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ⓘ Diritto internazionale




Diritto internazionale
                                     

ⓘ Diritto internazionale

Il diritto internazionale è quella branca del diritto che regola la vita della comunità internazionale. Può essere definito come il diritto della Comunità degli Stati, quindi un diritto al di sopra di essi e dei loro ordinamenti giuridici interni. Meno corretta la definizione di diritto del rapporto tra stati, perché se è vero in senso formale che viene posto in essere tra i vari Stati, in senso materiale non è sempre indirizzato ai rapporti tra questi, ma può anche incidere allinterno delle comunità. Tra le varie tipologie di diritto internazionale possono ad esempio annoverarsi la lex mercatoria, e il diritto internazionale privato. Tipica è ladozione, allinterno di tale branca del diritto, di accordi internazionali sotto forma di trattati internazionali.

                                     

1. Storia

La fine della seconda guerra mondiale ha visto con il Processo di Norimberga per la prima volta individui che avevano ricoperto alti incarichi governativi venire chiamati a rispondere personalmente dei crimini commessi in nome del loro Stato contro altri popoli davanti a un tribunale internazionale, mentre tradizionalmente la responsabilità internazionale è collettiva diretta contro lo Stato nel suo complesso Lo Statuto della Corte penale internazionale, recentemente entrato in vigore ma non ratificato da numerosi Stati, tra cui gli Stati Uniti fa rientrare nella nozione di crimine internazionale il genocidio, i crimini contro lumanità nella definizione rientrano praticamente qualsiasi grave delitto commesso su larga scala e in modo sistematico e la pratica dellapartheid, i crimini di guerra previsti dal Diritto internazionale umanitario e la guerra di aggressione.

Alcuni trattati internazionali stipulati nel secondo dopoguerra, come quello della Corte europea dei diritti delluomo prevedono poi la possibilità degli individui di rivolgersi autonomamente a organismi internazionali per far rispettare i propri diritti, senza la mediazione degli Stati. Gli sviluppi recenti del diritto internazionale, in particolare in materia di protezione dei diritti umani, hanno fatto ritenere ad alcuni studiosi che si stia lentamente affermando una soggettività giuridica internazionale degli individui, in rottura con i dettami del diritto internazionale classico.

                                     

2. Descrizione

La principale differenza tra la struttura del diritto internazionale e quella del diritto interno è lassenza di unautorità centrale che emani la legge ne assicuri il rispetto è questa la cosiddetta "anarchia" della comunità internazionale, inoltre a partire dalla fine del XIX secolo e soprattutto dalla fine della Prima guerra mondiale agli Stati si sono affiancate le Organizzazioni Internazionali, mentre con linizio della decolonizzazione hanno progressivamente assunto personalità giuridica internazionale i movimenti insurrezionali, purché esercitino il controllo effettivo su una popolazione ed un territorio.

Allinterno di un ordinamento statale il riconoscimento della personalità giuridica in favore di enti collettivi e organizzazioni, comporta che a questi nuovi soggetti si applichi una disciplina speciale, ovvero differente da quella comune destinata a tutelare e promuovere gli interessi degli individui. Nellambito dellordinamento internazionale, al contrario, la disciplina di diritto comune riguarda invece enti ed organizzazioni, in modo particolare gli Stati. Mentre il diritto interno determina i requisiti che enti ed organizzazioni devono aver per ottenere il riconoscimento della personalità giuridica, il diritto internazionale non prescrive con che modalità debba essere costituito uno Stato, bensì ne accerta lesistenza.

Alcuni studiosi ritengono che i recenti sviluppi della materia stiano facendo lentamente emergere una soggettività giuridica internazionale degli individui, posizione contrastata dalla maggior parte della dottrina, che ritiene che la scena internazionale sia ancora dominata dagli Stati e dalle Organizzazioni sovranazionali, malgrado il ruolo sempre più importante svolto dai singoli e dalle ONG. Il riconoscimento della personalità internazionale degli individui si appoggia sul crescente numero di diritti e obblighi internazionali che spettano ai singoli in quanto tali e non in quanto cittadini di uno Stato, come i diritti umani e la responsabilità internazionale individuale crimini internazionali.

