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ⓘ Arte traianea




                                     

ⓘ Arte traianea

L arte traianea è la produzione artistica dellImpero romano durante il regno dellimperatore Traiano, indicativamente, dal 98 al 117. In questo periodo larte romana sviluppò ulteriormente le innovazioni dellepoca flavia, arrivando a staccarsi definitivamente dal solco ellenistico, fino a una produzione autonoma.

I rilievi della Colonna Traiana furono uno dei capolavori non solo della civiltà romana, ma dellarte antica in generale.

                                     

1. Contesto storico

Con Traiano limpero romano raggiunse la sua massima espansione. Ciò significò una nuova condizione di benessere per la società romana, che, sia a Roma che nelle province, permise laffermarsi di una vasta classe media, capace di esprimere le proprie esigenze e un proprio gusto anche in campo architettonico-artistico.

Significativo è il titolo di optimus princeps che limperatore ricevette dal Senato nel 114: esso non aveva richiami trascendenti come il titolo di nuovo Romulus di Augusto o ellenizzanti come lalone augurale e religioso dello stesso titolo Augustus, quasi equivalente al Sebastos dei sovrani ellenistici, ma anzi ricalca perfettamente lo spirito di primo funzionario dello Stato. Un mondo quindi permeato di oggettività, di disciplina, di onestà, di efficiente burocrazia, di spirito terrestre.

In quellepoca lo Stato romano aveva ancora una parvenza ampiamente condivisa di "repubblica presidenziale", dove però il mandato del primo cittadino non aveva scadenza; per giustificare lo stato delle cose allepoca di Traiano si puntò tutto sullosservanza delle leggi e sul consenso, cementato da una solida sicurezza finanziaria e un ampio sviluppo economico e commerciale.

                                     

2.1. Scultura Ritratti imperiali

In questo clima avvenne la creazione di un nuovo tipo di ritratto imperiale, il cosiddetto "ritratto del decennale" poiché formulato in occasione del decennale del potere, nel 108, privo del pathos e della teatralità tipicamente ellenistica.

Il ritratto del decennale di Traiano è privo di elementi metafisici, ma anche libero dalladerenza puntuale al modello, tipica del verismo dei ritratti privati romani: si tratta di unimmagine semplice e obiettiva, coi tratti fermi e pacati, dalla quale emergono comunque la suprema autorità e dignità del comando del leader. Nella nuova tipologia, che rispecchia anche una precisa attitudine politica, confluirono i due filoni del ritratto ufficiale onorario e del ritratto privato funebre, che avevano avuto la massima divergenza ai tempi di Vespasiano.

Il particolare clima morale diffuso attorno alla figura dellimperatore si vede chiaramente anche nelle sue raffigurazioni sulla Colonna Traiana. Tra le tante piccole immagini spicca quella del colloquio di Traiano con uno dei suoi comandanti forse Lucio Licinio Sura durante la seconda campagna dacica: con grande semplicità formale limperatore è raffigurato disincantatamene mentre spiega un piano al generale fissandolo negli occhi e distendendo i palmi delle mani davanti a lui, secondo un intenso rapporto di fiducia e rispetto tra lui e il subordinato, di un colloquio intelligente e virile, privo di qualsiasi retorica o cortigianeria.

                                     

2.2. Scultura La Colonna e il Maestro delle Imprese di Traiano

La colonna spiraliforme coperta da rilievi fu una novità assoluta nellarte antica e divenne il punto di arrivo più allavanguardia del rilievo storico romano. Nella Colonna Traiana si assiste per la prima volta nellarte romana a unespressione artistica nata legittimamente autonoma in ogni suo aspetto anche se culturalmente ben ancorata al ricco passato. Lartista del fregio della colonna aveva infatti assimilato appieno larte ellenistica e classica sviluppandola ulteriormente nel solco della narrazione storica romana, con motivi tratti dallimmediatezza della vita.

Nel rilievo istoriato sono narrate le due campagne daciche dal 101 al 102 e dal 105 al 107, per circa duecento metri di narrazione continua, privi, come scrive Ranuccio Bianchi Bandinelli, "di un momento di stanchezza ripetitiva, di una ripetizione, insomma, di un vuoto nel contesto narrativo". Anche lo stile espressivo è nuovo, con un rilievo molto basso, per non alterare la linea architettonica della colonna, talvolta anche in negativo, spesso risaltato da un solco di contorno e ricco di variazioni espressive per rendere efficacemente leffetto dei materiali più disparati.

Certamente il rilievo era reso ancora più espressivo dalla policromia e dagli inseriti metallici per le armi impugnate. La lettura delle scene era facilitata dalla sua collocazione, in un cortile tra i due loggiati delle due cosiddette "biblioteche" del Foro di Traiano.

Lesecuzione dellopera dovette essere molto complessa: sui grandi rocchi di marmo, già messi in opera, lartista dovette molto probabilmente ricopiare un modello disegnato.

Ma la valenza dei rilievi della Colonna non si limita al mero aspetto tecnico e formale, ma investe profondamente anche il contenuto, segnando un traguardo durevole. Le figure nei rilievi storici romani, dalla pittura repubblicana nella necropoli dellEsquilino ai rilievi dellAra Pacis, sono formalmente corrette e dignitose, ma prive di quella vitalità che le rende inevitabilmente compassate. Nemmeno il vivissimo plasticismo dei rilievi nellarco di Tito si era tradotto in un superamento della freddezza interiore delle raffigurazioni. La Colonna Traiana invece è invece densa di valori narrativi, che rendono le scene di sacrificio "calde", le battaglie veementi, gli assalti impetuosi, i vinti ammantati di umana pietà. Scene dure, come i suicidi di massa o la deportazione di intere famiglie, sono rappresentati con drammatica e pietosa partecipazione e la ricchezza di dettagli e accenti narrativi fu probabilmente dovuta a unesperienza diretta negli avvenimenti. Il senso di rispetto umano per il nemico battuto è un retaggio della cultura greca, che si troverà fino ai ricordi di Marco Aurelio a proposito dei Sarmati.



