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ⓘ Corpo di spedizione italiano in Cina




Corpo di spedizione italiano in Cina
                                     

ⓘ Corpo di spedizione italiano in Cina

A seguito della Rivolta dei Boxer, nella primavera del 1900, lItalia decise di inviare in Cina un contingente militare al seguito delle grandi potenze.

                                     

1. Premesse

Dopo le prime violenze a Pechino contro gli occidentali l1 giugno 1900 sbarcò da navi europee un contingente di 436 marinai a Pechino per proteggere le rispettive delegazioni.

Seguì il 10 giugno un secondo contingente occidentale, comprendente fanti di marina della Divisione Navale italiana sbarcato dalla Regia Nave Calabria, che divisi in due gruppi, uno al comando del tenente di vascello Sirianni proseguì con la colonna Seymour, mentre un altro, più piccolo, di 20 marinai e comandato dal sottotenente di vascello Ermanno Carlotto – medaglia doro alla memoria – prese parte alla difesa di Tientsin. Infine un plotone da sbarco, al comando del tenente di vascello Giambattista Tanca, fu allattacco e presa dei forti di Ta Ku sulla costa. Al largo restava la Forza Navale Oceanica italiana, affidata al contrammiraglio Camillo Candiani da cui si attinsero uomini per costituire un battaglione di fanteria di marina. Negli scontri con gli insorti caddero 10 marinai italiani, tra cui lo stesso Carlotto, e dopo tali avvenimenti il Parlamento italiano il successivo 5 luglio decise un intervento militare con linvio di un corpo di spedizione di 2.000 uomini.

                                     

2. Composizione del Corpo di spedizione

Il Corpo di Spedizione, comandato dal colonnello dei bersaglieri Vincenzo Garioni, era così composto:

  • una batteria mitragliatrici, con quattro Gardner e personale dartiglieria, comandata dal capitano Alcide Vallauri;
  • un distaccamento misto del Genio militare su tre drappelli zappatori, pontieri e telegrafisti ottici provenienti dal 1º e dal 3º Reggimento, comandato dal tenente Vito Modugno;
  • un drappello sussistenza con quattro forni mobili in ferro;
  • un ospedaletto da campo con cinque letti;
  • un battaglione di fanteria, comandato dal tenente colonnello alpino Tommaso Salsa e costituito da quattro compagnie fornite da altrettanti reggimenti ;
  • un drappello di Carabinieri Reali un maresciallo, un vicebrigadiere e sei militi alle dirette dipendenze del Comando. Quale ufficiale addetto alla raccolta delle informazioni vi era il tenente Pietro Verri.
  • un battaglione bersaglieri "Estremo Oriente", comandato dal maggiore Luigi Agliardi del 5º Reggimento Bersaglieri di Roma, composto da quattro compagnie, una fornita dai reggimenti 5º e 9º di stanza rispettivamente a Roma e a Livorno, sulla quale poggerà lo Stato Maggiore del Corpo, una dai reggimenti 8º e 1º di stanza a Napoli e a Palermo, una dai reggimenti 4º e 11º di stanza a Bologna e ad Ancona e una dai reggimenti 2º e 6º di stanza a Milano e a Verona;

Alcuni di questi Carabinieri, assieme a degli specialisti, rimasero successivamente a presidio della concessione italiana di Tientsin anche dopo il rientro in Italia del contingente. Il Corpo di Spedizione italiano contava dunque, in tutto, 83 ufficiali, 1882 fra sottufficiali e truppa, 178 quadrupedi.

Gli uomini erano stati reclutati per lo più su base volontaria con un soprassoldo di 40 centesimi per la truppa, 2 lire per i sottufficiali e 8 per gli ufficiali.

                                     

3. Spedizione e sbarco in Cina

Nel periodo in cui si approntava il Corpo, la Regia Marina spedì in avanscoperta delle unità navali lincrociatore Fieramosca le R.N. Vesuvio e Vettor Pisani, cariche di quattro compagnie di fanteria di marina, il tutto al comando dellammiraglio Risolia. Questi reparti parteciparono in giugno agli scontri con i rivoltosi cinesi.

Tra il 16 e il 19 luglio 1900 furono completate a Napoli le operazioni di imbarco del Corpo di Spedizione sui piroscafi Minghetti, Giava e Singapore, messi a disposizione dalla Compagnia di Navigazione Italiana. Alla mattina del 19, re Umberto I passò in rassegna i reparti. I tre piroscafi furono scortati dalla R. Nave Stromboli. Al seguito del Corpo di Spedizione vi furono numerosi giornalisti e altri, come Luigi Barzini, che raggiunsero il contingente nel 1901.

Il Corpo di Spedizione partì la sera del 19 luglio 1900 e dopo aver sostato a Porto Said il 23 luglio, ad Aden il 29 e a Singapore dal 12 al 14 agosto, giunse a Taku il 29 agosto 1900. Una volta sbarcato il personale percorse in treno i 150 chilometri che lo separavano da Pechino.



