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ⓘ Phoenix Mars Lander




Phoenix Mars Lander
                                     

ⓘ Phoenix Mars Lander

Phoenix Mars Lander è una sonda automatica sviluppata dalla NASA per lesplorazione del pianeta Marte. La missione scientifica della sonda è studiare lambiente marziano per verificarne la possibilità di sostenere forme di vita microbiche e per studiare leventuale presenza di acqua nellambiente. La sonda è stata lanciata il 4 agosto 2007 alle 05:26:34 am EDT da un razzo Delta II 7925 prodotto dalla Boeing ed è atterrata su Marte il 25 maggio 2008 alle 23:38 UTC. La sonda è un programma congiunto del Lunar and Planetary Laboratory e dellUniversità dellArizona sotto direzione NASA. Al programma partecipano anche università statunitensi, canadesi, svizzere, tedesche, la Canadian Space Agency ed alcune imprese aerospaziali. La sonda è atterrata nei pressi della calotta polare settentrionale del pianeta, una regione ricca di ghiaccio, e un braccio robot ha cercato nel terreno artico eventuali tracce di acqua e microbi. Dal 10 novembre 2008 la missione è dichiarata conclusa.

Il lander Phoenix è la sesta sonda ad atterrare sul pianeta rosso e la terza, dopo i Viking 1 e 2 ad utilizzare dei propulsori per controllare la discesa.

                                     

1. Storia

La NASA selezionò la missione Phoenix dellUniversità dellArizona per il lancio del 2007 nellagosto del 2003. La missione è la prima di una serie di piccole missioni note come Scout progettate per competere con il Mars Exploration Program dellAgenzia Spaziale Europea. La selezione per la missione Phoenix durò due anni e si svolse in competizione con altri istituti. I 325 milioni di dollari pagati dalla NASA per la missione superano di sei volte come costo qualunque precedente ricerca svolta dallUniversità dellArizona. Il costo totale della missione è di 420 milioni di dollari.

Il Dr. Peter H. Smith del Lunar and Planetary Laboratory dellUniversità dellArizona, direttore del progetto, scelse per la missione il nome Phoenix prendendo spunto dalla fenice della mitologia, luccello in grado di risorgere dalle proprie ceneri. Con Phoenix, infatti, fu ripresa la progettazione di un lander che avrebbe dovuto essere lanciato nel 2001 ma la cui missione era stata cancellata. La Lockheed Martin comunque lo aveva quasi completato e decise di mantenerlo in sospeso per poterlo riutilizzare. Dopo la selezione Smith disse "Sono molto felice di poter iniziare il vero lavoro che porterà ad una missione di successo su Marte".

Phoenix è stato un programma congiunto del Lunar and Planetary Laboratory e dellUniversità dellArizona sotto direzione NASA. Gli strumenti scientifici sono stati sviluppati dallUniversità della California, il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena della NASA si è occupato del progetto della missione e della sua gestione. La Lockheed Martin Space Systems di Denver Colorado ha prodotto la sonda e si è occupato delle verifiche della stessa. La Canadian Space Agency ha sviluppato la stazione meteorologica, compreso un innovativo sensore atmosferico basato su tecnologia laser. Tra gli istituti di ricerca secondari vi sono il Malin Space Science Systems California, il Max Planck Institute for Solar System Research Germania, il NASA Ames Research Center California, NASA Johnson Space Center Texas, lOptech Incorporated, listituto SETI, il Texas A&M University, la Tufts University, lUniversity of Colorado, lUniversity of Michigan, lUniversity of Neuchâtel Svizzera, lUniversity of Texas at Dallas, lUniversity of Washington, la Washington University in St. Louis, e la York University Canada.

Il 2 giugno 2005 dopo le prime critiche dei membri il progetto preliminare venne rivisto e la NASA lo approvò per la realizzazione.

La sonda è atterrata utilizzando i razzi per rallentare la discesa, così come era accaduto nel programma Viking. Nel 2007 il professore Dirk Schulze-Makuch della Washington State University inviò un documento allAmerican Astronomical Society nel quale ipotizzava che i razzi delle missioni Viking potessero aver ucciso gli eventuali microrganismi presenti nella zona dellatterraggio. Tale ipotesi arrivò quando la missione era oramai in fase avanzata e modifiche sostanziali non potevano essere fatte senza rimandare la missione. Chris McKay uno degli scienziati che si occupavano del progetto per la NASA affermò pubblicamente di ritenere tali preoccupazioni infondate. Esperimenti condotti da Nilton Penno dellUniversità del Michigan con i suoi studenti hanno analizzato linfluenza dei razzi sulla superficie ed hanno evidenziato che il danneggiamento è minimo. Le modalità di atterraggio non dovrebbero quindi influenzare la missione.

