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ⓘ Base di dati




Base di dati
                                     

ⓘ Base di dati

Con base di dati o banca dati in informatica si indica un insieme di dati strutturati ovvero omogeneo per contenuti e formato, memorizzati in un computer, rappresentando di fatto la versione digitale di un archivio dati o schedario.

                                     

1. Cenni storici

Allinizio della storia dellinformatica, la grande maggioranza dei programmi specializzati consentivano laccesso a una singola base di dati, per guadagnare in velocità di esecuzione pur perdendo in flessibilità. Oggi, invece, i moderni sistemi possono essere utilizzati per compiere operazioni su un gran numero di basi di dati differenti. Dagli anni settanta del XX secolo le basi di dati hanno subito un enorme sviluppo sia in fatto di quantità di dati memorizzati sia in fatto di tipi di architetture adottate. A partire da allora e soprattutto dallinizio del XXI secolo. Queste sono le architetture dati che si sono sviluppate negli anni:

  • Architettura Distribuita;
  • Architettura Parallela;
  • Architettura Data Integration;
  • Architettura Centralizzata, DBMS;
  • Architettura Federata;
  • Architettura Data Warehouse.
                                     

2.1. Descrizione Utilizzo terminologico

La locuzione può anche indicare contemporaneamente:

  • larchivio a livello fisico hardware cioè il sistema con i supporti di memorizzazione storage, es. dischi rigidi che contengono i dati stessi, deputati cioè alla persistenza dei dati, e il processore per lelaborazione di questi database server;
  • larchivio a livello logico, cioè i dati strutturati, e la parte software, cioè il database management system DBMS ovvero quella vasta categoria di applicazioni che consentono la creazione, la manipolazione gestione e linterrogazione efficiente dei dati.

Informalmente e impropriamente la parola "banca dati" viene spesso usata per indicare il database management system DBMS riferendosi dunque alla sola parte software. Un client di banca dati lato client interagisce con il DBMS server e quindi anche con la banca dati in senso fisico.

Nelle banche dati più moderne, ovvero quelle basate sul modello relazionale, i dati vengono suddivisi in apposite tabelle per argomenti e poi questi argomenti vengono suddivisi per categorie campi con tutte le possibili operazioni di cui sopra. Questa suddivisione e questa funzionalità rendono le basi di dati notevolmente più efficienti rispetto a un archivio di dati creato per esempio tramite il file system di un sistema operativo su un computer, almeno per la gestione di dati complessi.

                                     

2.2. Descrizione Gestione delle informazioni

La banca dati deve contenere anche le informazioni sulle loro rappresentazioni e sulle relazioni che li legano. Spesso, ma non necessariamente, una base dati contiene le seguenti informazioni:

  • Programmi che vengono eseguiti, automaticamente o su richiesta di utenti autorizzati, per eseguire elaborazioni sui dati. Un tipico automatismo consiste nelleseguire un programma ogni volta che viene modificato un dato di un certo tipo.
  • Collegamenti con dati esterni, cioè riferimenti a file locali o remoti non facenti parte della banca dati.
  • Informazioni di sicurezza che autorizzano solo alcuni profili utente ad eseguire alcune operazioni su alcuni tipi di dati.
  • Strutture dati che velocizzano le operazioni frequenti, di solito a spese di operazioni meno frequenti.

In un sistema informatico una banca dati può essere usata direttamente dai programmi applicativi, interfacciandosi con il supporto di memorizzazione agendo direttamente sui file. Questa strategia era adottata universalmente fino agli anni sessanta, ed è tuttora impiegata quando i dati hanno una struttura molto semplice o quando sono elaborati da un solo programma applicativo.

Tuttavia dalla fine degli anni sessanta, per gestire banche dati complesse condivise da più applicazioni, si sono utilizzati appositi sistemi software detti "sistemi per la gestione di basi di dati" in inglese "Database Management System" o "DBMS". Uno dei vantaggi di questi sistemi è la possibilità di non agire direttamente sui dati, ma di vederne una rappresentazione concettuale.

La ricerca nel campo delle banche dati studia le seguenti problematiche:

  • Interpretazione analisi di dati contenuti nelle banche dati.
  • Progettazione e implementazione di DBMS.
  • Progettazione di banche dati.

