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ⓘ Hellas Verona Football Club



Hellas Verona Football Club
                                     

ⓘ Hellas Verona Football Club

L Hellas Verona Football Club, meglio noto come Hellas Verona o più semplicemente Verona, è una società calcistica italiana con sede nella città di Verona.

Fondata nel 1903 con il nome di Associazione Calcio Hellas, dallistituzione della Serie a girone unico 1929 è stata lunica squadra di una città non capoluogo di regione a vincere, nella stagione 1984-1985, il campionato di massima serie. Proprio gli anni 1980 sono stati il periodo di maggiori soddisfazioni sportive per il club, che arrivò anche due volte consecutive delle tre complessive in finale di Coppa Italia, disputando inoltre diverse partite nelle coppe europee con una partecipazione alla Coppa dei Campioni e due alla Coppa UEFA. I gialloblù hanno partecipato a 28 campionati di Serie A, 52 di Serie B e 6 di Serie C; la compagine scaligera è inoltre la seconda alle spalle del Brescia per presenze nel campionato cadetto, torneo che ha vinto in tre occasioni. Occupa il tredicesimo posto nella graduatoria della tradizione sportiva italiana secondo i criteri della FIGC.

I colori sociali del Verona, il giallo e il blu, richiamano quelli dello stemma della città veneta, che sarebbero in realtà loro e lazzurro. I soprannomi della squadra sono "i Mastini" e "gli Scaligeri", in riferimento alla famiglia Della Scala che governò Verona tra il XIII e il XIV secolo; lo stemma araldico degli Scaligeri è richiamato sulla tenuta di gioco e sul marchio societario come unimmagine stilizzata di due possenti mastini rivolti in direzioni opposte.

                                     

1.1. Storia Dalla nascita agli anni 1960

Nellottobre del 1903 un gruppo di studenti del liceo classico Scipione Maffei di Verona fondò un club e, su proposta del professor Decio Corubolo, per lappunto insegnante di greco, lo battezzò Associazione Calcio Hellas per ricordare lantica Ellade, ovvero lodierna Grecia; primo presidente venne eletto il conte Fratta Pasini, con un fondo associativo pari a 32 lire. Nel 1919, dopo la Prima guerra mondiale, lHellas assunse la denominazione Football Club Hellas Verona accogliendo, per fusione, la società minore denominata Verona.

Allavvio della Serie a girone unico la squadra, che un anno prima aveva incorporato, per fusione, due rivali veronesi, Bentegodi e Scaligera, assumendo la denominazione A.C. Verona, partì dal campionato di Serie B, in seguito al brutto piazzamento 12º posto ottenuto lanno precedente nella Divisione Nazionale, che impedì al club di iscriversi alla Serie A. Al suo debutto nel campionato cadetto 1929-1930 chiuse con un incoraggiante sesto posto, con 7 punti di distacco dal Legnano promosso nella massima serie.

Nel 1941, mentre imperversava il secondo conflitto mondiale il Verona, dopo un decennio interamente trascorso in serie B, affrontò uno dei suoi peggiori momenti storici, retrocedendo in Serie C. I gialloblù riuscirono però a risalire abbastanza in fretta, nel giro di due sole stagioni 1943.

Dopo essere tornato nella categoria superiore, il Verona iniziò un lungo periodo in Serie B finché, dopo quattordici anni, vinse il suo primo campionato di Serie B: infatti, nel 1957 i gialloblù, allenati da Angelo Piccioli secondo allenatore più presente sulla panchina scaligera con 225 partite, dietro al solo Bagnoli, furono i protagonisti del torneo e, pareggiando in casa con il Como per 1-1 nellultima giornata, ottennero il punto che mancava loro per poter festeggiare la tanto agognata promozione.

Il Verona restò in Serie A una sola stagione 1957-1958: a un ottimo girone di andata che vide i gialloblù girare la boa alla rassicurante quota di 18 punti in 17 partite, seguì infatti un disastroso girone di ritorno che ebbe come epilogo la sconfitta contro il Bari secondo classificato della Serie B 1957-1958 nel doppio spareggio che determinò la retrocessione della società scaligera in cadetteria.