                                     

2. Lancio

Phoenix è stato lanciato il 4 agosto 2007 alle 5:26:34 a.m. EDT 09:26:34 UTC da un razzo Delta II 7925 dal Pad 17-A dalla Cape Canaveral Air Force Station. La finestra di lancio utile partiva il 3 agosto e terminava il 24 agosto. La ridotta finestra di lancio ha costretto la NASA a spostare il lancio della sonda Dawn che originariamente doveva partire il 7 luglio, la sonda è stata spostata in settembre. Il Delta 7925 è stato scelto anche per la sua affidabilità, il razzo ha lanciato i rover Spirit e Opportunity e il Mars Pathfinder nel 1996.

                                     

3. Atterraggio

Dopo un viaggio di dieci mesi e 680 milioni di chilometri, il 25 maggio 2008 alle ore 11:38 UTC 01:38 del 26 maggio, ora italiana, il "Phoenix Mars Lander" atterrava su Marte. Le manovre sono state seguite contemporaneamente, primo caso nella storia dellesplorazione del pianeta rosso, da tre sonde in orbita al momento dellarrivo della Phoenix: Mars Odyssey e Mars Reconnaissance Orbiter della NASA e Mars Express Orbiter dellESA. Questo ha permesso di monitorare le varie fasi dellatterraggio con una precisione superiore rispetto alle precedenti missioni. Il sito di atterraggio prescelto era unellisse di 100x20 km di ampiezza, in una regione vicino al polo nord del pianeta chiamata in modo informale "Green Valley". Questa regione è stata scelta perché, in base ai dati pervenuti dalle sonde attualmente in orbita attorno al pianeta, essa contiene la maggior concentrazione di acqua ghiacciata al di fuori dei poli. Lingresso nellatmosfera marziana è avvenuto all1:46:33 UTC del 26 maggio alla velocità di quasi 20.000 km/h; la capsula contenente la sonda è stata dunque frenata prima dallattrito dellatmosfera e successivamente dallapertura di un paracadute alle 1:50:15 è stato dispiegato il paracadute. Quindici secondi dopo è stato distaccato lo scudo termico. Laccelerazione negativa di picco è stata stimata in circa 9.2 g, raggiunta alle 1:47:00 UTC. Arrivata alla quota di un chilometro sopra la superficie con una velocità di otto chilometri orari, la sonda si è infine staccata dalla capsula ed ha percorso lultimo tratto a velocità costante, sostenuta, come per le precedenti missioni Viking, da un sistema di razzi frenanti che le hanno permesso anche di orientarsi in modo da distendere i pannelli solari in direzione est-ovest, la migliore per ricevere i raggi del sole. Latterraggio è stato effettuato all23:53:52 UTC MSD 47777 1:02 AMT, 25 Kumbha 212 Dariano. Il ritardo di 7 secondi nellapertura del paracadute ha comportato uno spostamento del luogo di atterraggio effettivo di 25–28 km a est, vicino al bordo dellellisse prevista.

La camera HiRISE del Mars Reconnaissance Orbiter ha ripreso la sonda Phoenix mentre stava scendendo attraverso latmosfera marziana rallentata dal paracadute. Questa immagine è la prima mai ripresa di una sonda durante latterraggio su un altro pianeta Le precedenti immagini di allunaggi non contano in questa classifica, poiché la Luna non è un pianeta ma un satellite naturale. La stessa camera ha ripreso la sonda sulla superficie con risoluzione sufficiente a poter distinguere il lander e i due pannelli solari. I controllori di volo hanno utilizzato un tracciamento Doppler fornito dagli orbiter Odyssey e Mars Reconnaissance Orbiter per determinare la posizione esatta di Phoenix, alle coordinate 68.218830°N 234.250778°E.

