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ⓘ Astrologia




Astrologia
                                     

ⓘ Astrologia

L astrologia, è un complesso di credenze e tradizioni, prive di fondamento scientifico, secondo cui le posizioni e i movimenti dei corpi celesti rispetto alla Terra influiscono sugli eventi umani collettivi e individuali. Una definizione alternativa di astrologia proviene dallEnciclopedia delle religioni Vallecchi dove è definita come tecnica e dottrina di tipo religioso che attraverso lidentificazione degli astri con intelligenze divine o superiori, stabilisce un rapporto diretto fra azione degli astri e avvenimenti nellambiente, nella natura e nella storia umana. Chi pratica lastrologia si chiama astrologo e la sua divinazione è chiamata oroscopo.

Dallantichità fino al XVII secolo, tuttavia, col termine astrologia si indicava tutta lastronomia, di cui le previsioni astrologiche erano considerate una branca, quella che indicava le conseguenze sugli eventi umani risultanti dalla configurazione astronomica. Il titolo del testo principale dellastrologia antica, il Tetrabiblos, era appunto "Degli effetti e lastrologia era chiamata da Tolomeo ὴ ἀπoτελεσματικής τέχνχη, cioè "la scienza degli effetti". Lastronomo/astrologo di corte, infatti, era tenuto a studiare il moto dei pianeti con lobiettivo di fornire i suoi oroscopi e la praticarono anche due protagonisti della rivoluzione astronomica come Keplero e Galilei.

Con la rivoluzione scientifica, tuttavia, lastronomia diventò una disciplina autonoma e lastrologia venne considerata una pratica dellocculto e una pseudoscienza. Lastrologia, quindi, viene oggi considerata da filosofi della scienza, da psicologi e da esponenti della comunità scientifica attivi nelle discipline più diverse una credenza basata su antiche superstizioni e, secondo alcuni studiosi, si configura come una scienza patologica. Nel 2006, il National Science Board degli Stati Uniti dAmerica ha pubblicato una dichiarazione ufficiale in cui ribadisce che lastrologia è una pseudoscienza. In Italia il CICAP raccoglie ed esamina le previsioni fatte dagli astrologi sullanno trascorso rilevando che "quando le previsioni sono vaghe e generiche, tali che chiunque le potrebbe fare, gli astrologi tendono a indovinare. Quando invece si fanno più precise, lerrore è pressoché costante". Solo il filosofo Paul Feyerabend, pur criticando gli aspetti ciarlataneschi dellastrologia contemporanea, enumerò alcune teorie scientifiche, che potrebbero fornire un fondamento allastrologia e impedirne una netta condanna. La linea di demarcazione fra astrologia e scienza è posta sullimpossibilità di stabilire qualunque legame causa-effetto fra gli eventi astronomici considerati dallastrologia le conseguenze da essa ipotizzate nella vita dei popoli e degli individui.

                                     

1. Storia

Alcune civiltà antiche si sono dedicate allosservazione dei fenomeni celesti e svilupparono una propria astrologia come ad esempio quella babilonese, quella indiana o vedica, quella cinese e quella maya.

Anche presso alcuni popoli primitivi è esistita una forma di astrologia ma lassenza di fonti scritte non permette una conoscenza dettagliata delle loro tecniche, tuttavia si può dedurre che i principali punti di riferimento astrale fossero il Sole, la Luna, Venere e la stella Sirio, oltre ad alcune costellazioni.

Presso le corti mesopotamiche essa aveva lobiettivo di prevedere eventi futuri nefasti come guerre, carestie o rivolgimenti politici. Nel periodo ellenistico lastrologia cominciò a essere usata anche per il riscontro di caratteristiche comportamentali delle persone, in base alla loro data, ora e località di nascita. I primi manuali astrologici furono scritti in Mesopotamia nel II millennio prima di Cristo ed erano basati sulla convinzione che gli eventi terrestri fossero speculari a quelli celesti per via della loro connessione.

Tra i popoli indoeuropei lastrologia è stata datata fin dal III millennio a.C., con le sue radici nei sistemi di calcolo calendariali utilizzati per prevedere i cambiamenti stagionali e conseguentemente per interpretare i cicli celesti come segni della comunicazione del divino alluomo. Fino al XVII secolo lastrologia veniva considera secondo la tradizione una delle maggiori forme di erudizione, ed essa ha contribuito a guidare il primo sviluppo della storia dellastronomia. È stata comunemente accettata sia negli ambienti culturali che politici, mentre alcuni dei suoi concetti fondamentali sono stati utilizzati anche in altre tipologie di studio tradizionale come lalchimia, la medicina ed in seguito la storia della meteorologia. Alla fine del XVII secolo, si sono sviluppate concettualizzazioni prettamente scientifiche nel campo dellastronomia come ad esempio leliocentrismo, che hanno irrimediabilmente minato la base teorica astrologica,la quale ha poco dopo perduto la propria posizione accademica. Nel corso del XX secolo si è guadagnata una maggiore popolarità anche e soprattutto attraverso linfluenza dei prodotti mediatici di massa, uno su tutti loroscopo pubblicato nei quotidiani.