                                     

4. Vestiario, equipaggiamento e sussistenza

Luniforme si componeva di divisa in tela, elmetto di sughero coloniale e stivaletti: un vestiario pesante e ingombrante, adatto più ad una campagna in Africa, ma poco adatto al rigido clima cinese, che in alcune regioni del nord raggiunge persino i - 20 °C. Lo stesso Barzini scrisse sul Corriere della Sera: "È un vero peccato che questi eroici giovanotti si sentano ridicoli e avviliti. Non si può andare allassalto coperti di palandrane cinesi di tela variopinta messe solo per non morire di freddo".

Per quanto riguarda la logistica, vi erano 178 quadrupedi, per lo più muli, al seguito e furono scarsi, se non inesistenti, i mezzi di trasporto terrestri. La razione viveri quotidiana teorica prevedeva 750 g di pane, 375 g di carne, 125 g di riso o pasta, 15 g di caffè, 20 g di zucchero, 20 di sale, 0.5 g di pepe e 15 g di lardo.

                                     

5. Operazioni militari

Il contingente internazionale nominò il 26 settembre quale comandante generale il Feldmaresciallo tedesco Alfred von Waldersee. Tale nomina incontrò le forti resistenze di Francia e Gran Bretagna, meno dal Regno dItalia. Al contingente militare italiano fu affidato il presidio di un quartiere nei dintorni della caserma Huang Tsun. A detta delle cronache gli scontri, i saccheggi le repressioni in tale zona furono minori che in altri quartieri. Della permanenza in Cina del Corpo di spedizione rimane la ricca testimonianza di due ufficiali "fotografi". Il tenente medico Giuseppe Messerotti Benvenuti di Modena armato di una Kodak e il tenente Luigi Paolo Piovano di Chieri con una Goertz. Entrambi non mancheranno di fotografare anche gli orrori della repressione, ovvero le fucilazioni, le decapitazioni, le gogne le macerie. Al contingente militare italiano venne inoltre affidato il compito di contrastare le ultime resistenze allinterno della Cina. Il 2 settembre furono conquistati i forti di Chan-hai-tuan con 470 uomini su tre compagnie, due di bersaglieri e una di fanti di marina. In unaltra occasione il contingente militare francese occupò il villaggio di Paoting-fu, in contrasto con gli ordini di von Waldersee che prevedevano laffidamento dei luoghi a un contingente misto tedesco e italiano. Garioni anticipò il contingente militare francese riuscendo, alla guida di 330 uomini, ad anticipare loccupazione della cittadina Cunansien originariamente affidata ai francesi.

Il rientro in Italia del Contingente ebbe inizio nellagosto 1901. Due compagnie di bersaglieri fecero ritorno nel 1902, mentre le restanti compagnie, unite in un battaglione misto, rimasero in Cina sino al 1905 e fecero ritorno con la Perseo della Compagnia Florio Rubattino nellagosto 1905.

Con il Trattato di Pace del 7 settembre 1901, venne ottenuta la Concessione italiana di Tientsin, una zona di 450.000 m², costituita da un terreno lungo il fiume ricco di saline, un villaggio e unampia area paludosa adibita a cimitero. Dopo un periodo di disinteresse, fu avviata una bonifica. La presenza italiana perdurò sino al 10 settembre 1943, quando le truppe giapponesi occuparono Tientsin e fecero prigionieri civili e militari italiani.

                                     

6. I caduti

Furono 18 i caduti italiani in Cina:

Nellattacco di Langfang 14 giugno 1900: Trovandosi in un piccolo drappello di marinai agli avamposti della colonna Seymour, sostennero lurto improvviso di due colonne di "Boxers" cinesi.

  • cannoniere scelto Filippo Basso MAVM
  • cannoniere Alberto Autuori
  • trombettiere Ovidio Painelli MAVM alla memoria
  • cannoniere Cesare Sandroni MAVM alla memoria
  • sottocapo torpediniera P.M. M.M. Vincenzo Rossi Carpi MO - Langfang 14 giugno 1900), imbarcato sulla R. Torpediniera Calabria MOVM alla memoria

Negli scontri di Tien Tsin 19 giugno 1900:

  • sottotenente di vascello M.M. Ermanno Carlotto Ceva CN 30 novembre 1878 - Tien Tsin 19 giugno 1900), Imbarcato sul R. Incrociatore Elba MOVM alla memoria

Nella difesa delle Legazioni:

  • sottocapo cannoniere Antonio Milani Villa del Foo - 3 luglio 1900
  • marinaio Leonardo Mazza Villa del Foo - 24 giugno 1900
  • marinaio Giuseppe Boscarini 1º luglio 1900
  • cannoniere Francesco Zola Villa del Foo - 24 giugno 1900 MAVM alla memoria
  • cannoniere scelto Francesco Melluso Villa del Foo - 2 luglio 1900 MAVM alla memoria
  • cannoniere Francesco Manfron luglio 1900 MAVM alla memoria

Nella difesa della cattedrale di Pe-tang 12 agosto 1900:

  • cannoniere Luigi Fanciulli
  • marinaio Danesi Vincenzo.
  • cannoniere scelto Adeodato Roselli
  • secondo capo cannoniere Pietro Marielli MAVM alla memoria
  • cannoniere scelto Damiano Piacenza MAVM alla memoria
  • marinaio Giovanni Colombo Pozzallo RG 4 marzo 1878) MAVM

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