Indietro

ⓘ Equitazione




Equitazione
                                     

ⓘ Equitazione

English version: Equestrianism

Il termine equitazione indica lutilizzo sportivo del cavallo da parte delluomo.

Lequitazione presenta diverse discipline, alcune delle quali rientrano nel programma olimpico; può essere praticata sia singolarmente che in gare organizzate per squadre, in strutture coperte, in maneggi allaperto, in ippodromi è il caso dellippica o in campagna a seconda della disciplina.

                                     

1.1. Storia Nascita e sviluppo

Ci sono innumerevoli aspetti nella complessa relazione tra cani e cavalli che sono stati cruciali per entrambe le specie. I cavalli si originarono in America molti millenni fa, e alcuni fecero il viaggio attraverso lo stretto di Bering verso lAsia e lEuropa dove la specie crebbe florida. Gli uomini cominciarono a cacciarli e scoprirono che erano unottima fonte di nutrimento. Alcuni disegni nelle grotte di oltre 20000 anni fa in posti come Alta Mira provano la loro esistenza, anche se non erano ancora usati per lavorare. Un eccellente esempio di come i cavalli potessero rivoluzionare la società è limprovvisa acquisizione dei cavalli dagli americani dopo la ribellione di Santa Fe nel 2o25.

Pur essendoci controversia riguardo alla data esatta in cui i cavalli sono stati addomesticati e montati per la prima volta, la stima data questo passaggio nel 3500 a.C. Sono state trovate prove che dal 3000 a.C. circa, vicino ai fiumi Dneper e Don, gli uomini hanno cominciato a usare il morso sui cavalli, poiché uno stallone che era stato seppellito mostrava segni ai denti. Alcuni libri sacri lasciano pensare che i cinesi montassero già nel Ventunesimo secolo a.C. Gli imperatori cinesi utilizzarono per la prima volta la cavalleria tra lesercito allepoca di Kao Ti Gaodi, fondatore della dinastia Han, intorno al 200 a.C., come soluzione alle enormi perdite subite dai grandi eserciti a cavallo delle popolazioni nomadi provenienti dalle steppe del Nord. I cinesi assunsero da loro lutilizzo di sella e staffe, che erano state a loro volta introdotte in India nel Primo secolo a.C. come anello per alluce.

Le prime testimonianze di cavalli montati sono le descrizioni mitiche dellesercito delle Amazzoni e dei gruppi di cavalieri del re etiope Memnone. I greci per secoli non ebbero conoscenza dellequitazione. Il cavallo divenne un animale addestrabile solo quando, o per caso o in seguito a un ragionamento, scoprirono che poteva essere sottomesso utilizzando un pezzo di metallo morso posizionato nella bocca tra la mascella superiore e quella inferiore dove non sono presenti i denti. I numerosi morsi trovati durante gli scavi archeologici eseguiti tra il 1906 e il 1912 sullaltopiano dellAnatolia centrale sono molto simili a quelli utilizzati nellera moderna. Grazie al morso si poté domare il cavallo e luomo poté guidarlo. Furono necessari molti secoli per riuscire a creare gli attrezzi necessari per montare a cavallo: la sella, la ferratura le staffe. La prima sella era una coperta ornamentale a cui gli Assiri, tra lOttavo e il Settimo secolo a.C. attaccarono unantenata della staffa. Gli altorilievi assiri trovati a Nimrud Iraq aiutano gli esperti a confermare lesistenza dei rudimentali attrezzi e la posizione del cavalieri in sella. Il cavallo portava una gualdrappa ampia e spessa sotto a una pelle di leopardo utilizzata per ammorbidire la seduta del cavaliere. Al collo del cavallo era presente un collare, per aiutare il cavaliere a stare in equilibrio a tutte le andature. La sella è mantenuta in posizione sul cavallo da un pettorale, mentre le redini sono tenute basse da un contrappeso che impedisce che si muovano troppo. Il cavaliere in sella ha la coscia nuda, ma le gambe fasciate da protezioni in cuoio sopra il ginocchio e lungo lo stinco, simili alle ghette utilizzate modernamente.

