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ⓘ Oppiano di Apamea




Oppiano di Apamea
                                     

ⓘ Oppiano di Apamea

Oppiano, nativo di Apamea, sarebbe vissuto durante il regno del dellimperatore Caracalla. La sua opera, comunque, è spesso accreditato al più famoso in precedenza Oppiano di Corico in Cilicia lattuale sud della Turchia ed è possibile che il suo vero nome non fosse Oppiano, anche se divenne noto come tale dalla confusione dei due scrittori.

                                     

1. Opere

Ad Oppiano è attribuito, nei manoscritti, un poema sulla caccia Cynegetica, dedicato a Caracalla, verosimilmente dopo il 211. Lopera, di 2144 versi esametri, in quattro libri, inizia, nel libro I, dopo il topico proemio, con la descrizione del cacciatore ideale, della sua attrezzatura e dei cani da caccia. Nel libro II di vv. 628, il poeta si cimenta con la descrizione di svariati animali cacciabili con il cane: toro, cervo, antilope, gazzella, capra e pecora, elefante, rinoceronte, pantera, gatto, scoiattolo, riccio e toporagno, scimmia). La descrizione continua nel libro III, che si apre con un secondo proemio: leone, leopardo, lince, orso, asino, cavallo, lupo e iena, tigre, cinghiale, porcospino, volpe, giraffa). Infine, nel libro IV, un proemio conclusivo apre la descrizione sulla caccia ai leoni, leopardi, orsi, gazzelle e volpi). Lopera ha una sovrabbondanza di similitudini che, spesso, assumono un tono quasi grottesco e risulta, inoltre, incompiuta, arrestandosi dopo alcune informazioni sulla sagacia delle volpi; essa fu edita per la prima volta da Aldo Manuzio nel 1517 a cura di Lorenzo Lippi, insieme allopera sulla pesca di Oppiano di Anazarbo. Una prima traduzione italiana in versi fu quella del Salvini, pubblicata a Firenze nel 1728. Sempre a questo Oppiano si deve il poema sulla caccia con il vischio, ossia gli Ixeutikà, in 3 libri, di cui resta una parafrasi in prosa composta da un certo Eutecnio in età medievale.