                                     

2.1. Descrizione Sinossi generale

Il diritto internazionale infatti è talvolta scolasticamente suddiviso in Diritto internazionale pubblico e Diritto internazionale privato ; secondo tale partizione scolastica il Diritto internazionale pubblico si occupa dei rapporti tra Stati sovrani e tra essi le Organizzazioni di diritto internazionale; il Diritto internazionale privato si occupa invece dei rapporti tra uno Stato e i cittadini privati stranieri ovvero dei rapporti tra cittadini e Stati stranieri od Organizzazioni internazionali. Questa voce si occupa di quel che viene definito diritto internazionale pubblico. Lessenza del diritto internazionale è il suo essere internazionale, quindi con giurisdizione su una pluralità di Stati o nei luoghi non regolati dalle legislazioni nazionali, ad esempio il mare e il cosmo. Spesso per diritto privato internazionale si intende la discussione su questioni economiche e commerciali che possono ricadere nel diritto commerciale internazionale, regolato da appositi trattati internazionali e da organi preposti delle Nazioni Unite e degli organismi sovranazionali quali la Commissione europea e il Parlamento europeo.

Operare una distinzione netta tra diritto privato e diritto pubblico in ambito internazionale è piuttosto complicato in quanto si parla principalmente del dibattimento di questioni che richiedono la disamina di un complesso di norme più o meno ascrivibili al diritto nazionale ma generalmente riferite al complesso delle norme e dei trattati internazionali che regolano i rapporti tra Stati, le questioni relative ad organizzazioni sovranazionali, le dispute extraterritoriali le relazioni tra società che agiscono in ambito internazionale, ovvero in più nazioni. La suddivisione tra diritto internazionale pubblico e diritto internazionale privato è però contestata da numerosa dottrina. Il Diritto internazionale privato, nonostante lappellativo di internazionale, è infatti linsieme delle norme di diritto interno che risolvono i conflitti fra le disposizioni dei diversi ordinamenti giuridici applicabili ad un medesimo rapporto, quando esistono collegamenti a più di una legislazione nazionale. Si applicano quindi per il diritto internazionale privato le apposite norme interne per lItalia una legge specifica ha riordinato la materia, in precedenza dispersa sui quattro codici. Ne risulta che le due tipologie si riferiscono a rami dellordinamento completamente differenti, il cosiddetto pubblico allordinamento della Comunità degli Stati o internazionale, mentre quello privato allordinamento interno di ciascuno Stato.

Per quanto sopra, anche lappellativo pubblico per il Diritto Internazionale in senso proprio viene criticato, in quanto la definizione di pubblico può afferire soltanto ad un ordinamento statuale.



                                     

2.2. Descrizione Diritto consuetudinario e diritto convenzionale o pattizio

Vista lassenza di un legislatore universale, in grado di legiferare validamente e in modo vincolante, il diritto internazionale universalmente valido è per lo più diritto consuetudinario, anche se la politica delle organizzazioni internazionali come lONU può influenzarne lo sviluppo ad esempio sulluso della forza nelle relazioni internazionali. Per entrare a far parte del diritto consuetudinario una regola deve essere accettata almeno da una larga maggioranza degli Stati che comprenda gli Stati più influenti a livello internazionale.

Il diritto convenzionale si basa invece sugli accordi internazionali liberamente stipulati dagli Stati, che si impegnano a rispettarne le disposizioni. Di norma il diritto pattizio prevale sul diritto consuetudinario il diritto particolare prevale su quello generale, ma con unimportantissima eccezione per quanto riguarda lo ius cogens. Una norma di ius cogens è una norma consuetudinaria che protegge valori considerati fondamentali e a cui non si può in nessun modo derogare: se due Stati stipulano un trattato in cui si propongono di attuare violazioni dellintegrità di uno Stato terzo o di eseguire azioni considerate crimini internazionali, il trattato stesso è considerato nullo.

Forme, contenuti e procedure per la formazione del diritto convenzionale sono state codificate nella Convenzione di Vienna sul Diritto dei Trattati; nel Preambolo di questa Convenzione si precisa che le regole del diritto internazionale consuetudinario continueranno a regolare le questioni non disciplinate dalle disposizioni della Convenzione stessa, anche perché la Convenzione rappresenta solo un punto di riferimento e non coincide necessariamente con le consuetudini internazionali in materia.

