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ⓘ Dualismo (filosofia della mente)




Dualismo (filosofia della mente)
                                     

ⓘ Dualismo (filosofia della mente)

In filosofia della mente il dualismo è una concezione teorica che vede un qualche tipo di distinzione fondamentale tra la mente ed il corpo, tali da collocarli in due domini separati. Si contrappone alle concezioni moniste, che riducono lintera realtà ad un unico principio, sia esso la materia/energia, sia esso la mente

                                     

1.1. Descrizione Dualismo del senso comune

Il senso comune tende ad una concezione dualista della realtà. Le persone ordinariamente si concepiscono come soggetti psicologici, dotati di autocoscienza volontà e libertà, che da una parte hanno un corpo materiale, e d’altra parte sperimentano stati mentali come sensazioni, emozioni, idee, ricordi, immaginazioni, desideri, ecc., e agiscono in base a scopi e valori. Si ha esperienza quotidiana di come il corpo interagisce sulla mente es. se mi ferisco provo dolore, se assumo stupefacenti si altera lo stato di coscienza ecc., e la mente interagisce sul corpo es. voglio afferrare un oggetto e la mano si muove, l’umore psicologico ha effetto sulla salute fisica ecc.

Il problema è come conciliare questa visione con la prospettiva scientifica, secondo cui esistono solo enti fisici soggetti a leggi deterministiche. Ossia comprendere come si inserisce la realtà umana rispetto al resto del mondo, e più in generale come considerare le scienze umane soprattutto la psicologia rispetto alle scienze esatte.

                                     

1.2. Descrizione Dualismo cartesiano

A livello filosofico, il dualismo in occidente esiste perlomeno dai tempi di Platone, che teorizzava un’anima immortale completamente distinta dal corpo mortale. In oriente questa prospettiva è implicita ad es. nella dottrina induista dei tre corpi grossolano, sottile e causale, dove la mente corrisponde al corpo sottile sukshma sarira.

Tuttavia, la soluzione dualista al problema mente-corpo, come viene considerata oggi, viene ricondotta alla formulazione di Cartesio. Uno degli argomenti addotti da Cartesio è che se posso immaginare un sistema meccanico usando solo materia e movimento per descrivere il comportamento di un fenomeno, con ciò ho anche dato una spiegazione meccanica ed il fenomeno può e dovrebbe essere studiato dalla meccanica effettivamente ad un livello fondamentale della fisica. Solo due fenomeni, secondo Cartesio, sfuggono alla capacità esplicativa della meccanica: la mente e il linguaggio. Per questi due fenomeni perciò si doveva introdurre una spiegazione al di fuori dal dominio della meccanica, e quindi in un dominio ontologicamente separato dalla materia. Cartesio denominava la materia res extensa la sostanza spaziale, inconsapevole e meccanicisticamente determinata, e la mente res cogitans la sostanza inestesa, consapevole e libera. Possiamo dubitare di tutto, anche dellesistenza del mondo esterno, ma non del fatto di pensare, di avere una mente. Poiché tuttavia le due sostanze sono ontologicamente separate, era difficile comprendere la reciproca influenza causale.

Alla fine della sua vita Cartesio modificò alcuni aspetti della sua teoria nello scritto Le passioni dellanima. Qui sostenne che la mente o lanima ed il corpo non sono separati come un capitano e la sua nave, ma che sono intimamente legati e addirittura mischiati. Esisterebbe un punto privilegiato dove mente e corpo interagiscono: la ghiandola pineale. Attraverso il nostro corpo, lungo i nostri nervi correrebbero certi "spiriti animali" che funzionano da messaggeri per i nostri sensi, mediando linterazione mente-corpo. In effetti con questa mossa Cartesio cambiò posizione, diventando a tutti gli effetti interazionista.

                                     

2. Argomenti a favore del dualismo

Il dualismo tradizionalmente si fonda sulla diversità di proprietà tra la mente e i corpi: in base al principio degli indiscernibili di Leibniz, se due enti hanno proprietà diverse, sono necessariamente distinguibili. Come già aveva anticipato Cartesio, viene rilevato come gli oggetti fisici sono caratterizzati da estensione dimensioni spaziali e divisibilità, e vengono conosciuti in modo indiretto e" pubblico”. Viceversa la coscienza e il pensiero sembrano caratterizzati da:

