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ⓘ Protoesperanto




                                     

ⓘ Protoesperanto

Per protoesperanto si intende uno stato di evoluzione della lingua esperanto precedente alla lingua poi definitivamente pubblicata da Ludwik Lejzer Zamenhof tra il 1872 e il 1887. La creazione dellesperanto, nonostante non fosse stato il primo caso di lingua artificiale, deve essere stato un processo avvenuto per approssimazioni successive sulla grammatica e il lessico, in cui scelte dovevano essere messe in atto per dare alla lingua le caratteristiche di semplicità e grande espressività che la caratterizzano, fino al momento della pubblicazione della "versione definitiva".

                                     

1. Fonti e storia del protoesperanto

Non si hanno molti documenti in protoesperanto, e con ogni probabilità, in ogni periodo Zamenhof ha potuto inserire dei piccoli cambiamenti e modifiche, prendere decisioni che hanno modificato la lingua, e tale processo non può essere noto. Si può immaginare che il protoesperanto non sia stata una vera e propria lingua, a meno di non fotografarla in un dato istante, prima dellintroduzione di una successiva modifica a ogni nuova modifica fondamentale, Zamenhof creava inconsciamente un nuovo protoesperanto.

                                     

1.1. Fonti e storia del protoesperanto La Lingwe uniwersala del 1878

Fu nel 1878 che Zamenhof presentò la prima versione di protoesperanto. In occasione del suo diciannovesimo compleanno, invitati i suoi compagni di scuola davanti a una torta, lesse una breve poesia nella nuova lingua ausiliaria. Ecco i quattro versi con traduzione in esperanto e italiano:

Da queste poche righe si possono però notare delle caratteristiche molto interessanti. I sostantivi almeno quelli che appaiono nella strofa terminavano con la desinenza - e, mentre il plurale si otteneva aggiungendo una -s alla parola come in varie lingue europee, e questo valeva anche per larticolo singolare: la, plurale: las in modo simile alla lingua spagnola. Anche i verbi avevano desinenze diverse: -are era la desinenza dellinfinito poi sostituita dalla più leggera -i, -á era la desinenza del presente che poi fu cambiata in -as, mentre -ó quella dellimperativo poi sostituita con -u. Da queste poche righe non si hanno abbastanza informazioni sulluso dellaccusativo oltre per sottolineare il complemento oggetto; sappiamo che non era lunico caso presente, ad esempio cera anche il genitivo. Tra gli affissi riconoscibili: mal- contrario, -ig- da igere, attualmente igi, cioè rendere, trasformare); tra gli affissi mutati: kon- preposizione con, poi divenuta kun, -ete poi divenuto -eco ed -oze poi divenuto -aro. Già in questa fase era possibile lelisione dellultima vocale.

In seguito la totalità del materiale di questo primo protoesperanto fu bruciata dal padre, preoccupato per la passione del figlio che avrebbe potuto distrarlo dagli studi di medicina in seguito si sarebbe specializzato in oftalmologia, e che probabilmente era anche preoccupato che una tale idea provenisse da un ebreo, il che avrebbe potuto suscitare dei sospetti da parte della polizia russa.

Nella celebre lettera a Nikolai Borovko, Zamenhof scriverà in seguito riguardo alla lingua del 1878:

                                     

1.2. Fonti e storia del protoesperanto La Lingvo universala del 1881

Quando Zamenhof terminati gli studi tornò a casa dalluniversità, si accorse della distruzione della sua opera e dovette rimettersi quindi al lavoro. Un estratto di questa nuova fase della lingua è in una lettera del 1881:

Che in esperanto moderno sarebbe probabilmente:

Quindi in italiano:

In questa fase i casi si erano ridotti solo a due nominativo e accusativo. Laccento non era ancora regolare, ad esempio poteva cadere sullultima vocale in alcuni tempi verbali. Rispetto alla versione precedente, si possono notare differenze fononogiche e ortografiche che si avvicinano al moderno esperanto, come w sostituita da v. Sussiste ancora la presenza di digrammi una coppia di lettere che rappresenta un unico suono, per cui non cera la corrispondenza biunivoca suono-lettera. Inoltre, le lettere che hanno segni diacritici hanno delle barrette sul modello polacco come la lettera ć. Zamenhof probabilmente cambierà il segno di accento ΄ con il segno di cappellino ^ e di breve ˘ poiché questi ultimi erano entrambi presenti nel francese, per evitare i pregiudizi che sarebbero potuti nascere da lettere così "orientali" nellEuropa occidentale. La coniugazione verbale era la seguente: indicativo presente -é, indicativo passato -u, indicativo futuro -uj, condizionale -á, volitivo -ó, ed infinito -e oppure -i.

I pronomi terminavano in -o oppure in -a se possessivi: mo = io, ma = mio;, cerano altre differenze, come il genere per la terza persona plurale dei pronomi personali:



                                     

1.3. Fonti e storia del protoesperanto Verso lesperanto

Zamenhof rifinì questa lingua, soprattutto grazie allesperienza datagli dalla traduzione da altre lingue. Le desinenze grammaticali di plurale e accusativo di nomi e aggettivi divennero più semplici da memorizzare, poiché formati per somma di desinenze atomiche; ad esempio laggiunta della desinenza del plurale -j a quella del nome -o forma la "desinenza" che caratterizza i nomi al plurale -oj. Laccento fu definitivamente fissato sulla penultima vocale.

Nel 1887 pubblicò una grammatica sintetica dellesperanto, lUnua libro dal quale, dopo la rifinitura effettuata dagli usi della comunità esperantista, fu tratto lesperanto che raggiunse la forma usata ancora oggi.