Le banche dati spesso fanno uso di tecnologie derivate da altre branche dellinformatica. È usuale utilizzare tecniche derivate dallintelligenza artificiale, come ad esempio il data mining, per cercare di estrarre relazioni o più in generale informazioni presenti nelle banche dati, ma non immediatamente visibili.



                                     

2.3. Descrizione Struttura e modello logico

Le informazioni contenute in una banca dati sono strutturate e collegate tra loro secondo un particolare modello logico scelto dal progettista, per esempio relazionale, gerarchico, reticolare o a oggetti. Gli utenti si interfacciano con le banche dati attraverso i cosiddetti linguaggi di interrogazione e grazie a particolari applicazioni software dedicati DBMS.

Di solito le banche dati possono avere varie strutture, in ordine cronologico di comparsa e diffusione:

  • ad oggetti anni ottanta estensione alle basi di dati del paradigma "Object Oriented", tipico della programmazione a oggetti,
  • Colonnari NoSQL,
  • gerarchico anni sessanta rappresentabile tramite un albero, ovvero con strutture simili ai file system gerarchici,
  • relazionale anni settanta attualmente il più diffuso, rappresentabile mediante tabelle e relazioni tra esse,
  • semantica inizio anni duemila rappresentabile con un grafo relazionale.
  • reticolare anni sessanta rappresentabile tramite un grafo,
  • Document-oriented NoSQL,
  • Key-Value Store NoSQL,
  • Graph-based NoSQL,

Il formato XML, oltre che per scambi di dati in rete, si sta diffondendo per la definizione di vere e proprie basi di dati. XML ha una struttura gerarchica, pare quindi un "ritorno alle origini" dei modelli di dati.

Un requisito importante di una buona banca dati consiste nel non duplicare inutilmente le informazioni in essa contenute: questo è reso possibile dai gestori di banche dati relazionali, teorizzati da Edgar F. Codd, che consentono di salvare i dati in tabelle che possono essere collegate.

La funzionalità di una banca dati dipende in modo essenziale dalla sua progettazione: la corretta individuazione degli scopi della banca dati stessa e quindi delle tabelle, da definire attraverso i loro campi le relazioni che le legano, permette poi una estrazione dei dati più veloce e in generale una gestione più efficiente.

                                     

2.4. Descrizione Banche dati navigazionali

Con la crescita della capacità elaborativa dei calcolatori questo contrasto con la flessibilità andò attenuandosi, con la creazione negli anni sessanta di una serie di banche dati utilizzabili per diverse applicazioni. Linteresse nel fissare uno standard crebbe e Charles W. Bachman, creatore di IDS, uno di questi prodotti, fondò il Database Task Group allinterno del gruppo Codasyl, il team di lavoro dedicato alla creazione e standardizzazione del linguaggio di programmazione COBOL. Nel 1971 questo standard fu prodotto e prese il nome di "Approccio Codasyl" e presto fu disponibile sul mercato una serie di prodotti basati su questo approccio.

Questo approccio era basato sulla navigazione manuale in un insieme di dati disposti sotto forma di rete. Alla prima apertura del programma questo si trovava sul primo dato disponibile contenente, tra le altre cose, un puntatore ai dati successivi. Per trovare un dato il programma attraversava la serie di puntatori fino a trovare il dato corretto. Delle semplici query come "Trova tutte le persone nate in Svezia" richiedevano lattraversamento dellintero set di dati. Non esisteva alcuna funzione di ricerca; oggi questo potrebbe sembrare una limitazione, ma allepoca, essendo i dati archiviati su nastro magnetico, operazioni come quelle evidenziate sopra peggioravano ulteriormente il tempo di ricerca.

Nel 1968 IBM sviluppò un proprio sistema DBMS chiamato IMS. IMS era lo sviluppo di un programma utilizzato nelle missioni Apollo sui Sistemi /360 e utilizzava un sistema simile allapproccio Codasyl, con lunica differenza di avere un sistema gerarchico anziché a rete.

Ambedue le soluzioni presero poi il nome di "banche dati navigazionali" a causa del metodo di consultazione che era stato previsto. Inoltre Charles Bachman, in occasione della premiazione nel 1973 in cui gli venne conferito il Premio Turing, presentò un lavoro intitolato "Il programmatore come navigatore". IMS è abitualmente classificato come una banca dati gerarchico, mentre IDS e IDMS ambedue banche dati CODASYL, CINCOMs e TOTAL sono classificati come banche dati a rete o reticolari.