Latterraggio è avvenuto in una regione pianeggiante e sostanzialmente priva di asperità chiamata Vastitas Borealis, nella tarda primavera dellemisfero marziano settentrionale, quando il Sole illumina i pannelli solari della sonda per tutto il giorno. Lelevazione solare varia da 3.2° a 46.3° il 25 maggio, da 3.9° a 47° il 25 giugno e da 0° a 43° il 2 settembre. La sonda ha visto quindi il primo tramonto allinizio di settembre 2008. Subito prima dellatterraggio, la sonda ha utilizzato i suoi propulsori per orientare i pannelli solari lungo lasse est-ovest e massimizzare la generazione di energia. Dopo pochi minuti la sonda ha disteso i due pannelli solari ed ha inviato verso la Terra le prime immagini dal sito di atterraggio. Esse sono giunte attorno alle 2:00 UTC del 26 maggio 2008, e mostrano una superficie priva di rocce e incisa con piccoli solchi lunghi 5 m e alti 10 cm che disegnano delle forme vagamente poligonali.



                                     

4. Missione

La missione ha due obiettivi, il primo è lo studio della passata presenza di acqua sul pianeta, uninformazione chiave per comprendere i passati cambiamenti climatici del pianeta. Il secondo obiettivo è la ricerca di zone vivibili sul pianeta. Gli strumenti della Phoenix sono progettati per studiare i cambiamenti dellartico marziano. La regione dove è atterrata Phoenix è troppo fredda per permettere allacqua di esistere in forma liquida ma ogni 50.000 anni per via delle periodiche modificazioni dellorbita di Marte la regione diventa abbastanza calda per fondere lacqua e in queste condizioni se la vita esiste dovrebbe svilupparsi. La missione vuole verificare lesistenza o meno della vita su Marte. Questa missione segue la strategia NASA di far ricerche "seguendo" lacqua.

La missione primaria è durata 90 giorni, e a seguito delle buone condizioni della sonda la NASA ha deciso il 31 luglio 2008 di estendere la missione di altre cinque settimane.

                                     

4.1. Missione Indagini scientifiche

La struttura poligonale delle crepe nel terreno è stata osservata in precedenza dallorbita, ed è simile a quella presente sulla Terra nelle regioni dove è presente il permafrost. Probabilmente il ghiaccio del permafrost si contrae quando la temperatura diminuisce, creando una serie di crepe che vengono riempite dal terreno. Quando la temperatura aumenta e il ghiaccio si espande, non può assumere nuovamente la forma precedente ed è costretto a muoversi verso lalto.

Il braccio robotico della sonda, dopo alcuni giorni di test, ha iniziato a scavare il terreno il 31 maggio 2008, raccogliendo dei campioni per iniziare la ricerca del ghiaccio. La camera collegata al braccio ha ripreso una immagine del terreno posto sotto il lander durante il sol 5, dove si possono notare delle piccole regioni chiare e lisce di terreno, che sono state portate alla luce quando i propulsori della sonda hanno spazzato via lo strato di terreno morbido che le ricopriva. È stato ipotizzato che queste parti chiare di terreno potrebbero contenere ghiaccio.

                                     

4.2. Missione Conferma della presenza di ghiaccio

Il 19 giugno 2008 la NASA ha annunciato che nello scavo compiuto dal braccio robotico sono state osservate delle zone di materiale chiaro, delle dimensioni di pochi centimetri, che sono scomparse nellarco di 4 giorni. Questa scoperta implica che, molto probabilmente, erano composte di ghiaccio dacqua, che è sublimato a seguito della sua esposizione. Sebbene anche il ghiaccio secco sublimi alle condizioni di temperatura e pressione registrate dal lander, avrebbe dovuto farlo tuttavia molto più velocemente.

                                     

4.3. Missione Test chimici

Il 24 giugno sono iniziati una serie di test chimici importanti. Il braccio robotico ha scavato raccogliendo altri campioni di terreno e depositandoli sui tre analizzatori presenti sulla sonda: un forno che ha scaldato il terreno e ha analizzato i gas emessi, un microscopio e un mini laboratorio di chimica delle soluzioni acquose. Il 26 giugno 2008 la sonda, ha iniziato ad inviare i primi risultati dei test con informazioni sul terreno tra cui i sali presenti e lacidità. Il laboratorio per la chimica delle soluzioni acquose fa parte di un gruppo di strumenti chiamato Microscopy, Electrochemistry and Conductivity Analyzer MECA.