Nellestate del 1958 il Verona assorbì un club minore veronese, l A.S. Hellas, neopromosso in Serie C, in modo da poter riprendere la denominazione di Associazione Calcio Hellas Verona in omaggio alle sue origini. Seguirono quindi dei campionati anonimi, nobilitati solo dalla semifinale della Coppa Italia 1963-1964, raggiunta con una vittoria per 1-0 in casa della Juventus. Nel 1968, dopo unambiziosa campagna acquisti, il Verona del neo-presidente Saverio Garonzi, guidato in panchina da Nils Liedholm riconquistò la categoria esattamente un decennio dopo lultima promozione. Il salto di categoria venne guadagnato allultima giornata, grazie a una vittoria sul Padova per 1-0 ma soprattutto alla vittoria in trasferta in rimonta 1-2 conto la diretta concorrente Bari, alla penultima.

                                     

1.2. Storia Gli anni 1970 e 1980

LHellas, al ritorno in massima serie dopo la breve avventura in Serie A del 1958, stavolta si salvò con relativa facilità, conducendo una stagione equilibrata chiusa al decimo posto mentre, nelle stagioni successive, riuscì ad inanellare una serie di importanti salvezze in massima serie. Nel 1974 lHellas finì la stagione al quartultimo posto evitando la retrocessione, ma fu declassato in ultima posizione e condannato alla Serie B durante i mesi estivi a causa dello "scandalo della telefonata" in cui furono coinvolti il presidente della squadra Saverio Garonzi e un ex giocatore, Sergio Clerici. Il Verona ritornò comunque subito in Serie A al termine del successivo campionato cadetto 1975.

Nel 1978 la squadra rimase sfortunatamente coinvolta nellincidente ferroviario di Murazze di Vado. A causa di un disguido aereo legato al maltempo, il club veneto era ricorso al treno per raggiungere la capitale, dovera in programma la sfida di campionato contro la Roma: i giocatori e lo staff viaggiavano sul primo vagone della "Freccia della Laguna", che in prossimità di Monzuno investì le carrozze dellespresso Bari-Trieste deragliato pochi secondi prima. Destino volle che al momento del disastro la formazione si fosse spostata per il pranzo nella carrozza ristorante, salvandosi, e uscendo quasi illesa, dallincidente che contò una quarantina di vittime tra le carrozze scagliate dallurto nel dirupo sottostante.

Dopo aver disputato dieci campionati su undici in Serie A dal 1968 in poi, il Verona tornò in Serie B nel 1979. In cerca di equilibrio e con un ricambio generazionale in corso sia dei dirigenti che dei giocatori, la società rimase bloccata tra i cadetti per tre anni.

Dalla rivoluzione di rosa e tecnici che seguì, ebbe inizio quello che sarebbe stato il ciclo di vittorie più importante della storia del club scaligero: nella stagione successiva 1981-1982, sotto la guida del nuovo allenatore Osvaldo Bagnoli, lHellas chiuse infatti al primo posto, vincendo il campionato cadetto e facendo ritorno in Serie A.

Lanno successivo, i gialloblù stupirono tutti e nel girone di andata della massima serie contesero a lungo il primo posto della classifica alla Roma, che poi vinse lo scudetto; nella tornata di ritorno vi fu linevitabile calo fisico di una formazione costruita senza grosse ambizioni, ma gli scaligeri riuscirono comunque a terminare il campionato al quarto posto, guadagnandosi la qualificazione alledizione successiva della Coppa UEFA.

Anche nel 1983-1984 il Verona fu protagonista di un ottimo campionato: esattamente come lanno prima alla decima giornata era al primo posto in condominio con la Roma, e, come lanno prima, subì una flessione nel girone di ritorno che comportò un comunque brillante piazzamento finale al sesto posto.