                                     

2.5. Descrizione Banche dati relazionali

I DBMS relazionali sono detti anche RDBMS Relational DBMS.

Edgar F. Codd lavorava alla sede californiana di IBM come ricercatore sulla nascente tecnologia dei dischi rigidi quando osservò linefficienza dellapproccio Codasyl con la nuova modalità di memorizzazione dei dati, inefficienza principalmente dovuta allassenza di una funzione di ricerca. Nel 1970 cominciò a produrre diversi documenti schematizzanti un nuovo approccio alla costruzione delle basi di dati, culminati nel "modello relazionale per banche dati condivise di grandi dimensioni" A Relational Model of Data for Large Shared Data Banks.

In questo articolo, descrisse un nuovo sistema per archiviare e modificare grandi quantità di dati. Invece di utilizzare delle "righe" in inglese, ma anche molto usato in italiano: "record" o anche "tuple" collegate tra di loro attraverso un qualche tipo di struttura "ad albero", come in Codasyl, ritenne di utilizzare una "tabella" di righe a lunghezza fissa. Questo sistema sarebbe stato molto inefficiente nellarchiviazione di dati "sparsi", in cui la tabella avrebbe potuto avere diverse "celle" vuote; tale errore di impostazione fu corretto dividendo i dati in diverse tabelle, in cui gli elementi opzionali venivano spostati, anziché sprecare spazio nella tabella principale.

Ad esempio, un utilizzo comune delle banche dati è quello di registrare delle informazioni sugli utenti: il loro nome, informazioni di accesso, indirizzo e numeri di telefono. In una banca dati navigazionale tutti questi dati sarebbero stati memorizzati in un unico "record", e gli elementi non presenti ad esempio un utente di cui non sia noto lindirizzo sarebbero stati semplicemente omessi. Al contrario, in una banca dati relazionale, le informazioni vengono divise, ad esempio, nelle tabelle "utente", "indirizzi", "numeri di telefono" e solo se i dati sono presenti viene creata, nella rispettiva tabella, una tupla.

Uno degli aspetti interessanti introdotti nelle banche dati relazionali sta nel collegamento delle tabelle: nel modello relazionale, per ogni "record" viene definita una "chiave", ovvero un identificatore univoco della tupla. Nella ricostruzione delle relazioni, lelemento di riferimento, che distingue una riga da unaltra è proprio questa "chiave" e viene richiamata nella definizione della relazione. La chiave può essere uno dei dati stessi che vengono memorizzati, una loro combinazione chiave composta, o ancora un campo che viene aggiunto specificatamente per questo scopo. In ogni caso, la chiave primaria deve essere presente in ogni tupla e mai ripetuta più di una volta in ogni relazione.

Questa operazione di "riunificazione" dei dati non è prevista nei linguaggi di programmazione tradizionali: mentre lapproccio navigazionale richiede semplicemente di "ciclare" per raccogliere i diversi "record", lapproccio relazionale richiede al programma di "ciclare" per raccogliere le informazioni riguardanti ogni record. Codd, propose, come soluzione, la creazione di un linguaggio dedicato a questo problema. Tale linguaggio, più tardi, si è sviluppato nella codifica che oggi è universalmente adottata e che è il mattone fondamentale delle basi di dati: SQL.

Utilizzando una branca della matematica chiamata "calcolo delle tuple ", dimostrò che questo sistema era in grado di compiere tutte le normali operazioni di amministrazione delle banche dati e che inoltre consentiva di disporre di uno strumento semplice per trovare e visualizzare gruppi di dati tramite ununica operazione.

IBM cominciò a implementare questa teoria in alcuni prototipi allinizio degli anni settanta, come nel "System R". La prima versione fu realizzata nel 1974/75 con uno strumento "monotabella"; negli anni successivi furono studiati i primi sistemi che potessero supportare la suddivisione dei dati in tabelle separate, utile, come abbiamo visto, per la separazione dei dati opzionali in tabelle diverse da quella principale. Versioni "multiutente" furono realizzate nel 1978 e nel 1979; negli stessi anni fu standardizzato il linguaggio SQL. La superiorità di questo sistema rispetto a Codasyl fu quindi evidente e IBM passò a sviluppare una versione commerciale di "System R", che prese il nome di "SQL/DS" prima e di "Database 2" DB2 infine.

