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ⓘ Lingua falisca




Lingua falisca
                                     

ⓘ Lingua falisca

La lingua falisca era parlata dai Falisci, una popolazione italica stanziata nellEtruria meridionale.

Ci è giunta in un centinaio di iscrizioni, che datano dal VII al II secolo a.C. e che sono scritte in un alfabeto, ora destrorso ora sinistrorso, molto simile allalfabeto latino. Il segno più caratteristico è la F che ha una forma tipica, come una freccia in alto.

                                     

1. Descrizione

Come esempio del dialetto possono essere citate le parole scritte sul bordo di unimmagine su una patera, la cui genuinità è stabilita dal fatto che sono state scritte prima che fosse applicato lo smalto: "foied vino pipafo, cra carefo", cioè in latino "hodie vinum bibam, cras carebo" "Oggi berrò vino, domani ne sarò privo".

Ciò mostra alcune delle caratteristiche fonetiche del falisco, come quanto segue:

  • la palatalizzazione della d+ jod i consonantica in un suono denotato soltanto dalla i- ;
  • il mutamento del mediale f che in latino si è mantenuto in b;

Altre caratteristiche, che appaiono altrove, sono:

  • il mantenimento della labiovelare falisco cuando = latino quando ; rispetto allumbro pann~u;)

Per ulteriori particolari vedere Conway, e V. Pisani: il primo specialmente alle pagg 384-385, dove è discusso il rapporto dei nomi Falisci, e Falerii con leroe locale Halaesus e dove è dato motivo per pensare che il cambiamento delliniziale f da un originale del bh o dh in un iniziale h sia stato un contrassegno genuino del dialetto dei Falisci.

Sembra probabile che il dialetto sia durato, benché gradualmente pervaso dal latino, fino ad almeno il 150 a.C.

Oltre ai rinvenimenti trovati nelle tombe, che appartengono principalmente al periodo della dominazione etrusca e che dànno ampia dimostrazione di prosperità materiale e di raffinatezza, i primi strati mostrano residui più primitivi risalenti allepoca italica. Tantissime iscrizioni che sono costituite principalmente da nomi propri, possono essere considerate come etrusche piuttosto che falische e non sono state considerate nellanalisi del dialetto appena data. Dovrebbe forse essere accennato che esisteva una città Feronia in Sardegna, chiamato probabilmente così da coloni falisci dal nome della loro dea, di cui si è conservata uniscrizione votiva trovata a Santa Maria in Falleri, una chiesa situata allinterno del sito archeologico Falerii Novi.

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma, conserva molti artefatti falisci. Altri si trovano al Museo nazionale dellAgro Falisco di Civita Castellana