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ⓘ Palazzo Firenze




Palazzo Firenze
                                     

ⓘ Palazzo Firenze

Palazzo Firenze si trova a Roma, nella zona di Campo Marzio, nellomonima piazza di Firenze. Appartenne alla famiglia del Monte, poi ai Medici di Firenze: già sede del ministero di Grazia e Giustizia, dal 1926 ospita la Società Dante Alighieri e la commissione nazionale italiana UNESCO.

                                     

1. Le origini

In vista del Giubileo del 1550, papa Paolo III avviò un grandioso piano di rinnovamento del quartiere di Campo Marzio, in stato di abbandono sin dalla caduta dellImpero romano dOccidente: lelemento più qualificante del progetto consisteva nellapertura della via Trinitatis le attuali vie dei Condotti e della Fontanella di Borghese, per collegare la zona del Pincio al porto di Ripetta.

Morto il Farnese nel 1549, lopera fu proseguita dal suo successore, Giulio III del Monte. Approfittando dellimminente sviluppo dellarea, tra il 1550 e il 1552 il nuovo pontefice fece acquistare per i suoi familiari Balduino, Innocenzo e Fabiano diversi palazzi di Campo Marzio.

                                     

2. Lintervento dellAmmannati

Il primo edificio di cui i del Monte entrarono in possesso fu la casa dellimolese Jacopo Cardelli, che aveva ricoperto importanti cariche in curia sotto il pontificato di Leone X.

Tra le altre proprietà che i del Monte acquistarono dal Cardelli doveva esserci anche un terreno prospiciente la Via Trinitatis: è probabile che Giulio III, non potendo permettersi un palazzo sontuoso come quello dei Farnese, cercasse di collegare due edifici distinti attraverso un giardino porticato per formare ununica sontuosa residenza.

Per trasformare labitazione in un vero palazzo rinascimentale, venne chiamato larchitetto toscano Bartolomeo Ammannati, che aveva già lavorato per la decorazione della villa e della cappella della famiglia del pontefice in San Pietro in Montorio: per ovviare allirregolarità del sito del palazzo e della piazza su cui si affacciava, Ammannati rinunciò a fissare un punto di vista centrale, che avrebbe impedito di ammirare lintera facciata, ma fissò un punto di vista che regolarizzava illusoriamente il fronte delledificio; nonostante la pianta trapezoidale del palazzo, riuscì a creare anche delle sale interne piuttosto regolari.

Le aggiunte e gli interventi di restauro ottocenteschi hanno però radicalmente alterato quanto progettato dallarchitetto e rendono difficile ricostruirne laspetto originale.

                                     

3. Gli affreschi di Prospero Fontana

La decorazione pittorica delle sale del palazzo era tradizionalmente attribuita al Primaticcio o a Federico Zuccari, ma i del Monte, in realtà, si rivolsero al bolognese Prospero Fontana, che realizzò gli affreschi per tre ambienti delledificio: la loggia del pianterreno già detta del Primaticcio, il Camerino dei Continenti e la Sala del Granduca.

Particolarmente interessante la loggia del Primaticcio. I nove riquadri maggiori della volta sono decorati con scene tratte dalla mitologia e dalla storia antica: non formano un ciclo unitario, ma alludono, in vario modo, ai proprietari. Alcune immagini Giove allattato dalla capra Amaltea, la Contesa delle Pieridi sono ambientate su un monte richiamo al cognome di Giulio III, altre costituivano lo stemma personale impresa di alcuni membri della famiglia limmagine di Ercole al bivio compariva sullo stemma di Balduino.

                                     

4. I Medici

Dopo la morte di Giulio III e la caduta in disgrazia dei suoi eredi, il palazzo venne confiscato da Pio IV e il granduca Cosimo I, tra il 1561 e il 1562, si adoperò per acquistare ledificio: su questa abitazione dovevano poter contare i figli cardinali prima Giovanni, poi Ferdinando.

Ferdinando fece ornare da Jacopo Zucchi i soffitti della stanza degli Elementi e di quella delle Stagioni. Due ambienti di piccole dimensioni, probabilmente studioli. La decorazione della prima sala ruota attorno alla scena della separazione degli elementi dal Caos da parte di Demogorgone; a tema allegorico-mitologico anche la decorazione della seconda stanza. Dal palazzo potrebbero provenire anche le nove tele da soffitto dello Zucchi fatte trasferire a Firenze da Ferdinando, ormai divenuto granduca, per ornare la sala delle Carte Geografiche degli Uffizi.

Resesi disponibili altre residenze Palazzo Madama, Villa Medici, il cardinale Ferdinando abbandonò Palazzo Firenze, edificio che aveva sempre considerato inadeguato e insufficiente a ospitare una corte: nel 1587 il palazzo divenne sede dellambasciatore fiorentino a Roma.

Dopo lannessione di Roma al Regno dItalia, si pensò di fare di Palazzo Firenze la sede del Ministero dellInterno, ma Giovanni Lanza lo ritenne troppo piccolo per lo scopo; nel 1872 divenne residenza del Ministro di Grazia e Giustizia, quindi sede dellAvvocatura dello Stato. Dal 1926 vi ha sede la Società Dante Alighieri.

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