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ⓘ Gran Premio del Sudafrica 1979




Gran Premio del Sudafrica 1979
                                     

ⓘ Gran Premio del Sudafrica 1979

Il Gran Premio del Sudafrica 1979 è stata la terza prova della stagione 1979 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa sabato 3 marzo 1979 sul Circuito di Kyalami. La gara è stata vinta dal canadese Gilles Villeneuve, su Ferrari; per il vincitore si trattò del secondo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il sudafricano Jody Scheckter anchegli su Ferrari e il francese Jean-Pierre Jarier su Tyrrell-Ford Cosworth.

                                     

1.1. Vigilia Sviluppi futuri

Il 16 febbraio si tenne a Modena una riunione dellassociazione dei costruttori, la FOCA. Dai partecipanti vi furono forti critiche alloperato della CSI e del suo presidente, Jean-Marie Balestre, soprattutto in merito alla multa inflitta a John Watson, in seguito allincidente del Gran Premio dArgentina. La FOCA chiese perciò alla FIA di poter organizzare autonomamente il Campionato mondiale di Formula 1. Il comunicato venne criticato dal presidente della CSAI, Fabrizio Serena, che escluse la possibilità che potesse essere creato un campionato alternativo. Serena ribadì anche la volontà di mantenere il Gran Premio dItalia a Monza, contro la volontà della FOCA di spostarlo a Imola.

Lipotesi di un esordio dellAlfa Romeo, con una propria monoposto, dal Gran Premio del Belgio, previsto a maggio, venne criticata da Niki Lauda, pilota della Brabham, scuderia al quale la casa milanese già forniva i motori. Secondo il pilota austriaco vi era un accordo per un esordio non prima di luglio. Lipotesi però di un esordio già a maggio venne negata dallingegner Carlo Chiti, responsabile del progetto dellAlfa.

James Hunt, pilota della Wolf, e campione del mondo nel 1976, annunciò il suo ritiro dalle competizioni al termine della stagione. Linglese spiegò che la Formula 1 era divenuta sempre più rischiosa per i piloti.

                                     

1.2. Vigilia Aspetti tecnici

La Scuderia Ferrari utilizzò la nuova 312 T4: la vettura cercava anchessa la deportanza, pur in presenza di un motore boxer a 12 cilindri, che per la sua forma restringeva i flussi daria interni alla carrozzeria, necessari per lottenimento dell effetto suolo. Dopo essere stata solo testata nelle prove del Gran Premio del Brasile venne utilizzata definitivamente dalla Copersucar-Fittipaldi la F6; vi fu lesordio anche per la nuova Ensign, la N179.

Al termine delle prove libere del mercoledì la Brabham inviò ricorso in merito a una presunta irregolarità della Ligier JS11. Secondo il progettista della scuderia di Bernie Ecclestone, Gordon Murray, la vettura avrebbe montato degli speciali ugelli che avrebbero inviato la benzina nei tromboncini di aspirazione, cosa vietata dal regolamento tecnico. La casa francese si difese affermando che ciò serviva per sopperire alla mancanza di una pompa elettrica.

                                     

1.3. Vigilia Aspetti sportivi

Nei test che si effettuarono sulla pista sudafricana la settimana precedente al gran premio il miglior tempo fu fatto segnare da Jean-Pierre Jabouille su Renault, in 112"55. Il francese precedette Gilles Villeneuve e Jody Scheckter, entrambi su Ferrari.

Al mercoledì prima del gran premio, nelle libere, il miglior tempo venne fatto segnare da Gilles Villeneuve, in 112"99, che precedette il compagno di scuderia, Jody Scheckter, in 113"62. Le Ligier, che avevano dominato i primi due gran premi della stagione, chiusero terza con Jacques Laffite e settima con Patrick Depailler. Jean-Pierre Jabouille, della Renault, terminò quarto, ma subì la rottura del motore. I team gommati dalla Goodyear tutti tranne Ferrari e Renault lamentarono una scarsa aderenza delle coperture fornite dalla casa statunitense.

                                     

2.1. Qualifiche Resoconto

Nella prima giornata di prove ufficiali, al giovedì, Jean-Pierre Jabouille fu il più rapido, abbassando il record del circuito a 111"80. Il motore turbo, del quale era equipaggiata la Renault, consentiva una regolazione della pressione che non faceva perdere potenza, mentre tutti gli altri motori, aspirati, subivano una flessione delle prestazioni, dovuta allaltitudine. Dietro al pilota francese si piazzarono le due Ferrari di Jody Scheckter e Gilles Villeneuve. Tutti i team si lamentarono per lo scarso numero di pneumatici forniti da Michelin e Goodyear. Dal suo canto la casa statunitense si lamentò per leccessiva spesa sostenuta per la fornitura, e chiese una riduzione del tempo concesso per le prove. Le prove furono caratterizzate da sole e temperature molto alte, tanto che nella sessione pomeridiana i piloti non migliorarono le prestazioni ottenute al mattino, con maggiore fresco.

