Indietro

ⓘ Monumento ai Tetrarchi




Monumento ai Tetrarchi
                                     

ⓘ Monumento ai Tetrarchi

Il monumento ai Tetrarchi è un doppio gruppo statuario in porfido rosso egiziano, costituito da quattro figure in altorilievo, collocate allangolo del tesoro di San Marco, in piazza San Marco, a Venezia. Laltezza delle figure è di 1 metro e 36 cm.

                                     

1. Storia

Le quattro figure, che costituiscono un gruppo unitario, vennero scolpite a partire da un materiale lapideo, il porfido, che sin dalletà di Tiberio era associato frequentemente ed in maniera esclusiva alla figura imperiale ed utilizzato per i progetti monumentali di Roma e, in seguito, di Costantinopoli, dati il colore rosso dello stesso e la sua preziosità. Il gruppo proviene da Costantinopoli e fu trasportato a Venezia dopo la conquista della città nel 1204 ad opera delle truppe crociate.

Nel 1958 Paolo Verzone ipotizzò che il monumento ai tetrarchi fosse originariamente ubicato in un luogo di Costantinopoli chiamato Philadelphion "amicizia fraterna", dove i Patria attestano la presenza di un gruppo scultoreo con delle figure abbracciate che identificano con i figli di Costantino. La provenienza delle statue da Costantinopoli è confermata oltre ogni dubbio dal ritrovamento, avvenuto nel 1965, durante gli scavi del Myrelaion moschea Bodrum, del frammento col piede mancante di una delle statue, reperto che oggi è conservato nel Museo archeologico di Istanbul.

I personaggi ritratti sono ricordati, nella tradizione veneziana, a metà tra il racconto favolistico e il folclore popolare, come "i quattro ladroni", pietrificati da san Marco per aver tentato di sottrarre dalla basilica i preziosi arredi sacri. La critica contemporanea propende per lidentificazione dei quattro personaggi raffigurati con i tetrarchi detà dioclezianea, considerando come la rappresentazione dei due augusti leggermente barbuti e dei due cesari glabri, nellatto di abbracciarsi, sia molto simile a quella rinvenibile nellarco di Galerio a Tessalonica.

                                     

2. Descrizione

Lidentificazione del doppio gruppo statuario con i primi quattro tetrarchi è tradizionale e generalmente accettata, nonostante qualche interpretazione che vi legge temi simbolici come labbraccio tra la pars Orientis e Occidentis. Tradizionalmente viene messo in relazione con la prima tetrarchia, tra il 293 e il 303. Analogamente a rappresentazioni simili in Vaticano, le statue dovevano trovarsi in cima a colonne, poggianti sulla mensola, ad unaltezza che è stata calcolata sugli otto metri. Le figure ad altorilievo si abbracciano a due a due, simboleggiando così la fraternitas tra i Cesari e gli Augusti, che doveva garantire la successione nellImpero dopo i tumultuosi scontri alla morte degli imperatori durante lultimo secolo.

Le quattro figure di imperatore hanno lo stesso abito, in un atteggiamento rigido e impassibile che ricorda le divinità orientali, come la triade palmirena di Baalshamin. Sono caratterizzate dal copricapo pannonico, dal paludamentum e dalla corazza lorìca coi baltei gemmati; le corazze erano anticamente abbellite da foglie doro; gli imperatori impugnano saldamente una spada riccamente adorna, la cui elsa è a forma di testa daquila, secondo un modello probabilmente di origine sasanide. Nelle due coppie limperatore che poggia la mano destra sulla spalla sinistra dellaltro è barbato, a voler probabilmente segnalare letà più anziana dellAugusto rispetto ai Cesari. Le teste sono simili, con gli occhi che ospitavano paste vitree; esse presentano comunque alcuni tratti di individuazione fisiognomica, ma nonostante ciò non è possibile identificare con certezza quale figura appartenga alluno o allaltro tetrarca per la scarsità di confronti e lastrattezza della rappresentazione.

                                     

3. Stile

Lopera viene attribuita a maestranze egiziane, anche per la loro specializzazione nel trattare la durissima pietra del porfido. Il gruppo è considerato, oltre che il simbolo della tetrarchia stessa, un capolavoro della scultura tardoantica, dove sono evidenti le caratteristiche di essenzialità, simbolismo e pittoricismo di questepoca di "rottura" nella tradizione artistica, priva ormai quasi del tutto di richiami allo stile ellenistico.

Nonostante la stilizzazione sia ben avanzata, le forme non arrivano a essere troppo essenziali, spoglie, e mantengono un ricco volume. La loro fissità, lassenza di dettagli immediati e veristici rendono linsieme particolarmente adatto a simboleggiare leternità e la solidità del nuovo assetto imperiale che la tetrarchia si proponeva.