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ⓘ Helmuth Plessner




Helmuth Plessner
                                     

ⓘ Helmuth Plessner

Helmuth Plessner è stato un filosofo e sociologo tedesco. Con Max Scheler e Arnold Gehlen è considerato tra i fondatori dellantropologia filosofica.

                                     

1. Biografia

Figlio di un medico nel 1911 studia zoologia e filosofia a Heidelberg, Berlino e Gottinga. Nel 1914 frequenta i corsi tenuti da Edmund Husserl a Gottinga, per approfondire lo studio della fenomenologia. Nel 1916 si laurea in filosofia con Paul Hensel, allievo di Windelband. A partire dal 1920 è Docente di filosofia a Colonia come assistente di Max Scheler; lì, entrando in contatto con Georg Misch, Nicolai Hartmann comincia a porre la basi della sua Antropologia filosofica. Dal 1925 al 1930 collabora con il Philosophischer Anzeiger, una rivista che si prefigge la collaborazione tra la filosofia le scienze speciali e grazie alla quale prende contatto con la filosofia tedesca del tempo, in particolare con Max Scheler, Nicolai Hartmann, Martin Heidegger e lermeneuta Georg Misch. Del 1928 viene pubblicata la sua opera più significativa Die Stufen des Organichen und der Mensch, testo che passa abbastanza inosservato ma che segnerà lincomprensione, prima, e poi la definitiva rottura con Max Scheler, il quale, insinuando una forma di plagio, pretese che il sottotitolo dellopera passasse da Fondazione dellantropologia filosofica a semplice Introduzione. Nel 1933, con lavvento del regime nazista, viene destituito dallincarico di professore a causa delle origini ebraiche di suo padre. Dopo un soggiorno in Turchia trova asilo nei Paesi Bassi grazie allamico biologo F.J.J. Buytendijk. Dal 1936 Plessner insegna sociologia a Groningen ma nel 1940 con loccupazione tedesca è costretto alla clandestinità. Riuscirà a sopravvivere grazie allaiuto di amici e allievi olandesi. Nel 1946 è nominato professore ordinario a Groningen. Nel 1951, ormai sessantenne, torna in Germania per assumere la cattedra di sociologia allUniversità di Gottinga. Nello stesso periodo Horkheimer e Adorno lo invitano in qualità di collaboratore eminente presso lIstituto per la Ricerca Sociale di Francoforte. Ritiratosi in Svizzera per la vecchiaia, a metà degli anni sessanta ottiene un altro incarico a Zurigo, dove insegna filosofia ancora per molti anni. Morirà a Gottinga dopo una lunga malattia.

                                     

2. Il pensiero

Quale profondo conoscitore di biologia, zoologia e medicina sviluppò, attraverso un confronto con la tradizione darwiniana, una teoria complessiva della sensazione fondata su una filosofia del corpo radicalmente antidualistica. Alla "centricità" dellistinto degli animali, contrappose il carattere "eccentrico" delluomo: un essere vivente che è inserito" posizionato” nei limiti corporei e in un ambiente e al contempo si trova al di fuori di essi e aperto al mondo" eccentrico”. Partendo dal punto" eccentrico” della sua posizione, traccia dei limiti" artificialmente” per poi" incarnarli” verkörpern ". Plessner applicherà queste tesi agli ambiti più disparati: società, storia, politica, linguaggio, arte, ed espressività corporea delluomo. Nel suo sviluppo filosofico sociale Plessner elaborò, sulla base dei suoi studi, una critica del comunitarismo.

