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ⓘ Gerarchia delle fonti




                                     

ⓘ Gerarchia delle fonti

La gerarchia delle fonti, nel diritto, sancisce che una norma contenuta in una fonte di grado inferiore non può contrastare una norma contenuta in una fonte di grado superiore. Nellordinamento giuridico italiano, si ha una pluralità di fonti di produzione, e queste sono disposte secondo una scala gerarchica, secondo la quale la norma di fonte inferiore non può porsi in contrasto con la norma di fonte superiore. Nel caso in cui avvenga un contrasto del genere si dichiara linvalidità della fonte inferiore dopo un accertamento giudiziario.

                                     

1.1. Descrizione Fonti costituzionali

  • Al primo livello della gerarchia delle fonti, si pongono la Costituzione, le leggi costituzionali e gli statuti speciali delle regioni a statuto speciali. La Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 01/01/1948, è composta da 139 articoli e 18 disposizioni transitorie e finali: essa detta i principi fondamentali dellordinamento art. 1-12; individua i diritti e i doveri fondamentali dei soggetti art. 13-54; detta la disciplina dellorganizzazione della Repubblica artt. 55-139. La Costituzione italiana viene anche definita lunga e rigida: "lunga" perché non si limita "a disciplinare le regole generali dellesercizio del potere pubblico e delle produzioni delle leggi, riguardando anche altre materie, "rigida" in quanto per modificare la Costituzione è richiesto un iter cosiddetto aggravato vedi art. 138 Cost. Esistono inoltre dei limiti alla revisione costituzionale.
                                     

1.2. Descrizione Fonti primarie

  • Ai sensi dellart. 117 della Costituzione, le Norme derivanti da trattati internazionali, cui seguono Direttive e regolamenti comunitari. I trattati internazionali, con speciale riferimento ai trattati antiterrorismo e al Trattato del Nord Atlantico NATO, le fonti del diritto dellUnione europea dotati di efficacia vincolante, nella specie di regolamenti o di direttive. I primi hanno efficacia immediata, le seconde devono essere attuate da ogni Paese facente parte dellUnione europea in un determinato arco di tempo. A queste, si sono aggiunte poi le sentenze della Corte di Giustizia Europea "dichiarative" del Diritto Comunitario Corte Cost. Sent. n. 170/1984.
  • Fonti primarie sono poi le leggi ordinarie, gli statuti regionali regioni a statuto ordinario, le leggi regionali e quelle delle province autonome di Trento e Bolzano. Le leggi ordinarie sono promulgate dal Parlamento, secondo la procedura di cui gli artt. 70 ss. Cost.
  • Ultime fonti primarie sono gli atti aventi forza di legge nellordine decreti legge e decreti legislativi
  • Regolamenti parlamentari
                                     

1.3. Descrizione Fonti secondarie

  • Le decisioni dellUnione europea sono "obbligatorie in tutti i loro elementi" a norma dellarticolo 288, comma 4 del TFUE. Ciononostante, dovendo fare un parallelo con lordinamento italiano, non sarebbero vere e proprie fonti del diritto, ma assimilabili agli atti amministrativi della Repubblica italiana, dal momento che rappresentano atti attuativi di dettaglio relativi a leggi europee.
  • Vi è poi la giurisprudenza, in particolare le sentenze di giurisdizioni superiori.
  • Al di sotto delle fonti primarie, si collocano i regolamenti governativi, seguono i regolamenti ministeriali, amministrativi e prefettizi e di altri enti pubblici territoriali regionali, provinciali e comunali.
                                     

1.4. Descrizione Fonti terziarie

Allultimo livello della scala gerarchica, si pongono gli usi le consuetudini. Questa è prodotta dalla ripetizione costante nel tempo di una determinata condotta, sono ammesse solo consuetudini secundum legem e praeter legem non dunque quelle contra legem un cenno a parte meritano le consuetudini costituzionali, che talvolta regolano i rapporti tra gli organi supremi dello Stato poiché consistono in comportamenti ripetuti nel tempo per ovviare a determinate norme costituzionali lacunose.

