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ⓘ Presunzione d'innocenza




                                     

ⓘ Presunzione dinnocenza

La presunzione dinnocenza è un principio giuridico secondo il quale un imputato è considerato non colpevole sino a che non sia provato il contrario. Nella dottrina giuridica italiana il principio è declinato più propriamente come presunzione di non colpevolezza, perché il processo "è il mezzo mediante il quale alla presunzione d’innocenza si sostituisce quella di colpevolezza".

                                     

1. Storia

Le prime teorizzazioni moderne del principio risalgono al 1764 e sono contenute nelle opere di Pietro Verri e Cesare Beccaria. Per esse, nel processo penale, la regola di giudizio impone di assolvere, se non sia stata dimostrata dall’accusa la responsabilità dell’imputato, in ordine al reato ascrittogli, al di là di ogni ragionevole dubbio. La conseguente regola trattamentale segue la condizione dellimputato fino alla sentenza di condanna, che in alcuni ordinamenti occorre sia passata in giudicato per spiegare pienamente i suoi effetti.

Questo principio non è, sotto il profilo probatorio, una mera trasposizione del principio civilistico dell affirmanti incumbit probatio "la prova spetta a chi afferma": nellimpulso del procedimento, la pretesa punitiva è fatta valere dalla pubblica accusa, per cui il principio comporta che sia sempre il pubblico ministero ad addurre le prove del reato; allimputato basta dimostrare linconsistenza di queste prove per andare esente da pena.

Per converso, le teorizzazioni autoritarie hanno giudicato la presunzione di innocenza come il prodotto di una "generica tendenza favorevole ai delinquenti, frutto di un sentimentalismo aberrante e morboso, che ha tanto indebolito la repressione e favorito il dilagare della criminalità".

                                     

2. Nellordinamento internazionale

Questo principio, come viene adottato dalla maggior parte dei paesi occidentali, è enunciato solennemente dallart.11 della Dichiarazione dei Diritti Umani del 1948; a livello cogente, è statuito dallarticolo 6 della CEDU e dallarticolo 48 della Carta di Nizza.

In ordine ai suoi limiti temporali, larticolo 6, § 2 della CEDU enuncia la presunzione di innocenza di ogni persona accusata di un reato solo sino a quando "la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata" e, "poiché accertamento legale è anche quello contenuto nella sentenza non definitiva di condanna di primo grado o in grado di appello, deve ritenersi che detto articolo contempli anche una sentenza del genere quale modo di accertamento legale".

Inoltre, la Corte europea dei diritti umani "nella sentenza 10 ottobre 2000, Daktaras vs Lituania, ha statuito che la presunzione di innocenza costituisce uno dei requisiti per il giusto processo. Tale principio è violato se eventuali dichiarazioni, rilasciate a mezzo stampa, da parte di un pubblico ufficiale riguardo ad un indagato, possano lasciare intendere che egli sia colpevole prima della sentenza di condanna".

                                     

3. Nellordinamento italiano

La presunzione di innocenza è prevista nella costituzione della Repubblica Italiana. Anche in Italia, quindi, dalla caduta del fascismo non è limputato a dover dimostrare la sua innocenza, ma è compito degli accusatori dimostrarne la colpa: lonere della prova spetta alla pubblica accusa, rappresentata nel processo penale dal pubblico ministero.

Pur in presenza di alcune norme volte ad attribuire provvisoria esecutività alla sentenza di primo o di secondo grado, il principio impedisce di trattare da colpevole, mediante unanticipazione della pena, colui che è ancora in attesa della sentenza definitiva di condanna.

Pertanto, limputato sarà detenuto solo a titolo di custodia cautelare, per tutto il periodo dei suoi eventuali ricorsi contro la condanna inflittagli: soltanto dopo il passaggio in giudicato della condanna - confermata nelleventuale terzo grado di giudizio della Corte Suprema di Cassazione, a seguito del ricorso in cui sia stata ravvisata una violazione della legge nellambito dei procedimenti dei due gradi precedenti - egli passerà ad essere considerato a tutti gli effetti un detenuto che sta scontando una pena.

Vari sono stati i tentativi di ridurre loperatività del principio soprattutto quando furono introdotti termini massimi di custodia cautelare anche per il periodo successivo alla sentenza di primo grado di non colpevolezza sancito dalla costituzione.

Conseguenze della presunzione dinnocenza sono i principi affermati, oltre che nella Costituzione, nella normativa che adegua il codice di procedura penale allesigenza di assicurare un giusto processo. Essa in sintesi ribadisce:

  • il diritto del cittadino di disporre di strumenti effettivi che mettano i suoi difensori in condizione di provare le sue effettive responsabilità.
  • il diritto della difesa a controinterrogare i testimoni
  • la parità fra accusa e difesa


                                     

3.1. Nellordinamento italiano Critiche

Le critiche alla declinazione italiana della presunzione di non colpevolezza sono essenzialmente di due tipi.

Da un lato ci si è lamentato che alcune prove di tipo confessorio siano così auto-evidenti che, rese in un sistema che oramai garantisce la libera autodeterminazione dellimputato, dovrebbero avere già leffetto di scardinare la presunzione, al di là del giudicato formale. Secondo Gerardo DAmbrosio, "i nostri Costituenti lesercizio del diritto di difesa era molto limitato, e non solo nella fase dellistruttoria, ed era molto difficile, essendo la prova stata raccolta nel segreto dellistruttoria, togliere il processo dai binari in cui era stato incardinato. La stessa struttura del processo inquisitorio e la sua forma scritta, del resto, avevano suggerito al legislatore di introdurre nel 1951 le Corti dAssise dAppello. Ma, a parte le sopraddette considerazioni, credo che a nessuno appaia ormai razionale che un imputato, raggiunto da prove schiaccianti, avendo magari reso anche piena confessione dinanzi al Giudice, senza che il difensore nulla abbia obbiettato, possa ancora beneficiare della presunzione di non colpevolezza sino allesito del giudizio di cassazione".

Dallaltro lato si è lamentato che talvolta esiti processuali non di merito, ma meramente di rito, ostino alla formazione di un giudicato di colpevolezza, cosa che però non dovrebbe impedire lo stigma sociale per il mancato reo: "Un conto è che uno venga assolto perché le prove dimostrano che non centra. Un conto è che le prove vengano meno. Tu lo devi assolvere ma non vuol dire affatto che è innocente. Se non fai il giudice ma lo storico, tu scrivi che quello è il mandante dellomicidio, perchè ci sono degli elementi ragionevoli per ritenere che sia il mandante dellomicidio". "Ha conquistato una prescrizione". Quindi è innocente. "Facciamo un caso. Il mio vicino, quello cui affido mia figlia per accompagnarla a scuola, viene accusato di essere un pedofilo. Finchè non si pronuncia la Corte di Cassazione è innocente. Ma io continuo ad affidargli mia figlia?".