In Europa, dopo un progressivo abbandono nel corso del Medioevo, con la ripresa di interesse per lastronomia nel XIII secolo rinacque linteresse anche per lastrologia, tanto che Guido Bonatti viene considerato "il più autorevole trattatista di astrologia del Medioevo italiano".

Diverse interpretazioni sono alla base dellastrologia contemporanea, tra cui quella che gli astri si limitano a descrivere quel che accade sulla Terra, senza che vi sia un rapporto materiale di causa-effetto.

                                     

1.1. Storia Origini

Lastrologia, nel suo senso più ampio, è la ricerca di un significato delle vicende umane e terrene restituito dal cielo; si cerca tramite essa di capire il comportamento umano in generale, ma anche nel suo specifico, attraverso linfluenza su di questo da parte dei pianeti e di altri corpi celesti. Si è sostenuto che sia sorta come materia di studio non appena gli esseri umani iniziarono a fare dei tentativi coscienti di misurare, registrare e prevedere i cambiamenti stagionali riferendoli ai cicli astronomici.

La prova iniziale di tali pratiche appare come marcature su ossa e disegnata sulle pareti delle caverne, il che dimostra che i cicli delle fasi lunari venivano annotati fin dal 23-25 mila a.C.; il primo passo verso una registrazione dellinfluenza della luna sul corso delle maree e sui fiumi, oltre che verso lorganizzazione di un calendario comune. Con la comparsa dellagricoltura, durante la cosiddetta rivoluzione neolitica, nuove esigenze si sono via manifestate, mentre aumentava nel contempo la conoscenza riguardante le costellazioni le cui apparizioni nel cielo con il passare delle stagioni permettevano di fare certi collegamenti: il sorgere di un particolare gruppo di stelle era ad esempio indice dellavvicinarsi delle inondazioni annuali o di una variazione delle attività stagionali.

A partire dal III millennio a.C., con la diffusione della civiltà, si era altresì sviluppata anche una sofisticata consapevolezza dei cicli terrestri e si ritiene che gli uomini abbiano consapevolmente orientato i propri edifici templari con il preciso intento di creare un allineamento con i moti eliaci delle stelle. Vi sono prove sparse che suggeriscono il fatto che i più antichi riferimenti astrologici conosciuti sono copie di testi realizzati durante questo periodo; due di essi, tratti dalla Tavoletta di Venere di Ammi-Saduqa compilata a Babilonia attorno al 1700 a.C. sono considerati come esser stati prodotti durante il regno di Sargon di Akkad 2334-2279 a.C.

Un altro, con un uso precoce dellastrologia elettiva, viene attribuita al regno del sovrano del popolo dei Sumeri Gudea di Lagash circa 2144-2124 a.C. Una sezione di tal documento illustra di come gli déi abbiano rivelato a lui solo in sogno la disposizione - e quindi il momento più favorevole - delle costellazioni adatta per la costruzione di un tempio.

Tuttavia sussistono dubbi sulla questione se queste indicazioni fossero state effettivamente registrate nel momento, o più semplicemente attribuite ad antichi sovrani dai posteri. La più antica testimonianza indiscussa delluso dellastrologia come un sistema integrato di conoscenza è quindi attribuita alle annotazioni che emergono da quella definita col nome di età neo-sumerica 1950-1651 a.C.

                                     

1.2. Storia Mondo antico

Quello babilonese è stato il primo sistema organizzato di astrologia, che sorse nel II millennio a.C.; si ipotizza che una qualche forma di studio astrologico possa altresì essere sorta tra i sumeri durante il periodo di Uruk nel III millennio a.C., ma i riferimenti isolati ad antichi presagi celesti datati a questo periodo non sono considerati elementi di prova sufficienti a dimostrare una teoria integrata dellastrologia per quanto riguarda quel popolo.

La storia dellapprendimento della divinazione celeste è quindi generalmente convenuto come esser cominciato con i testi del tardo periodo della prima dinastia babilonese 1.800 a.C., proseguendo poi attraverso il loro medio regno e nel corso del periodo di dominazione da parte degli assiri 1.200 a.C.

