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ⓘ Obiettivo decentrabile




                                     

ⓘ Obiettivo decentrabile

Un obiettivo decentrabile permette di effettuare correzioni prospettiche delle foto in fase di ripresa spostando il centro del gruppo ottico rispetto al centro del supporto di registrazione mantenendo lasse ottico normale al piano focale. Un obiettivo basculabile consente il controllo della profondità di campo tramite linclinazione dellasse ottico rispetto al piano focale.

                                     

1.1. Modalità dimpiego Decentramento

Quando si effettuano fotografie di edifici o di grandi strutture dal basso è spesso impossibile adattare lintero soggetto al fotogramma senza inclinare la fotocamera. A causa della prospettiva risultante, la parte superiore ossia quella fisicamente più lontana delledificio apparirà visualmente più piccola della base, risultato che per la maggioranza delle volte è considerato indesiderato. Questo effetto prospettico è proporzionale alla distanza di ripresa e, di conseguenza, allangolo visivo dellobiettivo. Lo stesso problema si pone nella fotografia ravvicinata, quando si richiede che oggetti relativamente piccoli riempiano completamente limmagine. In questo caso la ricerca dellinquadratura desiderata introduce la necessità di rilasciare i vincoli di simmetria e normalità tra asse ottico e piano focale.

Fotografando dal basso, le linee cadenti possono essere eliminate tenendo il piano focale ossia la pellicola o il sensore parallelo al lato verticale della struttura oggetto della fotografia piano di ripresa. Effettuando questa operazione con un obiettivo tradizionale verrà catturata solo la parte inferiore del soggetto. Con un obiettivo decentrabile sarà invece possibile tenere il piano focale parallelo al piano di presa, traslando in alto lasse ottico per sfruttare la parte inferiore del cerchio di copertura.

                                     

1.2. Modalità dimpiego Basculaggio

Quando si effettuano fotografie di grandi strutture piazze, grattacieli e si è costretti allimpiego del grandangolare o quando, per pura estetica, si preferisca mantenere il punto di vista relativamente vicino al soggetto inquadrato, la profondità di campo della lente adottata può non consentire la messa a fuoco di tutti i piani focali presenti nellimmagine. Riducendo lapertura del diaframma lo sfocato, ovviamente, si attenua; ma se tale riduzione non è sufficiente diventa inevitabile il ricorso alla inclinazione dellasse ottico verso il piano più vicino a quello di ripresa. Occorre, per questo, unottica basculabile.

                                     

2. Obiettivi disponibili

I primissimi obiettivi con controllo della prospettiva e decentrabili/basculabili per il formato 35 mm avevano una lunghezza focale pari a 35 mm, che al giorno doggi è generalmente considerata troppo lunga per le varie applicazioni della fotografia darchitettura. Con lavanzare del progresso tecnologico e con il miglioramento della progettazione ottica, ottiche con lunghezze focali prima di 28 mm e successivamente di 24 mm divennero disponibili e furono immediatamente adottate dai fotografi che lavoravano tipicamente molto a ridosso dei soggetti architettonici nei vari contesti urbani.

Lazienda di attrezzatura cinematogrifica Arri offre un sistema decentrabile/basculabile provvisto di movimento per obiettivi con attacco PL, supportato dalle proprie telecamere.

Canon attualmente vende cinque obiettivi con funzioni di decentramento e basculaggio: il Canon TS-E 17mm f/4, il TS-E 24mm f3.5 I e II versione, il TS-E 45mm f/2.8 e il TS-E 90mm f2.8; tutti questi obiettivi sono dotati di controllo automatico del diaframma.

Nikon introdusse il suo 35mm f/3.5 PC-Nikkor nel 1961, il quale fu il primo obiettivo per il formato 35 mm dotato di un sistema per la correzione della prospettiva; esso poteva decentrare fino a 11 mm in ogni direzione. Canon presentò nel 1963 il primo 35 mm decentrabile e basculabile: il 35mm f/2.8 TS S.S.C. Nikon correntemente offre quattro ottiche "PC" Perspective Control, tutte sia decentrabili che basculabili: PC-E Nikkor 19 mm f/4D ED, PC-E Nikkor 24 mm f/3.5D ED, PC-E Micro-Nikkor 45 mm f/2.8D ED e PC-E Micro Nikkor 85 mm f/2.8D ED. Gli obiettivi "Micro" permettono una messa a fuoco alquanto vicina 0.5x dingrandimento, sono quindi ideali per la macrografotografia. Invece quelli con la PC-E permettono il controllo automatico del diaframma, però solamente con i corpi macchina Nikon D3, D300 e D700.

Sia sugli obiettivi Canon che quelli Nikon i meccanismi che permettono il decentramento e il basculaggio possono essere ruotati di 90° sia a destra che a sinistra e possono operare orizzontalmente, verticalmente o ad orientamenti intermedi. Generalmente il movimento di basculamento, in tutte queste ottiche, è ortogonale a quello di decentramento, cosicché se si vuole che i meccanismi lavorino nella stessa direzione in modo parallelo occorre modificare tali obiettivi smontandone la base. Nei nuovi obiettivi Canon TS-E 17 mm e TS-E 24 mm II il problema di cui sopra è stato risolto consentendo di avere decentramento e basculaggio indipendenti e combinabili tra di loro.