Il lavoro di Codd venne proseguito presso lUniversità di Berkeley da Eugene Wong e Michael Stonebraker. Il loro progetto, chiamato INGRES e finanziato con fondi destinati alla creazione di una banca dati geografica, vide la luce nel 1973 e produsse i primi risultati nel 1974 anche grazie allopera di numerosi studenti che si prestarono quali programmatori quasi 30 persone lavorarono al progetto. INGRES era assai simile a "System R" e prevedeva un linguaggio alternativo a SQL, chiamato QUEL.

Molte delle persone coinvolte nel progetto si convinsero della fattibilità commerciale dello stesso e fondarono imprese per entrare nel mercato con questo prodotto. Sybase, Informix, NonStop SQL e alla fine Ingres stessa nacquero quali "spin-off" per la diffusione di INGRES allinizio degli anni ottanta. Perfino Microsoft SQL Server è, per certi versi, una derivazione di "Sybase" e, quindi, di INGRES. Solamente la Oracle di Larry Ellison partì utilizzando un approccio diverso, basato sul "System R" di IBM, e alla fine prevalse sulle altre compagnie con il suo prodotto, lanciato nel 1978.

In Svezia il lavoro di Codd venne sviluppato nella Università di Uppsala che sviluppò un diverso prodotto, "Mimer SQL", commercializzato nel 1984. Una particolarità di questa soluzione sta nellintroduzione del concetto di transazione, successivamente importata in quasi tutti i DBMS.



                                     

2.6. Descrizione Banche dati multidimensionali

Le banche dati multidimensionali sono un paradigma definito ancora una volta da Codd per sopperire alle scarse performance offerte dalle banche dati relazionali nel caso di utilizzo delle banche dati stesse per processi di analisi on line analitical process, OLAP. Tali sistemi consentono di effettuare analisi su enormi quantità di dati con efficienza, cosa non possibile su banche dati relazionali più adatte a gestire transazioni on line transaction process, OLTP.

Da fine anni 90 pressoché ogni banca dati relazionale commerciale ha al suo interno un motore multidimensionale per effettuare analisi.

                                     

2.7. Descrizione Banche dati a oggetti

I DBMS a oggetti sono detti anche ODBMS Object DBMS.

Le banche dati multidimensionali ebbero comunque un ruolo importante sul mercato: portarono alla creazione di banche dati a oggetti. Basata sugli stessi concetti generali, questa nuova tipologia di sistemi, consente agli utenti di memorizzare direttamente "oggetti" allinterno delle diverse basi di dati. Ovvero, gli stessi principi della programmazione a oggetti, invece di dover effettuare un adattamento di metodi e variabili.

Questo può avvenire grazie al particolare concetto di proprietà delle banche dati multidimensionali. Nella programmazione a oggetti, ognuno di questi "oggetti" tipicamente ne conterrà altri. Ad esempio, loggetto contenente il Signor Rossi, conterrà un riferimento alloggetto "Indirizzo". Contenendo il supporto per molti linguaggi di programmazione a oggetti, le banche dati che sfruttano la medesima tecnologia stanno avendo un periodo di forte sviluppo di questi tempi.

Oggi molti DBMS applicano in realtà un misto tra il modello relazionale e il modello a oggetti. Si parla quindi di ORDBMS Object Relational DBMS.

                                     

2.8. Descrizione Banche dati NoSQL

NoSQL è un movimento che promuove sistemi software dove la persistenza dei dati è in generale caratterizzata dal fatto di non utilizzare il modello relazionale, di solito usato dalle basi di dati tradizionali RDBMS. Lespressione "NoSQL" fa riferimento al linguaggio SQL, che è il più comune linguaggio di interrogazione dei dati nelle banche dati relazionali, qui preso a simbolo dellintero paradigma relazionale.