                                     

2.3. Descrizione I soggetti

Sono soggetti del diritto internazionale i seguenti enti:

  • I movimenti che esercitano sostanzialmente il controllo di un territorio e di una popolazione, pur non avendone il controllo formale, come ad es. gli Insorti. Mentre per quanto attiene ai movimenti di liberazione a questi non è conferita una vera e propria personalità giuridica quanto il diritto di prendere parte alle riunioni internazionali che trattano di autodeterminazione dei popoli.
  • La Santa Sede da non confondersi con lo Stato della Città del Vaticano.
  • Le Organizzazioni Internazionali, tra le quali in particolare lONU, i suoi Organi Ausiliari le Organizzazioni collegate.
  • Gli Stati che soddisfino i requisiti della effettività e della indipendenza intendendosi lo Stato nella sua accezione di Stato-Organizzazione, ossia linsieme dei governanti e degli apparati di governo;

La soggettività di alcuni enti è invece in discussione. Sono generalmente non considerati come soggetti del diritto internazionale:

  • I popoli in sé, pur avendo riconosciuto il diritto di autodeterminazione, non sono considerabili soggetti di diritto internazionale. Essi mancano infatti delle caratteristiche proprie di una stabile organizzazione e della presenza di istituzioni governative.
  • Parte della dottrina riconosce una limitata soggettività internazionale anche agli individui facendo riferimento al crescente corpo di norme relative al diritto internazionale dei diritti umani, cioè quelle norme del diritto internazionale che tutelano la dignità umana dellindividuo, soprattutto nei confronti dello Stato, seppure nel moderno diritto penale internazionale è da tener presente che la responsabilità individuale non è collegata ad uno stato di guerra e di conseguenza al diritto bellico. Pertanto non è insensato dire che gli individui sono considerabili soggetti del diritto penale internazionale.
  • Il Sovrano Ordine di Malta: pur avendo intrattenuto con lo Stato italiano uno scambio di lettere di carattere internazionale e anche se alcuni funzionari dellordine godono di immunità diplomatica lOrdine di Malta non è considerato soggetto di diritto internazionale, anche se a questo ordine è riconosciuta una personalità giuridica internazionale utile allo svolgimento delle sue funzioni assistenziali.
  • Le Organizzazioni non governative non sono considerabili soggetti di diritto internazionale anche se molti trattati attribuiscono loro un ruolo internazionale ad esempio la Croce Rossa
                                     

2.4. Descrizione Gli Stati

Gli stati sono i soggetti principali del diritto internazionale; essi devono presentare tre caratteristiche sostanziali:

  • avere un popolo: gli Stati devono esercitare il loro controllo su una popolazione stanziata in un dato territorio e con una propria coscienza politica senza la necessità che risultino omogenei aspetti quali la cultura, la religione, ecc.
  • avere sovranità reale sul territorio e sul popolo, questa categoria è composta da due tipologie di sovranità.
  • sovranità esterna: è la capacità di esercitare il governo di una regione e di un popolo indipendentemente da ingerenze di altri stati; contraltare di questa caratteristica è il dovere di ogni stato di non ingerenza nelle competenze governative di un altro Stato. Affinché questa caratteristica sia rispettata occorre insomma che lordinamento statale trovi in se stesso la fonte della propria legittimazione, ovvero senza dipendere giuridicamente da un altro Stato. Lindipendenza leggi sovranità esterna si riconosce anche nel caso in cui lo Stato risulti dipendente economicamente o politicamente da un altro Stato: limportante è comunque che lo Stato conservi la propria autonomia giuridica. Diverso è peraltro il caso in cui la dipendenza economica sia così forte da tradursi in un vero e proprio rapporto di vassallaggio fra i due Stati.
  • sovranità interna: è la capacità di uno Stato di esercitare il proprio imperio allinterno del proprio territorio.
  • avere un territorio: gli Stati devono esercitare il loro controllo su uno specifico territorio, non è tuttavia importante che i confini di questo territorio siano esattamente delineati, ma è essenziale poter riconosce un nucleo territoriale nel quale gli stati abbiano un reale controllo.