                                     

1.3. Storia Lo scudetto

Dopo aver concluso due campionati nella parte alta della classifica ed entrambe le stagioni nobilitate da una finale di Coppa Italia i dirigenti del Verona, pur continuando a parlare di salvezza, decisero di alzare il tiro. Nellestate del 1984 arrivarono infatti presso la corte scaligera due quotati calciatori stranieri, punti fermi delle rispettive nazionali: il difensore tedesco Hans-Peter Briegel e lattaccante danese Preben Elkjær. Al termine della Serie A 1984-1985, dominata dalla squadra scaligera fin dalle prime giornate, il pareggio per 1-1 ottenuto a Bergamo contro lAtalanta garantì allHellas la conquista dello scudetto con un turno di anticipo.

Lo scudetto assunse valore non solo perché conseguito in unepoca in cui le squadre italiane stavano iniziando a riaffermarsi a livello internazionale la Nazionale stessa era campione del mondo, ma anche per i molti tra i migliori calciatori del mondo, vedi Platini, Zico, Maradona, Sócrates, Rummenigge e Falcão, che calcavano i campi della Serie A.

Il proprietario Chiampan cercò in tutti i modi di mantenere il Verona ad alti livelli negli anni post-scudetto, ma, a causa della progressiva vendita dei giocatori-chiave che avevano determinato la conquista dello scudetto dovuta al dissesto economico societario, nella stagione 1989-1990 i gialloblù retrocedettero in seguito alla sconfitta contro il Cesena proprio allultima giornata di campionato, scivolando quindi in Serie B.



                                     

1.4. Storia Gli anni 1990 e 2000

Nel 1991, nonostante il fallimento della società, i giocatori guidati dallallenatore Eugenio Fascetti terminarono comunque il campionato 1990-1991 nel migliore dei modi, ottenendo uninsperata promozione in Serie A. La squadra retrocesse però di nuovo la stagione successiva, con diverse giornate di anticipo. Il Verona iniziò così a fare altalena tra la massima serie e quella cadetta. Nel 1995 il club acquisì nel frattempo il nome Hellas Verona Football Club che mantiene ancora oggi dopo aver usato per quattro anni il nome Verona Football Club in seguito al fallimento e alla rapida rinascita del 1991. Dopo due promozioni 1990-1991 con Eugenio Fascetti e 1995-1996 con Attilio Perotti seguite da immediate retrocessioni, la vittoria nel campionato di Serie B nel 1998-1999 sotto la guida del rampante Cesare Prandelli il quale mise insieme quellanno una striscia di 8 vittorie consecutive tra la 6ª e la 13ª giornata, record per la Serie B italiana che verrà uguagliato da Mandorlini nel 2011-2012 sembrò aprire una nuova fase nella storia del club.

Il III millennio iniziò con gli scaligeri ancora allenati da Prandelli che dopo un inizio difficile avviarono una serie di risultati utili consecutivi nel girone di ritorno, chiudendo il campionato di Serie A 1999-2000 al nono posto. Lanno successivo 2001, invece, lHellas riuscì a salvarsi solo dopo aver vinto il doppio spareggio contro la Reggina, mentre il campionato 2001-2002 si concluse invece con la retrocessione in seguito alla brutta sconfitta esterna dei veneti contro il Piacenza 3-0. Seguirono alcune annate anonime disputate in cadetteria, con il Verona che non andò oltre a sudate salvezze. La squadrà sfiorò poi il ritorno in massima serie nel 2005, quando concluse la stagione al 7º posto, con un solo punto in meno dellAscoli promosso in Serie A dopo la squalifica del Genoa e i problemi economici di Perugia e Torino.

Nella stagione 2006-07, la crisi del Verona si acuì ulteriormente e la società, che aveva terminato il campionato nelle zone basse della classifica dovette disputare i play-out contro lo Spezia nei quali ebbe la peggio 2-1 La Spezia e 0-0 a Verona retrocedendo in Serie C dopo 64 anni. Nella stagione 2007-2008, partito con lobiettivo di vincere il campionato e di essere "la Juventus della Serie C", il Verona chiuse ultimo in classifica a pari punti con il Manfredonia, evitando la retrocessione diretta solo grazie agli scontri diretti a favore, e fu costretto a disputare i play-out contro la Pro Patria, riuscendo a salvarsi con un gol delluzbeko Zeytulaev nei minuti finali della partita di ritorno. Nelle due stagioni successive, il Verona non riuscì a fare il salto di categoria, ma sfiorò la promozione nella stagione 2009-2010, dopo che gli scaligeri persero la finale play-off contro il Pescara.

