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ⓘ Astrazione (filosofia)




Astrazione (filosofia)
                                     

ⓘ Astrazione (filosofia)

Il termine astrazione deriva dal latino abstractio che a sua volta riprende quello greco di "αφαίρεσις".

In senso generico lastrazione è il procedimento del pensiero per il quale si isola un elemento da tutti gli altri ai quali era connesso e lo si considera quale particolare oggetto di ricerca.

In filosofia, secondo la logica classica, lastrazione insieme alla generalizzazione è un metodo logico per ottenere concetti universali ricavandoli dalla conoscenza sensibile di oggetti particolari trattenendone le note caratteristiche comuni e mettendo da parte quelle che appaiono solo in alcuni.

Di astrazione si parla anche nelle scienze fisico-matematiche quando invece di ricorrere al concetto astratto per esempio quello di "direzione" si elencano le condizioni per cui due oggetti per esempio le rette parallele hanno in comune proprio quel concetto: la direzione cioè è ciò che hanno in comune le rette parallele.

Fuori dalla metafisica, in cui lastrazione ha la funzione di ridurre loggetto al solo essere, si parla invece di generalizzazione quando il pensiero attribuisce queste note caratteristiche a tutti gli oggetti non solo a quelli presenti ma anche a quelli passati e futuri nei quali presume che quelle note siano, sono state e saranno presenti.

La generalizzazione riguarda in particolare la matematica e la fisica quando vengono introdotti nuovi simboli e elaborate nuove ipotesi per cui si amplia il campo precedente di indagine che diviene un settore di ricerca particolare rispetto a quello più esteso che ora lo contiene. Per esempio la meccanica relativistica è una generalizzazione della meccanica classica.

                                     

1.1. Storia del concetto Filosofia antica

Il metodo astrattivo, conosciuto sin dalle origini del pensiero greco, fu teorizzato e sistemato da Aristotele e quindi ripreso da Boezio e adottato da tutta la filosofia medioevale secondo la quale vi sono tre tipi graduali di astrazione:

  • lastrazione fisica, che tralascia le caratteristiche individuali degli oggetti particolari ma conserva la loro natura materiale;
  • lastrazione metafisica che si limita a considerare lente in quanto ente, mettendo da parte anche ogni connotazione collegata allestensione.
  • lastrazione matematica, che prescinde anchessa dalle caratteristiche sensibili della materia ma non da quelle intelligibili inerenti allestensione della materia stessa;

Nella scuola aristotelica della Scolastica lastrazione è il risultato dellintelletto passivo che subisce, attraverso i sensi, limpronta delle immagini sensibili delle cose fenomeniche e dellintelletto attivo che, secondo il processo potenza-atto, unendosi come forma alla materia sensibile, esclude le connotazioni sensibili delle immagini le tramuta in concetti universali, realizzando così latto conoscitivo.

La generalizzazione costituisce la fallacia logica aristotelica, Secundum quid, qualora da più assunti logicamente corretti si desuma un successivo assunto errato.

                                     

1.2. Storia del concetto Filosofia moderna

Lempirismo moderno di David Hume e George Berkeley nega che lintelletto possa giungere con questo procedimento alla conoscenza degli universali. Lintelletto non opera nessuna astrazione ma coglie un particolare e lo innalza a simbolo di tutte le rappresentazioni particolari che sono le uniche realmente possibili alla conoscenza.

Per Kant il processo astrattivo permette di "isolare", mettendo da parte ogni particolarità, le forme pure così dette perché prive di ogni materialità a priori di spazio e tempo che di per sé sono solo funzioni trascendentali, modi di funzionamento della nostra mente ma che applicate ai dati sensibili procurano la conoscenza della realtà attraverso i giudizi sintetici a priori. Kant ritiene anche che lastrazione, accanto alla comparazione e alla riflessione, sia una fase indispensabile, benché "meramente negativa", della formazione di tutti i concetti.

                                     

1.3. Storia del concetto Filosofia del XIX e XX secolo

Del tutta abbandonata la concezione scolastica dellastrazione la filosofia dell800 e del 900, come quella di Charles Sanders Peirce ritiene che si debba parlare piuttosto di prescissione nel senso che la conoscenza si risolve prevalentemente nel considerare gli aspetti particolari della realtà astraendoli, scindendoli dal resto e approfondendoli nella loro singolarità. Contrariamente alla prescissione, lastrazione ipostatica è quella che invece dà luogo a entità astratte come i numeri.

Nella logica hegeliana viene in un certo modo ripreso il significato aristotelico dellastrazione come atto con cui si forma il concetto con il suo valore di verità universale; ma per Hegel luniversale vive ed opera nella realtà: universale-concreto lo chiamerà Croce. Nellhegelismo la formula del rapporto tra reale e razionale viene applicata al concetto che si confronta necessariamente con la realtà tutto ciò che è razionale è reale. Sarebbe invece astratta e falsa ogni realtà presa nella sua immediatezza finita senza rapportarla alla razionalità tutto ciò che è reale è razionale secondo quel movimento dialettico che la collega al tutto.