I primi risultati hanno mostrato che il terreno superficiale è moderatamente alcalino, con un pH compreso tra 8 e 9. Sono stati trovati ioni di magnesio, sodio, potassio e cloruro. Il livello totale di salinità è modesto. Questi valori sono stati giudicati sufficientemente positivi dal punto di vista biologico. Le analisi del primo campione hanno indicato la presenza di molecole di acqua e anidride carbonica che sono state rilasciate dai minerali contenuti nel campione di terreno durante lultimo ciclo di riscaldamento con temperature attorno ai 1000 °C.

Le analisi di un campione di terreno, raccolto il 30 luglio e riscaldato nel forno presente sulla sonda, hanno fornito la prima prova, da analisi di laboratorio, della presenza di acqua libera sulla superficie di Marte.

Il 31 luglio 2008 la NASA ha annunciato che la sonda aveva confermato la presenza di ghiaccio dacqua su Marte, come ipotizzato dai dati dellorbiter Mars Odyssey. Durante il ciclo di riscaldamento di un campione di suolo, lo spettrometro di massa del TEGA ha rilevato vapore acqueo quando la temperatura del campione ha raggiunto gli 0 °C.

Lacqua in forma liquida non può esistere in superficie a causa della pressione atmosferica eccessivamente bassa, tranne per brevi periodi di tempo ad altitudini inferiori.

Con le buone condizioni di operatività di Phoenix, la NASA ha annunciato lestensione della missione fino al 30 settembre 2008. Il team scientifico, dopo la conferma della presenza dacqua, si pose come obiettivo determinare se il ghiaccio si sia trasformato in acqua liquida a sufficienza per poter sostenere i processi legati alla vita se siano presenti gli ingredienti chimici necessari alla vita.



                                     

4.4. Missione Chimica umida

Il 24 giugno 2008 gli scienziati NASA lanciarono una delle serie principali di analisi scientifiche. Il braccio robotico raccolse ulteriori campioni di terreno e li mise in 3 diversi analizzatori di bordo: un forno che riscaldava il campione ed analizzava i gas emessi, un microscopio e un laboratorio di chimica umida. Esso comprende un gruppo di strumenti chiamato Microscopy, Electrochemistry and Conductivity Analyzer MECA. Il braccio robotico venne posizionato sopra il laboratorio di bordo di chimica umida nel Sol 29 il 29º giorno marziano dallinizio della missione e il Sol successivo venne trasferito il campione nello strumento, che effettuò il primo esperimento di chimica umida. Infine, nel Sol 31 26 giugno 2008 la sonda inviò i risultati contenenti informazioni sui sali e lacidità del terreno.

I risultati preliminari inviati a Terra mostrarono che il terreno superficiale è moderatamente alcalino, con un pH compreso tra 8 e 9. Vennero trovati ioni di magnesio, sodio, potassio e cloruro. Il valore totale di salinità era modesto. I livelli di cloruro erano bassi, quindi il gruppo di anioni presenti non venne inizialmente identificato. I livelli di pH e di salinità furono interpretati come positivi dal punto di vista dello sviluppo di forme biologiche. Le analisi del laboratorio TEGA del primo campione di terreno indicarono la presenza di acqua legata e CO 2 che vennero rilasciate durante lultimo ciclo di riscaldamento quello a temperatura maggiore, attorno a 1 000 °C.

Il 1º agosto 2008 la rivista Aviation Week riferì che La Casa Bianca è stata avvertita dalla NASA su un imminente annuncio riguardante importanti scoperte sulle potenzialità di vita su Marte ". Questo annuncio fece aumentare le speculazioni dei media sulla possibile scoperta di prove della presenza di vita passata o presente su Marte. Per attenuare le speculazioni, la NASA rilasciò i risultati preliminari e non confermati delle analisi, che suggerivano la presenza di perclorato sul suolo marziano. Questo risultato rende il pianeta maggiormente ostile alle forme di vita di quanto non si fosse pensato in precedenza.