Con il XVI secolo a.C. il largo impiego dellastrologia era per lo più basato sullinterpretazione dei presagi, ciò può essere evidenziato nella compilazione di un lavoro globale conosciuto come Enuma Anu Enlil ; il suo contenuto consisteva in più di 70 tavolette in scrittura cuneiforme e comprendenti 7 mila presagi celesti. I testi di questo periodo si riferiscono anche allesistenza di una tradizione orale consolidata, le cui origini e i relativi contenuti possono essere solo ipotizzati.

In questo lasso temporale lastrologia babilonese era soprattutto dintento mondano, volta e maggiormente interessata cioè alla previsione dei tempi più propizi agli atti umani e verso questioni di tipo politico; fino al VII secolo a.C. poi la comprensione della pratica astronomica era piuttosto rudimentale. Solamente a partire dal IV secolo a.C. i loro metodi matematici avevano progredito abbastanza per poter calcolare le posizioni planetarie future con ragionevole accuratezza; a quel punto ampie effemeridi cominciarono ad apparire.

Lastrologia babilonese si è sempre più sviluppata nel contesto della divinazione, una raccolta di 32 tavolette risalente a circa il 1.875 a.C. rappresentano i più antichi testi dettagliati noti di divinazione tra i babilonesi, e questi dimostrano lo stesso formato interpretativo di quello impiegato nelle analisi dei presagi celesti. Nelle tavolette erano inscritti i risultati dello studio del fegato dellanimale sacrificato per loccasione; le eventuali macchie e segni particolari ritrovati su di esso venivano interpretati come messaggi simbolici provenienti dagli Déi e diretti al sovrano.

I babilonesi credevano inoltre che le varie divinità si presentassero nelle immagini celesti dei pianeti e delle stelle con i quali erano stati associati. Presagi celesti negativi collegati ad un certo pianeta erano quindi veduti come segni dinsoddisfazione o ira del dio che quel dato pianeta rappresentava. Le indicazioni ricavate dal presagio erano soddisfatte con i tentativi volti a placare il dio e rinvenire così una modalità gestibile con cui lespressione del dio potesse essere realizzata senza per questo incorrere in un danno troppo elevato per il re e la sua nazione.

Un importante rapporto astronomico consegnato al re Esarhaddon riguardante uneclissi lunare verificatasi nel mese di gennaio del 673 a.C. mostra come luso rituale di "re o eventi sostitutivi", combinati con una fede cieca nella magia e nei presagi in una prospettiva puramente meccanica; il punto di vista cioè che levento astrologico dovesse avere un qualche tipo di correlazione considerevole allinterno del mondo naturale. Allinizio dellanno un diluvio verrà a rompere le dighe. Quando la Luna ha fatto leclissi, il re, mio signore, dovrebbe scrivere a me. Come sostituto per il re, voglio passare attraverso una diga, qui a Babilonia, nel bel mezzo della notte. Nessuno potrà sapere.

Ulla Koch-Westenholz, nel suo libro del 1995 "Lastrologia mesopotamica", sostiene che questa ambivalenza tra una visione del mondo teistica e al tempo stesso estremamente meccanicistica definisce il concetto babilonese di divinazione celeste come quella che, nonostante la sua pesante dipendenza dalla magia, rimane privo di implicazioni di punizioni mirate con lo scopo di vendetta, e così "condivide alcuni dei tratti che definiscono anche la scienza moderna: è oggettivo e privo di valore, opera secondo regole note, e i suoi dati sono considerati universalmente validi ed infine può essere consultata in tabulazioni scritte".

Koch-Westenholz stabilisce anche la distinzione più importante tra lantica astrologia babilonese le altre discipline divinatorie, come è che il primo è stato originariamente esclusivamente occupato di astrologia mondana, essendo geograficamente orientata e specificamente applicato ai vari paesi, città e nazioni, e quasi del tutto interessato al benessere dello stato e del re come capo di governo del proprio popolo. Lastrologia mondana è quindi conosciuta per essere uno dei più antichi rami dellastrologia. È stato solo con la progressiva comparsa dellastrologia oroscopica, dal VI secolo a.C. in poi, che lastrologia ha sviluppato le tecniche e la pratica di astrologia del tema natale.



                                     

1.3. Storia Egitto ellenistico

Nel 525 a.C. la terra dEgitto venne conquistata dai Persiani, dando così vita al periodo tardo dellEgitto, ed è quindi probabile che vi sia stata una certa influenza mesopotamica sullastrologia egiziana. Argomentando a favore di questo lo storico Tamsyn Barton dà un esempio di quella che sembra essere linfluenza mesopotamica sullo zodiaco egizio con il quale vi era la condivisione di due segni zodiacali, quello della Bilancia astrologia e quello dello Scorpione astrologia, come viene evidenziato nello zodiaco di Dendera risalente al I secolo a.C. mentre nella versione greca la Bilancia era conosciuta come parte degli artigli dello Scorpione.

