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ⓘ Race, Evolution, and Behavior




Race, Evolution, and Behavior
                                     

ⓘ Race, Evolution, and Behavior

Race, Evolution and Behavior: A Life History Perspective è un saggio scritto nel 1995 da J. Philippe Rushton, professore di psicologia allUniversità del Western Ontario e capo dellassociazione Pioneer fund, creata nel 1937 con lo scopo di far progredire lo studio scientifico sulle differenze umane.

La pubblicazione del libro suscitò molte critiche concernenti sia la valenza razzista del libro sia aspetti più tecnici come la fallacia delle analisi riportate. Nel 2000 il libro è stato ripubblicato dalla Charles Darwin Research Institute con alcune risposte alle critiche.

Nel libro Rushton sostiene che la classificazione delle razze sia biologicamente valida e fondata.

                                     

1. Contenuto del libro

Rushton ha raccolto e analizzato dati riguardanti le differenze razziali sulle dimensioni cerebrali, sullintelligenza e sulla personalità riprendendo alcuni concetti da Darwin, Galton e altri studiosi del XIX secolo. Argomentando mediante, controverse, analisi di tipo psicologico, antropologico, sociologico Rushton sostiene lesistenza di tre razze biologiche: "orientali" mongoloidi o asiatici, "negri" negroidi o africani e "bianchi" europei o caucasoidi.

Secondo lautore, dal punto di vista intellettivo, comportamentale e di sviluppo fisico, gli Orientali e i Negri cadono ai due estremi opposti ", indipendentemente dal livello socioculturale: gli "orientali" avrebbero uno sviluppo fisico più lento, sarebbero meno attivi sessualmente e meno aggressivi, mentre avrebbero un cervello più grosso ed un maggior quoziente dintelligenza QI; i "negri" invece sarebbero più sviluppati dal punto di vista fisico e sessuale, ed avrebbero un minor QI ed un comportamento maggiormente tendente allaggressività.

I "bianchi", invece, sarebbero ad un livello intermedio, ma comunque più vicini agli "orientali".

                                     

1.1. Contenuto del libro Sviluppo fisico

Per quanto riguarda gli aspetti legati al fisico Rushton indica i "negri" come maggiormente avvantaggiati nei balzi, grazie a fianchi più stretti, gambe più lunghe, spalle più larghe, meno grasso e muscoli più sviluppati, in particolare per quanto riguarda le fibre veloci. Inoltre, la maggior produzione 3-19% in più di testosterone significherebbe "maggiore carica energetica". Ciò comporta vantaggi in sport come la corsa in velocità, il salto in lungo, la boxe, il basket, ma non eccellono nel nuoto in quanto hanno uno scheletro più pesante e una ridotta gabbia toracica. I "bianchi" e gli "orientali" hanno secondo lautore fianchi più larghi in quanto devono partorire neonati con un cranio più grosso. Questo sarebbe il motivo per cui le donne hanno sviluppato un bacino più ampio. Inoltre, gli elevati livelli di testosterone nei "negri" farebbero sì che essi eccellano in alcuni sport, ma che siano "più irrequieti a scuola e inclini al crimine".

                                     

1.2. Contenuto del libro Scala r-K

Rushton tratta poi una classificazione utilizzata in biologia per valutare le strategie riproduttive di una specie: la cosiddetta "strategia r-K". Nella lettura proposta dallautore le strategie "r" si basano su un elevato tasso di riproduzione, mentre le strategie "K" si basano su una maggiore cura da parte dei genitori. Quindi ad esempio, le classi animali sviluppatesi prima, che sono anche le meno evolute, hanno un elevato tasso di riproduzione.

Citando gli studi di Cavalli-Sforza, secondo cui il genere umano è nato 200.000 anni fa in Africa, Rushton conclude che i "negri" si sarebbero divisi dagli altri 100.000 anni fa; i "bianchi" e gli "orientali" si sarebbero differenziati 40.000 anni fa. Secondo i ragionamenti dello scrittore, a nord dellAfrica, ove era più difficile procurarsi del cibo e crescere dei bambini, era maggiormente importante garantire una maggiore stabilità familiare e un cervello più grosso maggiore intelligenza per contrastare gli inverni freddi, a spese dei comportamenti sessuali aggressivi e di un precoce sviluppo fisico. In Asia inoltre il clima era ancora più freddo che in Europa.



                                     

1.3. Contenuto del libro Criminalità

Rushton affronta quindi un classico tema del dibattito sul razzismo: il tasso di criminalità negli afroamericani che negli USA è molto alto. Gli americani di origine asiatica, invece, hanno tali dati statistici molto bassi. Lautore afferma che la spiegazione non sarebbe solamente di ordine culturale. A supporto di tale opinione sostiene che sarebbe stato dimostrato come i "negri" siano più aggressivi dei "bianchi", tendano allabuso di alcool e droga, preferiscano una ricompensa immediata piuttosto che un successo maggiore che però richiede unattesa più lunga.