  • Soggettività: i fenomeni mentali sono conoscibili solo in prima persona, immediatamente; sono dotati di" privatezza” e accesso privilegiato. Infatti gli stati mentali altrui si possono solo dedurre dal comportamento e restano incerti
  • Unità e identità: le varie percezioni vengono esperite allinterno di un campo di coscienza unificato; campo che persiste nel tempo e definisce le identità delle persone
  • Qualia: l’aspetto qualitativo delle sensazioni," che effetto fa” essere in un certo stato
  • Immunità dallerrore: se vedo un’ombra che sembra es. un gatto, posso sbagliarmi sul fatto che sia un gatto, ma non sul fatto di aver percepito un’ombra, o sul fatto che la percezione sia mia e non di un altro
  • Intenzionalità: molte esperienze si riferiscono a, vertono su, qualcosa al di là di esse es. pensare al sole, che dista 150 milioni di km dalla terra

La prospettiva più diffusa tra gli scienziati cognitivi, il materialismo o fisicalismo, ritiene che gli eventi mentali siano identici a eventi fisici, o riducibili a eventi fisici le varie forme di riduzionismo, tra cui il funzionalismo, o addirittura inesistenti. I filosofi della mente avversi a tale ipotesi anche se non necessariamente dualisti hanno elaborato alcuni argomenti o esperimenti mentali per confutarla, argomenti che fanno leva o sullaspetto qualitativo qualia delle esperienze coscienti, rispetto alla conoscenza dei fenomeni dallesterno; oppure sulla concepibilità modale di una mente distinta dal corpo.

  • L’esperienza di un pipistrello: un umano potrebbe avere una conoscenza completa della neurofisiologia dei pipistrelli. Ma mancherebbe ancora qualcosa: cosa si prova a essere un pipistrello?
  • L’inversione dello spettro: due persone potrebbero avere lo spettro cromatico invertito, es. quando una vede verde l’altra vede rosso. Le esperienze interne divergono, anche se il comportamento esterno è lo stesso
  • Ciò che Mary non sapeva: Mary è una neuro-scienziata che sa ogni cosa sulla percezione dei colori; tuttavia, essendo sempre vissuta in una ambiente in bianco e nero, non sa come appare effettivamente es. il colore rosso
  • I designatori rigidi: le relazioni di identità es. acqua = H2O se sono vere, lo sono necessariamente. Ma la relazione es. tra il dolore e la stimolazione delle fibre-C è contingente, dunque i due fenomeni non sono identici
  • La concepibilità degli zombi: è logicamente possibile che esista uno zombi esattamente simile a me, molecola per molecola, ma senza alcuna vita mentale. La spiegazione neurobiologica della coscienza non può dar conto di questa differenza
  • La stanza cinese: una persona, chiusa una stanza, dotata di caratteri cinesi e di una manuale per rispondere a tutte le domande, potrebbe superare il test di Turing, senza tuttavia sapere la lingua cinese. Un computer infatti manipola simboli a livello sintattico, mentre la mente umana assegna ai simboli un significato


                                     

3. Problemi

Il dualismo deve peraltro affrontare una serie di problemi di non facile soluzione, che ruotano intorno al ruolo della causalità:

  • Compatibilità con la visone scientifica del mondo: la causalità mentale sembra contraddire il principio di chiusura causale del mondo fisico, e più specificamente la legge di conservazione dell’energia in un sistema chiuso
  • Interrelazione tra mente e corpo: già dai tempi di Cartesio ci si interroga su come la mente possa interagire con il corpo, e viceversa, se si tratta di sostanze ontologicamente diverse
  • Causazione: se si ritiene che uno stato mentale produca effetti nel mondo fisico es. decido di alzare un braccio e il braccio si alza, come si concilia questa spiegazione con quella chimico-fisiologica dello stesso evento? Se vuole evitare l’epifenomenismo, il dualismo rischia di cadere nella" sovradeterminazione causale” lo stesso evento ha due cause
                                     

4. Concezioni dualistiche

I diversi tipi di dualismo della mente possono essere ricondotti a quattro categorie:

  • dualismo delle proprietà: la sostanza può essere la stessa, ma il pensare e la materialità sono aspetti completamente separati ed irriducibili luno allaltro.
  • dualismo concettuale estensionale: non vi può essere corrispondenza tra le descrizioni dei fenomeni psicologici e di quelli fisici;
  • dualismo ontologico, la versione più radicalmente opposta al monismo, ulteriormente suddivisibile in
  • dualismo delle sostanze: corrispondente al dualismo cartesiano classico, vede mente e cervello come due sostanze diverse;
  • dualismo concettuale intensionale: la sfera mentale e quella fisica sono linguisticamente e fenomenologicamente distinte, ma può essere possibile che vi sia una corrispondenza tra le estensioni dei predicati psicologici e fisici;
  • dualismo metodologico connesso al dualismo epistemologico: la sfera mentale viene conosciuta in modo diverso da quello in cui viene esperita la sfera "naturale";

