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ⓘ Movimento esperantista italiano




                                     

ⓘ Movimento esperantista italiano

Il Movimento esperantista italiano fu presente sin dai primi anni di vita della lingua ausiliaria internazionale esperanto, le cui fondamenta furono gettate nel 1887 da Ludwik Lejzer Zamenhof.

Attualmente il movimento insiste in gran parte attorno alla Federazione esperantista italiana, che rappresenta lItalia in seno allAssociazione universale esperanto. Alla FEI sono associati numerosi gruppi locali, spesso attivi da lungo tempo sul territorio.

Anche la sezione giovanile della FEI, la Gioventù esperantista italiana, collabora alla promozione della lingua esperanto e dei valori della democrazia linguistica attraverso le proprie attività.

LIstituto italiano di esperanto si occupa della promozione e dello studio della lingua, della formazione dei docenti e dello svolgimento degli esami di lingua e letteratura.

                                     

1.1. Storia La nascita e i primi congressi 1889-1912

Comè facile immaginare, il movimento esperantista attecchì in Italia grazie allopera di un numero ristretto di pionieri. Il primo libro di testo per lapprendimento della lingua esperanto destinato agli italiani fu pubblicato nel marzo 1890 a Crema CR, ad opera di Daniele Marignoni.

Un altro pioniere fu il francese Albert Gallois, che nel 1903 iniziò a svolgere attività di promozione della lingua a Riolunato MO e fondò la Itala Societo por la Propagando de Esperanto Società italiana per la promozione dellesperanto. Gallois tradusse in italiano una grammatica francese di Théophile Cart, e nel 1902, a Torino, pubblicò alcuni numeri della rivista LEsperantista in collaborazione con Marcello De Balzac e G. Giovanni.

Nello stesso periodo il poeta inglese Clarence Bicknell, che dal 1877 risiedeva quasi esclusivamente in Italia e si era avvicinato allesperanto nel 1897, iniziò attività di propaganda dellesperanto a Bordighera, dove nel 1910 fondò un gruppo esperantista.

NellItalia meridionale, e in particolare in Sicilia, la promozione dellesperantismo fu portata avanti in primo luogo dal dottor Vitangelo Nalli, attivo dal 1903, che fondò lassociazione Sicilia Federacio Esperantista Federazione esperantista siciliana, SFE nel 1906 e la rivista Idealo Ideale. La SFE godeva del patrocinio del ministero della pubblica istruzione e dei sindaci di Palermo e Siracusa.

Fra i pionieri del movimento esperantista italiano sono da annoverare anche lavvocato Raffaele Bagnulo e Giovanni Cacciapuoti, che nel 1902 pubblicarono a Napoli la rivista LEsperantista e nel 1903 fondarono un gruppo esperantista nel capoluogo partenopeo.

Anche Roma si dotò presto di un gruppo esperantista, grazie soprattutto al lavoro dellecclesiastico Luigi Giambene, che fondò nel 1905 il gruppo Imperiosa Civitas. Nel 1907 fece la sua comparsa la rivista Roma Esperantisto "Lesperantista romano", tramite la quale nel 1908 fu pubblicato il primo elenco di esperantisti italiani.

Nel 1907 fece la sua comparsa, a Udine, la rivista Esperanta Abelo.

Nel 1906 Clarence Bicknell, in collaborazione con la professoressa austriaca Rosa Junck, fondò il gruppo esperantista di Milano.

Altri gruppi esperantisti furono fondati a Perugia 1908, Genova 1910, Sampierdarena 1911 e in seguito in altre località. La prima associazione nazionale, precursore dellattuale Federazione esperantista italiana, vide la luce a Bologna nel 1911.

Il movimento esperantista nazionale nacque in realtà nel 1910. Già il 30 dicembre 1905 fu fondato a Firenze un gruppo ufficiale; tra i pionieri del movimento meritano unattenzione a parte Cicetti, Dattari, lavvocato Viterbo. A Firenze stessa nel 1910 sorgeva con altri gruppi la Federazione esperantista italiana FEI, il cui primo congresso ufficiale si tenne a Firenze il 21-23 marzo 1910. Il prof. Corrado Grazzini organizzò a Firenze unassociazione nazionale di insegnanti di Esperanto; questassociazione fu riorganizzata nel 1916. Scarselli a Firenze scrisse in quegli anni la "Marcia degli Esperantisti".

La FEI ancora esistente nel 1934 già dallinizio ebbe come scopo la diffusione dellEsperanto e lorganizzazione in gruppi degli esperantisti italiani. Essa organizzava ogni anno un congresso nazionale.

                                     

1.2. Storia La rinascita post-bellica 1948-1960

Al termine della seconda guerra mondiale il movimento esperantista italiano versava in condizioni pessime, se è vero che al primo congresso nazionale del dopoguerra, tenuto a Torino nel 1948, parteciparono meno di 300 individui. A partire dai primi anni 1950, tuttavia, erano già chiari i segnali di ripresa.

Nel 1950 ebbero nuovamente inizio le trasmissioni in esperanto di Radio Roma, che erano state sospese in occasione del conflitto mondiale. Nello stesso anno, il deputato Enzo Giacchero presentò uninterrogazione al Ministro della pubblica istruzione Guido Gonella per verificare se il ministero si fosse adoperato per "istituire un controllo statale per il riconoscimento ufficiale del titolo di insegnante di esperanto".

Nel 1951 il ministro della pubblica istruzione Antonio Segni partecipò al congresso nazionale di Pisa; nel febbraio 1952 diramò quindi una circolare destinata a tutti i provveditori agli studi, esortandoli ad agevolare linsegnamento dellesperanto mettendo a disposizione le aule scolastiche per i corsi, e suggerendo di rivolgersi allIstituto italiano di esperanto per il reperimento degli insegnanti.