                                     

1.5. Storia Gli anni 2010

Anche la stagione della promozione 2010-2011 era iniziata negativamente, il nuovo tecnico Andrea Mandorlini, che alla tredicesima giornata aveva rilevato la squadra da Giuseppe Giannini al penultimo posto permise ai gialloblù di agganciare il 5º posto lultimo utile per disputare i play-off nelle ultime giornate di campionato. Gli scaligeri ottennero la loro seconda finale play-off consecutiva, stavolta contro la Salernitana, dopo aver eliminato il Sorrento, ed ebbero la meglio, tornando in cadetteria dopo 4 anni. Nella stagione 2011-2012, al ritorno in cadetteria, i gialloblù disputarono subito un campionato di eccellente livello; il Verona chiuse la stagione regolare al quarto posto, qualificandosi per i play-off e con una striscia di 12 vittorie casalinge consecutive, record per la Serie B. In semifinale il Varese si impose però nel doppio confronto, vincendo per 2-0 nella gara di andata e pareggiando al Bentegodi 1-1. Nella stagione 2012-2013, lHellas conquistò il 2º posto con 82 punti, a tre lunghezze dal Sassuolo vincitore del torneo 85 e soprattutto con due di vantaggio sul Livorno 80: gli scaligeri tornarono così nella massima serie dopo 11 anni Il centravanti Daniele Cacia conquistava inoltre il titolo di capocannoniere del campionato con 24 reti.

Nel campionato di Serie A 2013-2014 Il Verona disputò un ottimo girone dandata chiuso al sesto posto in classifica, in lotta per lEuropa, con un rinato Luca Toni e la gradita sorpresa di un giovane in prestito dal Porto, Juan Manuel Iturbe, risultando la sorpresa del campionato; complice anche la cessione di Jorginho nella sessione invernale di calciomercato, la squadra chiuse la stagione lottando fino alla fine per un posto in Europa League ma terminando infine al decimo posto, dopo aver eguagliato sia il proprio record di sei vittorie consecutive in casa che quello del maggior numero di successi in una singola stagione di massima serie 16. Nella stagione 2014-2015 il Verona chiuse al tredicesimo posto; Luca Toni si laureò capocannoniere della Serie A con 22 reti, diventando il primo attaccante a fregiarsi di tale titolo con il club scaligero. e contemporaneamente il miglior realizzatore di sempre dellHellas Verona nel massimo campionato Durante lestate il direttore sportivo Sogliano salutò il Verona dopo tre stagioni e lasciò il posto a Riccardo Bigon.

Nel campionato 2015-2016 un Verona in grave difficoltà e poco incisivo si ritrovò confinato in zona retrocessione per tutta la stagione. A fine novembre la carenza di risultati portò allesonero di Mandorlini, che lasciò la panchina dopo cinque campionati; al suo posto viene ingaggiato Luigi Delneri. Il cambio di panchina non portò però la svolta nei risultati, con la squadra che chiuse il girone dandata allultimo posto con 8 punti e nessuna vittoria. LHellas retrocesse infine matematicamente in Serie B con tre giornate di anticipo, dopo tre anni di massima serie, chiudendo la stagione allultimo posto con 28 punti e 5 vittorie, ottenute tutte nel girone di ritorno.