                                     

1.4. Contenuto del libro Geni o ambiente?

Lautore si addentra poi nel dibattito sullincidenza quantitativa di elementi socio-culturali e di dati biologici sul comportamento degli individui. Cita in proposito gli studi effettuati sui gemelli omozigoti separati alla nascita. Secondo Rushton seguendo gli studi da lui considerati sarebbe possibile stabilire le seguenti proporzioni:

  • quoziente intellettivo: 70% ereditario 30% ambientale
  • orientamento sessuale: 50% ereditario 50% ambientale
  • comportamenti sociali: 40% ereditario 60% ambientale

Anche i gusti, le abitudini, la scelta delle amicizie e del partner sarebbero in parte influenzati dalla genetica: le persone in genere sceglierebbero partner che siano geneticamente simili. Le adozioni inter-razziali proverebbero la rilevanza del patrimonio genetico per quanto riguarda le differenze di QI. Crescere presso una benestante famiglia di Bianchi non farebbe particolarmente salire il QI ad un "negro" e non farebbe scendere il QI ad un "orientale". Secondo Rushton, inoltre, le influenze genetiche ed ambientali varierebbero con letà: diversamente da quanto predetto dalla teoria culturale, i bambini sarebbero maggiormente influenzati dallambiente, mentre negli adulti i fattori genetici prenderebbero il sopravvento. Un "negro" cresciuto presso dei "bianchi" svilupperebbe un QI leggermente superiore, ma, crescendo con letà, scenderebbe di nuovo intorno alla sua "media razziale".

                                     

2.1. Critiche Validità del metodo di aggregazione

Nel libro Rushton usa una metodologia che egli chiama "aggregazione" della prova, con la quale egli media centinaia di studi, moderni e storici, dando ad essi lo stesso peso e valore senza distinguere la qualità dei dati da lui utilizzati per asserire le differenze razziali. Rushton sostiene che la mediazione dei dati da lui effettuata dà un risultato accurato e afferma anche gli errori di misurazione sono di solito cancellati utilizzando molteplici studi.

Un largo numero di scienziati tuttavia riscontrano abbastanza problemi in tale metodologia da inficiare le conclusioni di Rushton. Douglas Wahlsten, biologo, in un recensione al libro di Rushton così espone le sue critiche:

Nella stessa recensione Wahlsten muove ulteriori critiche alluso particolare che Rushton fa dei dati:

Rushton da parte sua rimane fermo sulle posizioni non analizzando criticamente i dati da lui portati e limitandosi ad affermare che devono essere i suoi critici a portare nuovi dati usando le moderne tecnologie.

Anche David P. Barash, professore di psicologia dellUniversità di Washington, critica duramente il principio di aggregazione:

Lantropologo C. Loring Brace scrive in una sua recensione del libro:

Brace rileva come Rushton da per certa lesistenza di razze biologiche senza alcuna prova in merito se non le speculazioni di Rushton stesso con lo stesso modus operandi che avrebbe un extraterrestre in visita alla terra. Brace inoltre critica il modo in cui Rushton utilizza il concetto di ereditarietà poiché se esso ha una valenza con riferimento allindividuo risulta invece inapplicabile ai gruppi. Altre affermazioni prive di alcuna fonte sono inoltre quelle di Rushton sulle società sub sahariane.

Altre critiche si incentrano sulle interpretazioni, conclusioni e metodi poiché non scientifici e carenti. Così, ad esempio, il diagramma della capacità del cranio elaborato da Rushton è errato e non dimostra nulla, infatti luomo di Neanderthal aveva una capacità maggiore degli uomini di oggi. Gli studi genetici inoltre hanno dimostrato che esiste una grande diversità genetica allinterno delle popolazioni africane.



                                     

2.2. Critiche Validità del concetto di razza

Luigi Luca Cavalli-Sforza è un genetista una cui ricerca è citata in Race, Evolution and Behavior ; egli afferma che la classificazione in razze è del tutto arbitraria, Rushton, tuttavia, sostiene che lalbero dei collegamenti genetici disegnato da Cavalli-Sforza mostrerebbe distinte ramificazioni per ognuna delle razze che egli descrive. Gil-White in risposta a tali affermazioni, disse:

In un recensione al libro Richard Lewontin scrive:

In risposta a quanto scritto da Rushton, Peregrine rilevò che non solo non vi era fondamento scientifico nella identificazione delle tre razze ma che mancava il "come" tali razze si siano create ed evolute. Gil-White più in particolare nota che non solo manca tale dato ma che le deduzioni di Rushton sono completamente contraddette dalla scienza.

                                     

2.3. Critiche Altre critiche

Lapplicazione della teoria r/K è stata criticata da molti, ad esempio, sulla base del fatto che molte specie animali non seguono i principi della teoria suddetta. Rushton, accusato dal Southern Poverty Law Center di essere un accademico razzista è a capo del Pioneer Fund unorganizzazione no-profit accusata di usare strumentalmente le scienze sociali per incentivare loppressione politica e provare attraverso il finanziamento di apposite ricerche linferiorità dei neri.

La teoria risulta direttamente contraddetta da diversi studi sia sul QI di diversi popoli sia sulle differenze fisiologiche e comportamentali tra bianchi, neri e orientali.

                                     

3. Altri libri correlati

  • Michael Levin - Why Race Matters
  • Charles Murray - The Bell Curve
  • Jon Entine - Taboo: Why Black Athletes Dominate Sports and Why We Are Afraid to Talk About It
  • Arthur Jensen - The g Factor