La sessione del venerdì non modificò in maniera profonda la griglia di partenza. Jean-Pierre Jabouille conquistò la prima pole, per lui e la Renault nel mondiale di Formula 1. Jabouille fu il cinquantatreesimo pilota a riuscire nellimpresa, mentre la casa francese fu la ventiseiesima. Lultima pole, per una vettura a motore sovralimentato, era stata conquistata da Fred Agabashian, con una Kurtis Kraft a motore Cummins L6 turbocompresso, nella 500 Miglia di Indianapolis 1952, allepoca prova valida per il mondiale. La Ferrari di Gilles Villeneuve presentò un problema al telaio, che lo limitò durante le prove. Didier Pironi fu protagonista di un incidente: la sua Tyrrell perse la ruota posteriore destra, andando poi a sbattere contro le barriere. Il pilota, colpito da un paletto di sostegno delle reti di protezione, rimase sotto choc ma poté prendere parte al gran premio.



                                     

3.1. Gara Resoconto

Al via il poleman Jean-Pierre Jabouille venne passato dalle Ferrari ma, sfruttando la potenza del motore turbo, al termine del rettilineo di partenza si riportò al comando davanti a Jody Scheckter, Gilles Villeneuve, Niki Lauda, Didier Pironi, Jacques Laffite. Al secondo giro Villeneuve superò subito Scheckter alla Crowthorne portandosi al secondo posto, mentre Laffite passò sia Pironi che Lauda. Poche centinaia di metri, e alla Leeukop, le due Ferrari passarono Jabouille. Un giro dopo fu il pilota della Renault a ripassare le due vetture di Maranello, prima di essere nuovamente passato da Jody Scheckter e Gilles Villeneuve.

Nel corso del secondo giro iniziò a piovere: la direzione di corsa decise di fermare la gara, per permettere alle vetture di montare gomme da bagnato. Lordine della ripartenza fu determinato dalla classifica al secondo giro e la classifica finale venne stilata per somma di tempi. Primo quindi era Villeneuve davanti a Scheckter, Jabouille, Laffite, Pironi, Lauda e Jarier. Linterruzione durò per quarantacinque minuti e la ripartenza avvenne nellincertezza della scelta degli pneumatici. Solo Jody Scheckter, Patrick Tambay, Nelson Piquet e Patrick Depailler optarono per le gomme slick.

Alla seconda partenza Gilles Villeneuve, che montava gomme da bagnato a differenza di Scheckter, prese un buon vantaggio sul pilota di casa che era seguito da Jean-Pierre Jabouille mentre Jarier scavalcò Niki Lauda; perse invece diverse posizioni Jacques Laffite, autore di una partenza pessima. I piloti si trovavarono in difficoltà in quanto parte della pista era ancora umida, mentre la parte più meridionale del tracciato era già asciutta.

Al quinto giro Scheckter, in difficoltà con le gomme da asciutto, venne passato da Jean-Pierre Jabouille. Nello stesso giro Patrick Depailler fu costretto al ritiro per unuscita di pista. Al giro 7, con una pista che si stava asciugando con rapidità, Scheckter riconquistò la seconda posizione. Un giro dopo Jabouille perse ancora una posizione, a vantaggio di Jean-Pierre Jarier. Più dietro stavano rinvenendo Mario Andretti, ora quinto, e Jacques Laffite, che si era riportato in ottava posizione.

I piloti iniziarono a fermarsi ai box per montare gomme da asciutto. Il leader della gara, Villeneuve, attese il giro 15 per cambiare le sue gomme: ripartì secondo, dietro a Jody Scheckter. La classifica vedeva ora premiati i piloti che avevano scelto alla seconda partenza gomme slick. Dietro al duo della Ferrari si trovavano Patrick Tambay, Nelson Piquet, Jean-Pierre Jarier, Mario Andretti, Niki Lauda e Alan Jones. La classifica ufficiale, quella per somma di tempi, vedeva invece Jarier terzo, seguito da Andretti, Lauda e Laffite. Nella parte centrale di gara si rifece avanti Carlos Reutemann che entrò in zona punti al 41º giro, con una bella lotta con Jabouille.

Nel gruppo di testa Patrick Tambay scontava dei problemi causati da un alettone danneggiato, mentre Piquet perse diverse posizioni per il motore non al meglio. Al giro 46 Laffite terminò la gara per incidente, mentre Tambay fu costretto a una sosta ai box per il cambio degli pneumatici. Due giri più tardi anche Jabouille si ritirò per un guasto a una valvola.

Anche per Scheckter si profilavano dei problemi con le coperture tanto che al 53º giro decise di fermarsi per sostituirle. Passò a condurre così Villeneuve. Al giro 69 René Arnoux, in battaglia con Piquet per la sesta posizione, abbandonò la gara per una foratura.

Scheckter cercò negli ultimi giri di avvicinarsi a Villeneuve, ma senza successo. Per Gilles Villeneuve si trattò della seconda vittoria iridata. Dietro a Jody Scheckter sui classificò Jean-Pierre Jarier, seguito dalle due Lotus e da Niki Lauda, che aveva passato Nelson Piquet negli ultimi giri.

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