Alla vigilia del campionato 2016-2017 lHellas, affidato a Fabio Pecchia, venne indicato tra i principali favoriti per la promozione. Nel girone di andata il Verona rispettò le previsioni laureandosi simbolicamente campione dinverno, mentre meno esaltante si rivelò la seconda metà della stagione; i gialloblù infatti disputarono diverse partite sottotono e persero il primato a favore della rivelazione SPAL, che risulterà infine vincitrice del torneo. Il Verona riuscì comunque a difendere il secondo posto in classifica chiudendo a pari punti col Frosinone, ma in vantaggio negli scontri diretti, grazie al pareggio per 0-0 ottenuto sul campo del Cesena allultimo turno, gli scaligeri conquistarono quindi la serie A dopo un solo anno passato tra i cadetti. Protagonista della stagione scaligera fu senza dubbio Giampaolo Pazzini che con i suoi 23 gol si laureò capocannoniere del torneo, diventando il terzo giocatore scaligero capace di ottenere tale riconoscimento dopo Cacia e Toni. Nella stagione 2017-2018 un Verona penalizzato da gravi carenze nella rosa, non colmate dalla società nemmeno durante il mercato di gennaio, retrocede in serie B esattamente come due anni prima e conclude la stagione al penultimo posto con 25 punti senza mai essere stato davvero in corsa per la salvezza.

Nel successivo campionato di B 2018-2019 un Verona indicato nuovamente tra i favoriti deluse molto le attese della piazza e dopo aver chiuso il girone di andata al quarto posto disputò una seconda parte di stagione ancora più sottotono e insoddisfacente. A spazientire i tifosi fu anche latteggiamento della dirigenza veronese che come con Pecchia nella precedente stagione si ostinò a confermare ad oltranza lallenatore Fabio Grosso malgrado le pessime prestazioni della squadra; il direttore sportivo Tony DAmico si scagliò addirittura contro una parte della stampa cittadina, insultandola pubblicamente ed accusandola di diffondere fake news durante una celebre conferenza stampa. A dispetto delle colpe attribuite allambiente, la società si vide infine costretta ad esonerare Grosso a sole due giornate dalla fine del campionato dopo una brutta sconfitta casalinga subita contro il Livorno 2-3, con la squadra ai margini della zona play-off ed in pessime condizioni fisiche e mentali. Venne scelto come nuovo allenatore Alfredo Aglietti il quale firmò un contratto della durata di un mese, pronto ad essere sostituito da un altro al termine della stagione. Ciononostante, il tecnico toscano permise allHellas di rimanere almeno dentro ai play-off dopo una brutta sconfitta subita a Cittadella 3-0 e una sofferta vittoria ottenuta contro il Foggia 2-1 allultima di campionato, per poi centrare unincredibile promozione. Il Verona infatti superò il Perugia nel turno preliminare 4-1 ai supplementari, il Pescara in semifinale 0-0 al Bentegodi, 0-1 allAdriatico e infine anche il Cittadella nella finale play-off in rimonta: i padovani infatti si imposero con merito nella gara di andata per 2-0 con una doppietta di Diaw, ma lHellas rispose nella gara di ritorno vincendo per 3-0 con i gol di Zaccagni, Di Carmine e Laribi conquistando la serie A contro ogni pronostico. Si trattò nel dettaglio per il Verona della decima promozione in serie A della sua storia; come da accordi, Aglietti lasciò la panchina scaligera al termine della stagione e fu rimpiazzato dal croato Ivan Juric.

                                     

2. Colori e simboli

Colori

I colori del Verona sono il giallo e il blu, che richiamano i colori oro e azzurro dello stemma di Verona. Nel corso della sua storia la squadra ha cambiato varie volte lo stile della divisa, alternando maglie con un blu predominante e con dettagli gialli a maglie blu a croce gialla, altre ancora a strisce o bicolori. La divisa da trasferta è generalmente gialla con dettagli blu mentre per la terza divisa il colore più usato è il nero.

Stemma

Lattuale stemma del Verona è costituito da uno scudo ovale a sottili righe gialloblù, allinterno del quale è presente in nero su sfondo bianco la scritta "Hellas Verona", lo stemma di Verona, i due mastini e, tra questi, il tricolore italiano. Lo stemma precedente era costituito dai due mastini in giallo allinterno di uno scudo ad esagono schiacciato giallo su sfondo blu.

