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ⓘ Determinismo tecnologico




                                     

ⓘ Determinismo tecnologico

Il Determinismo tecnologico è una teoria riduzionista la quale sostiene che la tecnologia di una società guida lo sviluppo sociale ed i valori culturali. Lorigine del termine è attribuita al sociologo statunitense Thorstein Veblen.

                                     

1. Definizione

Lungo il corso della storia sulla comunicazione, si sono configurate due tendenze in contrasto tra loro:

  • Il determinismo tecnologico, che individua nella tecnologia lunica causa delle trasformazioni della nostra società".
  • Il determinismo sociale, che individua nella spinta sociale, caratterizzata dallinsieme delle necessità umane, la base della nascita delle nuove tecnologie;

In particolare, con determinismo tecnologico viene ad intendersi una teoria secondo la quale i mutamenti nelle tecnologie della comunicazione influenzano, in modo determinante, lo sviluppo sociale. A partire dagli anni ottanta, la società ha vissuto uno sviluppo di tecnologie molto rapido e diffuso.

Un continuo susseguirsi di novità, ciascuna più sorprendente della precedente, in particolare per quanto attiene il settore comunicazione.

Ciò ha contribuito a convincere molti del fatto che è la tecnologia stessa a sostenere il progresso dellumanità; nella misura in cui la stessa tecnologia, o per meglio dire il suo continuo sviluppo, rappresenta lobiettivo principale del progresso.

Tutto questo viene usualmente definito come determinismo tecnologico: intendendo pertanto affermare che la pervasività delle tecnologie è tale da rappresentare la principale e più evidente causa delle trasformazioni anche più evidenti e profonde del tessuto sociale.

Se tale interpretazione della realtà viene assunta come esatta, si avalla la teoria secondo la quale non è più luomo a scegliere la direzione del suo progresso, ma è la tecnologia a scegliere per suo conto.

In questo caso, lumanità intera apparirebbe come destinata, determinata appunto, a vivere e progredire in una società sempre più vincolata alla tecnologia.

Il più autorevole centro ove si svilupparono teorie deterministe fu nella seconda metà del Novecento la Scuola di Toronto, i cui studiosi approfondirono le relazioni tra media e cultura. Per Marshall McLuhan, che ne era il principale esponente, è possibile leggere levoluzione delluomo attraverso levoluzione dei modi di comunicare.

                                     

2. Il pioniere: Harold Innis

I "deterministi" sottolineano il rapporto che esiste tra i supporti tecnologici utilizzati per la comunicazione e i processi cognitivi che si mettono in atto. Harold Innis è senza dubbio il pioniere di quel filone di studi, fondatore della Scuola di Toronto, che negli anni trenta, nellambito dei suoi studi sul commercio del legname e della cellulosa, comprese che senza la carta e quindi i giornali e i libri, non sarebbe mai potuta nascere leconomia moderna". Da questa considerazione, Innis cominciò a dedicarsi allo studio del peso che i vari supporti della comunicazione hanno sulla nascita delle diverse forme di organizzazione economica e politica. Innis riteneva che le forme e i mezzi attraverso i quali veniva diffusa la conoscenza nelle diverse epoche storiche, andavano a costituire la base delle relazioni sociali ed economiche tra gli uomini.

Innis, nel suo testo" Impero e comunicazioni”, analizza le trasformazioni avutesi con lintroduzione delle tecnologie: il destino delle istituzioni è stato scritto dai media e dalla loro azione sullo spazio e sul tempo. I media leggeri trasportabili, come la carta ebbero la funzione storica di aumentare il potere politico, mentre i media pesanti quelli che enfatizzano il tempo, come la pergamena aumentarono il potere religioso. Innis, quindi, analizza le forme istituzionali dellOccidente dai tempi dellantico Egitto sino alla seconda guerra mondiale: ciò che permette alle istituzioni di svilupparsi è la comunicazione. Secondo lautore, la scrittura geroglifica e la conseguente introduzione del papiro, al posto della pietra poco trasportabile, nella civiltà egizia, portarono ad una maggiore democrazia e ad un maggiore potere religioso. Gli Imperi di Babilonia si servirono in principio della creta e in seguito della pergamena, con conseguente nascita di unoligarchia e diminuzione del potere sacerdotale. In Grecia si passò da una tradizione orale poesia epica allutilizzo della scrittura, con conseguenti cambiamenti a livello razionale, nella civiltà. Innis si sofferma ad analizzare anche come il passaggio dellImpero Romano dalluso del papiro a quello della pergamena medium più economico e duraturo rispetto al papiro, fece sì che il cristianesimo si imponesse sulla cultura romana. Nel Medio Evo il medium principale fu la pergamena che permise la nascita dei monasteri. In Cina si utilizzava, invece, la carta medium trasportabile: essa si diffuse anche in Occidente e più tardi si affermò la stampa, alla base dello stato nazione moderno. La radio, infine, secondo Innis, portò ad una rottura tra nazioni dominate da essa e nazioni dominate dal medium della stampa, con le conseguenti tragiche guerre mondiali.

