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ⓘ Marcomanni




Marcomanni
                                     

ⓘ Marcomanni

I Marcomanni erano unantica popolazione germanica. Furono menzionati per la prima volta da Cesare come facenti parte dellesercito di Ariovisto e forse anche della prima invasione dellepoca di Gaio Mario. Vivevano tra il Reno, il Meno ed il Danubio superiore fino alla fine del I secolo a.C. Più potenti e famosi delle popolazioni suebiche come loro dei Naristi e dei Quadi.

                                     

1.1. Storia Da Augusto a Claudio 12 a.C. - 50

Sconfitti da Druso maggiore nel 9 a.C., furono guidati dal loro re Maroboduo tra il 9-7 a.C. verso est, nellattuale Boemia e Moravia a nord di Carnuntum, odierna Altenburg in Austria, penetrando nel paese dei Boi di chiara origine celta. Là furono a capo di una confederazione di popoli germanici Naristi e Quadi, che si estendeva fino alla pianura ungherese. Sotto il loro re Maroboduo raggiunsero una vera e propria egemonia nella zona. Vi fondarono un potente regno che, dopo aver dominato su molte delle circostanti tribù germaniche, si sgretolò presto in una lotta contro i vicini Cherusci di Arminio 18 d.C. circa. Riuscirono a scampare al pericolo di uninvasione e alloccupazione romana della Boemia nel 6 d.C., quando le armate romane guidate da Tiberio, si fermarono a soli 5 giorni di marcia dagli avamposti marcomanni.

In seguito Maroboduo fu cacciato da un giovane nobile, un certo Catualda, che in passato era stato mandato in esilio, avendo approfittato della sconfitta del vecchio sovrano. Maroboduo chiese, a quel punto, asilo politico a Tiberio, che glielo accordò mandandolo a vivere a Ravenna. Catualda, impadronitosi del potere, non durò a lungo. Nel 19-20 affrontò un esercito di Ermunduri, capitanato da un certo Vibilio, ma venne sconfitto sonoramente, tanto da richiedere anchegli asilo ai Romani. Tiberio accolse anche lui e lo inviò a Forum Iulii nella Gallia Narbonense.

Ora era insediato sul trono di Marcomanni e Quadi un re filo-romano, un certo Vannio, il quale regnò per numerosi anni, dal 19 al 50. Alla fine del suo regno, Tacito racconta che Vannio fu cacciato dagli stessi Suebi, grazie anche allaiuto del re degli Ermunduri, il solito Vibilio, e dei Lugi, e che limperatore Claudio preoccupato, pur essendosi rifiutato di intervenire direttamente in questa contesa, ordinò al governatore della Pannonia, Sesto Palpellio Istro:

I figli della sorella di Vannio, Vangio e Sidone si spartirono il grande regno dei Suebi Quadi e Marcomanni mantenendo verso Roma assoluta lealtà, mentre Vannio con la sua corte fu sistemato in Pannonia.

                                     

1.2. Storia Da Domiziano ad Antonino Pio 89-161

Nuovi scontri con i Romani si ebbero lungo il fronte danubiano sotto limperatore Domiziano durante gli anni del primo conflitto contro i Daci di Decebalo. Marcomanni, Quadi e Sarmati Iazigi, non avendo fornito in qualità di popolazioni clienti il necessario aiuto a Roma contro Decebalo, furono attaccati con intento punitivo dagli eserciti romani. La guerra si protrasse con esito incerto ed altalenante per circa un decennio: dall89 al 97 d.C., quando fu definitivamente rinegoziata con loro la pace dal futuro imperatore, Traiano, che per questi successi ottenne il titolo di Germanicus e ladozione imperiale da parte di Nerva 96-98 d.C.

Nuovi scontri si ebbero ancora sotto limperatore Adriano, quando il potenziale successore, Elio Cesare morto nel 137, fu inviato per un paio danni, tra il 136 e il 137 d.C., lungo il fronte pannonico Carnuntum a combatterli.

                                     

1.3. Storia Sotto Marco Aurelio

La grande invasione del 167/170 rese di nuovo famosi i Marcomanni, dando inizio ad una guerra durata per circa un ventennio sotto gli imperatori Marco Aurelio ed il figlio Commodo: le cosiddette guerre marcomanniche, così ben rappresentate sulla Colonna di Marco Aurelio di Piazza Colonna a Roma.

