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ⓘ Tuta alare




Tuta alare
                                     

ⓘ Tuta alare

La tuta alare è una particolare tuta da lancio che riesce ad aumentare la superficie del corpo umano conferendovi un profilo alare, trasformando la velocità data dalla forza di gravità in planata orizzontale. Le sue forme si rifanno a quelle dello scoiattolo volante.

Utilizzata nel paracadutismo come nuova disciplina, è oggetto di costante e rapido sviluppo: una normale tuta alare, rispetto ad una velocità media di caduta libera di circa 550 km/h, consente di rallentare fino a circa 70 km/h, con una velocità orizzontale di 180 km/h.

La tuta alare è particolarmente usata nel Base jumping, in quanto consente di raddoppiare i tempi di caduta libera e aumenta la distanza dai possibili ostacoli, diminuendo il rischio di incidenti.

                                     

1. Storia

Dalla leggendaria figura di Icaro fino ai numerosi inventori di cui ci è giunta testimonianza, più persone hanno cercato di costruire delle protesi che consentissero alluomo di volare come un uccello. Si trattava, perlopiù, di rudimentali ali di legno e tela da indossare prima di un salto da un dirupo o da qualche altra postazione sopraelevata, con esiti quasi sempre fatali. Bisogna attendere gli anni trenta del Novecento perché, con la nascita del paracadutismo, facciano la loro comparsa i cosiddetti birdmen ", o uomini uccello, che con le prime tute alate a malapena riuscivano a stabilizzare la caduta e compiere qualche evoluzione. I più noti fra questi pionieri furono lo statunitense Clem Sohn e, negli anni cinquanta, litaliano Salvatore Cannarozzo, lo svizzero Plinio Romaneschi e il francese Léo Valentin.

Negli anni sessanta, a seguito dellaltissima mortalità dei birdmen, lassociazione dei paracadutisti statunitensi USPA proibì luso di ali negli aviolanci, divieto che sarà revocato solo nel 1987.

Ma il merito della messa a punto della prima autentica tuta alare va attribuito al paracadutista francese Patrick de Gayardon e al suo team, basandosi sul modello di tuta alare dellitaloamericano John Carta. De Gayardon intuì che, date le caratteristiche di densità del corpo umano, non ci si poteva ispirare alle forme degli uccelli bensì sarebbe stato più utile riferirsi a quei mammiferi il cui patagio consentiva di planare. Dopo i primi studi a partire dal 1994, nel 1996 sono incominciati i primi voli sperimentali. Ma la data ufficiale di nascita della tuta alare è il 31 ottobre 1997, quando, al cospetto di un gruppo di giornalisti italiani, Patrick de Gayardon, dopo un salto dallelicottero a 6000 metri di quota, sfrecciò tra le guglie del versante francese del Monte Bianco. Per la prima volta lavanzamento supera il tasso di caduta.

Sfortunatamente de Gayardon sarebbe morto meno di sei mesi dopo, il 13 aprile 1998, in seguito ad un malfunzionamento del paracadute avuto in addestramento. Ma oramai il seme era stato gettato e subito si è affacciata sulla scena una nuova generazione di piloti di tuta alare.

I primi a riprendere il lavoro di de Gayardon furono il finlandese Jari Kuosma e il croato Robert Pečnik che già nel 1998 crearono una ditta, la BirdMan, con il preciso scopo di produrre e commercializzare una tuta che fosse sicura e di buone prestazioni. Oggi producono una serie completa di tute alari, adatte a diversi livelli di esperienza e situazioni di lancio. La BirdMan è stata, inoltre, la prima società ad organizzare un programma di formazione istruttori, seguita dalla Phoenix-Fly fondata nel 2004 da Pečnik dopo luscita dalla BirdMan e dalla francese Fly Your Body. Altri produttori di tute alari sono la ditta austriaca Pressurized, la belga Matter, lungherese Intrudair, la sudafricana Jii-Wings e, soprattutto, la statunitense Tony Suit, le cui tute hanno ottenuto performance straordinarie.

In ambito agonistico vengono svolti campionati con tuta alare in cui si gareggia per tre categorie: "permanenza in aria", "distanza percorsa" e "velocità", oltre alle gare di "figure artistiche". La più nota fra le competizioni internazionali è la SkyJester´s Wings over Marl, che si tiene ogni anno dal 2005. La prima competizione italiana fu organizzata ad Arezzo nel 2007 dallassociazione sportiva dilettantistica Freccette Tricolori, parteciparono 20 atleti tra i quali Robert Pečnik fondatore della Phoenix-Fly, Tony Uragallo fondatore della Tony Suit e Olav Zipser inventore del FreeFly.