                                     

3. Il maggiore esponente: Marshall McLuhan

McLuhan è universalmente conosciuto come lo studioso che ha iniziato a comprendere il modo attraverso il quale i nuovi media condizionano il nostro ambiente e la psiche umana. Slogan da lui introdotti come" il medium è il messaggio”," villaggio globale”, sono ormai entrati nel linguaggio comune e rappresentano nuove matrici culturali usate e spesso abusate". Nel corso degli anni sessanta ha elaborato quella che può essere considerata la più famosa teoria generale sui media. Partendo dal ruolo svolto dalle tecnologie della comunicazione nella storia dellumanità, giunge a sostenere che ogni mutamento sociale è il risultato di un cambiamento tecnologico, nei" modi” di comunicare connessi alle tecnologie più che nei" contenuti” della comunicazione stessa. McLuhan, evitando esplicitamente di considerare buone o cattive le tecnologie, parte dallidea che gli strumenti le macchine presenti sulla terra sono solo estensioni delle estremità e dei sensi delluomo, ed è soprattutto attraverso questa strada che la tecnologia influisce sulluomo e, in un certo senso, lo domina. È questo il motivo per cui egli sottolinea la necessità di conoscere il meglio possibile le tecnologie di cui disponiamo, piuttosto che criticarle o giudicarle.

In" Gli strumenti del comunicare” McLuhan spiega che con lutilizzo dellelettricità, il nostro sistema nervoso centrale si è esteso, abolendo lo spazio ed il tempo: siamo, quindi, di fronte al momento finale di questa estensione delluomo, che prevede lestensione del processo creativo di conoscenza allintera società umana. I media sono gli strumenti tramite cui abbiamo esteso i nostri nervi e sensi. Essi, secondo McLuhan, plasmano e controllano quanto e in che modo avvengono le azioni le associazioni umane. Il loro diverso utilizzo, al contrario, non influenza in alcun modo le nostre associazioni mentali. La luce elettrica, ad esempio, è anchessa un medium, ma non contiene alcun messaggio ed il suo diverso tipo di utilizzo non ha alcuna importanza, perché non comporta alcuna modifica degli schemi mentali umani. Quando, invece, la luce elettrica è utilizzata assieme al nome di una marca, essa mostra il proprio" contenuto”. Attraverso questo esempio sulla luce elettrica McLuhan ci insegna, quindi, cosa significhi la frase" il medium è il messaggio ” e ci pone di fronte al problema delle modificazioni apportate dai media alle nostre forme di percezione. McLuhan ritiene che i media ci influenzino a tal punto da lasciarci in una sorta di torpore, da cui ci destiamo solo quando due media si ibridano e ci viene offerta la possibilità di confrontare i due strumenti che si incontrano. McLuhan afferma che la tecnologia fa parte, quindi, del nostro corpo.



                                     

4. Una voce contemporanea: Derrick De Kerckhove

Il massmediologo Derrick De Kerckhove, prima allievo poi assistente di Marshall Mc Luhan, ha proseguito gli studi sul rapporto tra nuovi media e sviluppo sociale, osservando la realtà che il suo visionario predecessore aveva potuto solo immaginare: la connessione globale tramite internet.

Adattando al contesto tecnologico delle reti la teoria della Intelligenza Collettiva di Pierre Lévy, De Kerckhove formula la teoria delle Intelligenze Connettive, secondo cui lunione delle intelligenze individuali per il raggiungimento di un obiettivo comune moltiplica le singole forze anziché sommarle, generando unentità di intelligenza superiore. In sintesi, lintelligenza connettiva è la "pratica della moltiplicazione delle intelligenze le une in rapporto alle altre allinterno del tempo reale di unesperienza"

Per De Kerckhove lo sviluppo tecnologico è inarrestabile e luomo deve convivere con questa consapevolezza, accettando le trasformazioni sociali che ne conseguono. Ma tale trasformazione comporta anche pericoli, di conseguenza è necessario attuare strategie che preservino diritti – come ad esempio quello alla privacy e alloblio - sempre più minacciati dal potenziale abuso di informazioni memorizzate e accessibili attraverso le tecnologie di rete che collegano il villaggio globale.