Dopo loccupazione da parte di Alessandro Magno nel 332 a.C. lintero Egitto persiano passò sotto il dominio e linfluenza dellellenismo. La città di Alessandria dEgitto venne fondata dal conquistatore macedone poco dopo e durante tutto il III e II secolo a.C. gli innumerevoli studiosi ivi residenti furono anche prolifici scrittori di astrologia; ed è proprio nellAlessandria tolemaica lastrologia babilonese si mescolò con la tradizione egizia dei Decani per creare lastrologia oroscopica: questa comprendeva lo zodiaco babilonese col suo sistema di esaltazione astrologia dei pianeti, triplicità dei segni e limportanza data alle eclissi. Insieme a tutto ciò incorporò anche il concetto egizio di dividere lo zodiaco in 36 decani di 10 gradi ciascuno, con laccento posto sul decano crescente, il sistema greco di divinità planetarie, la sovranità dei segni e i quattro elementi.

I decani erano un sistema di misurazione del tempo secondo le costellazioni ed erano guidati da Sothis o Sirio. I moti dei decani nel cielo sono poi stati utilizzati per suddividere la notte in ore; il sorgere di una costellazione poco prima dellalba il suo sorgere o levata eliaca veniva così considerata lultima ora prima del giorno: nel corso dellanno ogni costellazione appariva appena prima dellalba per dieci giorni. Quando divennero parte integrante dellastrologia nelletà ellenistica, ogni decade venne associata con circa dieci gradi zodiacali; vari testi risalenti al II secolo a.C. pervenutici sono relativi alle posizioni dei pianeti nei segni zodiacali al momento del sorgere di alcuni decani, in particolare il succitato Sirio.

Particolarmente importante per lo sviluppo dellastrologia oroscopica è stato lastrologo e astronomo Claudio Tolomeo che visse proprio ad Alessandria dEgitto; con la sua opera intitolata Tetrabiblos ha posto le basi della tradizione astrologica occidentale e, come fonte di riferimento durante i secoli seguenti, si dice che ha goduto quasi dellautorità di una bibbia per gli studiosi di astrologia per più di mille anni". Questo è stato inoltre uno dei primissimi testi astrologici fatti circolare nellEuropa medievale, dopo essere stato tradotto dallarabo al latino da Platone Tiburtino in Spagna nel 1138. Il Tetrabibilos è collegato allAlmagesto di Claudio Tolomeo, lautore distingue già in antichità i diversi campi dellastronomia e dellastrologia. Lastronomia è identificata come mathematiké e intende distinguersi dallastrologia oroscopica in quanto analisi contemplativa delle leggi eterne e sistemiche che regolano i movimenti degli astri, i quali a loro volta fornirebbero attraverso i transiti celesti la base allesame degli avvenimenti che si verificano sulla terra: lalmagesto è in un certo senso lantica astronomia di oggi, il tetrabiblos invece rappresenterebbe la base antica dellastrologia occidentale praticata oggi, nelle sue varie tradizioni e correnti.

Secondo Firmico Materno IV secolo il sistema dellastrologia oroscopica risalirebbe ad un faraone egizio di nome Nekaub ed al suo sommo sacerdote Petosiris. I testi dellermetismo filosofia sono stati anchessi raccolti e conservati in questo stesso lasso di tempo e Clemente Alessandrino, scrivendo a riguardo dellepoca dellantica Roma, sottolinea il grado in cui gli astrologi si attendevano di aver la dovuta conoscenza dei testi nella sua descrizione dei riti sacri egizi: "Questo è principalmente dimostrato dal loro sacro cerimoniale. Per primo giunge il cantore, recante alcuni dei simboli della musica. Perché dicono che egli deve imparare due dei libri di Ermete Trismegisto, quelli in cui sono contenuti gli inni degli dei, in secondo luogo le regole previste per la vita del re. E dopo avanza lastrologo, con un misuratore del tempo in mano, e una palma, i simboli dellastrologia. Deve avere i libri astrologici di Ermete, che sono in numero di quattro, sempre in bocca."

                                     

1.4. Storia Grecia e Roma

La conquista dellAsia da parte di Alessandro Magno espose i Greci alle culture e alle idee cosmologiche siriane, babilonesi, persiane e dei popoli dellAsia centrale. La lingua greca antica soppiantò la scrittura cuneiforme come lingua internazionale della comunicazione e trasmissione intellettuale e parte di questo processo ha coinvolto anche gli scritti astrologici.

