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ⓘ Storia dell'automobile




Storia dellautomobile
                                     

ⓘ Storia dellautomobile

La storia dellautomobile come mezzo di trasporto affermato e funzionante inizia nel XIX secolo. Essa si basa tuttavia su modelli concepiti in precedenza; per questo la data dellinvenzione dellauto non può essere stabilita con assoluta ed obiettiva esattezza:

Già durante lepoca storica del Rinascimento erano stati ideati e disegnati modelli di carri in grado di spostarsi da soli. Daltro canto, questi progetti vivevano solo sulla carta. Dei prototipi funzionanti come il famoso Carro di Cugnot marchingegni con un motore a vapore furono costruiti solo verso la fine del XVIII secolo.

Nata per sostituire la trazione animale, lautomobile si serviva di motori di volta in volta diversi a seconda dei sistemi di alimentazione. Soltanto dopo la prima guerra mondiale lintroduzione del motore endotermico e della benzina si impose su una moltitudine di sistemi. Ciò nonostante vennero sempre proposte, nei vari periodi storici, forme di alimentazione alternative alla benzina.

                                     

1. Il motore a vapore ed il Carro di Cugnot

Progettato nel 1769, era azionato da un motore a vapore a due cilindri in linea di 325 mm di alesaggio e 387 mm di corsa, per una cilindrata totale di circa 64.000 cm³. Questo "mostro", in grado di portare un carico di oltre 4 tonnellate, soprannominato "macchina azionata dal fuoco" procedette lentamente solo per una dozzina di minuti, raggiungendo una punta di velocità stimata inferiore ai 10 km/h; questa pur brevissima esibizione segnò linizio della storia della motorizzazione: si tratta infatti della prima dimostrazione pratica fornita al mondo da un veicolo "auto-mobile" nel senso letterale del termine, vale a dire che si muove da sé tramite una forza non animale, non immagazzinata per mezzo di molle e che non utilizzava gli effetti del vento.

Il problema principale stava non tanto nel far muovere il Carro di Cugnot, ma nella lentezza della sterzata e nel farlo fermare, infatti il primo prototipo si distrusse contro un muro.

Tuttavia subito dopo venne costruito un secondo carro nel luglio del 1771 che ottenne il risultato sperato attualmente, il Carro di Cugnot è conservato al Conservatoire National des Arts et Métiers di Parigi ed una replica si può ammirare presso il Museo dellautomobile Carlo Biscaretti di Ruffia di Torino.

Il Carro di Cugnot fu un prototipo fondamentale, ma caratterizzato da diverse caratteristiche in comune con altre invenzioni come la locomotiva ed il triciclo motorizzato. Si distingueva quindi dallautomobile moderna anche perché non costituiva, per il momento, una valida alternativa alla trazione animale. I successivi progressi portarono ad una vera e propria svolta soltanto dopo un centinaio danni, soprattutto grazie ai modelli introdotti da imprenditori come Karl Benz.

                                     

2. LOttocento: gas, benzina, Diesel e prime esperienze con lelettricità

Anche nel XIX secolo vennero costruite delle automobili con trazione a vapore. Inoltre, ingegneri ed inventori continuavano a lavorare su modelli a trazione muscolare oppure a vela. Ciononostante la concorrenza di sistemi progrediti non si fece più attendere:

  • Nel 1864 litaliano Innocenzo Manzetti introdusse la prima autovettura a vapore moderna in grado di circolare lungo le strade. Si tratta della carrozza a vapore citata da alcuni giornali valdostani e piemontesi tra il 1869 e il 1870.
  • Nel 1860 il belga Étienne Lenoir fu poi in grado di mettere a punto un modello alimentato a gas che venne applicato ad alcuni tricicli denominati Hippomobile.
  • Più tardi nel 1839 fu inventata la prima auto elettrica, introdotta da Robert Anderson ad Aberdeen.
  • Nel 1804, in Svizzera, il francese Isaac de Rivaz metteva a punto il motore a combustione interna, applicandolo in seguito su di un rudimentale veicolo.

Le ricerche che portavano a sviluppare nuovi modelli si spingevano nelle più disparate direzioni, alimentate dagli sviluppi storici della industrializzazione soprattutto inglese. Fu così che le città di Londra e Bath si ritrovarono già nel 1828 con un collegamento di autobus, funzionanti a vapore.

Un momento di grande importanza fu senzaltro il 1876 grazie a Nikolaus August Otto che, inventò la prima autovettura con un motore a combustione interna a quattro tempi. Comunque, lauto non si era ancora del tutto profilata e distinta da altri mezzi di trasporto e locomozione e trasporto come la locomotiva e la bicicletta. Basti pensare al fatto che due famosi modelli francesi, lObéissante e la Mancelle venivano presentati allEsposizione Universale del 1887 nella sezione dedicata al materiale ferroviario.