Entusiasta sostenitore della tecnologia e del mondo digitale, egli supera la visione del villaggio globale, sostenendo che ormai luomo vive in un mondo cablato e di conseguenza "conquistato". Individua quindi un nuovo obiettivo: il tempo. "Mi sto attualmente interessando a quello che chiamo la conquista del tempo che è uninnovazione tecnologica e sociale che ci permetterà di allargare le nostre vite quantitativamente e, soprattutto, qualitativamente. Da quando abbiamo conquistato la luna e cablato il pianeta in una rete globale tramite le tecnologie della comunicazione elettriche ed elettroniche abbiamo portato a termine la conquista dello spazio. Lo abbiamo fatto utilizzando la sua stessa simulazione portandolo in una realtà virtuale. Adesso la nuova frontiera dello sviluppo tecnologico e sociale è il tempo. Oggi le persone comprano lo spazio e dicono ancora che il tempo è denaro. Ma domani le stesse persone compreranno il tempo come possibilità di scelta, o come, economicamente parlando, mercato della scelta. Mi interessa molto anche lidea del tempo come mercato. Un mercato ampio e globale."

                                     

5. Il determinismo tecnologico al cinema: tra utopia e distopia

Una delle possibilità di rappresentare visivamente il concetto di determinismo tecnologico è fornita dal cinema e quindi dalla ricerca e dallinterpretazione che ne hanno dato i diversi autori; alcuni con toni apocalittici, altri in chiave tragi-comica, altri ancora con smisurato ottimismo.

                                     

5.1. Il determinismo tecnologico al cinema: tra utopia e distopia Tempi Moderni: regia di Charles Chaplin

Il determinismo tecnologico emerge in questo film principalmente da due aspetti: il primo riguarda il messaggio che Chaplin ha voluto trasmettere, il secondo riguarda la realizzazione tecnica del film stesso, che pur allineandosi alle idee di Chaplin, fortemente critiche nei riguardi del sonoro, mostra segni dapertura. Tempi moderni è ricco di sequenze che evidenziano il rapporto uomo-macchina, in cui a volte prevale luno: la macchina per mangiare e quella in cui Charlot viene risucchiato e a volte prevale laltro: Chaplin che si" serve” della nuova tecnologia nel senso che gioca con lidea del suono inteso come uno sviluppo tecnologico per un suo personalissimo discorso: il rumore assordante delle fabbriche, la memorabile canzone nel ristorante, la voce del direttore che comunica con i suoi dipendenti tramite uno schermo, i rappresentanti della macchina per mangiare che comunicano attraverso un disco pubblicitario con una voce registrata, fino alla sequenza in cui Charlot si appresta a parlare ma, inaspettatamente, inizia a cantare in un linguaggio inventato. Uno dei temi che Chaplin sembra comunicare in questo film, è il contrasto tra gli uomini asserviti allinarrestabile progresso tecnologico e quelli che eventualmente si servono del progresso tecnologico per comunicare un pensiero. Al centro, il personaggio di Charlot nella sua spontaneità.



                                     

6. Alcune riflessioni

Ma si può accettare che lo sviluppo storico sia collegato esclusivamente allevoluzione tecnologica? Certo è che molte teorie hanno evidenziato i legami tra una nuova tecnologia le trasformazioni socioculturali che si sono registrate. Daltro canto, però, va detto chiaramente che è stato dimostrato anche che talune invenzioni e innovazioni tecnologiche non sono state subito accolte o, addirittura, sono state accolte in luoghi totalmente diversi da quelli in cui sono state pensate per la prima volta. Se si considera linvenzione della stampa, ad esempio, bisogna dire che queste procedure nascono prima in Cina e solo successivamente si arriva a Gutenberg con lintroduzione dei caratteri mobili. Si può dire, quindi, che le innovazioni tecnologiche riescono ad essere fattore di trasformazione se trovano particolari condizioni dal punto di vista sociale e culturale. Daltra parte, non bisogna dimenticare che le innovazioni tecnologiche non nascono dal nulla, ma sono il frutto di ricerche individuali e collettive, fortemente condizionate dal contesto sociale e culturale".