Intorno al 280 a.C. Berosso, un sacerdote del dio Marduk proveniente da Babilonia, si trasferì nellisola greca di Cos con lintento dinsegnare lastrologia e la cultura babilonese agli antichi Greci; fatto questo che lo storico Nicholas Campion definisce come "lenergia innovativa" che in campo astrologico si trasferì verso ovest, in direzione del mondo ellenistico della Grecia e dellEgitto.

Secondo Campion, lastrologia che era arrivata dal mondo orientale si caratterizzava per la sua complessità, con differenti aspetti emergenti. Nel I secolo a.C. esistevano due varietà di astrologia: una divinatrice, che richiedeva la lettura di oroscopi al fine di stabilire i dettagli precisi sul tempo non solo passato e presente, ma anche futuro; laltra era invece teurgica, la quale sottolineava lesigenza di una risalita dellanima in direzione delle stelle. Anche se non si escludevano a vicenda, la prima dava le informazioni richieste sulla vita attuale, mentre la seconda si occupava più della trasformazione personale e qui lastrologia serviva come forma di dialogo con il divino.

Come per molte altre cose, linfluenza greca ha svolto un ruolo fondamentale nella trasmissione della teoria astrologica allantica Roma; i primi riferimenti in nostro possesso dimostrano che il suo arrivo a Roma rivela che la sua influenza iniziale venne esercitata sugli ordini più bassi della società, con conseguente preoccupazione da parte del senato nei confronti di un ricorso acritico alle idee dei babilonesi sullosservazione delle stelle. Tra i Greci e i Romani, la regione di Babilonia, nota anche come terra di Caldea è venuta così ad identificarsi con lastrologia la "saggezza caldea", fino a diventare un sinonimo comune per indicare la divinazione attraverso lutilizzo dei pianeti e delle stelle.

Il primo riferimento preciso alluso dellastrologia dorigine orientale in territorio romano ci viene dallopera delloratore Marco Porcio Catone detto "il Vecchio" il quale nel 160 a.C. compose un trattato avvertendo dei pericoli insiti nella consulenza che certi strati della popolazione richiedeva proprio allastrologia dei Caldei e richiedendo a tal proposito una sorveglianza attiva.

Tra i maggiori astrologi del I secolo a.C. si annovera il poeta Marco Manilio, autore degli Astronomica, in cui tratta dei segni zodiacali, degli oroscopi, dei decani e della melotesia. Tra i detrattori, invece, il poeta romano del II secolo Giovenale, nel suo attacco satirico alle abitudini delle donne romane, dimostra la forte e pervasiva influenza sulla società romana della "scienza dei Caldei" ; nonostante lumile status sociale costoro secondo Giovenale deterrebbero sulle donne un certo potere in quanto esse "bevono ogni parola pronunciata dallastrologo. al giorno doggi nessuno di loro viene più messo in catene", bensì è onorato e riverito.

Uno dei primi ad aver portato lastrologia ermetica in terra romana fu Trasillo di Mende il quale operò come astrologo di corte per limperatore romano Tiberio; ma questi non sembra esser stato il primo a chiedere consulti agli astri in quanto già il suo predecessore Augusto aveva usato lastrologia come aiuto per legittimare i propri diritti imperiali quale diretto successore di Giulio Cesare.

                                     

1.5. Storia Mondo islamico

Lastrologia venne ripresa con entusiasmo dagli studiosi islamici a seguito della caduta di Alessandria dEgitto nelle mani degli invasori arabi nel corso del VII secolo e poi con la fondazione del Califfato abbaside nellVIII secolo: il secondo califfo, Al Mansur 754-775, fondò la città di Baghdad per fungere da centro di apprendimento ed includendovi un punto di raccolta e traduzione noto come "Bayt al-Hikma" Casa della Sapienza il quale continuò a svilupparsi con i suoi eredi e finendo per dare un importante impulso per le traduzioni arabe-persiane dei testi astrologici ellenistici

I primi traduttori, incluso Mashaallah ibn Athari 750-815 il quale contribuì ad eleggere il "tempo più propizio" per la fondazione di Baghdad, e Sahl ibn Bishr 786-845, i cui testi sono stati direttamente influenti sui successivi astrologi europei come Guido Bonatti nel XIII secolo e William Lilly nel XVII secolo. La conoscenza dei testi arabi ha incominciato a divenire maggiormente importante in terra europea durante le Traduzioni nellOccidente latino durante il XII secolo il cui effetto più prossimo fu quello di aiutare ad avviare il Rinascimento europeo.

