secondo Robert Funk, il racconto dellascensione riferito da Luca sarebbe stato inventato in età apostolica per mettere fine alle crescenti affermazioni di apparizioni di Gesù allinterno delle comunità cristiane.

                                     

5. Analisi teologica

La mancata coincidenza tra il Vangelo di Luca e gli Atti degli apostoli scritti secondo la tradizione dallo stesso autore sul momento in cui sarebbe avvenuta lascensione trova una spiegazione in chiave teologica. Dal punto di vista di Gesù, presentato nel Vangelo, la Resurrezione e lAscensione fanno parte dello stesso evento, perché il Risorto è già nella gloria di Dio; dal punto di vista degli apostoli, presentato negli Atti, il discorso è diverso, perché prima di iniziare la predicazione del vangelo essi dovranno maturare levento pasquale. Per i discepoli di Gesù, lAscensione è una tappa verso la Pentecoste, che concluderà il loro periodo di preparazione. LAscensione va comunque intesa correttamente non come il primo ingresso di Gesù risorto nella gloria ma come la sua ultima apparizione ai discepoli, in cui si congeda definitivamente da loro lasciando spazio alla successiva manifestazione dello Spirito Santo. Va inoltre corretta l’idea, derivata da uninterpretazione degli Atti, secondo cui Gesù abbia trascorso quaranta giorni sulla Terra prima di salire al Cielo: Egli era già in Cielo inteso come dimensione divina e da lì si è manifestato per un certo periodo ai suoi discepoli per completare la sua predicazione e la loro formazione. La durata di quaranta giorni per le apparizioni post-pasquali è probabilmente simbolica, dato che nella Bibbia il numero quaranta è carico di simbolismi.

Sulle modalità e il significato dellascensione di Gesù sono state elaborate altre considerazioni teologiche.

Per Joseph Ratzinger, lAscensione conclude il periodo delle apparizioni di Gesù dopo la risurrezione. Nel vangelo di Luca, Gesù si stacca dai suoi discepoli mentre li benedice: il gesto significa che Egli, andandosene, apre il mondo a Dio. Nelloccasione, Gesù non compie fisicamente un viaggio verso una zona lontana del cosmo, ma entra nella piena comunione con Dio. Anche se non è più fisicamente visibile, Gesù rimane comunque presente nel mondo in modo nuovo, grazie al potere di Dio che supera le limitazioni della spazialità; i discepoli ne sono consapevoli ed è per questo che non si rattristano, ma sono pieni di gioia.

Per Hans Küng, lascensione di Gesù non va intesa come un viaggio attraverso lo spazio, ma come uno scomparire dalla Terra. Nella comunità cristiana più antica non esisteva la tradizione di unascensione visibile di Gesù avvenuta davanti ai discepoli: il Vangelo di Marco accenna allascensione, ma non racconta come avvenne. Il vangelo di Luca fa un accenno allascensione come elevazione di Gesù, ma il racconto dettagliato dellevento si trova negli Atti degli Apostoli, redatti dopo i Vangeli sinottici. Secondo Küng, con il racconto degli Atti Luca non voleva solo dare concretezza allidea dellelevazione di Gesù, ma il suo scopo principale era quello di correggere laspettativa di un suo imminente ritorno sulla Terra. Con il suo allontanamento dal mondo, Gesù ha delegato lannuncio ai discepoli e posto le premesse per la discesa dello Spirito Santo: comincia la missione della Chiesa, che durerà fino alla fine dei tempi, quando Gesù ritornerà in maniera visibile. Con la conclusione del racconto, Luca intende dire che i seguaci di Gesù non devono stare a guardare il cielo, ma devono testimoniare Gesù nel mondo.

Per il cardinale Gianfranco Ravasi lascensione non va interpretata in senso materialistico, ma in senso principalmente teologico. La risurrezione, con le conseguenti apparizioni ai discepoli, stabilisce la continuità tra il Gesù storico e il Cristo risorto, mentre lascensione celebra la gloria del Risorto: Gesù conclude il suo percorso storico e viene esaltato, rientrando nel mondo divino a cui apparteneva come Figlio di Dio.

Per il teologo Roger Haight, la risurrezione e l’ascensione sono due aspetti della stessa realtà. Quel Gesù che era stato ucciso non è rimasto vittima del potere della morte: Dio lo ha vivificato, ma lo ha anche esaltato. Gesù si manifesta ai discepoli per comunicare di essere vivo e poi le apparizioni si interrompono definitivamente, perché la glorificazione di Gesù è un mistero insondabile. Si tratta di una realtà trascendente, che è oggetto di fede: le rappresentazioni sensibili di questa realtà elaborate dagli evangelisti sono da considerarsi essenzialmente come veicoli simbolici.

