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ⓘ Consuetudine




Consuetudine
                                     

ⓘ Consuetudine

La consuetudine, detta anche uso normativo, è una fonte del diritto. Essa consiste in un comportamento costante ed uniforme, tenuto dai consociati con la convinzione che tale comportamento sia doveroso o da considerarsi moralmente obbligatorio.

                                     

1. Tipologia

Esistono tre diversi generi di consuetudini:

  • Consuetudo praeter legem "oltre la legge": è quella consuetudine che disciplina un ambito non ancora disciplinato dalla legge;
  • Consuetudo secundum legem "consuetudine secondo la legge": è la consuetudine che opera in senso integrativo della norma di legge: ad esempio laddove si sforza di dare un significato particolare ad un elemento della norma per renderlo più adeguato agli usi locali o alle mutate esigenze sociali consuetudine interpretativa;
  • Consuetudo contra legem "contro la legge": è quella consuetudine che opera in direzione opposta al precetto legislativo non potendo così produrre effetti giuridici.
                                     

2. La consuetudine nellinterpretazione del diritto civile

Perché la consuetudine venga apprezzata dal giudice quale elemento interpretativo di un contratto è necessario:

  • che non sia contraria alla legge o a norme imperative;
  • che sia pubblicata nelle raccolte ufficiali di enti ed organi a ciò autorizzati art. 9 disp. preliminari al c.c., ovvero sia provata la sua esistenza dal soggetto che in sede processuale ne ha interesse art. 2697 c.c.;
  • che sia rilevante in seno alla questione giuridica trattata, essendo la consuetudine non estendibile per analogia.
  • che sia richiamata dalla legge o dal regolamento art. 8 disp. preliminari al c.c.;

Laddove la consuetudine sia di tipo normativo potrà essere valutata ai sensi dellart. 1340 c.c. come clausola duso del contratto, ove sussistano le volontà comuni, laccordo dei contraenti in tal senso art. 1374 c.c. Inoltre, lapplicazione della clausola consuetudinaria dovrà tener conto degli aspetti del sinallagma contrattuale, onde attuare un bilanciamento delle prestazioni e reperire il nesso di reciprocità fra le stesse, onde non siano sproporzionate fra loro od eccessive rispetto alliniziale volontà dei contraenti.

                                     

3. La consuetudine nel diritto internazionale

Nel diritto internazionale la consuetudine è considerata:

  • fonte di diritto generale: vale a dire come una norma che viene applicata a tutti gli stati indipendentemente dalla loro adesione alla consuetudine.
  • fonte di rango primario: essa è, infatti, posta al vertice della gerarchia delle fonti del diritto internazionale. Tale primazia si assume soltanto in termini logici, non avendo alcun valore giuridico.

Pur essendo posta al vertice della gerarchia, la consuetudine internazionale ha un carattere flessibile, in quanto può essere derogata anche da un trattato. Fanno eccezione a tale principio le consuetudini che riguardano lo jus cogens. In tale materia, infatti, i trattati non possono derogare alle consuetudini. Nel rapporto tra norma generale consuetudine e particolare trattati e simili, si applicano principi classici del diritto; per cui: la norma successiva deroga quella precedente; la norma speciale deroga quella generale.

Lordinamento giuridico italiano contiene una norma che consente automaticamente lingresso delle consuetudini internazionali nel diritto italiano, con efficacia vincolante e pari a quella della Costituzione. Si tratta dellart. 10 della Costituzione Italiana ai sensi del quale "lordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute". Tale procedimento, detto di rinvio mobile, ha il pregio di consentire il continuo adeguamento del diritto italiano al diritto internazionale generale.



                                     

4. La consuetudine nel diritto penale italiano

Nel diritto penale non ha asilo la consuetudo praeter legem. È infatti da escludere in modo assoluto che una consuetudine, operando in ambiti non coperti da legge, possa valere a configurare un fatto come reato in assenza di una legge che operi in tal senso: ciò in osservanza del principio di legalità sancito a livello costituzionale dallart. 25, comma 2, della Costituzione italiana.

A maggior ragione, quindi, non può trovare spazio nellordinamento giuridico italiano la consuetudo contra legem. Qualora infatti una norma penale cada in disuso – perché raramente o mai applicata – essa rimarrà pur sempre in vigore, anche in virtù del principio dellobbligatorietà dellazione penale; essa può, al più, essere indice di mutati rapporti sociali che auspicano labrogazione delle norme cadute in desuetudine da parte del legislatore.

Resta la consuetudo secundum legem: ad essa è attribuita una sia pur limitata applicazione poiché, risolvendosi in una consuetudine interpretativa, non è giuridicamente vincolante in quanto muta con il mutare del tempo e dellambiente. Parte della dottrina osserva come il mutare di una consuetudo secundum legem in sede penale possa talvolta risolversi, di fatto, in una modifica retroattiva in malam partem.

                                     
  • parziali di atletica leggera, nuoto e tuffi. Vinsero inoltre, secondo consuetudine il torneo di pallacanestro. A livello individuale vanno segnalate le
  • League Baseball MLB cominciò il 25 aprile, in ritardo rispetto alla consuetudine a causa del perdurare dello sciopero dei giocatori indetto durante la
  • staffetta del canottaggio, del tiro e dei tuffi vinsero inoltre, come di consuetudine il torneo di pallacanestro. A livello individuale spiccano le quattro
  • il presidente pro tempore. È eletto dal Senato fra i suoi membri per consuetudine viene eletto il senatore del partito di maggioranza in carica da più
  • aerea di linea italiana di proprietà statale ed effettuava, come era consuetudine nel periodo, servizi di trasporto passeggeri e servizi postali. Il 28
  • o dal suo predecessore sulla base della legge o sulla base della consuetudine Quando la funzione di reggenza è collettiva, spesso si parla di consiglio
  • della modella, ma il suo nome è riportato dallo stesso autore, come sua consuetudine in alto a sinistra. Antonia è raffigurata seduta, con le mani in grembo
  • istituite per legge, ma, qui, si nota come esse possano, pure, nascere dalla consuetudine inoltre, in questo caso, l azione non comprende un rapporto dialogico
  • il parroco nella gestione delle attività della parrocchia. Secondo la consuetudine il collaboratore pastorale viene nominato dal vescovo quando vi è necessità
  • l unico paese vincitore che non ha mai ospitato la manifestazione. Come consuetudine avrebbe potuto organizzarlo nel 1972 ma non avendo le risorse e le strutture
  • ufficiali del 1809, sono indicate in uso alcune misure abusive. La salma di consuetudine è di 16 tomoli, ciascuno dei quali ha per lato la corda di canne 18 e

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