Gli scavi archeologici riportarono alla luce molte carrozze datate intorno al 2500 a.C., dando una prova maggiore che i cavalli venivano usati per lavorare. I carri venivano usati come armi da guerra, ma furono sostituiti dalluso degli equini come cavalleria leggera o pesante. Gli equini ebbero un ruolo importante attraverso la storia umana globale, sia in guerra sia in lavori pacifici come il trasporto, lo scambio e lagricoltura, con laiuto di carrozze o di altri mezzi. Lequitazione è una delle attività più antiche a cui si è dedicato luomo. Nel 1834 larcheologo francese Charles Texier scoprì, sullaltopiano dellAnatolia centrale, le rovine di Khattushash, la capitale dellImpero Ittita, che si estendeva su 120 ettari. Allinterno di questa enorme area sorgeva il luogo dove erano situati il palazzo imperiale, gli edifici pubblici, i magazzini e gli archivi, simili a biblioteche, in cui erano conservati migliaia di documenti statali incisi su tavolette dargilla in caratteri cuneiformi. Proprio in questi posti, durante degli scavi eseguiti tra il 1906 e il 1912 dalla Società orientalista tedesca sotto i comandi dellesperto Hugo Winckler, furono trovate, tra tutti i reperti, quattro tavolette dargilla, poi datate attorno al 1500-1440 a.C., con 946 righe incise sui due lati: esse contenevano un insieme di regole sullallenamento dei cavalli.

Lopera fu dedicata al re Suppiluliumas I il Grande e scritta da Kikkuli, parte del popolo dei mitanni che fu in seguito integrato a quello degli ittiti. Questo documento, che è stato intitolato" Larte di governare e allenare i cavalli” dagli esperti, costituisce la prima testimonianza scritta sinora rintracciata sullallenamento dei cavalli; questo è un chiaro indizio dellesistenza di una tradizione di allevamento equestre ancora prima delle testimonianze dellattività degli ittiti con i cavalli nellarea del Mediterraneo. Le quattro tavolette costituiscono un vero e proprio manuale con un programma basato su un ciclo di 180 giornate, con regole precise riferite alla preparazione di cavalli per utilizzarli con i carri da guerra. Invece, il più antico e meglio noto manuale in cui è trattato anche il modo di montare a cavallo è" Sullequitazione” di Senofonte.

Viaggiare a cavallo ha reso possibile lincontro di grandi imperi come la Persia, che si estendeva dalla Turchia e lEgitto fino ai confini dellIndia fino alla sua distruzione da parte di Alessandro Magno. I Persiani utilizzavano corrieri che facevano circa 2000 miglia di viaggio da Sardis a Susa in 7 giorni, ma il loro sistema di messaggi aveva molte branche fino ai più remoti angoli dellimpero. La cavalleria era spesso un fattore determinante nella vincita di battaglie strategiche che cambiarono il corso della storia. Lincredibilmente veloce estensione della dominazione islamica e araba attraverso grosse parti di Europa, Africa e Asia è stata resa possibile dai cavalieri che montavano cavalli arabi. La loro avanzata era stata respinta solo dalla cavalleria dei franchi nella battaglia di Poitiers nella Francia centrale dove le innovazioni recenti della staffa hanno avuto un ruolo decisivo. Quella battaglia e quelle che seguirono respinsero i musulmani fuori dalla Francia. È stato lintervento della cavalleria polacca sotto Sobieski a salvare Vienna durante lassedio del 1683 allultimo momento e a privare i turchi dello strategico possesso dellEuropa centrale. I cavalli hanno aiutato luomo in altri modi oltre alla guerra, al viaggio e al trasporto. Hanno infatti facilitato la caccia in molte parti del mondo, per esempio gli Indiani dAmerica nella caccia ai bisonti. Un altro compito per cui i cavalli si sono adattati eccezionalmente e in cui spesso si divertono, è lavorare con il bestiame. Sono inoltre quasi indispensabili per i pastori, perfino nel Ventunesimo secolo.

Nella storia greca e romana chi sapeva equitare acquistava un valore aggiunto nelle società. Da allora in poi il titolo di cavaliere divenne espressione di nobiltà, ma, nei secoli successivi, i nobili furono costretti ad imparare larte di equitare per poter partecipare alla vita politica e militare. Lapprofondimento tecnico dellarte di montare a cavallo fu ovviamente sempre appannaggio della cavalleria e per questo motivo chi ha scritto libri di tecnica equestre è spesso collegato allambiente militare. Non vi è altra attività delluomo in cui, nel corso dei secoli, siano stati scritti tanti testi di approfondimento. Ma il rapporto che si stabilì nei secoli tra uomo e cavallo, si modificò gradualmente nellultimo periodo storico, da quando cioè il motore a scoppio trasformò il modo di viaggiare e il modo di fare la guerra. Dal Novecento in poi lequitazione perse la propria importanza utilitaristica e si trasformò in attività esclusivamente ludico-sportiva. NellItalia della prima metà del Novecento, si segnalò lopera del conte Paolo Orsi Mangelli, con la sua celeberrima scuderia.