                                     

2. Criteri di risoluzione tra antinomie

Lantinomia è il contrasto tra due o più norme. Per risolvere lantinomia tra norme si applicano i seguenti criteri:

Della specialità

La riserva di legge viene preferita sulla riserva assoluta. In questo caso, la riserva assoluta viene semplicemente disapplicata per quella fattispecie.

Della competenza dellUnione Europea

Il diritto dellUnione europea prevale sul diritto interno dei suoi Stati membri, in base al principio di preferenza.

                                     

2.1. Criteri di risoluzione tra antinomie Cronologico

Il presupposto è che lantinomia sorga tra due fonti di pari livello. La norma legiferata successivamente abroga quella precedente. Labrogazione produce effetti ex nunc, quindi da quel momento. La norma abrogata, perciò, rimane nellordinamento, ma produce effetti solo per le fattispecie verificatesi nel passato.

                                     

2.2. Criteri di risoluzione tra antinomie Della specialità

La riserva di legge viene preferita sulla riserva assoluta. In questo caso, la riserva assoluta viene semplicemente disapplicata per quella fattispecie.

                                     

2.3. Criteri di risoluzione tra antinomie Della competenza

Il criterio della competenza non è un criterio prescrittivo, ma esplicativo: serve cioè a spiegare come è organizzato attualmente il sistema delle fonti, e non a indicare allinterprete come risolvere le antinomie. Al contrario del criterio cronologico e il criterio gerarchico che per esprimere la prevalenza usano rispettivamente labrogazione e lannullamento, la prevalenza del criterio della competenza si esprime attraverso un ragionamento: distinguere gli ambiti di applicazione delle due norme; scegliere la norma competente "per ambito"; la non applicazione della norma incompetente.

                                     

2.4. Criteri di risoluzione tra antinomie Della competenza dellUnione Europea

Il diritto dellUnione europea prevale sul diritto interno dei suoi Stati membri, in base al principio di preferenza.

                                     
  • Disposizioni sulla legge in generale Decreto ministeriale Fonti di produzione Gerarchia delle fonti Giurisprudenza Legge Legge ordinaria Legge regionale ordinamento
  • Seconda gerarchia Dominazioni, Virtù, Potestà. Terza gerarchia Principati, Arcangeli, Angeli. A partire da antiche tradizioni misteriche, ogni gerarchia era
  • La gerarchia cattolica indica la suddivisione in gradi del clero cattolico, anche se in origine essa comprendeva l ordinamento di tutti i credenti. Il
  • Ministro, in certi casi previo parere del Consiglio di Stato. Nella gerarchia delle fonti del diritto è subordinato alla legge ma superiore all arrêté, regolamento
  • normativi, diversamente denominati e con diversa collocazione nella gerarchia delle fonti del diritto tra questi vi sono le leggi in senso formale, di cui
  • in un ente pubblico è un atto normativo di rango variabile nella gerarchia delle fonti del diritto si pensi al caso italiano dove si va dallo statuto
  • regole fondamentali di un organizzazione ovvero il vertice della gerarchia delle fonti che definisce l ordinamento giuridico di uno Stato di diritto. Sotto
  • proprie costituzioni e leggi costituzionali subordinate nella gerarchia delle fonti alla costituzione federale gli statuti degli enti pubblici ai quali
  • Per gerarchia dei demoni s intende l ordine secondo cui sono classificati i demoni della mitologia esoterica. Esistono varie tipi di classificazione poiché
  • sistema giuridico unificato su basi religiose che ricomprendesse una gerarchia delle fonti esplicita. Membro della tribù dei Banu Quraysh, visse in contatto
  • ordinamenti a costituzione rigida le leggi sono subordinate, nella gerarchia delle fonti del diritto, alla costituzione e alle leggi che la modificano o
  • La gerarchia di bordo sulle navi mercantili italiane, nell ordinamento giuridico, è disciplinata in linea generale dal codice della navigazione. La gerarchia