                                     

3.1. Strutture Stadio

Fino al 1963 il Verona disputa le partite interne nel Vecchio Bentegodi, un impianto di 5 000 posto quasi nel centro storico di Verona, successivamente demolito nella seconda metà degli anni 1980. Dallo stesso anno lHellas gioca nel nuovo e omonimo Marcantonio Bentegodi: viene allepoca inaugurato con una capienza di 40 000 spettatori, senza copertura in nessun settore e possiede lallora usuale pista di atletica. Viene soprannominato dai veronesi "Lo stadio dei quarantamila", alludendo alla capacità considerata esagerata dellimpianto - che però si rivela poi troppo piccolo per contenere le decine di migliaia di tifosi che lo riempiono per tutti gli anni 1980.

Le dimensioni dello stadio aumentano ancora quando, essendo scelto il Bentegodi come uno degli impianti della Coppa del Mondo 1990, viene aggiunto un ulteriore anello: tutte le sezioni vengono dotate di copertura e la viabilità circostante è rinnovata per facilitarvi laccesso, tuttavia la capienza complessiva dellimpianto rimane quasi invariata per la creazione di vie di fuga, di spazi di sicurezza e per la posa di seggiolini numerati in tutti i settori. L11 dicembre 2009 viene inaugurata la nuova copertura dello stadio, interamente realizzata con pannelli solari fotovoltaici; si trattava, allepoca, del più grande impianto fotovoltaico in Italia e tra i primi in Europa realizzato su una struttura sportiva.



                                     

3.2. Strutture Centro di allenamento

Dal 2012 il Verona ha iniziato ad allenarsi presso lo Sporting Center Paradiso di Peschiera del Garda.

                                     

4. Società

Sponsor

Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor del Verona.

Settore giovanile

Il settore giovanile del Verona è formato da 4 squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali, 2 partecipanti a livello regionale Giovanissimi Regionali 2001 e Giovanissimi Professionisti 2002, oltre a 2 rappresentative di Esordienti 2003 e 2004 e 2 di Pulcini 2005 e 2006. Tra i trofei vinti dalle giovanili dellHellas vi sono 2 Campionati Primavera di Serie B 1966-1967 e 1967-1968 e 4 Tornei Città di Arco 1972, 1973, 1977 e 2013.

                                     

5. Diffusione nella cultura di massa

In ambito cinematografico, il Verona viene citato nel film Ultrà di Ricky Tognazzi 1991, in particolare Principe, il protagonista interpretato da Claudio Amendola tifoso romanista, fa riferimento ad una vittoria fittizia dei capitolini ai danni dei veronesi, sul risultato di 3-2.

                                     

6.1. Statistiche e record Partecipazione ai campionati

La partecipazione del Verona ai campionati di calcio è qui esposta; quello scaligero è uno dei 16 club italiani che hanno sempre militato nelle categorie professionistiche.

                                     

6.2. Statistiche e record Statistiche di squadra

La squadra ha ottienuto il suo migliore piazzamento, ovvero il primo posto, nella Serie A 1984-1985. Altri importanti piazzamenti si hanno nella Serie B 1956-1957, nella Serie B 1981-1982 e nella Serie B 1998-1999, dove la squadra veronese conquista il campionato di Serie B e viene promossa. A livello internazionale, la squadra partecipa alla Coppa dei Campioni 1985-1986, alla Coppa UEFA 1983-1984 e a quella 1987-1988. LHellas è inoltre la ventesima squadra che ha totalizzato il maggior numero di punti nella storia del campionato di Serie A.

                                     

6.3. Statistiche e record Statistiche individuali

Litaliano Luigi Bernardi è il recordman di presenze assolute in maglia gialloblù, con 337 partite disputate a cavallo degli anni 1920 e 1930. Per quanto riguarda i goleador, loriundo verdeoro Arnaldo Porta detiene da oltre 80 anni il titolo di miglior cannoniere assoluto del Verona, grazie alle 74 reti siglate dagli anni 1910 agli anni 1930. È seguito a ruota dal primo azzurro, Sergio Sega, fermatosi a quota 71 marcature in due spezzoni di carriera nel secondo dopoguerra. Ancora un brasiliano, Adaílton, detiene il primato di gol per uno straniero, con le 52 segnature messe a segno a cavallo degli anni 1990 e 2000. In campo continentale, capocannoniere dellHellas nelle coppe europee è il danese Preben Elkjær, grazie ai 9 gol realizzati in 11 partite giocate, nelle file dei gialloblù, tra Coppa UEFA e Coppa dei Campioni.