Tra i nomi più importanti degli astrologi arabi, uno dei più influenti fu Abu Mashar al-Balkhi Albumasar, 787-886 la cui opera "Introductorium in Astronomiam" in seguito divenne un trattato popolare in tutta lEuropa medievale. Un altro autore molto ben conosciuto divenne il persiano Muhammad ibn Mūsā al-Khwārizmī. Gli arabi aumentarono notevolmente la conoscenza dellastronomia dellepoca in occidente e molti dei nomi dati alle stelle comunemente noti al giorno doggi, come Aldebaran, Altair, Betelgeuse, Rigel e Vega conservano leredità della loro lingua dorigine.

Essi hanno inoltre sviluppato anche lelenco dei "lotti" ellenistici nella misura in cui essi divennero universalmente noti come parti arabe, per cui si è spesso a torto sostenuto che gli astrologi arabi inventarono il loro utilizzo, mentre sono chiaramente noti per essere stati una delle caratteristiche maggiormente importanti dellastrologia ellenistica.

Durante il progresso della scienza islamica alcune delle pratiche astrologiche vennero confutate su basi teologiche da astronomi come al-Farabi 870-950, Alhazen 965-1039 e Avicenna. Le loro critiche sostennero che i metodi degli astrologi erano congetturali piuttosto che empirici, oltre che ad essere in conflitto con il punto di vista ortodosso religioso degli ʿulamāʾ gli studiosi dellIslam, attraverso una qual suggestione che vorrebbe la volontà divina esser conosciuta con precisione e pertanto prevista in anticipo.

Tali confutazioni interessarono principalmente lastrologia giudiziaria come lastrologia oraria piuttosto che lastrologia medica e meteorologica, considerate queste ultime rami naturali e parte integrante delle scienze del tempo. Ad esempio la "confutazione contro lastrologia" Resāla fī ebtāl ahkām al-nojūm di Avicenna argomenta contro la pratica astrologica pur sostenendo invece il principio dei pianeti nella loro qualità di agenti della causalità divina, tesi quindi ad esprimere il potere di Dio sopra la creazione intera. Avicenna ritenne che il movimento dei pianeti assume uninfluenza deterministica sulla vita terrena, ma sostenne anche la propria contrarietà nei confronti della presunta capacità di determinare lesatta influenza astrale. In sostanza Avicenna non ha confutato il dogma essenziale dellastrologia, ma ha bensì negato la nostra capacità di comprendere esattamente attraverso previsioni astrologiche, precise e fataliste, la volontà divina.



                                     

1.6. Storia Medioevo e Rinascimento europeo

Mentre lastrologia in tutto lOriente fiorì in seguito al crollo del mondo romano antico, con influenze indiane, persiane ed islamiche che si compenetrano in unopera di revisione intellettuale attraverso un attivo investimento nei progetti di traduzione, lastrologia occidentale nello stesso periodo dellalto Medioevo era divenuta "frammentaria e non sofisticata in parte a causa della perdita dellastronomia scientifico-filosofica greca ed in parte anche a causa delle condanne espresse dalla Chiesa".

Verso la fine del X secolo, tuttavia, le traduzioni di opere arabe in latino iniziarono a fare la loro comparsa in territorio spagnolo, e nel corso del XII secolo la trasmissione di ingenti studi astrologici dallArabia verso lEuropa "acquisì grande impulso". Re Alfonso X di Castiglia fu tra i primi a raccogliere quegli studi nelle sue Tavole alfonsine. Nella formazione universitaria dellEuropa medievale, inoltre, lastronomia, che allora era un tuttuno con lastrologia, faceva parte integrante dellinsegnamento scolastico, essendo una delle sette arti liberali, in particolare del quadrivio, su cui si fondava il curriculum degli studiosi, generalmente membri del clero.

Persino allinterno della Chiesa vari suoi esponenti mostrarono aperture verso lastrologia, fra tutti San Tommaso dAquino, il massimo teologo del Medioevo, che respingendo il fatalismo la considerò una scienza affine a quelle congetturali applicate alla materia, il cui studio avrebbe potuto consentire il dominio sugli astri stessi. Poiché linflusso di questi non costringe necessariamente la volontà, altri la considerarono una sorta di "scienza sacra" di cui Dio si serve per interagire con luomo tramite i segnali delle stelle.

Entro il XIII secolo lastrologia era diventata così una parte della pratica medica quotidiana in terra europea; i medici combinavano la medicina ippocratica dei quattro elementi e dei quattro umori ereditata dal fisiologo romano Galeno con gli studi delle stelle. Entro la fine del 500 poi in tutta Europa essi erano tenuti per legge a calcolare la posizione della Luna prima deffettuare procedure mediche complesse, come operazioni chirurgiche o salassi.

