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ⓘ Salvatore Burruni



Salvatore Burruni
                                     

ⓘ Salvatore Burruni

Salvatore Burruni, confidenzialmente Tore, è stato un pugile italiano, campione nazionale, europeo e, dal 23 aprile 1965 al 14 giugno 1966, campione del mondo dei pesi mosca; lultimo ad essere unanimemente riconosciuto da tutti gli organismi del pugilato. Fu anche campione europeo dei pesi gallo dal 1968 sino al ritiro dalle competizioni.

                                     

1. Carriera da dilettante

Ottimo dilettante, fu campione dItalia dei pesi mosca nel 1954 e nel 1956, campione mondiale militare a Kaiserslautern nel 1955 e a Napoli nel 1956, nonché medaglia doro ai II Giochi del Mediterraneo, a Barcellona, nel 1955. Sfortunata fu invece la sua partecipazione alle Olimpiadi di Melbourne del 1956, dove fu sconfitto ai punti al primo incontro dal sovietico Vladimir Stolnikov.

                                     

2. Carriera da professionista

Burruni passò professionista nel 1957, nella scuderia di Umberto Branchini. Il 27 settembre 1958 divenne campione italiano dei pesi mosca, battendo ai punti Giacomo Spano. Subito dopo la sua carriera si incrociò con quella di Horacio Accavallo un argentino di padre potentino, da poco trasferitosi in Sardegna ed ancora imbattuto. Il 12 ottobre 1958, allo Stadio Amsicora di Cagliari, Accavallo costrinse Burruni alla resa, ai punti in otto riprese. Nella rivincita, tuttavia, allestita a Sassari, il 1º agosto 1959, fu Burruni a prevalere, ai punti in dieci riprese, infliggendo allitalo-argentino la sua prima sconfitta in carriera.

Dopo quattro vittoriose difese del titolo italiano, il 29 giugno 1961, ad Alghero, Burruni conquistò anche il titolo europeo, battendo ai punti il finlandese Risto Luukkonen che lo sovrastava nettamente in altezza. Difese in seguito il titolo, sempre vittoriosamente, contro linglese Derek Lloyd KO tecnico alla sesta ripresa, il 12 agosto 1961 a Sanremo, lispano-marocchino Mimoun Ben Ali, il francese Pierre Rossi, il francese René Libeer e il giovane scozzese Walter McGowan. In questultimo match, Burruni riuscì a imporre e sostenere un ritmo indiavolato per tutte le quindici riprese, tanto che lo stesso McGowan fu il primo ad ammettere la sua superiorità.

Ormai ultratrentenne, Burruni era stato sinora evitato dai campioni del mondo in carica, ma la vittoria su McGowan gli aveva permesso di collocarsi in cima alle classifiche degli sfidanti al titolo mondiale dei pesi mosca. Grazie allorganizzazione della ITOS di Rino Tommasi, il thailandese Pone Kingpetch accettò di incontrare il Campione dEuropa al Palasport dellEur, ma a patto di incassare lenorme borsa di 60.000 dollari. Pretese inoltre un arbitro neutrale e il soggiorno pagato di quattro persone a spese dellorganizzazione. Nonostante ciò, il 23 aprile del 1965, Burruni lo travolse sul piano del ritmo, della continuità, della potenza, conquistando il titolo mondiale con un enorme margine di punti. Era il quinto italiano, dopo Carnera, DAgata, Loi e Mazzinghi a indossare la cintura mondiale.

Il 7 agosto dello stesso anno, Burruni accettò di combattere, senza titolo in palio, nella tana del suo antico rivale Horacio Accavallo, al Luna Park di Buenos Aires, dove largentino era rientrato, carico di onori. Lalgherese fu sconfitto ai punti in dieci riprese. Allettato da una borsa cospicua, Burruni fu convinto ad affrontare, nuovamente senza titolo in palio, il ventunenne giapponese Katsuyoshi Takayama, al Kuramae Kokugikan di Tokyo. Il 7 ottobre 1965 subì la seconda sconfitta consecutiva, grazie a uno scandaloso verdetto culminato con il conteggio subito dallitaliano per una semplice scivolata alla terza ripresa.