La definizione della vita come" prestazione limite” Grenzleistung è stata lintuizione felice di Plessner e la chiave di volta del suo pensiero. Nella sua biofilosofia del 1928 egli espone il modo in cui la cellula, grazie alla membrana, diventa un essere vivente allinterno di un ambiente inanimato. Solo la concentrazione della cosa animata sulla sua chiusura, sul" limite” o" confine” Grenze, la apre in modo caratteristico al tempo stesso verso linterno e verso lesterno: contemporaneamente fa apparire in essa lambiente nel modo ad essa specifico e fa apparire essa stessa allinterno di un ambiente. La linea socialfilosofica segue il modo in cui gli uomini risolvono la loro precaria situazione-limite – aperti verso il proprio interno e abbandonati allo sguardo penetrante luno dellaltro – riconoscendosi reciprocamente il diritto a portare delle" maschere”; essa inoltre esamina il modo in cui gli uomini, allinterno della sfera pubblica che viene costituita in tal modo e che comprende il" tatto” e la" tattica”, definiscono i" limiti della comunità”. Nella sua" antropologia politica” del 1931 Plessner descrive il modo in cui i gruppi umani perseguono il principio della necessità creativa della relazione di indeterminatezza rispetto a se stessi, rispetto agli altri nella reciprocità e rispetto al mondo. Essi si arrischiano a porre, istituendola, una zona di familiarità e si riconoscono reciprocamente il dovere del" politico”, dovere che consiste nel sostenere tale costruzione come posizione contro zone estranee. Nellincontro con la loro propria trasformazione e con altre costituzioni di orizzonti non sfugge ai gruppi umani che le loro rispettive culture in realtà portano a" espressione” lessenza immediata delluomo, ma al tempo stesso, a causa della mediatezza artificiale, necessariamente anche la nascondono. La comprensione del suo strutturale autonascondimento" homo absconditus” è comprensione dellapertura delluomo, e con ciò una via allammissione anche di altre costituzioni di orizzonti umanamente possibili, senza potere tuttavia abbandonare la propria via particolare.

Oltre che dal padre della fenomenologia Edmund Husserl e Max Scheler, lo sviluppo del suo pensiero fu influenzato dal filosofo e biologo Hans Driesch, da neokantiani come Windelband, Emile Lask e da Max Weber. Durante la Repubblica di Weimar si interessò al Bauhaus, alla sociologia della conoscenza di Karl Mannheim e alla teoria politica di Carl Schmitt.

                                     

3. Opere

  • Lachen und Weinen. Eine Untersuchung der Grenzen menschlichen Verhaltens 1941
  • Krisis der transzendentalen Wahrheit im Anfängen 1918
  • Anthropologie der Sinne 1970
  • Die Stufen des Organischen und der Mensch. Einleitung in die philosophische Anthropologie 1928 trad. it I gradi dellorganico e luomo. Introduzione allantropologia filosofica
  • Die verspätete Nation. Über die politische Verführbarkeit bürgerlichen Geistes 1959, ursprünglich 1935
  • Macht und menschliche Natur. Ein Versuch zur Anthropologie der geschichtlichen Weltansicht 1931
  • Zur Anthropologie des Schauspielers 1948
  • Die Frage nach der Conditio humana 1961
  • Die Einheit der Sinne. Grundlinien einer Ästhesiologie des Geistes 1923
  • Die wissenschaftliche Idee, ein Entwurf über ihre Form 1913
  • Die Emanzipation der Macht 1962
  • Das Lächeln 1950
  • Grenzen der Gemeinschaft. Eine Kritik des sozialen Radikalismus 1924


                                     

4. Traduzioni italiane

  • Potere e natura umana. Per unantropologia della visione storica del mondo, Manifestolibri, Roma 2006.
  • Luomo come essere biologico, in Filosofi tedeschi doggi, a cura di A. Babolin, Il Mulino, Bologna 1967, 360-376.
  • Antropologia filosofica, Morcelliana, Brescia 2010.
  • Antropologia dei sensi, Cortina, Milano 2008.
  • Conditio humana, in I Propilei, Mondadori, Milano 1967, vol. I., 27-93.
  • Al di qua dellutopia. Saggi di sociologia della cultura, Marietti, Torino 1974.
  • Il riso e il pianto. Una ricerca sui limiti del comportamento umano, Bompiani, Milano 2000.
  • Luomo. Una questione aperta, Armando, Roma 2007.
  • I gradi dellorganico e luomo. Introduzione allantropologia filosofica, Bollati Boringhieri, 2006.
  • Il riso e il pianto. Una ricerca sui limiti del comportamento umano, Bompiani, Milano 2007.
  • Studi di estesiologia. Luomo, i sensi, il suono, Clueb, Bologna 2007.
  • I limiti della comunità. Per una critica del radicalismo sociale, Laterza, Roma 2001.