Il 23 maggio 2012 lo stuntman britannico Gary Connery è diventato il primo uomo ad atterrare in tuta alare senza paracadute. Dopo un salto dallelicottero a 730 m di quota nei pressi di Henley-on-Thames e dopo aver raggiunto la velocità di 130 km/h è atterrato incolume su di una striscia di 18 600 scatole di cartone lunga 100 m, larga 15 e alta 3.6.

                                     

1.1. Storia La nascita del Wisbase

Sebbene già De Gayardon abbia compiuto alcuni salti con la tuta alare da postazione fissa, è dal 2003 che ha iniziato ad essere diffuso tra i BASE jumpers lutilizzo delle tute alari. È nato così il Wisbase, da molti considerato il futuro del BASE jumping e il miglior ambito di sviluppo del volo con la tuta alare. Una tecnica rischiosa quanto spettacolare è quella del Proximity flying che consiste nel volare radenti al costone delle montagne. Lo statunitense Jeb Corliss è stato il primo ad attraversare una piccola cascata dacqua utilizzando tale tecnica. Il 24 settembre 2011 Corliss ha attraversato con la sua tuta apache il foro allinterno del monte Tianmen.

Fra i luoghi principali dove si pratica il Wisbase in Europa si segnala il Kjerag e il Trollstigen in Norvegia, la zona di Chamonix con laltissimo exit point di Pointe Durier sul Monte Bianco e il gruppo della Jungfrau in Svizzera, dove è situato quello che attualmente è considerato il più salto BASE del mondo − lanticima Wengen Jungfrau − non lontano dal monte Eiger, dove si trova il "fungo" The Mushroom, dal 2000 una delle più note piattaforme di Wisbase.

In Italia si segnala il Becco dellAquila sul Monte Brento, con atterraggio al "campo Gaggiolo" nel comune di Dro TN, con oltre 1200 m di dislivello utile. Nellautunno del 1997 De Gayardon compì da qui i primi salti con il suo prototipo di tuta alare e sempre da qui, nel maggio 2011, il maggiore Alastair Macartney del Corpo Logistico e il sergente Deane Smith del Genio militare dellesercito britannico hanno effettuato una dimostrazione di Wisbase devolvendone in beneficenza i ricavi pubblicitari.

Dal 2009 si tiene a Lauterbrunnen nel gruppo della Jungfrau la ProBASE Wingsuit Race, gara di velocità a premi.

                                     

2. Caratteristiche tecniche

Una tuta alare è generalmente costituita da un doppio strato tessuto di poliammidi posto tra ciascun braccio e il tronco del pilota ed un altro doppio strato posto tra le gambe. Nel momento in cui il pilota viene investito dal vento relativo - determinato dalla velocità dellaeromobile o dalla velocità di caduta - ogni strato viene gonfiato attraverso delle bocche poste sotto le ascelle e sotto linguine in modo da far assumere alla tuta uno o più profili alari, forme in grado di creare portanza e consentire lavanzamento.

Langolo ottimale delle ali tra il busto le braccia è il risultato di un compromesso. Infatti, maggiore è lapertura delle braccia, tanto più aumenta la superficie alare e maggiore è la portanza. Allo stesso tempo, però, più grande è lala, maggiore sarà la forza necessaria per controllarla. Nel corso dello sviluppo di vari prototipi ci si è mediamente attestati su un angolo di circa 80 gradi per le ali delle braccia e 40 gradi per le gambe.

La tuta alare si utilizza in combinazione con le attrezzature del paracadutismo. Uscire da un aereo con una tuta alare, tuttavia, richiede tecniche specifiche che si differenziano a seconda della posizione le dimensioni del portellone dellaeromobile. Queste tecniche considerano lorientamento rispetto al velivolo e il relativo flusso daria al momento delluscita, in modo da evitare di sbattere contro parti dellaereo o di divenire instabili a causa del forte vento relativo. Non appena viene investita dal flusso di vento generato dallavanzamento del velivolo la tuta alare inizia immediatamente a volare. Nel caso di salti da postazione fissa, invece, il pilota dovrà affrontare una caduta verticale di almeno 200 metri prima di poter iniziare ad avere la velocità necessaria a trasformare la forza di gravità in avanzamento.

Ad una quota dal suolo determinata in base al tipo di lancio, il pilota dovrà aprire il paracadute e dovrà raggiungere il punto di atterraggio desiderato utilizzando le tecniche tipiche del paracadutismo o del Base jumping.

Generalmente per iniziare ad usare la tuta alare si raccomanda un livello minimo di esperienza di 200 lanci in caduta libera e la partecipazione ad un corso con istruttore. Per iniziare a praticare il Wisbase, invece, si consiglia aver già effettuato almeno 50 aviolanci con la tuta alare o, per chi proviene dal BASE jumping, aver fatto un minimo di 50 salti.