Grazie ad alcune decisive innovazioni e alla fondazione di importanti aziende, fu comunque proprio verso la fine dellOttocento che lautovettura diventava per la prima volta un fenomeno ben conosciuto ed in grado di fare concorrenza alla carrozza. Dal punto di vista estetico lautomobile sviluppava per la prima volta caratteristiche sempre meglio distinguibili da quelli di altri mezzi di trasporto, anche se spesso rimaneva visibile, nel progetto, la struttura di una carrozza adagiata su di un motore:

  • Nel 1894 Enrico Bernardi realizzava il suo veicolo con motore a benzina e, per produrlo, nello stesso anno veniva fondata la Miari & Giusti, prima fabbrica italiana di automobili.
  • Nel 1892 Rudolf Diesel brevettò un nuovo modello che migliorava il grado di efficienza del ciclo Otto, il che preludeva alla costruzione del primo motore Diesel.
  • Nel 1890 Gottlieb Daimler fondò la Daimler-Motoren-Gesellschaft.
  • Nel 1886 Karl Benz, che otto anni prima era stato il pioniere del primo motore a combustione interna a due tempi, costruì il primo veicolo con motore endotermico. Nello stesso anno il connazionale Gottlieb Daimler realizzò un modello indipendente da quelli di Benz. La sua vettura raggiungeva una velocità di 16 km/h. Successivamente, nel 1889, il motore a quattro tempi di Daimler veniva installato su una vettura a quattro posti da René Panhard ed Émile Levassor.
  • Nel 1899 viene introdotta la frizione, nella sua rudimentale forma a cono.
  • Nel 1884 Enrico Bernardi realizzó a Verona un prototipo di veicolo con motore a benzina, con tre ruote, azionato da un motore di piccola potenza. Il prototipo fu presentato allesposizione internazionale di Torino del 1884 ed è attualmente conservato presso il dipartimento di Ingegneria Industriale dellUniversità di Padova.
  • Nel 1883 vengono fondate le prime fabbriche di automobili: in Francia a Puteaux, la De Dion, Bouton et Trépardoux e in Germania a Mannheim, la Benz & Cie. fondata dallingegnere tedesco Karl Benz, che aveva lasciato da poco la fabbrica di motori A.G. Gasmotorenfabrik costituita nel 1882. La De Dion, Bouton et Trépardoux costruì nel 1884 una delle prime vetture a motore. Era a vapore ed utilizzava come combustibile carbone, legno e carta. Fu chiamata La Marquise e la velocità massima era di circa 61 km/h. Insieme alla precedente Mancelle, del 1878 di Amédée Bollée, è considerata lautomobile di serie più vecchia del mondo.

La concorrenza tra diversi sistemi era sempre maggiore e finiva per essere inscenata davanti al pubblico: fu così che nacquero le prime gare automobilistiche, tra le quali era senzaltro famosissima la Parigi-Rouen. Anche se sembravano profilarsi buone prospettive per il motore a benzina, questo sistema pareva tardare ad affermarsi sugli altri. Il primo record di velocità terrestre ufficialmente registrato, del 1898, è da attribuire proprio ad unautomobile elettrica: il francese Gaston de Chasseloup-Laubat raggiungeva i 63.14 chilometri lora, mentre lanno successivo, il 29 aprile 1899 Camille Jenatzy superava la bellezza dei cento km/h con La Jamais Contente, anche in questo caso unauto elettrica. Con la sua spiccata linea appuntita, questa vettura cercava una sua soluzione aerodinamica, anche se prematura.

                                     

3. Il Novecento: laffermazione definitiva del modello a benzina

Come visto, il XX secolo si apriva con una ricerca volta nelle direzioni più disparate. Da carburante fungevano anche sostanze come il petrolio e lalcool. Infatti, lautomobile a benzina finì per diventare il modello più affermato solo a partire dal periodo intorno alla prima guerra mondiale.

Nel 1910 fu inventato, da Charles Franklin Kettering per la Cadillac, lavviamento elettrico: tra laltro, con il progressivo aumento del numero dei cilindri, allepoca diventava sempre più pericoloso accendere il motore manualmente girando lapposita manovella.

Anche in Italia allinizio del novecento iniziò la produzione industriale della FIAT a Torino, con la consulenza tecnica dellingegnere Enrico Bernardi che fin dal 1896 aveva iniziato a realizzare industrialmente automobili con motori a scoppio presso la ditta Miari e Giusti di Padova.

