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ⓘ Medicina del XVII secolo




                                     

ⓘ Medicina del XVII secolo

Allinizio del XVII secolo la professione medica non godeva ancora di alcun prestigio tra la popolazione. Francisco de Quevedo si scaglia contro lincompetenza e lavarizia dei medici del suo tempo:

Mentre si stanno catalogando malattie come il diabete, e contemporaneamente al proporsi del vaiolo come la nuova piaga dellEuropa, gli avanzamenti tecnici e scientifici sono tali da inaugurare unepoca in cui la medicina diverrà più efficace e risolutiva.

In questepoca esisteranno varie correnti di pensiero che si intersecheranno:

  • La iatrochimica
  • La scienza con Galileo e Newton
  • Lonnipresente galenismo
  • La iatromeccanica ovvero medicina meccanica per cui si vanno studiando e capendo i meccanismi della circolazione corporea di Willian Harvey, del sistema osteo-artro muscolare, le micromacchine descritte con i primi microscopi, attraverso soprattutto lopera di Malpighi.
                                     

1. William Harvey

William Harvey, medico inglese è il grande fisiologo di questo secolo, lo scopritore ufficioso della circolazione sanguigna, anche se in realtà tale scoperta andrebbe più propriamente attribuita al Medico Fisiologo e Botanico Italiano Andrea Cesalpino di Arezzo 1519-1603 che già nel 1571 nelle sue Quaestionium Peripatheticarum descrisse compiutamente per la prima volta il reale meccanismo della Circolazione Sanguigna, arrivando addirittura ad evidenziare i Capillari come i Vasa in Capillamenta Resoluta ") prolissamente descritta nel suo Exercitatio anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus 1628. Nellultimo anno della sua vita, scrisse anche alcuni interessanti trattati di embriologia. La teoria più accreditata sul sangue, prima della pubblicazione dellopera di Harvey è che questo si fabbrica costantemente nel fegato a partire dagli alimenti. Le sue osservazioni dimostrarono invece che non era possibile:

Harvey adotta una visione un poco più vitalista a fronte del meccanicismo cartesiano con cui vi sono evidenti anqalogie: gli esseri viventi sono animati da una serie di forze determinate, che sono all’origine della propria attività fisiologica. Essa è suscettibile di studio sotto un’ottica scientifica, sono tutte però sottomesse ad una forza superiore, origine della vita, anche se non necessariamente di natura divina.

                                     

2. Nasce una nuova fisiologia la iatrochimica e la iatromeccanica

Durante questo secolo la sperimentazione avanzava ad un ritmo che la clinica era incapace di assorbire. Cominciarono ad essere fondate accademie di esperti per la trasmissione delle informazioni ottenute da continue scoperte: lAccademia dei Lincei a Roma, la Royal Society a Londra, o lAccademia delle Scienze a Parigi.

Come conseguenza delle proposte terapeutiche multiple ed innovatrici, nasce la iatrochimica, una disciplina con entità propria, corrente di rottura con il galenismo, il primo esponente si potrebbe considerare Paracelso, cui seguirono Tommaso Cornelio a Napoli e Robert Boyle di Oxford, Franciscus Sylvius, erede della prospettiva chimica della medicina, anticipata da Helmont, Santorio Sanctorius o Thomas Willis.

Santorio fu autore di uno studio che lo collocò allinizio di una lunga lista di endocrinologi, e fu il primo a definire i processi metabolici: il primo esperimento controllato sul metabolismo umano fu pubblicato nel 1614 nel suo libro Ars de statica medecina. Santorio descrisse che si pesò prima e dopo il sonno, alimentarsi, lavorare, avere relazioni sessuali, bere e defecare e urinare. Trovò che la maggior parte di ciò che assumeva era persa in quella che chiamava "transpiratio insensibilis" che avviene attraverso la pelle ed i polmoni. Allo stesso modo di Harvey, Santorio attribuì questo processo ad una "forza vitale" che animava il tessuto vivente

Il vitalismo si sviluppava come impostazione filosofica ed incontrava adepti tra i medici ed i naturalisti, raggiungendo il suo apogeo nel secolo XVIII, ad opera di Xavier Bichat 1771 - 1802, di John Hunter 1728 - 1799, di François Magendie 1783-1855 o di Hans Driesch 1867-1941.

Thomas Willis nella sua opera Cerebri anatome 1664 descrisse varie strutture anatomiche cerebrali, tra queste il poligono vascolare di Willis, così chiamato in suo onore.