Il dualismo ontologico ha quindi il problema di spiegare come avviene linterazione tra mente e corpo. Tre sono le risposte:

  • linterazionismo
  • lepifenomenismo.
  • il parallelismo
                                     

4.1. Concezioni dualistiche Interazionismo

È una teoria radicalmente dualista: pensiero e corpo sono due sostanze separate ed il processo percezione-azione passa attraverso la mente, cioè uno stimolo produce un certo correlato neuronale, che causa uno stato mentale percettivo, il quale essendo mentale non appartiene al mondo fisico. Tale percezione mentale produce liberamente una decisione, che agisce sul mondo fisico, producendo a sua volta uno stato mentale. Ciò implica che luniverso perciò non sia un sistema chiuso.

Nel pensiero contemporaneo una nota teoria interazionista è stata sostenuta dal filosofo Karl Popper e dal neurofisiologo John Eccles. La "teoria dei tre mondi" prevede una tripartizione ontologica: il "Mondo 1" è composto dagli oggetti fisici e dai fatti naturali, il "Mondo 2" dagli stati di coscienza soggettivi e il "Mondo 3” dai contenuti del pensiero, ossia le teorie. Dal mondo fisico emerge la vita cosciente, e da essa il regno della conoscenza e della cultura. Cervello e mente sono connessi tramite campi di probabilità quantistica.



                                     

4.2. Concezioni dualistiche Parallelismo

Più vicino al dualismo della proprietà, vede la corrispondenza perfetta tra due processi che avvengono parallelamente a livello mentale e fisico, senza interazione, in quanto si tratta di due aspetti dello stesso fenomeno: è la soluzione sostenuta da Spinoza, per il quale pensiero ed estensione sono due attributi diversi ed eterogenei di una medesima sostanza.

Un’altra antica concezione parallelista corpo e mente procedono affiancati senza "toccarsi" è l’occasionalismo di Melebranche: Dio è lunica vera causa che fa corrispondere le modificazioni corporee con le sensazioni e volontà dell’anima.

                                     

4.3. Concezioni dualistiche Epifenomenismo

La versione meno rigida del dualismo, compatibile anche con il materialismo. La mente viene considerata un epifenomeno del corpo: lo strato fisico genera laspetto mentale che però non retroagisce causalmente sul corpo.Il mentale è un prodotto inerte, "come il fischio di una locomotiva a vapore che accompagna il funzionamento del motore senza influenzarlo" T.H. Huxley.

                                     

5. Il dualismo oggi

Al giorno doggi il dualismo pone ancora numerosi problemi. Molte proprietà della mente non sembrano essere spiegabili in termini neurologici, quindi si deve ancora supporre, come faceva Cartesio, che la mente necessiti di un trattamento speciale. Anche se nelle scienze cognitive pochi credono ad un dualismo radicale come quello originario di Cartesio, si riconosce che il problema mente-corpo sia un problema serio, esemplificato da fenomeni quali lintenzionalità le difficoltà incontrate nellintelligenza artificiale. Di conseguenza si sono sviluppate molte posizioni nella filosofia della mente per risolvere questo problema, spesso di carattere riduzionista. Filosofi contemporanei che sostengono in modo chiaro e netto una prospettiva dualista sono, oltre a Popper-Eccles, Howard Robinson, John Foster e Richard Swinburne.

Recentemente le neuroscienze e lo sviluppo di discipline quali la genomica psicosociale grazie ai lavori di importanti neuroscienziati quali Eric Kandel e Ernest Lawrence Rossi e altri stanno cominciando a fare intravedere possibili spiegazioni al problema filosofico cartesiano. Il problema di come la mente le sue creazioni quali per esempio la matematica possa efficacemente comprendere il mondo fisico potrebbe essere spiegato grazie ai fenomeni di neuroplasticità secondo i quali, attraverso lesperienza, il cervello si modifica a livello di connessioni sinaptiche creando al suo interno strutture cognitive generate quindi dal mondo esterno che si rivelano poi efficaci per descrivere la realtà stessa che le ha formate. Il famoso problema della "irragionevole efficacia della matematica" posto da Eugene Wigner potrebbe essere spiegato nellambito di queste nuove discipline. Sarebbe lesperienza della realtà a plasmare la nostra mente rendendola quindi in grado di "comprendere" la realtà stessa.