                                     

4.5. Missione Termine delle operazioni

Il 28 ottobre 2008 la sonda è entrata in modalità di sicurezza a causa della scarsità di energia disponibile. Infatti, linsolazione è andata via diminuendo nel corso della missione con lavvicinarsi dellinverno marziano e la quantità di energia che può essere ricavata dalla conversione della luce solare attraverso i pannelli fotovoltaici è diminuita di conseguenza. La NASA ha quindi accelerato i piani per lo spegnimento dei quattro riscaldatori che mantengono la temperatura della strumentazione. Dopo il ripristino della modalità operativa, sono stati inviati i comandi per spegnere due riscaldatori invece di uno, come era previsto inizialmente. Essi forniscono calore al braccio robotico, al laboratorio TEGA e ad ununità pirotecnica sul lander che non è stata mai usata. Successivamente sono stati spenti i relativi strumenti.

Dal 2 novembre 2008, dopo una breve comunicazione con la Terra, la sonda non ha più dato segni di vita. Il 10 novembre 2008, tre mesi dopo il termine previsto, la missione è stata dichiarata terminata. Gli ingegneri della NASA continueranno a tentare di mettersi in contatto con la sonda, sebbene si ritenga ipotesi certa che linverno marziano a quelle latitudini sia troppo rigido per Phoenix.

La sonda era stata progettata per una durata di 90 giorni e la sua missione era stata prolungata dopo che la missione primaria era terminata con successo ad agosto 2008.

Sarà difficile che Phoenix possa superare il periodo di scarsa illuminazione, anche se teoricamente il computer a bordo della sonda dispone di una modalità sicura che prevede il ripristino delle comunicazioni quando se la sonda potrà ricaricare le batterie durante la primavera successiva.

                                     

4.6. Missione Tentativi di comunicazione nel 2010

Sono stati fatti altri tentativi di mettersi con contatto con Phoenix a partire dal 18 gennaio 2010 Sol 835 ma senza successo. Successivi tentativi a febbraio e marzo hanno fallito nel ricevere alcun segnale. Il 24 maggio 2010 il project manager Barry Goldstein ha quindi annunciato che la missione è definitivamente terminata. Immagini dal Mars Reconnaissance Orbiter hanno mostrato che i pannelli solari di Phoenix erano apparentemente danneggiati dal congelamento durante linverno marziano.

                                     

5. Carico scientifico

Il lander era stato progettato e testato per essere un componente della missione Mars Surveyor 2001 Lander, ma il progetto venne cancellato dopo la perdita del Mars Polar Lander che dopo latterraggio nella regione polare sud di Marte nel dicembre 1999 non diede più segni di vita. Sin da allora il lander è stato ospitato in una camera bianca della Lockheed Martin a Denver, gestita dalla NASA per il programma Mars Exploration Program.

Rinominata Phoenix, le venne integrata una versione migliorata della fotocamera panoramica dellUniversity of Arizona e uno strumento di analisi degli elementi volatili derivato da quello presente nel Mars Polar Lander: inoltre la sonda include esperimenti sviluppati per il programma Mars Surveyor 2001 come il braccio robot e il microscopio per le analisi chimiche e batteriologiche. Gli strumenti scientifici includono una fotocamera per le immagini durante la discesa e degli strumenti meteorologici.

                                     

5.1. Carico scientifico Braccio robotizzato

Il braccio robotizzato del Phoenix è in grado di scavare nel terreno fino a mezzo metro sotto la superficie e quindi prelevare dal terreno dei campioni che saranno immessi in microforni.

                                     

5.2. Carico scientifico Robotic Arm Camera RAC

Questa camera a colori è collegata al braccio robotico e riprende fotografie dellarea e dei campioni raccolti, in particolare i granelli dellarea che è stata scavata dal braccio.

                                     

5.3. Carico scientifico Surface Stereo Imager SSI

È la camera stereo principale della sonda, descritta come "un aggiornamento a più alta risoluzione della camera presente sul Mars Pathfinder e sul Mars Polar Lander". Riprenderà immagini stereo della regione artica marziana e misurerà, utilizzando il Sole come riferimento, la distorsione atmosferica del pianeta.

                                     

5.4. Carico scientifico Thermal and Evolved Gas Analyzer TEGA

Questo strumento è una combinazione di un forno ad alta temperatura con uno spettrometro di massa che utilizzato per scaldare campioni della polvere marziana e determinarne il contenuto. Sono presenti 8 microforni diversi, che permetteranno di effettuare 8 analisi di campioni, una per ciascun microforno, non essendo possibile reimpiegare un microforno per una successiva analisi. Si possono analizzare le quantità di vapore acqueo e anidride carbonica sprigionate, di ghiaccio dacqua e minerali contenuti nel campioni. Lo strumento è in grado di misurare i composti volatili organici fino a 10 ppb.