Limitatamente alla Serie A, il più prolifico coi colori gialloblù è litaliano Luca Toni, capace di siglare 48 reti dal 2013 al 2016; coi 22 centri della stagione 2014-2015, è inoltre il miglior marcatore scaligero in un singolo torneo di massima serie nonché il primo giocatore del Verona a vincere il titolo di capocannoniere della Serie A. Il danese Elkjær è il maggior marcatore straniero dellHellas in massima categoria, in virtù dei 32 gol siglati dal 1984 al 1988. Daniele Cacia, con le 24 reti siglate nel campionato di Serie B 2012-2013, detiene il record assoluto di marcature in una singola stagione con la maglia gialloblù.

Di seguito i record presenze e marcature dei giocatori del Verona dallanno di fondazione a oggi.



                                     

7.1. Tifoseria Storia

La nascita delle "Brigate Gialloblu" avviene il 30 novembre 1971, presso il Bar Olimpia di Borgo Venezia. Come la maggioranza degli altri gruppi di tifosi organizzati, nascono come apolitiche e i primi scontri di rilievo si hanno nel 1973 proprio con tifoserie apertamente schierate come quella bolognese. La svolta nello stile del tifo si ha nel 1976, quando i brigatisti stringono la storica amicizia con i tifosi del Chelsea iniziando a esporre allo stadio lancora oggi consueta Union Jack. Gruppi con connotazione di destra o di sinistra "Rude Boys" coesistevano nelle "Brigate Gialloblu" rispettandosi reciprocamente.

Nella seconda metà degli anni 1970, con laumentare della matrice politica in molti gruppi ultras tra cui le stesse Brigate e con la stipulazione della maggior parte dei gemellaggi e delle rivalità presenti ancor oggi tra tutte le tifoserie, i tafferugli e gli scontri tra tifosi si moltiplicano. I tifosi del Verona, in seguito a episodi come il "saccheggio" di Brescia del dicembre 1986, finiscono nellocchio del ciclone per non uscirne mai più. In seguito al ripetersi di incidenti e di tafferugli con lintromissione sempre più insistente delle forze dellordine, il gruppo delle Brigate decide di sciogliersi il 14 novembre 1991 e passa il testimone alla Curva Sud. Lo scioglimento delle Brigate non intaccò minimamente la passione e lentusiasmo dei tifosi gialloblù che rimangono ad applaudire la squadra anche dopo la retrocessione in Serie C del 2007. In quelloccasione per tutta la durata dei festeggiamenti dei tifosi e dei giocatori dello Spezia risultati vincitori nel doppio confronto la curva dellHellas rimane piena, a intonare cori di sostegno e di appartenenza.

                                     

7.2. Tifoseria Gemellaggi e rivalità

I tifosi del Verona sono gemellati con i sostenitori della Fiorentina. Un gemellaggio molto sentito, uno tra i primi nella storia del calcio italiano. Altro gemellaggio della Curva Sud veronese è quello con i tifosi della Sampdoria sancito il 6 maggio 1973, dopo gli scontri di Genova del 30 dicembre 1972. Poi vi è un gemellaggio con la Triestina che risale agli anni 1970 ed è molto sentito da entrambe le tifoserie, a causa delle forti convergenze delle due curve. Ci sono poi ottimi rapporti ma non un vero e proprio gemellaggio con la tifoseria della Lazio, anchessa gemellata con quella della Triestina.