Marco Aurelio, sebbene avesse una personalità tuttaltro che bellicosa come testimonia anche la sua appartenenza alla dottrina dello stoicismo, fu costretto a passare interi anni lungo il fronte danubiano per combattere queste popolazioni, che avevano formato una grande e potente coalizione politico-militare. Questo passaggio dalla dispersione anarchica al raggruppamento organizzato conferì alla pressione delle tribù sul confine una forza allora mai raggiunta. Si trattava di ben 11 tribù Marcomanni inclusi, tra cui: Longobardi, Obii, Vandali Victuali, Quadi, Naristi, Cotini, forse anche Buri, Vandali Asdingi e Lacringi, oltre ai Iazigi; che scelsero come loro portavoce il re dei Marcomanni, Ballomar. La stessa Historia Augusta ci tramanda che furono proprio i Marcomanni ed i Vandali Victuali a" provocare disordini ovunque" lungo il fronte pannonico.

La guerra, molto violenta e vinta alla fine dallesercito romano, segnò la fine della pax romana, periodo iniziato con limperatore Traiano, il quale, dopo aver consolidato i domini dellImpero, aveva avviato un lungo periodo caratterizzato da stabilità politica e benessere economico senza alcun conflitto bellico esterno ovvero di conquista, continuata anche sotto gli imperatori Adriano ed Antonino Pio.



                                     

1.4. Storia Dal III secolo alla caduta dellImpero romano dOccidente

Dei Marcomanni e dei vicini Quadi, si sa che rimasero relativamente tranquilli durante la Dinastia dei Severi. Ripresero le armi sotto la spinta di altri popoli come i Vandali e i Iutungi verso la metà del III secolo. Si racconta che al tempo dellImperatore Gallieno, questultimo concesse ad alcune tribù di Marcomanni di insediarsi nella Pannonia romana a sud del Danubio, probabilmente per ripopolare le campagne devastate dalle invasioni dei decenni precedenti, e - cosa curiosa - contrasse un matrimonio secondario con la figlia di un loro principe.

Nella primavera del 357 la consueta coalizione tra Marcomanni e Quadi, cui si erano uniti anche i Sarmati iranici, tornò ad agitarsi sul Danubio, invadendo e saccheggiando Rezia, Pannonia e Mesia. Le razzie furono arginate da Costanzo II, che operò sia militarmente sia diplomaticamente, anche assegnando nuove aree dinsediamento ad alcune tribù della coalizione.

                                     

2. Società

Forme di governo

I Marcomanni, come i vicini quadi, furono almeno a cavallo del I secolo a.C. e I secolo d.C. governati da re, percorrendo la linea dinastica di Maroboduo. In seguito, gli furono dati principi stranieri, daccordo con lamministrazione imperiale romana, che ne pagava un tributo per mantenerne la loro alleanza e amicizia.

                                     

3.1. Economia Commercio con limpero romano

Lo storico Tacito ci racconta che al tempo di Maroboduo, dopo che Tiberio aveva stabilito con lo stesso un trattato di amicitia con il popolo romano, erano presenti nella capitale dei Marcomanni, in Boemia, un gran numero di vivandieri e commercianti. Non dimentichiamo che i Marcomanni si erano qui stabiliti alla fine del I secolo a.C., che un giovane Maroboduo era stato in Italia e che lo stesso incoraggiò il commercio anche in segno di distensione con il vicino alleato romano. Alla Boemia si accedeva facilmente seguendo la via dellambra che, passando attraverso Carnuntum sul Danubio alla confluenza con la Morava, giungeva da Aquileia.

Quasi due secoli più tardi, dopo la sconfitta dei Marcomanni 173 ca., limperatore romano Marco Aurelio "fissò i luoghi e i giorni per il commercio degli stessi, poiché non erano stati fissati in precedenza". Ancora Tacito alla fine del I secolo, nello scrivere la sua Germania, scrisse che si potevano trovare tra queste popolazioni dei vasi dargento, dati in dono agli ambasciatori e ai loro capi tribù, mentre la loro forza dipendeva ancora dallautorità di Roma che spesso li finanziava con denarii. Comunque sia dai ritrovamenti archeologici in Boemia, risultano numerosi i vasi italici in bronzo del I secolo, insieme soprattutto a monete dargento e doro. Poi questi oggetti di importazione dallImpero romano si diffusero verso nord, attraverso le valli fluviali fino al Mare del Nord e al Mar Baltico.

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