                                     

5.5. Carico scientifico Mars Descent Imager MARDI

Il Mars Descend Imager scatterà delle immagini del suolo marziano durante la discesa del lander, dopo il distacco dellaeroshell circa 5 miglia sopra la superficie. Prima del lancio è stato rilevato un potenziale problema nellhardware che deve gestire i dati delle immagini. Di conseguenza, i pianificatori della missione hanno deciso di riprendere solo una fotografia con questo strumento, sperando che essa possa comunque aiutare ad individuare esattamente dove il lander sta atterrando e trovare potenziali obiettivi scientifici. Inoltre si potrebbe anche capire se il luogo di atterraggio si trova su un terreno tipico della regione. MARDI sarà la camera più leggera a raggiungere il pianeta rosso e la più efficiente, con consumo di soli 3 W durante lelaborazione delle immagini.

                                     

5.6. Carico scientifico Microscopy, Electrochemistry, and Conductivity Analyzer MECA

Questo strumento verrà utilizzato per esaminare piccole particelle grandi 16 micrometri. Misurerà la conducibilità elettrica e la conducibilità termica delle particelle tramite una sonda inclusa nel braccio robot. Uno degli esperimenti più interessanti è il laboratorio chimico in acqua. Smith ha detto a proposito di questo esperimento: "Progettiamo di scavare del terreno e inserirlo in un contenitore. Poi vi aggiungeremo dellacqua, agiteremo e misureremo le impurità dissolte nellacqua. Questo esperimento è molto importante perché permetterà di determinare se in quellambiente i microbi possono sopravvivere. Se il terreno sarà troppo acido, basico o con troppi ossidanti sapremo che la vita lì non poteva sopravvivere. Questo esperimento testerà la possibilità dellambiente di sostenere la vita."

                                     

5.7. Carico scientifico Meteorological Station MET

MET registrerà la situazione meteorologica giornaliera durante la missione attraverso vari sensori per la temperatura e la pressione. È inoltre presente il Laser Imaging Detection and Ranging, per misurare la quantità di particelle di polvere presenti nellatmosfera.

                                     

6. Il DVD

Lassociazione Planetary Society ha composto un DVD che è stato agganciato sul lander, contenente una collezione multimediale di letteratura e di arte che riguarda il pianeta rosso chiamata Visions from Mars. Tra le opere sono stati inclusi il testo de La Guerra dei Mondi di H.G. Wells e la famigerata trasmissione radio di Orson Welles, Mars as the Abode of Life di Percival Lowell con una mappa dei canali di Marte, le Cronache marziane di Ray Bradbury e Green Mars di Kim Stanley Robinson. Sono anche presenti dei messaggi destinati ai futuri visitatori marziani, tra cui quelli scritti da Carl Sagan e Arthur C. Clarke. Nellautunno 2006, la Planetary Society ha anche raccolto circa 250000 nomi inviati attraverso internet.

Il DVD è costituito di un particolare materiale che è stato pensato per resistere alle condizioni climatiche di Marte, in modo da conservare per centinaia e forse migliaia di anni i dati.

                                     

7. Risultati missione

  • Atterrata con successo il 26 maggio 2008 alle 01:53 ora italiana UTC+2.
  • Fotografata in volo durante latterraggio dalla telecamera HiRISE a bordo del Mars Reconaissance Orbiter, su hirise.lpl.arizona.edu.
  • Fotografata al suolo - Codice immagine HiRISE: PSP_008591_2485 orbita 8591, posizione 248.5 gradi latitudine rispetto allequatore notturno v. pagina dedicata
  • Posizione luogo di atterraggio: 68.218830°N 234.250778°E 125.749222 W fonte
                                     

8. Elenco immagini ad alta risoluzione HiRISE - Mars Reconnaissance Orbiter

  • - 3d views of landing site after landing - Made up of PSP_008644_2485 and PSP_008591_2485
  • - Landing site after 11 hours PSP_008585_2915
  • - Landing site after 22 hours PSP_008591_2485
  • - View over Heimdall crater while landing