Il pilota modifica la posizione del suo corpo per ottenere la combinazione desiderata di velocità orizzontale, velocità verticale ed efficienza aerodinamica. Oggi le migliori tute alari hanno unefficienza di 3:1: ciò significa che per ogni metro di caduta ve ne sono tre di avanzamento. Il pilota modifica la posizione del corpo - inarcandosi o piegando spalle, fianchi e ginocchia - e cambiando così langolo di attacco con cui la tuta alare vola nel vento relativo e la relativa pressione che incide sulle ali di tessuto della tuta, mediamente il corpo viene inclinato in avanti di circa 20 gradi. La mancanza di stabilizzazione può portare ad un avvitamento che richiede un notevole sforzo da parte del paracadutista per essere fermato.

Un paracadutista in posizione prona ha una velocità di caduta di circa 200 km/h, una tuta alare è in grado di ridurre drasticamente questa velocità: è stata registrata una velocità verticale di 40 km/h.

Attualmente i piloti sono in grado di misurare le loro prestazioni con apparecchiature GPS in grado di determinare la durata del volo, laltitudine a cui ci si è lanciati e quella in cui si è aperto il paracadute, la velocità orizzontale, il tasso di caduta, nonché tracciare e registrare il percorso di volo.



                                     

3. Record

Il 28 maggio 2011, il paracadutista giapponese Shin Ito è entrato nel Guinness dei primati stabilendo un record di velocità nei cieli di Davis, in California, avendo raggiunto la velocità di 363 km/h.

Il 10 marzo 2012, il paracadutista svizzero Remo Läng ha attraversato le Alpi tra Verbier e Aosta in tuta alare, percorrendo in sette minuti 26 km dopo un lancio da circa 8000 m di quota. In ambito militare il record di distanza è detenuto dal sergente statunitense Ben Borger, che il 14 aprile 2010 ha percorso 18.5 km dopo un lancio da 9750 m.

Una performance straordinaria è stata ottenuta il 1º giugno 2008 dallo svizzero Üli Gegenschatz 1971 – 2009 che, lanciandosi da unaltitudine di 4500 m, ha percorso, grazie a un forte vento favorevole, in 5 minuti e 45 secondi la distanza di 17.6 km lungo la baia di Galway.

Il più grande salto di Wisbase è stato realizzato dalla" piattaforma estatica” dellEiger il 2 novembre 2011 da Dean Potter. Sfruttando un dislivello di oltre 2800 m Potter è riuscito a percorrere in 3 minuti e 20 secondi la distanza record di 7.5 km, atterrando nei pressi di Grund.

La più grande formazione di wingsuit ha avuto luogo presso Lake Elsinore in California nel 2009 e ha coinvolto 68 paracadutisti.

                                     

4.1. Altri settori di ricerca Wingpack

Da tempo presenti nei racconti di fantascienza, i wingpack sono ali rigide indossate a mo di zaino. Il primo prototipo di wingpack risale al 1999, quando lingegnere tedesco Alban Geissler ha testato SkyRay. A metà strada tra un deltaplano e una wingsuit, un wingpack può attualmente arrivare ad unefficienza 6 ovvero, percorrere 6 metri in orizzontale per ogni metro di quota perso e consentire il trasporto di bombole e altri materiali.

Il 31 luglio 2003 laustriaco Felix Baumgartner, lanciandosi da 8900 m, è riuscito ad attraversare in 14 minuti il canale della Manica avanzando di 35 km.

Nel 2006, le imprese tedesche ESG e Freesky diretta e fondata da Alban Geissler hanno presentato Gryphon, un wingpack specificatamente destinato alle incursioni segrete delle forze speciali.

Altro pioniere è il pilota svizzero Yves Rossy, che il 26 settembre 2008 si è lanciato con il suo wingpack a motore da 2500 m e ha attraversato il canale della Manica, percorrendo 35.4 km in 9 minuti e 7 secondi. Rossy, che ha iniziato a sperimentare la sua ala nel 2004, il 25 novembre 2009 ha fallito il primo tentativo di volo intercontinentale con un wingpack.

                                     

4.2. Altri settori di ricerca Wingsuit a reazione

A un livello ancora sperimentale si segnala lutilizzo di wingsuit con sistemi propulsivi, ma il vero scoglio è rappresentato dai consumi elevati uniti allimpossibilità di avere serbatoi capienti.

Il finlandese Visa Parviainen, applicandosi alle caviglie due piccoli motori a reazione, il 25 ottobre 2005 è riuscito a mantenere con una wingsuit una traiettoria orizzontale per 30 secondi.

Nel 2007, il tedesco Christian Stadler, istruttore della BirdMan, ha presentato il sistema VegaV3, ovvero una wingsuit potenziata con un razzo a perossido didrogeno, ma sulle cui effettive prestazioni mancano dati attendibili.