Più in particolare possiamo indicare delle categorie di stato non propriamente dette che godono no di soggettività internazionale; a tale proposito possiamo ricordare:

  • confederazioni di stati: sono considerabili soggetti di diritto internazionale ma relativamente alle competenze non demandate alle istituzioni confederative; è fuori di dubbio, invece, la soggettività internazionale dei singoli stati che le compongono. Per confederazione si intende unassociazione di stati indipendenti stati confederati che delegano lesercizio di certe competenze solitamente in materia di difesa e politica estera a degli organi comuni. Un esempio recente di confederazione è costituito dalla Serbia e Montenegro 2003-2006, mentre non ci si trova invece davanti a una confederazione ai sensi del diritto internazionale nel caso della C.S.I. Comunità degli stati indipendenti, in quanto gli accordi istitutivi e lo statuto non delegano particolari poteri agli organi dellorganizzazione, che hanno solo funzioni di coordinamento delle politiche degli stati membri.
  • i cosiddetti stati fantoccio: non godendo di sovranità esterna non sono considerabili come soggetti di diritto internazionale
  • stati federati: non sono considerabili come soggetti di diritto internazionale in quanto delegano ampi poteri allistituzione federativa tipicamente competenze internazionali e di difesa venendo così a mancare la caratteristica della sovranità esterna ad esempio gli stati federati degli Stati Uniti dAmerica, degli Stati uniti messicani, della Federazione russa, i Lander della Repubblica Federale tedesca, i cantoni della Confederazione elvetica che pur chiamandosi confederazione in realtà è una federazione, le province dellArgentina ecc.
  • governi in esilio: i governi in esilio, parlando di questa categoria si fa soprattutto riferimento ai governi riparatisi in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale non sono da considerarsi soggetti di diritto internazionale perché non godono né di un territorio né della reale possibilità di esercitare sovranità sulla popolazione che vi è stanziata. Ciò nonostante, con lauspicio che in futuro questi governi rientrino in possesso di popolo e territorio, gli atti internazionali compiuti da questi governi possono ritenersi validi. Tale validità è stata fondata però esclusivamente su considerazioni di tipo politico e non giuridico.
  • i microstati: seppur il territorio sia poco esteso e la popolazione poco numerosa non vi è alcun dubbio sul fatto che siano soggetti di diritto internazionale ad esempio Repubblica di San Marino. principato del Liechtenstein, ecc.

Unaltra valida dottrina tende a considerare lo Stato come stato-comunità e stato-organizzazione, per stabilire quale concezione di Stato sia da accettare, e propendendo per la seconda. Si deve constatare quindi che lo Stato in questo caso considerato è uno o più organi dello Stato stesso che esercitino un proprio potere. Secondo questa linea di pensiero non può essere accettata la soggettività internazionale dei Governi in esilio o dei Comitati di Liberazione.



                                     

2.5. Descrizione La soggettività internazionale

Lacquisto della soggettività internazionale da parte degli stati, come anche dei movimenti di liberazione e dei movimenti di insurrezione, è legata alla reale manifestazione delle tre caratteristiche di cui sopra in capo a unorganizzazione. Essendo lordinamento internazionale atipico, non contemplando cioè unistituzione normativa e giudiziale, ma lasciando tutto alla libera iniziativa degli stati e agli accordi che questi pongono in essere tra loro, non può in nessun modo essere delineata una procedura di acquisto della soggettività internazionale. Più in particolare la questione assume un carattere soprattutto politico, in quanto di per sé il riconoscimento di uno stato da parte di un altro Stato o da parte di istituzioni internazionali ha solo una funzione dichiarativa e non costitutiva, cioè non è essenziale che vi sia riconoscimento da parte degli altri soggetti perché unistituzione diventi soggetto di diritto internazionale.

Esempio adducibile è lo Stato di Israele che esercita controllo e governo su un territorio e in capo a una popolazione, pur non essendo riconosciuto dalla quasi totalità dei paesi arabi. Ancora, il riconoscimento può essere espresso dichiarato da altri stati o tacito deducibile dallinizio di attività di diritto internazionale aventi come controparte il nuovo soggetto, come ad esempio la stipula di un trattato.

                                     

2.6. Descrizione Limiti alla sovranità interna

Pur essendo per uno Stato, in linea di principio, lecito amministrare il proprio territorio a piacimento, organizzando liberamente le istituzioni governative le leggi che regolino la comunità civile, la sovranità dello stesso sul suo territorio conosce diverse limitazioni. Tali limitazioni si riferiscono in primo luogo al divieto di violare il cosiddetto ius cogens, quellinsieme cioè di consuetudini imperative per ogni stato in particolare riferimento al rispetto dei diritti umani.

