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ⓘ Idéologues




                                     

ⓘ Idéologues

Gli idéologues, nella Francia tra la fine del XVIII e linizio del XIX secolo, furono un eterogeneo gruppo di intellettuali - giuristi, matematici, filosofi, medici, tecnici e insegnanti - legati alla cultura illuminista, successori dei philosophes, che si posero come guida morale dei circoli culturali dopo la scomparsa, nel periodo 1755-1789, dei principali esponenti dellilluminismo storico.

Essi erano intellettuali che perseguivano ideali politici miranti a un riformismo su base laica e anti-autoritaria e contrari, pertanto, al fanatismo e al dispotismo. Particolarità delle loro ricerche era lanalisi dei fenomeni mentali e sensoriali.

Ufficialmente la Société des idéologues nacque solo nel 1795 come un club di ispirazione materialista e antiteista, anche se già in precedenza aveva fatto sentire la sua influenza, accogliendo nel proprio ambito anche credenti anticlericali e favorevoli alla secolarizzazione.

Esponenti, in senso lato, del gruppo degli ideologi furono il conte Antoine-Louis-Claude Destutt de Tracy, Pierre Jean Georges Cabanis, Nicolas de Condorcet, Pierre-Louis Roederer, Constantin-François de Chasseboeuf de Volney, Madame de Stael, Jean-Baptiste Say, Jean-Jacques Régis de Cambacérès e labate Emmanuel Joseph Sieyès, questultimo considerato, sebbene più moderato di Robespierre e Marat, il teorico della Rivoluzione francese.

Vi furono tra essi anche enciclopedisti che avevano collaborato con Diderot, molti dei quali aderirono alla Rivoluzione e al successivo regime napoleonico, spostandosi però sulle posizioni culturali del romanticismo e politicamente moderate. Sieyès in particolare, nonostante i suoi trascorsi rivoluzionari, fu gradito al Bonaparte che lo nominò conte dellImpero.

Tra gli italiani che vivevano a Parigi, Giulia Beccaria figlia di Cesare e il suo giovane figlio Alessandro Manzoni frequentarono, nei primissimi anni del XIX secolo, i circoli culturali legati agli ideologi.

                                     

1. Quadro storico

Nel 1793, la Convenzione nazionale francese scioglie tutte le accademie e, due anni più tardi, il Direttorio istituisce un unico Istituto di Francia articolato in classi corrispondenti alle varie scienze.

Dopo il colpo di Stato del 18 brumaio di Bonaparte - che si farà incoronare imperatore cinque anni dopo, dando vita al Primo Impero francese - la situazione delle Accademie non muta.

Negli anni seguenti Bonaparte potenzia lIstituto di Francia nei suoi rami tecnico-scientifici necessari allo sviluppo industriale francese, diffidando invece della filosofia, considerata fonte di divisioni e polemiche.

Nel 1801, Bonaparte proclama il cattolicesimo religione della maggioranza dei francesi, in accordo con papa Pio VII.

Nel 1802 istituisce la censura e il controllo sulla stampa.

Nel 1803 decide di chiudere la classe di scienze morali e politiche dellInstitut considerando linutilità delle astratte teorie degli ideologi per lo sviluppo civile ed economico della Francia.

                                     

1.1. Quadro storico Le critiche di Napoleone

Gli ideologi, tutti politicamente partecipi delle vicende rivoluzionarie, furono successivamente considerati da Napoleone Bonaparte, nel momento della sua assunzione al potere assoluto, dottrinari sostenitori di idee astratte, dediti ad uninutile e vuota speculazione.

Il significato originario del termine ideologia, usato per la prima volta da Antoine-Louis-Claude Destutt de Tracy come metodo del corretto ragionare, discorso razionale sulle idee, con Napoleone, che non aveva più bisogno di atteggiarsi a sostenitore delle idee illuministe di questi filosofi, progressisti atei e razionalisti, dei quali si era servito agli inizi della sua carriera politica, assunse, in un suo discorso del 1812, un significato del tutto negativo:

                                     

2.1. Il pensiero La fisiologia della "spiritualità" delluomo

Questi filosofi erano soliti riunirsi nel salotto di Madame Helvetius prendendo a modello delle loro teorie il pensiero di Claude-Adrien Helvétius e di Condillac che forniva loro la base di una gnoseologia sensista applicata alla ricerca della formazione delle idee da qui il nome che essi si danno di ideologi e ai più diversi campi della morale e della politica.

Gli ideologi abbandonano le teorie dei philosophes, della generazione illuministica precedente la loro, giudicandole dei romans, dei romanzi, delle fantasticherie non comprovate dallesperienza e dal buon senso.

La concretezza è il loro principio ispiratore che li porta ad identificare nella fisiologia quanto finora era stato considerato patrimonio della spiritualità.

Essi pensano che la stessa struttura fisica delluomo le alterazioni che può avere, patologiche o meno, possano modificare il "morale", comessi dicono, cioè le passioni, lintelligenza, il carattere ecc.

Queste loro teorie, originate da un materialismo di base, essi stessi non pretendono però che abbiano un carattere di validità generale ma vengono ritenute sostenibili sempre nellambito di particolari e specifici aspetti.

La loro non vuol essere una teoria universale delluomo ma lanalisi empirica di alcuni suoi aspetti particolari.



                                     

2.2. Il pensiero Il metodo statistico

Altro campo dindagine degli ideologues è quello riguardante la società nei suoi aspetti relativi al suo sviluppo, alle sue modifiche, ai suoi fenomeni statisticamente osservati nelle loro ricorrenze.

Condorcet per primo analizzerà i fenomeni sociali secondo unimpostazione matematica ottenendone leggi di tendenza, aspetti di probabilità sulla importanza di certi fenomeni e sulla ripetitività di altri.

Il metodo statistico matematico viene esteso alleconomia politica, con studi approfonditi sui processi di industrializzazione in Francia, alla medicina, alla morale e alla politica.

Gli ideologi rifiutano ogni considerazione metafisica e ritengono che il metodo scientifico, che ha già dimostrato la sua validità nel campo dei fenomeni naturali, sia anche il migliore per lanalisi delle scienze sociali e degli aspetti delluomo e per conseguire, non solo una conoscenza basata sui fatti ma anche una previsione certa e un dominio dei fenomeni umani sottraendoli definitivamente alle declamazioni e descrizioni retoriche e alla incertezza propria dei philosophes.

                                     

2.3. Il pensiero La morale

Nelleconomia il teorico di riferimento per gli ideologi è Adam Smith le cui teorie vengono estese anche alla morale concepita utilitaristicamente in termini contrapposti di bene-male e sul conseguimento del fine materiale della massima felicità della società. La politica è la capacità di mettere in atto questo obiettivo sulla base di quei presupposti.

Gli ideologi presenti nelle istituzioni culturali quali la "Società degli osservatori delluomo" e l"Istituto di Francia" ritengono utili ai loro fini anche lo studio etnografico dei popoli o attraverso lo studio di resoconti di viaggio o tramite indagini dirette condotte sul campo.