Opere influenti del XIII secolo sono quelle del monaco britannico Giovanni Sacrobosco e dellastrologo italiano Guido Bonatti; questultimo servì i governi comunali di Firenze, Siena e Forlì ed agì come consulente di Federico II di Svevia. Il suo libro di testo astrologico intitolato Liber Astronomiae Libro dellAstronomia e scritto attorno al 1277 aveva fama di essere "il più importante lavoro astrologico prodotto in latino nel XIII secolo".

Il poeta fiorentino Dante Alighieri elogiò apertamente lastrologia, citando spesso le costellazioni, e mostrando di conoscere il proprio segno zodiacale i Gemelli. Egli la indicava come la più alta e ardua delle attività liberali umane, sia per la "nobilitade del suo subietto" che per "la sua certezza". Attribuiva agli astri una forte influenza sulluomo, sulle stagioni e sul tempo, connotando le varie sfere celesti di significati ben specifici nel Paradiso della sua Divina Commedia. Nel Convivio, in particolare, equiparava lastrologia alle caratteristiche di Saturno:

Le uniche accuse che egli rivolge ad alcuni astrologi, come Bonatti da lui inserito nellVIII cerchio dellInferno, luogo in cui coloro che divinano il futuro son costretti ad avere la testa rovesciata allindietro, erano dovute non alla pratica in sé, ma al suo utilizzo fraudolento qualora si cercasse di nuocere al libero arbitrio umano "veramente de le magiche frode seppe il gioco".

Riprendendo la suddivisione armonica del sapere medievale in sette aree distinte, ciascuna rappresentata da un particolare pianeta e conosciute come le arti liberali, Dante le vedeva nella loro qualità di discipline in ordine crescente, così come lo sono i pianeti in ordine di velocità decrescente: la grammatica venne assegnata alla Luna, il corpo celeste più veloce in movimento, la dialettica a Mercurio, la retorica a Venere, laritmetica al Sole, la musica a Marte, la geometria a Giove e lastrologia/astronomia al corpo in movimento più lento conosciuto allora, ovvero Saturno.

Gli scrittori medioevali utilizzavano poi spesso il simbolismo astrologico nei loro temi letterari. La disputa tra quanti continuavano a condannare lastrologia come retaggio del paganesimo, e coloro che invece distinguevano lelemento superstizioso, limitativo del libero abitrio, dalla propensione a trattarne gli aspetti materiali e mutevoli come ad esempio la salute o i fenomeni atmosferici, si protrasse a lungo. Tra le varie dottrine ebbe fortuna quella del congiunzionismo, sostenuto ad esempio dal cardinale Pierre dAilly, che interpretava la congiunzione dei pianeti superiori Marte, Giove e Saturno come portatrice di un significato epocale, simile a quello del 6 a.C. nel quale i Re Magi lessero lannuncio della nascita di Gesù.

In ambito neoplatonico ci si rifaceva alla differenza posta dal filosofo Plotino tra Provvidenza e Fato, ovvero tra gli esseri dotati di spirito, liberi di modificare il proprio destino, e gli enti fisici soggetti al determinismo degli eventi.

Lumanista Marsilio Ficino, ad esempio, nella Disputatio contra iudicia astrologorum 1477 spiegava sulla base della dottrina plotiniana come le pratiche divinatorie andassero intese non come capacità degli astri di esercitare un influsso causale sugli eventi umani, bensì come una forma di consonanza tra questi e la posizione dei pianeti, i quali si limitano cioè a "descrivere" quel che accade. Quella di Ficino è cioè una concezione basata sulla corrispondenza e interdipendenza di ogni parte delluniverso, da leggere e interpretare secondo lesperienza psicologica dellanima, alla quale viene attribuita la capacità oggettiva di tradurre il mondo in forma di simboli. Non sempre tuttavia i filosofi accolsero rigorosamente la dottrina di Plotino, ammettendo una certa affinità fra lanima e il suo tema natale, almeno ai fini di una sua collocazione in uno dei quattro temperamenti costituzionali, e riabilitando così anche lastrologia oraria individuale.

Nel Rinascimento, pur con vari distinguo, si assistette a una generale riabilitazione dellastrologia su basi ermetiche ed esoteriche, che vedevano una corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo, tra fenomeni celesti e terreni, nonché tra le strutture della mente umana e quelle reali delluniverso, in quanto generate dalla stessa intelligenza creatrice. Una tale fiducia si inseriva nella tipica ottica rinascimentale incentrata sullagire pratico, propria di chi, guardando al futuro, non intende subire passivamente gli eventi, ma intervenire attivamente su di essi, prevedendo le circostanze in cui uniniziativa aveva le maggiori possibilità di sucesso.

In ambito ecclesiastico, ad esempio, Giulio II si fece predire dagli astrologi il giorno più opportuno per la sua elezione al soglio pontificio, mentre papa Leone X fece istituire una cattedra di astrologia alla Sapienza di Roma. Anche i papi Adriano VI e Paolo III tennero in grande considerazione gli oroscopi.