                                     

2.9. Descrizione In Internet

Sono un particolare tipo di servizi web che offrono la possibilità di creare basi di dati direttamente sul Web. Questi servizi offrono normalmente tutte le caratteristiche base di una normale base di dati per costruire tabelle strutturate di dati di ogni genere con campi di tipo testo, numeri, data e ora e altri.

Il loro servizio non è solo quello di repository o contenitore di dati, ma anche quello di creare uninterfaccia grafica usabile per la gestione degli stessi presentandosi come vere e proprie applicazioni web. La condivisione svolge un ruolo importante proprio perché i dati sono visibili su Internet e quindi da altre persone che, con le dovute autorizzazioni, possono lavorare sui dati.

                                     

3.1. Implementazione Progettazione

La progettazione di basi di dati è il processo di formulazione di un modello dettagliato del database. Questo modello contiene tutte le scelte progettuali a livello logico e fisico e i parametri fisici di memorizzazione necessari per la generazione del data definition language DDL che può essere usato per limplementazione del database. Un modello dei dati completamente specificato contiene i dettagli specifici per ogni singola entità.

                                     

3.2. Implementazione Linguaggi utilizzati

Nellambito dellutilizzo/amministrazione della base di dati, una qualunque operazione sulla base di dati da parte dellutente/amministratore su DBMS è ottenibile tramite un opportuno linguaggio attraverso un DBMS manager a interfaccia grafica o a interfaccia a riga di comando. In generale è possibile distinguere più linguaggi per basi di dati, ciascuno con lessico e sintassi che definiscono tutte le istruzioni possibili, a seconda del loro utilizzo o finalità a partire dalla creazione/progettazione, gestione, ristrutturazione, sicurezza, fino allinterrogazione della base di dati stessa:

  • Data Manipulation Language DML - permette di inserire, modificare, cancellare i dati transazione.
  • Data Control Language DCL - permette di gestire utenti e permessi.
  • Data Definition Language DDL - consente di definire la struttura o organizzazione logica della base di dati schema di database le autorizzazioni per laccesso.
  • Device Media Control Language DMCL - permette di controllare i supporti memoria di massa dove vengono memorizzati i dati.
  • Query language QL - permette di interrogare il database, cioè estrarre e leggere i dati.

La sintassi di questi linguaggi varia a seconda del particolare DBMS e i vari linguaggi mantengono tra loro ununiformità concettuale.

Inoltre è possibile suddividere i linguaggi come:

  • Linguaggi testuali interattivi immersi in linguaggi di programmazione proprietari.
  • Linguaggi testuali interattivi immersi in linguaggi di programmazione comuni, quali C, BASIC ecc.
  • Linguaggi testuali interattivi, come lSQL che rappresenta attualmente il linguaggio più utilizzato e di cui sono stati pubblicati diversi standard.
  • Linguaggi grafici e user-friendly, come QBE Query By Example, che possono essere utilizzati anche dai meno esperti.


                                     

3.3. Implementazione Server di basi di dati

Il server è la parte del DBMS, e per estensione il server su cui il programma opera, che si occupa di fornire i servizi di utilizzo della base di dati ad altri programmi e ad altri computer secondo la modalità client/server. Il server memorizza i dati, riceve le richieste dei client ed elabora le risposte appropriate.

Tra i più diffusi DBMS open source troviamo:

  • PostgreSQL
  • Firebird SQL
  • MariaDB
  • MySQL

I più diffusi sistemi commerciali sono:

  • Oracle
  • FileMaker
  • Teradata
  • Microsoft Access
  • Sybase
  • Microsoft SQL Server
  • IBM DB2

I database server sono complessi sistemi software concepiti oltre che per memorizzare i dati, anche per fornire un accesso rapido ed efficace a una pluralità di utenti contemporaneamente e garantire protezione sia dai guasti sia dagli accessi indebiti sicurezza o protezione della base dati.

                                     

3.4. Implementazione Transazioni e proprietà

Una qualunque modifica allo stato del database tramite operazioni varie è detta transazione, la quale deve rispettare le cosiddette regole o proprietà ACID. Le operazioni più tipiche in un DB sono quelle riassunte dallacronimo CRUD.