                                     

6. La festività cristiana

La festività dellAscensione è molto antica e viene attestata a partire dal IV secolo: Agostino la descrive come solennità diffusa già al suo tempo.

Negli scritti di Giovanni Crisostomo e Gregorio di Nissa lAscensione è talora citata; il Simbolo niceno-costantinopolitano ricorda tale episodio della vita di Gesù. Nel testo Peregrinatio Aetheriae si parla della vigilia e della festa dellAscensione celebrata nella grotta di Betlemme, dove secondo la tradizione Gesù sarebbe nato.

Durante il Concilio di Elvira ca. 300-313 fu discussa la data in cui celebrare lAscensione, e fu deciso che non andasse commemorata né nel giorno di Pasqua, né in quello di Pentecoste. Poiché infatti secondo il racconto degli Atti degli Apostoli, lascensione di Gesù è avvenuta 40 giorni dopo la Pasqua, ogni anno i cristiani celebrano la festività dellAscensione generalmente in tale data. Poiché la Pasqua è una festa mobile, nel senso che la sua data varia di anno in anno, di conseguenza anche la data della festività dellAscensione varia.



                                     

6.1. La festività cristiana La festività cattolica

In latino, lAscensione è detta Ascensio che significa salita.

Nella Chiesa cattolica la festa dellAscensione è di precetto. Nei tre giorni che precedono lAscensione viene celebrato il triduo, noto anche come Rogazioni. LAscensione ha una festa di vigilia, e a partire dal XV secolo unottava, che fu poi soppressa da Papa Leone XIII in favore della novena di Pentecoste. La solennità è conosciuta anche con il nome di "Viri Galilaei", le parole iniziali dellAntifona dIngresso alla Messa della Festività.

                                     

6.2. La festività cristiana Data della celebrazione

Per la Chiesa cattolica le Chiese protestanti, la solennità dellAscensione si colloca di norma 40 giorni dopo la Pasqua, cioè il giovedì della sesta settimana del Tempo pasquale, ovvero quello precedente alla VII domenica di Pasqua. A seconda della data della Pasqua, la solennità dellAscensione può cadere tra il 30 aprile e il 3 giugno. Tra i paesi in cui tale giorno è considerato festività nazionale ci sono: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Indonesia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia e Svizzera.

Nel caso tale data non sia riconosciuta in un Paese come festività, la Chiesa cattolica posticipa la solennità alla domenica successiva, la sesta del Tempo di Pasqua. Spagna, Portogallo ed Italia sono fra questi paesi. In Italia la festività civile venne soppressa nel 1977 e il 29 aprile 2008 è stato presentato al Parlamento un disegno di legge per il ripristino delle festività soppresse. Finora sono stati presentati alla Camera e al Senato già più di 10 disegni di legge in tal senso.

                                     

6.3. La festività cristiana La festività ortodossa

Nella Chiesa ortodossa lAscensione è una delle 12 grandi feste. La data della celebrazione è stabilita a partire dalla data della Pasqua nel calendario ortodosso.

Essa è conosciuta sia con termine greco Analepsis salire su sia con Episozomene "salvezza". Questultimo termine sottolinea che Gesù salendo al cielo ha completato lopera della redenzione.

Questa solennità è celebrata con una vigilia di tutta la notte, una celebrazione in cui vengono recitati i Vespri, il Mattutino e la Prima. Il giorno che precede lAscensione è lultimo giorno della festa di Pasqua.

Il giovedì dellAscensione, la chiesa ortodossa commemora anche i santi martiri di Persia XVII-XVII secolo

Un periodo di celebrazioni di otto giorni segue lAscensione. La domenica che segue lAscensione è detta dei Padri della Chiesa del primo concilio ecumenenico di Nicea. Questo concilio formulò il credo che afferma:

Il periodo di celebrazioni termina il venerdì prima di Pentecoste. Il giorno successivo è il sabato della commemorazione dei defunti.

                                     

6.4. La festività cristiana La festività protestante

Nelle chiese luterane lAscensione è una delle festività maggiori del calendario dei santi. Le chiese metodiste consentono di spostare la celebrazione della festività dal giovedì alla domenica successiva.

                                     

7. Devozione

Nella Chiesa cattolica:

  • È anche il secondo dei misteri gloriosi del Santo Rosario.
  • Lascensione di Gesù è la dodicesima delle quattordici stazioni della Via Lucis cattolica.

Diverse sono le tradizioni legate alla liturgia di questa festa, tra cui le processioni dellAscensione, con torce e stendardi raffiguranti Cristo risorto.