                                     

3. Thomas Sydenham e la nascita di una nuova pratica medica

Altro medico importante di questo periodo fu Thomas Sydenham 1624-1689, chiamato lIppocrate inglese. Un clinico molto più interessato alla semeiotica la classificazione e descrizione dei sintomi come strumento diagnostico che alla sperimentazione, e che comunque lasciò il suo nome associato a malattie come la Corea di Sydenham. Egli, proveniente dalla medicina dei campi di battaglia, ruppe con il galenismo. Con questo approccio empirico, curerà i vaiolosi scoprendoli e facendo bere acqua ghiacciata. Nei suoi trattati si impiega il concetto di" entità” morbosa, un concetto molto attuale, inteso come un processo originato dalle medesime cause, un quadro clinico ed evolutivo simile, e con un trattamento specifico. Questo concetto di malattia, sarà completato grazie alle descrizioni anatomiche microscopiche nel XVIII secolo di Giovanni Battista Morgagni.

Altro grande medico fu Hermann Boerhaave 1668-1738. Egli tentò di fondare una pratica medica sulla base di una nuova fisiologia chimico-meccanica. È noto principalmente per 2 opere:

  • La seconda Aphorismi del 1709: è il frutto dellosservazione al letto del malato.
  • nella prima, Institutiones medicae, cerca di sistematizzare tutte le nuove conoscenze. Il testo è diviso in 5 parti dedicate rispettivamente alla fisiologia, patologia, semeiotica, igiene e terapeutica. Con ciò nascono due nuove discipline: il neoumoralismo le malattie sono dovute ad eccesso o pletora o ad acrimonia ovvero cattiva mescolanza ed il neo-solidismo. Dedicò attenzione anche alletica medica: Due cose si richiedono al medico: primo che sia indottrinato della scienza medica; secondo che abbia un vivo genio per poter esercitare questa scienza in favore dei malati, perché non basta al medico sapere tutto, ma deve anche possedere la predetta facoltà per esercitare con essa una medicina affabile, a vantaggio dei malati.


                                     

4. Losservazione anatomica diretta e la microscopia

Sempre nel XVII secolo troviamo un maestro di un maestro Anton Maria Valsalva di G.B. Morgagni, ovvero Marcello Malpighi 1624-1694. Avvalendosi del microscopio descriverà gli alveoli polmonari, i glomeruli renali, i globuli rossi. Si trattava di una sorta di "microiatromeccanica"

Ancora troviamo Francesco Redi, naturalista, che utilizzerà losservazione scientifica che lo portò a sostenere l "omne vivum ex ovo" contro la "generatio aequivoca" in cui sostiene che gli insetti non nascono spontaneamente dalla materia in putrefazione, bensì dalle uova da loro depositate. Anche lui utilizzerà grandemente losservazione diretta ad occhio nudo, con la lente e con il microscopio.

Fu inoltre migliorata la tecnica del microscopio, con avanzamenti a livello del dettaglio delle descrizioni anatomiche, e successiva proliferazione delle strutture eponime battezzate con il nome dello scopritore o per la storia personale precedente: Johann Georg Wirsung che diede il nome al condotto escretore del pancreas, Thomas Wharton per il condotto escretore della ghiandola salivare sottomandibolare o di Wharton, Niccolò Stenone per il condotto di Stenone od escretore della ghiandola parotide, Caspar Bartholin, De Graaf, eccetera.

                                     

5. Nascita della medicina del lavoro e della prevenzione

Bernardino Ramazzini 1633-1714 sposta lattenzione della sua pratica clinica ai lavoratori e alle loro malattie. Con lui nascerà lepidemiologia e la prevenzione sul lavoro.

                                     
  • come antidolorifico e contro disturbi della pelle. Nella medicina ufficiale del XVII secolo la pianta veniva considerata una cura contro la scrofula.
  • avocare a sé la medicina rifiutando in modo assoluto la pratica chirurgica perché cruenta e spregevole, per arrivare alla fine del XVII secolo quando ancora
  • marchesi di Atripalda e nel XVII secolo appartenne alla famiglia Marciani: per questo venne occupato nella Repubblica Napoletana del 1647 da Masaniello e altri
  • medievale del XIII e XIV secolo Guerini e Associati, Napoli 2002, p. 134. G. Federici Vescovini, Medicina e filosofia a Padova tra XIV e XV secolo Jacopo
  • thai per due motivi: la medicina e il massaggio erano insegnati oralmente i pochi testi di medicina anteriori al XVII secolo redatti in lingua pali
  • matematico e filosofo italiano, protagonista della rivoluzione scientifica del secolo XVII nel Regno di Napoli. Tommaso Cornelio nacque in Calabria, dove poté
  • registrò comunque un generale declino degli studi. Tra i professori del XVII secolo che possono essere menzionati si ricordano i giuristi Silvio Spannocchi

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