I cavalli più antichi e famosi sono i mustang, discendenti dai cavalli scappati agli spagnoli. Nel Diciassettesimo e Diciottesimo secolo alcuni di questi cavalli scapparono e si moltiplicarono nelle grandi pianure fino ad arrivare a diversi milioni. I predatori raramente riuscivano ad ucciderli perché erano veloci, avevano un udito fino, un eccellente olfatto e potevano sferrare calci molto potenti. Secondo J. Frank Dobie, nel suo libro" Mustangs”, alcuni di questi cavalli andavano perfino a caccia di lupi e leoni di montagna per ucciderli. In Australia esistono animali simili conosciuti come" brumbies”, resi famosi dal poema di Banjo Patterson," Luomo del Fiume Nevoso”, di cui esiste una riduzione cinematografica. La storia di paesi come Wyoming, Arizona, Utah e Texas deve molto allo sviluppo della monta. Le mandrie, che erano essenziali per la loro economia, non sarebbero state controllabili senza luso dei cavalli e quelli selvaggi fornivano unabbondante risorsa. Nello stesso tempo la superba cavalleria di tribù come Comanche e Sioux ha decisamente ritardato linsediamento degli europei. Molti sport equini praticati modernamente derivano da compiti necessari dei cavalieri del passato. Un esempio è il dressage, che deriva dalle manovre di battaglia come il" capriole”, un salto sul posto con un calcio dei posteriori, che doveva essere devastante per i soldati a terra che lo circondavano. Rodei, caccia alla volpe, reining, team penning, tent pegging, combattimento con i tori, buzkashi, salto ostacoli e polo sono altri esempi. Oltre a questi ci sono le corse, lo sport dei re, seguito da milioni di persone in tutto il mondo e dove il giro economico per scommesse è molto ampio.

                                     

1.2. Storia Sviluppo dellequitazione moderna

Per la prima volta nel Medioevo il cavallo cominciò a essere utilizzato anche per fini agonistici e di piacere, come si fa modernamente. Montare a cavallo per piacere diventò ordinario per laristocrazia, ed allenarsi divenne velocemente un obbligo per tutti gli aristocratici. Il principale sport a cavallo divennero i tornei, che non solo richiedevano cavalli bene addestrati, ma soprattutto labilità dei cavalieri nel condurre il proprio destriero. Nel Rinascimento in molte corti dEuropa nacquero le prime scuole dequitazione ufficiali dove uno o più maestri erano al servizio dei cortigiani. Questi esperti non insegnavano soltanto equitazione, ma anche luso delle armi, la danza, la musica, la pittura e la matematica. La prima scuola fu lAccademia di Napoli, che divenne più famosa nel Sedicesimo secolo grazie a Giovan Battista Pignatelli, attirando allievi da tutta Europa. Questuomo napoletano divenne un esperto, superando tutti i suoi compagni sia nel cavalcare che nelladdestrare cavalli e cavalieri. Fu lui il fondatore dei primi maneggi a Napoli, chiamati "cavallerizze". Non si hanno notizie precise dellattività dautore di Pignatelli, ma è certo che, attraverso la sua opera di maestro, Napoli si confermò in quel periodo come il centro della nascita dei principi dellequitazione e della nuova cultura che cominciava a formarsi attorno al cavallo. La nobiltà di tutta Europa si recava in questa città per imparare questarte. La fama di Pignatelli fu talmente grande che, sino al Seicento inoltrato, per evidenziare la propria bravura i cavallerizzi più famosi si vantavano di aver ottenuto un allenamento equestre alla scuola del gentiluomo napoletano o dei suoi allievi. Lo stesso Luigi XIII imparò larte di montare a cavallo da Antoine de Pluvinel, uno degli alunni di Pignatelli.

