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ⓘ Sthaviravāda




                                     

ⓘ Sthaviravāda

Sthaviravāda è stata una delle più importanti scuole del Buddhismo dei Nikāya.

La scuola Sthaviravāda origina nella metà del IV secolo a.C. quando la comunità buddhista sangha, fino a quel momento unita, si scisse in due primi grandi tronconi: la scuola Mahāsāmghika grande comunità e la scuola Sthaviravāda gli anziani. Tale scissione non è riportata in nessun Canone buddhista ma fino agli anni ottanta gli studiosi riconoscevano come storicamente corretto quanto riferito nella cronaca singalese del Dīpavamsa che fa risalire questa divisione monastica al tentativo della maggioranza della comunità buddhista i Mahāsāmghika di rilassare le regole monastiche contenute nel vinaya.

A tale richiesta avrebbero opposto un rifiuto i monaci più anziani della comunità, gli sthavira, da cui lo scisma sanscrito: sanghabedha tra le due scuole. Ma ad una più attenta lettura del vinaya Mahāsāmghika, conservato nel Canone cinese ma possediamo anche il loro pratimoksa in versione sanscrita, emerge quanto sia fragile questo resoconto. Anche il vinaya Mahāsāmghika risulta, infatti, essere piuttosto rigido. Invalidato il resoconto di questo testo, tra gli studiosi non cè oggi accordo sulle origini dello scisma. Addirittura cè chi ipotizza che il vinaya autentico della comunità buddhista antica fosse proprio quello Mahāsāmghika e che questi si opposero ad un suo successivo irrigidimento da parte di una minoranza dei monaci, gli Sthaviravāda.

Il monaco theravāda e studioso australiano Bhante Sujato fa rilevare come risulti che nel secondo concilio buddhista un partito, denominato Vajjiputtaka, ossia "i figli dei Vajji", intendeva permettere il possesso di denaro ai bhikkhu, mentre i monaci dellovest e del sud, indicati nel Vinaya dei Theravādin come i Pāveyyaka, ossia "quelli di Pāveyya", erano contrari a questa dipartita dalla regola fino ad allora comunemente accettata. Tale dipartita sarebbe stata dovuta non ad una deliberata reinterpretazione della disciplina, ma alle distanze geografiche che separavano le comunità coinvolte. Il concilio si concluse con la condanna della pratica del sangha Vajjiputtaka, e "tutti i Vinaya concordano che la disputa a Vesali si risolse senza uno scisma", a dimostrazione che le comunità del tempo concordavano su una condotta monastica valida per tutti.

Lo scisma, sempre secondo Sujato, si ebbe qualche anno dopo per motivi non legati al Vinaya, ma per via di diatribe dottrinali, ossia sulla possibile presenza di imperfezioni mentali negli arhat. Questa volta mancò lintesa e i Mahāsaṅghika si staccarono dai Thera, dai quali poi si evolsero i Theravādin.

Paolo Taroni nellintroduzione del 2010 allopera di Icilio Vecchiotti 1930-2000 Storia del Buddhismo indiano, è concorde con gli studiosi che fanno discendere allo scisma avvenuto in occasione del Ⅱ concilio la demarcazione tra le scuole Mahāyāna, sviluppatesi a partire dal I secolo a.C., e quelle del primo buddhismo.

La studiosa Nicoletta Celli sostiene che lipotesi di una nascita del Mahayana dalla scuola Mahāsāmghika sia invece superata.

La posizione dottrinale Mahāsāmghika si distingue da quella di origine Sthaviravāda per una minore attenzione allideale dellarhat e al fatto che per loro solo la prajñā saggezza possa portare alleffettiva liberazione. Verso il III secolo a.C. dalla scuola Sthaviravāda si staccarono anche i Vatsiputriya, sostenitori della dottrina del pudgala e per questo conosciuti anche come Pudgalavāda. Lultima grande importante divisione della scuola Sthaviravāda avvenne pochi decenni dopo. Questa scuola si suddivise in Vibhajyavāda presenti prevalentemente nellIndia meridionale e in Sri Lanka e Sarvāstivāda diffusi soprattutto nellIndia settentrionale e nellAsia centrale. Questultima divisione avvenne sempre per motivi dottrinali: i Vibhajyavāda rifiutarono la posizione Sarvāstivāda sui "tre tempi", ovvero che passato, presente e futuro coesistessero nella retribuzione karmica karma.

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