                                     

3.5. Implementazione Efficienza e sicurezza

Sicurezza significa impedire che la base dati venga danneggiata da interventi accidentali o non autorizzati, per esempio un attacco ai database, e mantenerne lintegrità ovvero garantire che le operazioni effettuate sulla base di dati da utenti autorizzati non provochino una perdita consistente di dati, garantendone al contempo laffidabilità. La protezione da accessi non autorizzati è un tema importante nella gestione delle basi di dati che si rivelano vulnerabili nei seguenti punti:

  • Connessioni tra database
  • Sicurezza dei server
  • Controllo sugli accessi al database.
  • Data warehouse
  • Data mining
                                     

4. Rapporto col diritto dautore

Le banche di dati sono tutelate dalla legge sul diritto dautore sia come opere di ingegno di carattere creativo sia come bene prodotto grazie ai rilevanti investimenti finanziari.

In italia Lart 64 quinquies della legge 633/1941 sul diritto dautore prevede che:

Lautore di un banca di dati ha il diritto esclusivo di eseguire o autorizzare:

a) la riproduzione permanente o temporanea, totale o parziale, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma;

b) la traduzione, ladattamento, una diversa disposizione e ogni altra modifica;

c) qualsiasi forma di distribuzione al pubblico delloriginale o di copie della banca di dati; la prima vendita di una copia nel territorio dellUnione europea da parte del titolare del diritto o con il suo consenso esaurisce il diritto di controllare, allinterno dellUnione stessa, le vendite successive della copia;

d) qualsiasi presentazione, dimostrazione o comunicazione in pubblico, ivi compresa la trasmissione effettuata con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma;

e) qualsiasi riproduzione, distribuzione, comunicazione, presentazione o dimostrazione in pubblico dei risultati delle operazioni di cui alla lettera b).

Lautore di una banca di dati, che ha scelto e organizzato creativamente il materiale allinterno della raccolta, è quindi titolare delle facoltà esclusive di natura patrimoniale e morale riconosciute a tutti gli autori di opere dellingegno secondo larticolo 64-quinquies e seg. della legge 633/1941. I diritti esclusivi di riproduzione, traduzione, adattamento, distribuzione, presentazione e dimostrazione sono detti diritti patrimoniali, cioè hanno un valore economicamente valutabile. In quanto patrimoniali i sopracitati diritti sono trasferibili.

Lautore può quindi effettuare o autorizzare: la riproduzione permanente o temporanea, totale o parziale, la traduzione, le modifiche, gli adattamenti le diverse disposizioni del materiale, la distribuzione, la presentazione in pubblico e lutilizzazione economica.

Cè invece la possibilità di una libera utilizzazione quando laccesso e la consultazione sono svolte per finalità didattiche o di ricerca scientifica, quando luso dei dati persegue fini di sicurezza pubblica e quando i dati sono utilizzati per una procedura amministrativa o giurisdizionale. La durata del diritto dautore è di 70 anni dalla morte dellautore.

In qualunque caso le banche dati sono tutelate dal diritto d’autore indipendentemente dalla tutela eventualmente accordata alle opere o ai dati da cui esse sono composte, con la precisazione che la tutela della banca dati non si estende alle opere o dati in questione. In sostanza la tutela riguarda la struttura della banca dati, in pratica la sua forma espressiva.

Nel caso in cui la banca di dati sia originale, cioè con dati organizzati secondo criteri originali e non per esempio in ordine alfabetico o cronologico, lautore gode dei diritti dei diritti morali e di sfruttamento economico della banca dati stessa. Invece nel caso in cui la banca dati non sia originale la tutela dei diritti non è per lautore, ma per il costruttore ovvero colui che effettua investimenti per la costituzione della banca dati. Al costitutore della banca di dati sarà riconosciuta, sul solo territorio dellUnione europea, la titolarità di un diritto sui generis diverso dal diritto dautore e dai diritti connessi, volto a tutelare il lavoro svolto e gli investimenti effettuati. Infatti il costitutore può vietare le operazioni di estrazione e reimpiego della totalità o di una parte della banca dati. La durata del diritto del costitutore è di 15 anni, rinnovabile in caso di modifiche o integrazioni sostanziali apportate alla raccolta. Il conteggio dei 15 anni comincia dal 1º gennaio dellanno successivo alla data del completamento della banca dati. Nel caso in cui il database sia accessibile via internet i 15 anni cominciano dal 1º gennaio successivo alla messa a disposizione della banca di dati stessa.