Per tutto il Cinquecento e fino allOttocento in tutti i palazzi reali le corti si poteva trovare un cavallerizzo che insegnasse al signore e alla sua corte larte dellequitazione. Claudio Corte, nobile pavese che aveva imparato larte dellequitazione a Napoli, divenne cortigiano di Elisabetta I dInghilterra. Pirro Antonio Ferraro invece venne ospitato alla corte di Filippo II di Spagna. Oltre a questi luoghi, le accademie divennero, durante il periodo del Rinascimento e il Seicento, centri di allenamento per le tecniche di equitazione. Le più famose furono lAccademia cavalleresca di Udine 1609, lAccademia dei cavalieri del Sole di Pavia, ma soprattutto la Stella di Messina e la Delia di Padova. Erano luoghi esclusivi, dedicati solo a cavalieri e aristocratici, per questo era necessario non essere parte di nessuna" arte o mercanzia”. Lo scopo dei nobili era avere un luogo dove potevano esercitarsi a combattere e a montare a cavallo per poter essere officialmente riconosciuti come cavalieri. A Palermo il viceré don García di Toledo si fece protettore di unaccademia di cento cavalieri che, oltre a combattere nelle guerre, partecipavano a tornei e altri momenti di divertimento. Da questi luoghi si diffuse larte dellequitazione in tutta Europa. Grazie a tale espansione in Francia, in Austria, in Spagna e in altri paesi nacquero scuole che adoperavano nuove tecniche: la Scuola di equitazione spagnola di Vienna 1729 e il Cadre Noir di Saumur 1825, come istituzioni di Stato, sono probabilmente gli ultimi eredi dellequitazione accademica nata durante il Rinascimento in Italia.

In Francia il fondatore della prima scuola di equitazione moderna fu François Robichon de la Guérinière, scudiero di Luigi XV, che aprì unaccademia a Parigi nel 1715 e diresse il maneggio delle Tuileries dal 1730 fino alla propria morte. Scrisse inoltre unopera chiamata" Lécole de cavalerie”, la scuola di cavalleria, che parlava dei metodi e delle tecniche da lui utilizzate per insegnare lequitazione. Ispirata da questo libro nacque quindi la Scuola spagnola di Vienna.

Nel Diciannovesimo secolo laddestramento dei cavalli si focalizzò sullutilizzo del cavallo per scopi militari: i cavalieri e i cavalli erano utilizzati per attraversare la battaglia velocemente, superando facilmente il terreno irregolare, riunendosi in gruppo e separandosi rapidamente per sfuggire al fuoco dei nemici. Lequitazione istintiva, nata dai popoli nomadi, ritrovò popolarità a contrasto con la rigidità accademica. La preparazione del cavallo per scopi militari, la base delle attività sportive praticate nel Ventunesimo secolo, divenne lo scopo principale. Oltre allo sport e al divertimento si sviluppava, soprattutto oltre Manica, la caccia a cavallo e la monta di questi animali in grandi spazi aperti come prati o foreste.

                                     

2.1. Descrizione Nomenclatura

  • Assetto e posizione del cavaliere in sella permette a questultimo di condurre il cavallo, con il minor sforzo possibile da parte del cavaliere e con il minor impedimento possibile da parte del cavaliere sul movimento del cavallo. Senza un assetto ed una posizione corretta il cavallo non obbedirà ai nostri ordini e sarà impedito nel suo movimento naturale. Ogni tipologia di monta da lavoro, monta classica o sportiva richiede un assetto ed una posizione differenti, per raggiungere scopi ed obiettivi che spesso sono diversi luno dallaltro: la monta da lavoro western dei cow-boy o maremmana dei butteri serviva a stare in sella per molte ore consecutive, su di un cavallo al passo e solo occasionalmente erano necessarie rapidissime puntate al galoppo per recuperare un capo di bestiame; la Monta Classica Italiana o Capriliana serviva a permettere ad un militare a cavallo di operare alle diverse andature su qualsiasi tipologia di terreno con lobiettivo di mantenere nella miglior efficienza possibile cavallo e cavaliere. La monta sportiva quella che oggigiorno si definisce inglese, attinge le sue tecniche dalla monta classica Capriliana rielaborandola nel salto ostacoli, nel dressage, e nel completo.


                                     

2.2. Descrizione Tipi di equitazione

In una classificazione approssimativa, si distinguono i seguenti tipi di monta:

  • da lavoro: tutti quei tipi di monta che hanno avuto o hanno a che fare con attività di tipo lavorativo col cavallo, prevalentemente per lallevamento del bestiame.
  • Maremmana dei butteri maremmani
  • Vaquera dei gaucho argentini e degli spagnoli
  • Americana o Western dei cowboy americani
  • Concorso completo
  • Endurance
  • Sportiva o Inglese o Italiana: tutti i tipi di monta che hanno a che fare con lo sport agonistico ed in particolare con le discipline olimpiche.
  • Cross Country
  • Dressage
  • volteggio: larte di eseguire figure artistiche di "danza classica/moderna" sopra ad un cavallo generalmente al galoppo, guidato da terra da un assistente.
  • Salto ostacoli
  • Equitazione Classica: arte equestre che si rifà allequitazione praticata secondo i testi dei Vecchi Maestri fra i quali è annoverato anche il Maestro contemporaneo Nuno Oliveira 1925-1989.
                                     