Dal 1908, con la realizzazione in America della" Ford Modello T”, lindustria automobilistica ha dato avvio alla costruzione in grande serie di autoveicoli dal 1913 utilizzando una catena di montaggio incidendo fortemente sulla civiltà del XX secolo, considerando che tale auto è stata in produzione 19 anni con oltre 15 milioni di esemplari realizzati. Non si trattava di sviluppi di natura puramente tecnologica: infatti, di pari passo, la teoria economica del taylorismo introduceva nuovi canoni di produttività, ridefinendo in parte il ruolo del lavoratore e aprendo questioni di natura umana e sociale. Da una parte, la nuova classe operaia si ribellava a queste dinamiche coniando il termine dispregiativo di fordismo. Dallaltra si faceva il primo passo verso la produzione in massa di autovetture che potessero essere alla portata dei ceti meno abbienti.

Fu unoccasione presa al volo dalle dittature fasciste, che vedevano lo sviluppo di beni di consumo come fattore di piena occupazione e stabilità della base. Si diede così inizio una prima diffusione di autovetture in Italia o in Germania. Il 1936 fu infatti lanno di nascita di modelli come la Fiat Topolino e la Volkswagen Maggiolino. Enorme era lo sforzo intrapreso da Hitler per dotare negli anni trenta il terzo Reich di una vera e propria rete autostradale: secondo il Führer lauto era infatti un modo di far conoscere il territorio del Reich alla popolazione tedesca, più che un mezzo di trasporto urbano. Lauto doveva venire a costare meno di diecimila marchi.

Dopo la guerra, lo sviluppo industriale consentì innovazioni sempre diverse e più raffinate: gli pneumatici radiali fecero la loro comparsa sul mercato nel 1948; tre anni più tardi, era la volta del motore ad iniezione. Il secondo dopoguerra fu per molti paesi europei come lItalia un momento assai importante. Il parziale smantellamento dellindustria di guerra e il boom economico favorirono la diffusione massiccia di questo mezzo di locomozione.



                                     

4. Sviluppi recenti

La tendenza dei modelli odierni non è affatto contraria alla diversificazione del carburante. Il bisogno di un sistema alternativo alla benzina si fece notare ad esempio durante la crisi del petrolio, nel 1973. Il sistema diesel continuò quindi ad affermarsi accanto a quello a benzina, mentre in tempi successivi anche lautomobile elettrica, quella ad alcool e quella a gas GPL tornarono ad essere sviluppate. Sarebbe emersa tra laltro lauto ibrida, ovvero alimentata sia da benzina che dal gas o dallenergia elettrica.

Nel clima sociale, ambientale ed economico stabilitosi alla fine del secolo XX, acquisiscono un ruolo di sempre maggiore importanza i concetti di mobilità sostenibile e di energia rinnovabile puntando verso combustibili come lidrogeno o addirittura su sistemi fotovoltaici da applicare alle auto. Ad esempio, il Brasile è un paese che in virtù delle proprie risorse utilizza largamente il bioetanolo per autovetture con il motore Flex. Infatti, in questo paese la raffinazione di canna da zucchero è una delle fonti di energia più importanti. Daltro canto, lutilizzo di terreni agricoli per la produzione di carburante è stato criticato per il fatto di contribuire al disboscamento e alla lievitazione dei prezzi degli alimentari.

Lauto diventa un prodotto sempre più ricco di accessori legati a nuove funzionalità. Per reagire al numero impressionante di incidenti e decessi, la legislazione dei vari Paesi introduce nuove tecnologie come quella delle cinture di sicurezza e dellair bag. Di conseguenza, a dispetto di un ulteriore incremento degli incidenti, il numero dei decessi in seguito a sinistri inizia a diminuire in maniera significativa. Innovazioni accessorie, come il sistema di parcheggio automatizzato o di frenata del veicolo autonoma in caso di pericolo, stanno avvicinando lintroduzione del pilota automatico.

Con lavvento del Sistema di Posizionamento Globale GPS il conducente viene aiutato a trovare litinerario ottimale.

Sono stati fatti passi di una certa consistenza per quanto riguarda lo sviluppo dellauto volante, grazie ai modelli Terrafugia Transition e AeroMobil 3.0.

                                     
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  • automobilistica statunitense Buick. È considerata la prima dream car della storia dell automobile L.Edsall, p.24. Larry Edsall, La Buick Y - Job, in Concept Cars
  • dell ACI come associazione nazionale avvenne nel 1905, dall unione dell Automobile Club di Torino e di alcuni altri club automobilistici locali Torino

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