La relativa forza del movimento esperantista cattolico fu in questi anni motivo di forte collaborazione con le autorità statali, dacché lo scranno di ministro della pubblica istruzione rimase per un lungo tempo in mano ad esponenti di spicco della Democrazia Cristiana.

Nel 1952 al congresso nazionale di Bologna partecipò in qualità di presidente del Comitato dOnore il presidente della Repubblica Luigi Einaudi; nel comitato figuravano il presidente emerito Enrico De Nicola, il presidente del consiglio Alcide de Gasperi, il presidente della Camera Giovanni Gronchi, il ministro della pubblica istruzione Antonio Segni, il cardinale di Bologna Lercaro ed il sindaco di Bologna Giuseppe Dozza. Einaudi volle inviare un messaggio al congresso, indirizzando ai convenuti un "tributo di schietta simpatia che va reso a quanti danno generosa opera per lavvicinamento dei popoli". Enzo Giacchero, per conto della Comunità europea del carbone e dellacciaio, in un simile messaggio dichiarò: "Nessuno più di me può apprezzare la vostra fatica e la utilità che in tutti i settori deriverebbe dal più completo successo vostro e dei nostri amici esperantisti in tutto il mondo".

Nel 1954 la seduta plenaria dellUNESCO, riunita a Montevideo, aveva promosso una risoluzione che prendeva atto dei risultati ottenuti dallesperanto in materia di scambi culturali internazionali, dichiarava che tali risultati coincidevano con gli scopi e gli ideali dellUNESCO e impegnava il direttore generale a seguire levoluzione delluso dellesperanto in campo scientifico, educativo e culturale nei singoli stati membri. La delegazione italiana presente alla conferenza, per quanto divisa fra favorevoli Vittorino Veronese e contrari Giuseppe Ungaretti allesperanto, votò alla fine a favore della risoluzione, contribuendo alla sua approvazione.

Gli echi di tale evento acquisirono particolare rilevanza nellambito del Congresso universale di esperanto del 1955, che si tenne a Bologna. La manifestazione ricevette il patrocinio del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e dei presidenti emeriti Enrico De Nicola e Luigi Einaudi; il sindaco di Bologna Giuseppe Dozza, che partecipò al congresso, si rivolse ai convenuti parlando fluentemente in esperanto.

Nel corso degli anni 1950 la Federazione esperantista italiana continuò a muoversi sul piano legislativo. Ritenendo obsoleta la circolare del Ministro della pubblica istruzione Antonio Segni, la FEI ne richiese nel 1956 literazione; il ministro in carica, il socialdemocratico Paolo Rossi, negò il procedimento, dacché la circolare precedente era priva di scadenze ufficiali ed era dunque da considerarsi ancora in vigore.

Nel 1962 il senatore Moltisanti, del Movimento Sociale Italiano, avanzò una proposta di legge volta a rendere la lingua esperanto materia di studio facoltativa nelle scuole, e a riconoscere ufficialmente il diploma di insegnante rilasciato dallIstituto italiano di esperanto per poter concorrere allincarico di insegnamento. Data la collocazione politica del proponente, la proposta non giunse nemmeno alla discussione. Tale fatto spinse la FEI ad istituire unapposita commissione di esperti allo scopo di redigere una nuova proposta di legge sulla falsariga della precedente, ma sulla quale fosse possibile una convergenza consistente. Dopo una lunga trafila il testo elaborato dalla Commissione della FEI venne effettivamente presentato alla Camera dei deputati come proposta di legge ed ottenne il via libera dalla commissione "Istruzione e belle arti" seppur con alcune modifiche, ma non riuscì a concludere liter parlamentare a causa della chiusura anticipata della legislatura.

Nel corso degli anni 1960 vennero presentate nuove proposte di legge favorevoli allesperanto; nessuna godette di particolare fortuna. Finalmente, un contributo legislativo allinsegnamento dellesperanto giunse con la legge 820 del 20 settembre 1971, che disponeva lavvio sperimentale della scuola a tempo pieno e listituzione di posti in organico per insegnamenti speciali ed attività integrative.

                                     
  • in materie letterarie, Università di Genova, Anno accademico 1985 - 86, Anno di pubblicazione 1987 Esperanto Esperantujo Movimento esperantista italiano
  • Per cultura esperantista si intende quanto di artistico viene prodotto in lingua esperanto, dalla letteratura sia poesia che prosa al cinema, al teatro
  • Associazione Esperantista Ungherese in ungherese anche nota come MESZ, da Magyarországi Eszperantó Szövetség è la massima associazione esperantista attiva
  • attivo all interno del movimento esperantista Nel 1976 divenne segretario generale dell Unione esperantista cattolica italiana e nel 1979 presidente
  • Esperanto - Asocio, l associazione esperantista mondiale EO Federazione Esperantista Italiana l associazione esperantista italiana Corso gratuito KIREK di lingua
  • appassionati. A partire dagli inizi del XX secolo, tuttavia, la comunità esperantista vide la nascita di una vera e propria letteratura in lingua, costituita
  • sostegno di esperantisti alla signora, che infine inviò i suoi ringraziamenti alla rivista principale del movimento esperantista italiano L Esperanto
  • 1938. A Bologna Tellini fu un esponente di primo piano del movimento esperantista italiano Nel 1909 partecipò al Congrès International de Esperanto a
  • Federazione Esperantista Italiana in una diversa città italiana Fino alla 78ª edizione compresa ha avuto il nome di Congresso italiano di esperanto

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