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ⓘ Anassimene di Lampsaco




                                     

ⓘ Anassimene di Lampsaco

Anassimène di Lampsaco, figlio di Aristocle, è stato uno storico e retore greco antico, incluso nellelenco degli otto storici esemplari del Canone alessandrino.

                                     

1. Biografia

Discepolo di Zoilo e Diogene il Cinico, fu un contemporaneo di Alessandro Magno, che egli dice aver istruito e che accompagnò nelle campagne in Asia.

I suoi concittadini gli dedicarono, perciò, una statua ad Olimpia per averli salvati da Alessandro, adirato perché essi si erano alleati con i Persiani.

                                     

2.1. Opere Opere storiche

Anassimene scrisse tre opere storiche: una storia di Filippo II di Macedonia, costituita da almeno otto libri; una storia di Alessandro Magno; una storia della Grecia, che Pausania il Periegeta chiama Τὰ ἐν Ἕλλησιν ἀρχαῖα e che comunque è normalmente conosciuta come Πρῶται ἱστορίαι o Πρώτη ἱστορίη, e che comprendeva, in dodici libri, la storia della Grecia dalle più antiche età mitologiche fino alla battaglia di Mantinea e alla morte di Epaminonda.

Le storie di Anassimene, delle quali rimangono pochissimi frammenti, furono censurate da Plutarco per i numerosi discorsi retorici e prolissi in esse contenuti. Anche la scarsità dei frammenti che possediamo è indice del poco apprezzamento che gli antichi avevano della sua opera, più retorica che storica. Ci sono stati, Anzi, critici, come il Casaubon, che ritenevano che il retore e lo storico Anassimene fossero due persone distinte, ma la loro comune identità è stata provata con argomenti soddisfacenti.

                                     

2.2. Opere Opere retoriche

Anassimene fu anche un retore esperto e scrisse il Trikáranos, unopera in cui muoveva accuse alle grandi città della Grecia Sparta, Atene e Tebe e che egli pubblicò sotto il nome di Teopompo, suo nemico personale, del quale riuscì a imitare tanto bene lo stile da far credere a tutti che lo scritto fosse opera sua, procurandogli grande ostilità in tutta la Grecia.

Anassimene raggiunse, in effetti, una certa reputazione come insegnante di retorica e come oratore, sia nelle assemblee popolari sia nei tribunali e scrisse anche discorsi per altri, come quello che Eutia pronunciò contro Frine.

Ciò che rende, comunque, importante Anassimene nel panorama della letteratura greca è lesser stato lunico retore prima di Aristotele di cui resti un trattato scientifico sullarte retorica, ossia la Retorica ad Alessandro Ῥητορικὴ πρὸς Ἀλέξανδρον, normalmente pubblicato fra le opere spurie di Aristotele. Lopinione che fosse, appunto, unopera di Anassimene fu per la prima volta espressa dal Victorius nella sua prefazione alla Retorica aristotelica ed è stata confermata da Leonhard Spengel. Questa Retorica fu preceduta nel II secolo a.C. da unapocrifa lettera di dedica di Aristotele ad Alessandro che fu probabilmente concepita come introduzione allo studio della Retorica di Aristotele.

Considerando la struttura dellopera, risulta evidente che lautore non era un filosofo: si tratta solo di una serie di suggerimenti pratici su come questo o quel soggetto dovevano essere trattati nelle varie circostanze. Mentre loratoria, infatti, è suddivisa da Aristotele in tre generi di "discorsi retorici", il giudiziario, il deliberativo e lepidittico, che comprendono sei specie di eloquenza, l’ esortazione, la dissuasione, la lode, il biasimo, l’ accusa e la difesa, nellopera di Anassimene è aggiunta la specie "exetastica", o esame accurato.

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