A livello internazionale le amicizie più importanti sono quelle con i supporters del Kaiserslautern, con reciproca esposizione di striscioni, e con gli Headhunters del Chelsea, risalente alla seconda metà degli anni 1970 quando ad alcuni membri delle Brigate è concesso di esporre il loro striscione nella temuta Shed dei tifosi londinesi. Infine, prima degli anni 1990 si avevano anche delle amicizie con i tifosi del Lecce e con gli ora sciolti Boulogne Boys del PSG. Esisteva in passato anche un rapporto di gemellaggio con i tifosi della Sambenedettese.

La rivalità più accesa, per ragioni campanilistiche, è quella con i supporter del Vicenza - una sfida considerata da buona parte del tifo scaligero come un vero e proprio derby, perfino più importante della stracittadina veronese -, match dalla storia infinita essendo la squadra contro cui i gialloblù hanno giocato il maggior numero di incontri ufficiali 93 a partire dal 1911; il primo incontro amichevole tra le due società avvenne già il 29 aprile 1906, sotto un acquazzone a Vicenza e davanti ad "almeno di 500 spettatori che incoraggiavano a gran voce la compagine vicentina". Seguono a ruota quelle con il Brescia, il Napoli, il Torino e il Genoa, a causa dei numerosi scontri avvenuti tra le opposte fazioni nel corso degli anni doro del tifo organizzato in Italia; vi sono poi gravi inimicizie con gli ultras della Ternana, del Livorno, del Bologna e del Modena a causa di rivalità sportive che risalgono allalba del calcio in Italia e anche per via delle visioni politiche totalmente opposte di una parte delle tifoserie; sono ostili anche i rapporti con le tifoserie dellUdinese, per via dellamicizia che lega triestini e veronesi e i bianconeri con i vicentini, della Roma, per via dellamicizia "politica" che lega veronesi e laziali e del Pescara per via del gemellaggio che lega gli abruzzesi ai vicentini. Le rivalità con il Catanzaro, la Reggina e la Salernitana hanno poi toccato tutte e tre il loro apice in altrettanti spareggi vinti dal Verona: uno per la promozione in Serie A disputato a Terni nel 1975 contro il Catanzaro 1-0; un doppio spareggio salvezza per la permanenza in massima serie contro la Reggina nel 2001 1-0, 2-1 e un doppio spareggio per la promozione in Serie B contro la Salernitana nel 2011 2-0, 0-1.

Sono pessimi anche i rapporti con i sostenitori di Milan a cui il Verona costa 2 scudetti nel 1973 e nel 1990, Inter ex gemellaggio interrotto bruscamente nel 2001 a causa di dissidi tra le due fazioni e Juventus rivalità condivisa con molte altre formazioni della penisola, dalle origini antiche. Altra rivalità molto nota è quella con i tifosi dellAscoli causa scontri con gli scaligeri in un incontro amichevole nella capitale picena. Altre rivalità degne di nota, maturate per ragioni sia campalinistiche sia sportive, si hanno infine con Mantova, Venezia, Padova, Atalanta, Cagliari, Palermo, Pisa, Cesena, Perugia e Como, nonché con le principali tifoserie del Meridione dItalia quali Nocerina, Bari, Taranto, Cosenza, Foggia e Crotone.

Capitolo a parte merita il rapporto fra il Verona e i concittadini del Chievo. Pur condividendo il medesimo territorio dorigine, fino al 2001 non era mai esistita una reale competizione fra i due club: gli scaligeri erano il baluardo attorno al quale era ruotato per quasi tutto il XX secolo il calcio veronese, mentre quella clivense era una piccola realtà di quartiere che fin lì non aveva mai avuto significative esperienze nelle categorie nazionali. Le cose iniziarono a cambiare nella stagione 2001-2002, in coincidenza con lesordio in Serie A del Chievo: permise innanzitutto al capoluogo veneto di diventare la quinta città italiana a poter vantare un derby nel massimo campionato italiano, e inoltre mise per la prima volta sullo stesso piano le due società, ridisegnando le gerarchie fin lì in essere - nonostante lHellas rimanga per distacco la prima squadra di calcio in città per seguito di tifosi - e dando il la a una vera e propria rivalità sportiva.

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