2.3. Descrizione Andature del cavallo

Le andature principali del cavallo sono tre:

  • Il trotto. È unandatura saltata in due tempi per bipedi diagonali in questa successione: posteriore destro con lanteriore sinistro diagonale sinistro, posteriore sinistro con lanteriore destro diagonale destro. A questa andatura il cavallo raggiunge una velocità che varia dai 10 ai 55 km/h nelle corse al trotto. Nel trotto battuto detto anche trotto leggero il cavaliere si distacca dalla sella alzando e abbassando ritmicamente il bacino. Nel trotto seduto detto anche trotto di scuola invece si rimane seduti in sella seguendo il movimento del cavallo con il bacino.
  • il passo è landatura più lenta del cavallo raggiunge una velocità che varia da 5 a 7 km/h. Questo tipo di andatura viene definito simmetrico perché lappoggio delle due zampe anteriori avviene secondo intervalli di tempo regolari, e basculato perché il cavallo compie un movimento in verticale con il collo per darsi la spinta necessaria a portarsi avanti anche con il resto del corpo. Il cavallo poggia gli arti uno per volta, uno dopo laltro, pertanto si riconoscono quattro tempi: anteriore destro, posteriore sinistro, anteriore sinistro e posteriore destro. A seconda della lunghezza del passo, distinguiamo un passo corto, un passo medio in cui lo zoccolo posteriore del cavallo poggia sullorma appena lasciata dallo zoccolo anteriore e un passo lungo in cui lo zoccolo posteriore del cavallo poggia davanti all orma appena lasciata dallo zoccolo anteriore.
  • Il galoppo è landatura naturale più veloce e si svolge in quattro tempi, ma vi sono variazioni relative alla velocità da ottenere. Con posteriore destro che guida lazione, la sequenza è: posteriore sinistro, bipede diagonale sinistro, anteriore destro, seguiti da un tempo di sospensione quarto tempo. La gamba che "guida" lazione viene distesa fino alla linea immaginaria tracciabile dalla punta del muso al terreno che alla massima estensione può essere superata. Un Purosangue inglese lanciato al galoppo può raggiungere, anche se solo per pochi minuti, i 70 km/h.

Esistono poi altre andature:

  • Il tölt è una variante dellambio in quattro tempi, detta anche ambio veloce. La particolarità di questa andatura è che il cavallo ha sempre almeno uno zoccolo a terra. È naturale in alcune razze come nel pony islandese o nel Rocky Mountain Horse. Negli Stati Uniti è conosciuta con il termine single foot che significa piede singolo.cui dispone un cavaliere per comunicare la propria volontà al cavallo sono
  • aiuti "secondari": gambe e mani. Con le gambe si gestisce la flessione del costato del cavallo; con le mani si corregge lequilibrio del cavallo
  • aiuti "sussidiari": speroni, frustino ed ogni altro attrezzo.
  • L ambio è unandatura in due tempi non basculata. Si contraddistingue per il movimento simultaneo in avanti o indietro degli arti di un lato dellanimale, contrariamente al trotto in cui il cavallo muove i propri assi diagonali. Pur essendo naturale in alcune razze come ad esempio il Paso Fino Peruano, viene da alcuni considerata unalterazione innaturale della coordinazione neuro-muscolare del cavallo nelle razze in cui è stata introdotta artificialmente, soprattutto per uso sportivo ad esempio nel Trottatore americano.
  • Il trafalco. È unandatura specifica della razza brasiliana Mangalarga. Il cavallo trotta con gli arti anteriori e galoppa con quelli posteriori. Si riscontra anche nei puledri non ancora addestrati.
  • il canter è unandatura in tre tempi la cui velocità è maggiore del trotto e minore del galoppo allungato; il cavallo "guida" con lanteriore destro quando percorre una circonferenza in senso orario e viceversa. Quando il cavallo "guida" con lanteriore sinistro mentre procede in senso orario produce una cosiddetta andatura falsa poiché utilizzando la gamba sbagliata non riesce ad avere un equilibrio stabile ed è quindi più facile che cada a causa dellinclinazione durante la curva. La sequenza dei tre tempi ritmici, se ci si muove a destra è: posteriore sinistro, diagonale sinistra, con lanteriore sinistro e il posteriore destro che toccano terra simultaneamente, e quindi lanteriore destro. Il termine deve la propria etimologia allandatura utilizzata dalla cavalleria inglese che da Londra si metteva in viaggio per Canterbury. Essendo il viaggio in un tratto pianeggiante, il cavallo poteva sfruttare il "pendolo viscerale" cioè durante il movimento le viscere del cavallo vanno a comprimere ritmicamente i polmoni favorendo così una respirazione regolare al galoppo invece la respirazione è affannosa. La cavalleria prediligeva questandatura perché era il giusto compromesso tra velocità di marcia e affaticamento.
  • aiuti "primari": assetto, posizione e voce, con i quali il cavaliere suggerisce al cavallo andatura e direzione
                                     

