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ⓘ Interporto di Torino




Interporto di Torino
                                     

ⓘ Interporto di Torino

L interporto di Torino sorge tra i comuni di Torino, Grugliasco, Orbassano, Rivalta e Rivoli occupando unarea complessiva di 2.800.000 metri quadrati. Al suo interno sono presenti circa 150 binari tra tronchi e di transito. La superficie dellinterporto è divisa in 350.000 metri quadrati di magazzini e 750.000 metri quadrati di piazzali collegati con linea ferroviaria attraverso lo scalo di Orbassano connesso alla linea Torino – Modane. Linterporto è connesso con la tangenziale sud e garantisce un buon collegamento con tutta la rete autostradale verso la Francia, la Lombardia, la Liguria e il sud Italia.

                                     

1. Servizi

Servizi disponibili: Dogana per lo sdoganamento delle merci al di fuori dellUnione europea, Centro Sviluppo Logistica: un punto di riferimento per gli studi le ricerche nel settore dei trasporti e della logistica; assistenza specializzata per il disbrigo di pratiche amministrative, magazzini con celle frigo per merci alimentari e farmaceutiche, strutture fisse per una gestione più agevole dello stoccaggio, stazione di servizio per carburante e lavaggio autocarri, banche, ristoranti, albergo, self service e bar.

                                     

2. Storia

La realizzazione del Centro Intermodale Merci di Torino-Orbassano risale al Piano Regionale dei Trasporti del 1979 DGR 19.12.19179 n. 532/8700. Lobiettivo era quello di riorganizzare il sistema del trasporto delle merci favorendo il combinato strada-rotaia e di realizzare un interporto con vocazione internazionale. A tal fine, venne individuata come più idonea unarea adiacente alla scalo merci di Orbassano, a cavallo del sistema tangenziale metropolitano. In riferimento alla LR 6.3.1980 n. 11, intitolata "Provvedimenti a favore della realizzazione di infrastrutture per il trattamento delle merci e per linterscambio fra sistemi di trasporto", il Consiglio regionale approvò "il programma pluriennale di interventi per la realizzazione di centri merci intermodali plurifunzionali e strutture ad essi collegate" art. 3, prevedendo la costituzione e la struttura di apposite Società, alle quali sarebbero state delegate la progettazione e la realizzazione dei medesimi centri merci art. 4. Viene costituita così una società per azioni "Società interporto Torino S.p.A." S.I.TO S.p.A che si doveva occupare della realizzazione e della gestione della piattaforma logistica di Torino.

In attuazione del Piano Regionale dei Trasporti, venne approvato il progetto per la realizzazione del CIM - Centro Intermodale Merci di Orbassano. Lapprovazione del progetto costituiva autorizzazione della Regione per la formazione del Piano Insediamenti Produttivi PIP, approvato con DCR n.750-9477 del 25.9.1984 e autorizzazione alle varianti del Piano Regolatore Generale dei Comuni interessati dallintervento. Nel luglio del 1984 venne approvato dalla Regione il Piano di Settore dei Mercati allingrosso.

Il Piano evidenziava, nel caso specifico di Torino, la necessità di trasferire ed ampliare il Mercato Ortofrutticolo allingrosso MOI, trasformandolo in "Centro Agro-Alimentare - siglabile CAAT"; esso prevedeva la realizzazione di una struttura polifunzionale che contenesse, oltre il mercato ortofrutticolo, il mercato dei fiori, della carne e del pesce. Venne infine individuata come migliore ipotesi insediativa larea del Centro Intermodale Merci di Orbassano.

Linserimento del CAAT, la modifica del disegno riguardante larea della sua collocazione e la diversa destinazione duso delle aree con la variazione di alcuni indici di edificabilità determinarono poi successive varianti. Nella fase di approvazione dellultima variante si manifestò la necessità di definire un Accordo di Programma DPGR n. 169 del 16.1.1995 che trasferisse ai Comuni il potere di approvare autonomamente gli strumenti attuativi in variante al vigente Piano e che prevedeva ".la realizzazione del nuovo Centro Agro-Alimentare, il completamento dellinterporto di Torino e la definizione e realizzazione delle connesse infrastrutture".

La successiva e conclusiva tappa fu la modifica dellaccordo di programma intervenuta nel luglio del 1998, dovuta sostanzialmente alle mutate esigenze organizzative dei diversi soggetti coinvolti ed alla necessità di una più dettagliata individuazione delle competenze e degli specifici impegni assunti a carico dei medesimi. Modifica contestualmente alla quale fu predisposta una terza variante al PIP 1998.