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ⓘ W. S. Van Dyke




W. S. Van Dyke
                                     

ⓘ W. S. Van Dyke

W. S. Van Dyke, pseudonimo di Woodbridge Strong Van Dyke II, è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.

                                     

1. Biografia

Nato a San Diego, in California, restò orfano di padre appena nato. Sua madre faceva lattrice e il bambino laccompagnava nei suoi tour teatrali: già a tre anni, il piccolo Woodbridge aveva fatto la sua prima apparizione su un palcoscenico, esordendo in una piccola parte. Prima di approdare al cinema, però, Van Dyke fece letteralmente di tutto, dal minatore doro al mercenario, dal taglialegna fino al muratore. Nella seconda metà degli anni dieci esordì come sceneggiatore e come aiuto regista, anche se non accreditato, di David W. Griffith, poi passò a lavorare come assistente di James Young.

Nel 1917 debuttò nella regia con il film The Land of Long Shadows. Girò parecchi serial cinematografici, come si faceva allepoca. Nel 1932 diresse Tarzan luomo scimmia, prima versione sonora del romanzo di Edgar Rice Burroughs e anche la prima con Johnny Weissmuller, tra gli interpreti per eccellenza di questo personaggio. Dopo alcune pellicole minori, nel 1934 diresse il primo film di una fortunata serie, Luomo ombra, con Myrna Loy e William Powell, girato in sole due settimane e prodotto dalla MGM. Due anni dopo diresse il melodramma San Francisco 1936 con Clark Gable e Jeanette MacDonald di cui era un ottimo amico, colossal della MGM che riscosse un buon successo di pubblico e critica.

Nel 1938 gli fu affidata la regia di Maria Antonietta, lultimo film prodotto da Irving Thalberg, che aveva come protagonista la moglie del potente produttore, lattrice Norma Shearer: la pellicola, prodotta con grande dispiegamento di mezzi e costata oltre due milioni di dollari, raccontava la parabola dellultima regina di Francia, dalla sua giovinezza alla morte sulla ghigliottina. Il film, un kolossal che si rivelò uno dei grandi successi cinematografici degli anni trenta, aveva come co-regista non accreditato Julien Duvivier e come aiuto-regista Jacques Tourneur.

Successivamente Van Dyke girò alcuni film poco riusciti, fra cui uno della serie Andy Hardy, e nel 1939 diresse James Stewart in una commedia giallo-rosa sulla scia del successo de Luomo ombra intitolata Questo mondo è meraviglioso, il suo ultimo lavoro degno di nota. Lavorò ancora a un ulteriore film della serie Luomo ombra e a uno sul personaggio del dottor Kildare. Nella sua carriera il regista statunitense diresse quasi cento film, apparendo inoltre in sette pellicole come aiuto regista, in otto come produttore e in una quindicina come soggettista o sceneggiatore.

Oltre ad alcuni cameo o brevi comparse nelle sue vesti di regista in un paio di film, gli si può ascrivere anche qualche saltuaria apparizione sullo schermo come attore: tra le comparse della cena di Cana in Intolerance: Loves Struggle Throughout the Ages 1916, nel ruolo di Charles Dickens in Oliver Twist 1916, e nella parte di un ispettore in un dramma del 1933 diretto da Van Dyke stesso.

Negli anni quaranta gli venne diagnosticato un cancro, e oltre a questa malattia soffrì anche di problemi cardiaci. Dopo una lunga battaglia contro il male, e dopo aver rifiutato alcuni trattamenti medici per la sua appartenenza alla Christian Science, nel 1943 decise di uccidersi per non prolungare oltre le sue sofferenze: le modalità del suicidio non furono mai rivelate.