2.4. Descrizione Pony games

I pony games sono, come dice il nome, dei giochi praticati con i pony razze di piccole dimensioni, dedicati quindi ai bambini più piccoli. Si usano tutte le andature, passo, trotto e galoppo. I giochi scelti dallistruttore hanno lo scopo di insegnare disciplina e metodologia, infatti gli allievi che svolgono gli esercizi sotto forma di giochi di abilità, a piedi e a cavallo, imparano il rapporto con lanimale e con il gruppo socializzazione e collaborazione. Le dinamiche di gioco, infatti, suggeriscono un metodo di pre-agonistica, che aiuta i bambini a sviluppare la capacità di affrontare un percorso, calcolando il tempo e la distanza, a capire il loro potenziale, ad avere autostima e fiducia nelle proprie capacità e in quelle del pony, e a creare larmonia del binomio necessaria per progredire nelle discipline di equitazione. I principali giochi sono:

  • le tazze in cui invece si utilizzano quattro paletti; in cima al primo e al terzo viene posta una tazza. Il fantino prende la prima tazza e la pone sul secondo paletto così come per il terzo e il quarto.
  • lo slalom, che è composto da cinque paletti disposti in fila alla stessa distanza uno dallaltro. Si sceglie una direzione da cui partire per esempio da destra, si supera il primo paletto e si cambia direzione sinistra, così via fino alla fine del percorso. Si percorre ad andata e ritorno;
  • la "corda" prevede quattro paletti disposti in fila alla stessa distanza luno dallaltro. Il primo giocatore parte da un lato con una corda in mano e alla fine dei paletti fa prendere la corda al secondo fantino, e fanno il ritorno appaiati facendo lo slalom.


                                     
  • Le gare di equitazione ai Giochi della XXXI Olimpiade si sono svolti dal 7 al 19 agosto 2016 al Centro Nacional de Hipismo di Rio de Janeiro. Si sono
  • I Campionati mondiali di equitazione FEI World Equestrian Games sono una manifestazione internazionale di equitazione organizzata dalla FEI Federazione
  • Le gare di equitazione dei Giochi della XXX Olimpiade si sono svolte dal 28 luglio al 9 agosto 2012 al Greenwich Park di Londra. Si sono disputati sei
  • Il concorso completo di equitazione noto anche come concorso completo è una disciplina sportiva olimpica, che prevede il superamento di diverse prove
  • Voce principale: Equitazione ai Giochi della XXVIII Olimpiade. Il concorso di Completo a squadre ha utilizzato i punteggi del terzo turno del concorso
  • Barbie avventure a cavallo: Scuola di equitazione Barbie Horse Adventures: Riding Camp è un videogioco di equitazione per bambine pubblicato il 21 ottobre
  • Voce principale: Equitazione ai Giochi della XIV Olimpiade. La competizione del dressage a squadre di equitazione dai Giochi della XIV Olimpiade si è svolta
  • cavallo. Equitazione ai Giochi panamericani Altri progetti Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Equitazione ai XVII Giochi
  • Voce principale: Equitazione ai Giochi della V Olimpiade. La competizione del dressage individuale di equitazione dai Giochi della V Olimpiade si è svolta
  • Voce principale: Equitazione ai Giochi della VIII Olimpiade. La competizione del dressage individuale di equitazione dai Giochi della VIII Olimpiade si
  • Voce principale: Equitazione ai Giochi della X Olimpiade. La competizione del Salto ostacoli individuale di equitazione dai Giochi della X Olimpiade si

Anche gli utenti hanno cercato:

attrezzatura equitazione, equitazione abbigliamento, equitazione bambini,

...
...
...