                                     

7. Critiche

Le maggiori critiche nei confronti del determinismo tecnologico risalgono alla metà del XX secolo, ed in particolare si riferiscono alluso dellenergia atomica nella produzione di armi nucleari, alla sperimentazione su cavie umane effettuata dal regime nazista, ed ai problemi di sviluppo economico subiti dai paesi del cosiddetto" terzo mondo” o" sud del mondo”. Come diretta conseguenza, il desiderio e la necessità di un maggiore controllo del processo di sviluppo della tecnologia ha dato origine, nel mondo accademico, ad un certo disincanto nei confronti delle teorie inerenti al determinismo tecnologico.

Alcuni teorici moderni, infatti, tendono a considerare sempre meno il determinismo tecnologico come principale o addirittura unica teoria interpretativa del rapporto tra tecnologia e società, anche se tale approccio continua ad essere sempre molto presente ed attuale tanto nel contesto scientifico quanto nelle pubblicazioni economiche e divulgative.

Essi sottolineano che "il rapporto tra tecnologia e società non può essere ricondotto ad una semplicistica relazione di causa-effetto. Si tratta, piuttosto, di un" intreccio", in cui la tecnologia non determina ma "co-opera”, e" lo fa in un contesto sociale di tipo complesso" Murphie e Potts, 2003.

Altri, come Langdon Winner sostengono che "Quello che conta non è la tecnologia stessa, ma il sistema sociale o economico in cui la stessa è inserita, ad essere determinante" Winner, 1986

In opposizione al determinismo tecnologico sono anche i sostenitori del determinismo sociale e del postmodernismo. I deterministi sociali ritengono che sono soltanto le circostanze sociali a scegliere quali tecnologie adottare, con il risultato che nessuna tecnologia può essere considerata "inevitabile" di per sé. Contesto e cultura non sono fattori neutri: le scelte relative a come creare e/o come migliorare una tecnologia, e di come usarla poi, sono strettamente connesse alla conoscenza che si ha della tecnologia, così come al contesto sociale in cui il processo di scelta matura. Green, 2002.

                                     

8. Ulteriori contrapposizioni

Unaltra contrapposizione è tra deterministi e strumentalisti. I primi affermano lidea del progresso tecnologico come forza autonoma, in grado di influenzare i comportamenti della civiltà nel suo percorso storico. Le posizioni più estreme sostengono che le macchine prenderanno il sopravvento sulluomo. Al polo opposto, il pensiero strumentalista tende a minimizzare il potere della tecnologia e considera i suoi dispositivi sotto il pieno controllo umano. David Sarnoff uno degli esponenti della corrente strumentalista affermò allUniversità di Notre Dame: "Siamo troppo propensi a fare degli strumenti tecnologici i capri espiatori dei peccati di coloro che li maneggiano. In sé stessi i prodotti della scienza non sono né buoni né cattivi: è il modo in cui vengono usati che ne determina il valore"

                                     
  • genetica. Il movimento eugentico americano si radicò nelle idee del determinismo biologico proposte da Sir Francis Galton negli anni 1880. Galton studiò
  • credenti, e quello materno da cristiani unitariani favorevoli al progresso tecnologico e scientifico. Le famiglie dei Darwin e Wedgwood erano inoltre legate
  • riecheggiare con forza solo il determinismo climatico di Montesquieu e Buffon Marvin Harris ha notato che il determinismo climatico è rimasto il paradigma
  • rappresentando i suoi personaggi e cioè l ereditarietà e l epoca storica determinismo quanto i problemi psicopatologici, le manifestazioni paranormali, il
  • dei nuovi paradigmi tecno - economici in quanto cambiamenti nei sistemi tecnologici che hanno un influenza decisiva sul comportamento dell intero sistema
  • campo genetico, l eugenetica si basò essenzialmente su un ideologia di determinismo biologico in cui il carattere umano era dovuto interamente ai geni, non
  • Darwin, Jean - Baptiste de Lamarck, Johann Wolfgang von Goethe, mentre il determinismo nomologico di Pierre - Simon Laplace 1749 - 1827 avrebbe continuato a esercitare
  • traccia nella sua autobiografia del 1934, la sua ipotesi ricorda molto il determinismo di Pierre - Simon de Laplace 1749 - 1827 A differenza di molti altri grandi

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