                                     

1.7. Storia Età moderna

Lavvento della rivoluzione copernicana, che sosteneva leliocentricità del sistema solare, non alterò il linguaggio usato dagli astrologi, tra cui vi erano gli stessi Keplero o Galilei. Venne anzi formulato da Tycho Brahe un nuovo modello geocentrico completamente equivalente a quello eliocentrico, detto ticonico, basato sulle nuove scoperte astronomiche.

Nel frattempo, tuttavia, i dibattiti sullastrologia in seno alla Chiesa portarono nel 1596 a una condanna definitiva di quella divinatoria con la sua iscrizione nellIndice dei libri proibiti, mentre lastrologia genetliaca, basata cioè sulloroscopo individuale, veniva riconosciuta solo in forma congetturale secondo la linea interpretativa esposta da papa Sisto V nella bolla Coeli et terrae del 1586.

Linizio della crisi moderna dellastrologia fu dovuta però, più che a motivi religiosi, alla nascente scienza cartesiana che rifiutava tutto quanto non fosse dimostrabile attraverso il metodo scientifico. Ebbe quindi luogo un progressivo allontanamento dellastrologia dagli insegnamenti propriamente scientifici, che culminò nel 1666 quando Colbert in Francia vietò linsegnamento della disciplina nellAcadémie des Sciences. Nel 1682 vennero anche proibiti gli almanacchi astrologici. La rivoluzione astronomica daltro canto, unita alle esplorazioni geografiche nellemisfero australe, permise di ampliare la conoscenza del cielo stellato, portando alla scoperta di nuove costellazioni da parte, tra gli altri, di Tycho Brahe, Johann Bayer, Johannes Hevelius, John Flamsteed, e di due nuovi pianeti Urano e Nettuno.

Dopo la demonizzazione dellastrologia da parte dellilluminismo, essa riemerse in maniera piuttosto inaspettata verso la fine dellOttocento. Anche in ambito cattolico, i moralisti Schmitt e Nordin sostennero come non fosse sbagliato di per sé cercare di indagare i rapporti fra il mondo umano e quello celeste, purché si evitasse il fatalismo. Unapertura di credito è venuta inoltre da Vittorio Messori:

                                     

1.8. Storia Cina

Nellantica Cina specialmente a partire dalla dinastia Han astronomia e astrologia viaggiavano parallelamente; oltre allosservazione della sfera celeste e al calcolo del calendario, la predizione del futuro per mezzo dellastrologia era considerata una pratica giornaliera e fortemente legata alla società e alla politica, aveva inoltre lo scopo di ottenere una maggiore conoscenza del volere del Cielo nonché quello di offrire una risposta agli interrogativi degli uomini.

                                     

1.9. Storia India

Lastrologia indiana chiamata "Horā" è una tecnica divinatoria in cui è principalmente utilizzato loroscopo di nascita. La horā presenta diverse ramificazioni: quella oroscopia che è divisa in jātaka oroscopia classica e tājika oroscopia proveniente dalla cultura musulmana: quella catartica o muhūrtaśāstra suddivisa in astrologia militare yātrā, astrologia matrimoniale vivāha e astrologia medica karmavipāka; e ancora astrologia dellinterrogazione praśna più oracolare e divinatoria. Lorigine della parola horā ha una etimologia greca antica: ὥρα, hṓra, "durata di tempo". Gli astrologi che praticano astrologia indiana sono chiamati jyotisī e sono fautori di numerose modificazioni e innovazioni dello scibile nel corso del tempo. In India lorigine dellastrologia ha radici antiche che arrivano dal mondo della cultura egizio-ellenistica del tardo II secolo o nella prima parte del I secolo a.C. e fu trasmessa allIndia nel corso del II secolo d.C. dove trovò un humus per ulteriori elaborazioni e sviluppi.



                                     

2. Astrologia mondiale

Quella parte di astrologia che utilizza le proprie metodologie e simbologie nella decifrazione dei fenomeni di interesse collettivo e, appunto, mondiale. La tecnica astrologica applicata alla branca mondiale associa ai segni zodiacali, alle case celesti e ai pianeti, valenze e significati simbolici indirizzati a una interpretazione di interesse globale, che in genere riguarda il costume, la società e i sistemi politici delle varie nazioni. Gli approcci le tecniche utilizzate in questa metodologia sono numerose, legate a tecniche della tradizione antica nonché a tecniche moderne. Il principale riferimento che la comunità astrologica segue nellapproccio allastrologia mondiale è quello di André Barbault celebre per i suoi indici ciclici planetari astrologici.