A questo punto la WBA e la WBC imposero a Burruni di mettere in palio il titolo contro lex Campione del Mondo Hiroyuki Ebihara, considerato il n. 1 degli sfidanti. Litaliano rifiutò e, pertanto, nel novembre 1965, fu privato del titolo dalle due principali federazioni. Tuttavia, non essendo stato battuto sul ring da nessun contendente, in un match con il titolo in palio, Burruni rimase formalmente nello status di campione mondiale lineare dei pesi mosca. In base a tale situazione "di fatto", scelse di combattere contro Rocky Gattellari, un australiano di origine calabrese collocato alcune posizioni più in basso. Il 2 dicembre 1965, a Sydney, Gattellari fu sconfitto per KO alla tredicesima ripresa.

In realtà Burruni, ormai a fine carriera, aveva già da tempo grosse difficoltà a rientrare nelle 112 libbre 51 kg circa del limite di peso della categoria dei mosca e sapeva che sarebbe stato rischioso per lui salire sul ring troppo debilitato, contro gli avversari più temibili.

A Bangkok, l8 febbraio 1966, accettò di combattere un incontro contro il terribile thailandese Chartchai Chionoi ma evitando nuovamente di rischiare il titolo dei mosca. Si presentò sovrappeso, praticamente al limite della categoria dei gallo. Il match si concluse con una sconfitta ai punti in dieci riprese, ininfluente ai fini della cintura mondiale.

Il problema del peso si ripropose, per Burruni, nella seconda sfida con titolo in palio, il 14 giugno 1966, nella Empire Pool di Wembley, in Londra, contro il britannico Walter McGowan. Dopo due giorni di digiuno e di saune, sul ring salì lombra del grande campione che era stato. Nonostante ciò, Burruni combatté coraggiosamente contro un avversario ormai pienamente maturato, anche se di nove anni più giovane e concluse in bellezza le quindici riprese. Ciò non gli bastò per evitare di cedere il titolo mondiale con un chiaro verdetto ai punti.

Trentatreenne, Burruni proseguì la carriera pugilistica nei pesi gallo e, dopo dieci incontri di rodaggio, conquistò il suo secondo titolo europeo, il 10 gennaio 1968, a Napoli, contro lispano-marocchino Mimoun Ben Ali, battendolo ai punti in quindici riprese.

Le sue ambizioni di aspirare al titolo mondiale anche in questa categoria ebbero irrimediabilmente termine dopo un discusso combattimento, il 31 marzo 1968 a Città del Messico, contro lallora imbattuto Rubén Olivares, uno dei più forti pugili di ogni tempo. Alla terza ripresa, il trentacinquenne campione europeo fu scosso da un sinistro al tronco e voltò la schiena allavversario; larbitro considerò tale comportamento come un gesto di abbandono e decretò il KO tecnico in favore del messicano. Burruni non volle fornire alcun commento ma il suo manager Branchini dichiarò alla stampa che si era verificato un errore arbitrale perché Burruni non aveva affatto abbandonato lincontro.

Difese ancora il titolo europeo dei gallo a San Benedetto del Tronto, il 31 luglio 1968, contro il campione dItalia Franco Zurlo, vincendo ai punti e impartendogli una vera lezione; lo difese per lultima volta a Reggio Calabria il 9 aprile 1969, quando batté per KO al 9º round il francese Pierre Vetroff.

Dopo questultima vittoriosa difesa del titolo, a trentasei anni, Burruni si ritirò, con la cintura continentale ancora indosso. Morì nel 2004 nella città natale di Alghero dove era nato quasi 71 anni prima.

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