I limiti alla sovranità interna sono:

  • trattamento stranieri;
  • trattamento dei diplomatici e degli organi stranieri VEDI SOTTO;
  • norme su punizione dei crimini internazionali ;
  • trattamento delle organizzazioni internazionali;
  • trattamento degli stati stranieri;
  • iniziative volte a promuovere la tutela della dignità umana;
  • limiti relativi a rapporti economici e sociali dir. internazionale economico;
  • protezione dellambiente;
  • norme di diritto internazionale marittimo.
                                     

2.7. Descrizione Immunità diplomatica

Altra categoria di limitazioni riguarda limmunità garantita ai funzionari di altri stati. Il principio sottostante che garantisce una protezione estensiva agli agenti diplomatici di stati esteri è da ricercarsi nella consuetudine che istituzioni di pari grado non possano citarsi in giudizio e giudicarsi luna con laltra par in parem non habet iudicium. Questo si riflette nel diritto internazionale nella pratica dellimmunità per i funzionari diplomatici di uno Stato estero, disciplinata dalla Convenzione di Vienna del 1961 entrata in vigore nel 1965. Tale immunità può essere divisa in immunità funzionale o immunità personale. Limmunità funzionale si applica agli atti che il diplomatico compie nello svolgimento delle sue funzioni e comprende:

  • immunità giurisdizione penale esclusa per i consoli in caso di reati gravi.
  • inviolabilità domiciliare non è contemplata limmunità per violazioni del codice stradale.
  • inviolabilità personale da atti coercitivi, es. forze di polizia.
  • immunità giurisdizione civile esclusa per beni immobili o attività economiche non possedute per conto dello Stato per cui il funzionario opera, viene altresì esclusa per le controversie riguardanti le successioni ed eredità.
  • Esenzione fiscale imposte dirette.

Differente è il discorso per quanto riguarda limmunità personale. Questultima ricopre gli atti cosiddetti jure gestiones del diplomatico, ossia gli atti che il funzionario compie come soggetto privato. In tal caso limmunità coprirà lintero arco del suo servizio per poi decadere al termine della sua funzione, una volta lasciato il Paese, e quindi renderà processabile il diplomatico per gli eventuali illeciti commessi nellarco del tempo di svolgimento delle sue funzioni.

                                     

3. Trattamento degli Stati stranieri

Questa rubrica vuole occuparsi del trattamento riservato allo Stato straniero da parte degli Stati territoriali, soprattutto riguardo alla cosiddetta immunità dalla giurisdizione civile dellentità statale straniera rispetto ad altri Stati. La teoria che ha preso piede in dottrina è quella dellimmunità assoluta di cui gode uno Stato straniero dalla giurisdizione di qualsiasi altro Stato, nonostante fonti giurisprudenziali italo-belghe abbiamo avanzato una teoria che inquadrerebbe la divisione degli atti che uno Stato compie in atti jure imperii e atti jure gestiones, facendo ricadere unimmunità ristretta soltanto sugli atti che lo Stato compie nello svolgimento delle sue funzioni pubbliche, ossia gli atti jure imperii. Al riguardo è citabile una Convenzione delle Nazioni Unite datata 2004 adottata dallAssemblea generale e aperta alla firma degli Stati nessuno Stato aveva ratificato ancora nel 2005. In tale Convenzione si pone come regola generale, di fondo, quella dellimmunità assoluta dalla giurisdizione civile, ponendo come eccezioni quelle in cui si applicherebbe limmunità ristretta, ovvero:

  • Transazioni commerciali
  • Danni causati a persone o cose
  • Controversie vertenti sui rapporti di lavoro
  • Proprietà possesso e altri diritti reali.


                                     

3.1. Trattamento degli Stati stranieri Le organizzazioni internazionali

Le Organizzazioni Internazionali sono entrate a far parte della comunità internazionale in tempi relativamente recenti. Le prime organizzazioni erano create per scopi specifici e limitati Unione Postale Universale creata nel 1875, Unione per la protezione della proprietà industriale nel 1883 etc. Il primo tentativo per dare un ordinamento unitario alla comunità internazionale fu la creazione, nel 1919, della Società delle Nazioni SDN, fortemente voluta dal presidente statunitense Woodrow Wilson, che aveva cercato anche di far entrare nel diritto internazionale una serie di importanti principi, solo in parte accettati dalle nazioni europee: innanzitutto il pacifismo e lautodeterminazione dei popoli i "quattordici punti".