Hartblei produce obiettivi decentrabili compatibili con i corpi macchina di diversi altri produttori. Attualmente offre quattro ottiche tilt-and-shift per il piccolo formato: il TS-PC Hartblei 35 mm f/2.8, il TS-PC Hartblei 65 mm f/3.5, il TS-PC Hartblei 80 mm f/2.8 e il TS-PC Harblei 120 mm f/2.8. Inoltre ha in catalogo il TS-PC Hartblei 45 mm f/3.5 applicabile in alcuni corpi macchina medio formato. I movimenti di decentramento e basculaggio sono possibili indipendentemente in qualunque direzione.

Nel luglio 2008 Hasselblad annunciò un adattatore tilt-and-shift, lHTS 1.5, il quale può essere usato con le ottiche HCD 28 mm f/4, HC 35 mm f/3.5, HC 50 f/3.5, HC 80 mm f/2.8 e HC 100 mm f/2.2, dotate di attacco H-System. Questo adattatore permette la messa fuoco allinfinito. Lautofocus viene invece disattivato durante luso di questo supporto.

Il 22 settembre 2008 Leica annuncia un obiettivo 30 mm tilt-and-shift per il suo nuovo S-System di reflex digitali.

La Schneider Kreuznach dispone di un obiettivo decentrabile con controllo del diaframma, il PC-Super Angulon 28 mm f/2.8. Questottica è disponibile con vari attacchi in modo da poter essere innestata nei corpi macchini di diversi produttori.

Sempre nel 2008 Zenitar annunciò un 35 mm f/2.8 e l80 mm f/2.8 tilt-and-shift con lattacco K dei corpi macchina di Pentax.

Tutti gli obiettivi con controllo della prospettiva e decentrabili/basculabili sono ottiche fisse con messa a fuoco manuale. La maggior parte di queste risultano essere assai più costose dei corrispondenti obiettivi tradizionali. Alcuni produttori di fotocamere con medio formato, come Mamiya, hanno risolto in parte questo problema economico introducendo un adattatore per il decentramento che in grado di operare con alcuni obiettivi fissi del produttore stesso.



                                     

3. Controllo dellapertura del diaframma

La prima fotocamere SLR con misurazione TTL dellesposizione interna richiedevano che fosse ridotta lapertura dellobiettivo quando si voleva leggere il valore dellesposizione questa modalità operativa si chiama tecnicamente stop down. Con il diaframma molto chiuso risultava assai difficoltoso vedere e comporre, poiché il mirino era buio. I modelli che uscirono poco dopo incorporavano un accoppiamento meccanico tra lobiettivo e il corpo macchina che permise di poter impostare il valore di apertura del diaframma e allo stesso tempo di poter comporre e mettere a fuoco sfruttando la massima apertura dellobiettivo. Questa nuova caratteristica divenne nota controllo automatico dellapertura.

Per alcune ottiche, compresi alcuni lunghi teleobiettivi, nonché obiettivi montati su soffietto e obiettivi tilt/shift con controllo della prospettiva, il collegamento meccanico era impraticabile e quindi il controllo automatico dellapertura risultava impossibile. Diversi obiettivi incorporano una funzione denominata preset o a preselezione in cui il diaframma si chiude al valore selezionato solo quando il fotografo aziona uno specifico comando dedicato pulsante o ghiera, il che avviene normalmente dopo la messa a fuoco e poco prima dello scatto.

Quando Canon introdusse la sua linea di fotocamere EOS nel 1987, gli obiettivi EF incorporarono un diaframma elettromagnetico, eliminando così la necessità di avere una connessione meccanica tra il corpo macchina e il diaframma allinterno dellottica. Proprio per questo gli obiettivi decentrabil/basculabili Canon TS-E incorporano il controllo automatico dellapertura.

Nel 2008 Nikon introdusse i PC-E, le sue prime ottiche tilt-and-shift dotate di diaframma elettromagnetico. Il controllo automatico dellapertura però è fornito soltanto con i corpi macchina professionali più recenti, ossia D300, D3 e D700; invece per le fotocamere precedenti tali ottiche offrono un controllo dellapertura mediante preselezione.

                                     

4. Software per il controllo della prospettiva

Quasi tutti i software di Fotoritocco e Grafica al Computer post produzione, sono in grado di "deformare" la quadratura delle immagini bidimensionali, in modo da "raddrizzare" langolo delle linee parallele riprese: ruotando i piani sulle assi x e y. Ciononostante, questa tecnica non permette il recupero della risoluzione perduta nelle diverse aree "lontane" del soggetto né quello della profondità di campo, a causa dellangolo piatto della pellicola/sensore. Le aree dellimmagine che vengono "ampliate" con queste tecniche digitali, potrebbero soffrire di effetti visibili di interpolazione dei pixel. In realtà la prospettiva ripresa dalla fotocamera non cambia, né con gli obiettivi PC né con le modifiche software, ma leffetto ottico creato, rende questa sensazione. Sempre più spesso vengono forniti dalle case costruttrici, dei plug-in usati in ambiente Software e dedicati alla correzione delle aberrazioni e delle distorsioni, utili per i loro obiettivi messi in commercio, in grado di correggere eventuali difetti ottici non corretti in fase di sviluppo, nella progettazione degli schemi ottici di queste Lenti.