                                     

2.3. Scultura Altri rilievi

La scultura ebbe una diffusione amplissima sotto Traiano: ne sono testimonianza anche le monete dellepoca che raffigurano il nuovo Foro ricchissimo di statue e rilievi.

Nellarco di Costantino è inserito un lungo fregio di epoca traianea spezzato in quattro tronconi ma facente parte originariamente quasi sicuramente di un unico rilievo. Esso, ricco di vibranti figure ad alto rilievo, è strettamente connesso con larte della Colonna. Un altro riflesso del Maestro delle Imprese di Traiano si trova nei rilievi dellarco di Benevento del 114, dove per la prima volta compaiono in un monumento ufficiale i padri di famiglia comuni beneficianti dei sussidi della institutio alimentaria o della cancellazione dei debiti.

Di questo periodo ci è però giunto solo un nome di scultore, Marcus Ulpius Orestes, probabilmente un liberto autore di un rilievo firmato oggi al Louvre. Egli non può essere lartista della Colonna Traiana perché dovette operare già nelletà adrianea. Non ci sono nemmeno elementi per identificarlo con larchitetto Apollodoro di Damasco progettista del Foro di Traiano, se non la labile constatazione della strettissima collaborazione tra architetto e scultore nelle opere traianee.

                                     

2.4. Scultura Sarcofagi

Non sono chiare le ragioni per cui in età traianea ci fu una vasta ripresa dellinumazione rispetto allincinerazione, ma ciò determinò linizio della produzione di sarcofagi in marmo ornati da rilievi mitologici, che nelle epoche successive diventarono una delle più notevoli attività artistico-artigianali a Roma sarcofago di Caius Bellicus Natalis Tebanianus.

I sarcofagi potevano essere decorati su quattro o, più spesso, su tre lati, a seconda se erano addossati a una parete secondo luso italico o posti al centro del sepolcro secondo luso nellAsia Minore.

                                     

3. Architettura

Il Foro di Traiano fu il complesso che completò grandiosamente il programma urbanistico dei Fori Imperiali, per permettere il capace funzionamento amministrativo, commerciale, giudiziario e politico della capitale dellimpero. Il Foro di Traiano, costruito dopo grandiosi lavori di sbancamento, rese disponibili nuovi, grandi spazi e lampia basilica Ulpia. Per sistemare coerentemente il declivio verso il colle Quirinale, nato dal taglio del colle, venne realizzato un ardito complesso, denominato Mercati di Traiano, che seppe sfruttare articolatamente lo spazio disponibile, con più livelli e un organico complesso di uffici e spazi amministrativi.

La decorazione del Foro al centro del quale si trovava una maestosa statua equestre di Traiano, Equus Traiani e degli annessi, si staccò nettamente da quelle di epoca augustea e flavia, in particolare gli apparati di sculture architettoniche mostrano una limpidità meno metallica e meno accademica dellepoca augustea.

Notevole fu la produzione di archi, come il già citato arco di Benevento, celebrante lapertura della nuova via per Brindisi 114 e lArco di Traiano di Ancona, a conclusione dei lavori di ampliamento del porto 115.



                                     

4. Pittura

Per la pittura nelletà di Traiano non è disponibile lampio catalogo rappresentato dalle città vesuviane, sepolte dalleruzione del 79 Anche a Roma e nelle città italiche la presenza di pitture di questo periodo è molto scarsa.

Risalgono invece allepoca di Traiano i più cospicui resti di decorazioni pittoriche nelle province europee dellImpero: Vienne in Gallia, Magdalensberg in Austria, Aquileia, Carnuntum, Aquincum, Savaria, Scarbantia. Ciò testimonia il diffuso benessere che ebbe luogo anche nelle province.

                                     

5. Arte provinciale

Negli ultimi anni del regno di Traiano 114-116 venne eretto ad Atene, sulla sommità della collina davanti allAcropoli, il monumento sepolcrale di Giulio Antioco Philoappos, discendente della dinastia dei Seleucidi e che aveva ricoperto vari incarichi pubblici a Atene. Larchitettura si ispira a modelli siriaci, della Commagene e della Licia, con modanature di tipo attico e un fregio che mostra una relazione con i rilievi storici in uso a Roma: ciò dimostra lunità e il reciproco scambio culturale ormai attivo tra Roma le province, anche quelle più progredite.

In Dacia vennero costruite poderose infrastrutture per le campagne militari, tra le quali resta il grandioso Ponte di Traiano sul Danubio, il più lungo ponte in muratura mai costruito. Venne eretto anche un grande monumento commemorativo per i caduti nelle guerre e la celebrazione la vittoria finale, il Tropaeum Traiani, presso la cittadina rumena di Adamklissi. Esso è circolare, secondo il modello funerario italico-romano, come rilievi sulle metope del fregio e i merli del coronamento, particolarmente interessanti perché dimostrano che le maestranze locali usarono modelli iconografici provenienti da Roma. La critica ha talvolta datato erroneamente questi rilievi allepoca costantiniana o addirittura medievale: in verità essi sono uneloquente testimonianza di come larte tardoantica si ispirò profondamente allarte provinciale e plebea.

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