La Società aveva poteri molto deboli: come se non bastasse gli stessi Stati Uniti non entrarono a farne parte per lopposizione del Congresso. Nel 1945, lOrganizzazione delle Nazioni Unite ONU prese il posto della SDN. Lispiratore del progetto era di nuovo un presidente statunitense, Franklin Delano Roosevelt, che morì prima della nascita dellONU ma che vide le sue idee portate avanti dai suoi ex collaboratori. LONU aveva ed ha grossi limiti, in buona parte legati al sistema dei veti: per molti anni il sistema di sicurezza collettiva disegnato dalla sua Carta restò paralizzato a causa della guerra fredda, ma in ogni caso la sua nascita ha segnato un passo in avanti importante. Lo Statuto delle Nazioni Unite prevedeva inoltre il divieto delluso della forza a livello internazionale, a differenza di quello della SDN.

                                     

3.2. Trattamento degli Stati stranieri Gli individui

A seguito del tribunale di Norimberga e di Tokyo, istituiti dalle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale per perseguire le gravi violazioni della dignità umana durante la guerra, i singoli soggetti sembrano sempre più essere portatori di diritti, dunque soggetti autonomi del DI. Se prima della seconda guerra mondiale erano gli stati che con delle convenzioni si impegnavano a tutelare dei diritti in capo agli individui che rimanevano loggetto della convenzione in tempi recenti si sta affermando la prassi di considerare gli individui come soggetti che godono di diritti e gli stati come soggetti passivi di obblighi. A fronte di tali diritti vi è la formazione della possibilità di appellarsi a corti internazionali deputate alla loro tutela.

Ci si ritrova anche nel diritto internazionale dunque a parlare di diritto soggettivo degli individui e di diritto dazione degli individui.

                                     

3.3. Trattamento degli Stati stranieri Diritto dazione legale

È la possibilità di appellarsi e di attivare unazione legale presso una corte o più in generale di poter reclamare la tutela di un diritto.

                                     

4.1. Contenuti e funzioni Funzioni

Si tende a differenziare tre tipi di funzione nellambito del diritto internazionale: una funzione normativa, una di accertamento del diritto ed infine unaltra di attuazione coattiva delle norme. La prima riguarda le fonti del diritto internazionale le varie forme che può assumere, da diritto generico, rivolto a tutti gli Stati, a particolare rivolto soltanto a una cerchia ristretta.

Laccertamento del diritto è essenzialmente di tipo arbitrale, sebbene non manchino esperienze più istituzionalizzate sorte con Trattati. Ne deriva che la possibilità di instaurare un contenzioso è di derivazione sostanzialmente pattizia, enorme differenza col diritto interno visto che in questo caso la competenza del giudice discende esclusivamente dalla legge.

Lattuazione coattiva delle norme è una delle note dolenti del diritto internazionale, ricadendo quasi esclusivamente nellautotutela: anche in questo caso il diritto internazionale si distingue da moltissimi diritti interni, prevedendo questa forma coercitiva soltanto in casi eccezionali.

Per il suo carattere anarchico, la sua poca incidenza giuridica e obbligatorietà, è stato spesso negato carattere giuridico al diritto internazionale: in particolare si farebbe ricadere lefficacia di questultimo soltanto alla necessità della cooperazione degli operatori di diritto interno per la sua applicazione e allautolimitazione dello Stato.

                                     

4.2. Contenuti e funzioni Le fonti

  • Accordi, cioè i trattati internazionali.
  • Fonti previste da accordo: atti di unorganizzazione internazionale, ad esempio le Direttive e i Regolamenti della Comunità Europea o le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dellONU, alcuni dei quali sono atti di soft law.
  • Consuetudine: comportamento costantemente e uniformemente ripetuto nel tempo, nella convinzione della sua obbligatorietà. Per aversi una consuetudine è necessaria la presenza di due requisiti fondamentali: - "diuturnitas" prassi ovvero il protrarsi nel tempo di un determinato comportamento; - "opinio iuris sive necessitatis" ovvero la convinzione da parte degli Stati della giuridica obbligatorietà di un determinato comportamento.