                                     

4.1. Rapporto col diritto dautore Diritto sui generis

Il diritto sui generis è rivolto al costitutore di una banca di dati, individuato in colui che ha effettuato investimenti di denaro, tempo e lavoro, indipendentemente dal valore creativo e originale dell’opera.

Il diritto sui generis è stato riconosciuto in ambito comunitario grazie all’introduzione della Direttiva 96/9/CE presentata dall’Unione Europea, in cui si parla del suddetto diritto nel capito III e più precisamente dagli articoli che vanno dal 7 fino all11.

Tramite questo diritto, gli Stati membri conferiscono al costitutore di una banca di dati la possibilità di vietare operazioni di estrazione e/o reimpiego della totalità o di una parte sostanziale del contenuto della stessa, valutata in termini qualitativi o quantitativi, qualora il conseguimento, la verifica e la presentazione di tale contenuto attestino un investimento rilevante.

Gli Stati membri possono inoltre stabilire che lutente legittimo di una banca di dati messa in qualsiasi modo a disposizione del pubblico possa, senza autorizzazione del costitutore della stessa, estrarre e/o reimpiegare una parte sostanziale del contenuto di tale banca:

a) qualora si tratti di unestrazione per fini privati del contenuto di una banca di dati non elettronica;

b) qualora si tratti di unestrazione per finalità didattiche o di ricerca scientifica, purché lutente legittimo ne citi la fonte e in quanto ciò sia giustificato dagli scopi non commerciali perseguiti;

c) qualora si tratti di estrazione e/o reimpiego per fini di sicurezza pubblica o per una procedura amministrativa o giurisdizionale.

La tutela sui generis è quindi una protezione dell’insieme delle informazioni contenute all’interno di una banca dati, considerando lo sforzo impiegato per la sua realizzazione.

Per tali ragioni la tutela sui generis trova il suo fondamento giuridico nel principio di territorialità, in quanto solo le banche dati create da un cittadino di uno Stato membro dell’Unione Europea ne beneficiano.

Il requisito fondamentale richiesto per la concessione della tutela sui generis è un ingente investimento di risorse umane ed economiche, in modo tale da poter differenziare la raccolta con una semplice copia di informazioni, che non richiede un impiego tanto grande.L’investimento che viene preso in considerazione riguarda le attività di raccolta di dati, la verifica delle informazioni e la presentazione dell’insieme dei materiali.

Analizzando il diritto d’autore e il diritto sui generis, in questa prospettiva, è facile capire le differenze.Il primo si limita a proteggere la forma, quindi l’architettura e la sequenza in cui sono disposti i dati, frutto di una elaborazione creativa; il secondo si applica al materiale raccolto, a prescindere dal modo in cui viene organizzato.

                                     
  • delle applicazioni ai dati influenzando allo stesso tempo la creazione dei dati e lo sviluppo delle applicazioni sulla base di standard e politiche appropriate
  • oggetti di accesso ai dati DAO per recuperare i suddetti da una base di dati La differenza tra gli oggetti di trasferimento dati e gli oggetti di business
  • trattamento dei dati personali secondo la legge italiana, si intende qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l ausilio di strumenti
  • sulla rilevazione dei livelli di potenza del segnale tra più stazioni radio base e successiva triangolazione dei dati Un altro metodo usa l approccio
  • struttura dati di base usata per memorizzare i dati Nel modello relazionale queste strutture sono le tabelle e le viste. In una base di dati ad oggetti
  • La base permanente Vostok in russo: Станция Восток? , traslitterato: Stancija Vostok, letteralmente stazione est sorge nel cuore dell Altopiano Antartico
  • nello stato di una base di dati In caso di successo, il risultato delle operazioni deve essere permanente o persistente, mentre in caso di insuccesso
  • La base Decepción in spagnolo Base Decepción è una base antartica temporanea argentina. Localizzata a ad una latitudine di 62 52 sud e ad una longitudine
  • tutti le cui eventuali restrizioni sono l obbligo di citare la fonte o di mantenere la banca dati sempre aperta. L open data si richiama alla più ampia
  • Versant Object Database VOD è un applicativo di base di dati ad oggetti di Versant Corporation. Versant Object Database abilita gli sviluppatori ad

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