La gerarchia giuridica delle fonti internazionali non è sempre rigida, potendo accadere che una norma di tipo superiore possa essere derogata da una di rango inferiore.

                                     

4.3. Contenuti e funzioni I contenuti

  • Gli accordi "bi- e multilaterali"
  • Le norme internazionali prodotte dalle Organizzazioni internazionali in applicazione del proprio Statuto o comunque di un accordo di delega degli Stati parte.
  • Le altre consuetudini internazionali, tra le quali si segnala in particolare la consuetudine "pacta sunt servanda"
  • Gli accordi "universali", fra i quali le dichiarazioni internazionali dei diritti
  • Gli accordi "regionali"
  • Il cosiddetto diritto consuetudinario cogente, detto anche ius cogens
                                     

4.4. Contenuti e funzioni Ladattamento del diritto interno al diritto internazionale pubblico

  • Ladattamento automatico: si verifica allorché lordinamento interno di uno Stato effettua un rinvio mobile al diritto internazionale. In tal caso al mutare della norma di diritto internazionale muta anche lordinamento interno in misura corrispondente. Esempio di adattamento automatico è quello previsto dallart. 10 della Costituzione italiana che rinvia a tutte le consuetudini di diritto internazionale.
  • Ladattamento a mezzo di ordine di esecuzione
  • Ladattamento a mezzo di recepimento integrale

Esistono in materia due procedimenti di adattamento: quello ordinario e quello speciale. Lordinario prevede una riformulazione della norma internazionale mentre quello speciale un rimando alla stessa. Il ruolo dellinterprete differenzia ancora di più le due procedure ed è molto diverso a seconda del procedimento adottato: mentre nel primo egli si troverà di fronte a una norma che è del tutto simile alle altre norme dellordinamento statale nel secondo egli dovrà formulare una ricostruzione della norma internazionale e stabilire se la norma è ancora in vigore sul piano internazionale.

                                     

4.5. Contenuti e funzioni La funzione giurisdizionale internazionale

  • I tribunali internazionali
  • In particolare: la Corte penale internazionale e la Corte europea dei diritti delluomo
  • Larbitrato commerciale internazionale
  • Il ruolo del giudice interno nellapplicazione del diritto internazionale.
  • Larbitrato fra Stati

La corte internazionale di giustizia è uno degli organi principali dellONU. Essa opera secondo due procedimenti: quello in sede contenziosa e quello in sede consultiva. La prima prevede la risoluzione di una controversia sorta tra due o più stati mentre la seconda lì emanazione di un parere su qualsiasi questione giuridica. Possono adire la corte per quanto riguarda la sede contenziosa solo gli stati mentre in sede consultiva le organizzazioni internazionali.

                                     

5. Violazioni e sanzioni

La violazione di norme di diritto internazionale è fonte di responsabilità degli Stati e degli altri soggetti del diritto internazionale. Nel caso Germania contro Italia, questa violazione è stata consapevolmente assunta dallo Stato italiano: ciò è avvenuto con la sentenza n. 238 del 2014, in cui la Corte costituzionale italiana ha dichiarato la prevalenza dei principi supremi dellordinamento giuridico italiano, rispetto alladempimento della sentenza della Corte internazionale di giustizia sullimmunità dalla giurisdizione internazionale dello Stato estero.

                                     
  • Il Diritto aerospaziale o Diritto cosmico è l insieme delle norme e dei principi di diritto internazionale che regolano il regime giuridico dello spazio
  • parte del diritto ad un adeguato standard di vita. Nel diritto internazionale dei diritti umani, il diritto all abitazione è considerato un diritto indipendente
  • parte dei contratti individuali. Nel diritto pubblico la convenzione ha un ruolo più marginale rispetto al diritto privato, cedendo il posto al provvedimento
  • genocidio o contro l umanità, fino ad allora definite a livello esclusivamente consuetudinario. Diritto internazionale penale Corte penale internazionale
  • fonti del diritto Genova, ECIG, 1992, ISBN 88 - 7545 - 533 - 3. Consuetudine Consuetudine diritto internazionale Diritto Diritto internazionale Disposizioni

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