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ⓘ Riserva regionale San Giuliano




Riserva regionale San Giuliano
                                     

ⓘ Riserva regionale San Giuliano

La riserva regionale San Giuliano è unarea naturale protetta situata nei comuni di Matera, Miglionico e Grottole. La riserva occupa una superficie di 1000 ettari ed è stata istituita con legge regionale n. 39 del 2000.

                                     

1. Storia

La storia della Riserva Naturale Orientata Oasi San Giuliano è legata alla nascita dellomonimo invaso artificiale creato per scopi irrigui dallo sbarramento del fiume Bradano negli anni tra il 1950 ed il 1957 grazie al programma economico di aiuti del piano Marshall. La presenza del lago ha attirato sin dal principio numerose specie di uccelli acquatici, rendendo necessarie iniziative volte alla tutela dellarea. Così nel 1976 il lago di San Giuliano è diventato Oasi di protezione della fauna, e nellanno successivo è stato apposto il vincolo paesaggistico. Nel 1989 il WWF Italia ha ottenuto, tramite convenzione con il Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, concessionario dellarea, la gestione naturalistica, istituendo unoasi. Dal 1991 il tratto della gravina del Bradano che si trova a valle dellinvaso è entrato a far parte del Parco della Murgia Materana e quindi del Patrimonio mondiale dellumanità UNESCO.

Inoltre la regione Basilicata, al fine di rafforzare le azioni di tutela, ha istituito nel 2000 una Riserva naturale orientata affidandola in gestione alla Provincia di Matera. È stata dichiarata dal Ministero dellAmbiente area SIC Sito di interesse comunitario ed area ZPS Zona di protezione speciale; infine nel maggio 2003 è stata inserita con decreto ministeriale nellelenco delle zone umide italiane previste dalla Convenzione di Ramsar per la conservazione delle aree di interesse internazionale per la fauna acquatica.

                                     

1.1. Storia Il ritrovamento di una balena fossile

Nellagosto 2006 è stato rinvenuto sulle sponde del lago uno scheletro fossile di balena risalente al pleistocene, lungo circa 27 metri. Negli anni successivi il fossile è stato recuperato e trasferito in un laboratorio della Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico e demoantropologico, in attesa di essere esposto nel museo archeologico nazionale Domenico Ridola di Matera, gli ultimi reperti sono stati raccolti nel 2011, e si trovano rinchiusi in casse di legno sistemate nel giardino del Museo, a cura della Sopraintendenza ai beni culturali, in attesa venga loro data una sistemazione espositiva con una tempistica non ancora definita.

                                     

2. Territorio

Il territorio della riserva comprende il lago vero e proprio, che si estende per circa 8 km² ed ha una capacità di circa 100 milioni di metri cubi di acqua, ed i tratti fluviali a monte ed a valle del lago artificiale. La diga omonima, che ha unaltezza di 38.3 metri, è ad una quota di massimo invaso di 101.6 m s.l.m. Il lago è ricco di insenature, è circondato da una fascia di rimboschimento, e la sponda sinistra, sul versante di Matera, è più pianeggiante e digrada più leggermente verso il lago, mentre la sponda destra, sul versante di Miglionico e Grottole, è più ondulata e digrada più ripidamente sul lago. Il tratto di fiume a monte del lago ha caratteristiche tipiche dellecosistema fluviale, mentre a valle dello sbarramento il fiume scorre in una gravina profonda a tratti anche 50 metri.

                                     

3. Flora

Nel tratto fluviale a monte dellinvaso la vegetazione tipica è quella igrofila, con pioppi, salici e tamerici; tale tipo di vegetazione è presente anche nel tratto a valle dello sbarramento sul fondo della gravina. Alla sommità delle pareti rocciose della gravina, invece, la vegetazione tipica è quella xerofila. Intorno al lago la fascia di rimboschimento è costituita prevalentemente da pino dAleppo, cipresso ed eucalipto, mentre tra il rimboschimento ed il lago emergono, a seconda dei livelli di acqua presenti nellinvaso, vasti prati periodicamente sommersi.

                                     

4. Fauna

Grande importanza ha allinterno della riserva la presenza dellavifauna soprattutto durante lo svernamento le migrazioni. Si contano infatti circa 180 specie di uccelli, molte delle quali sono classificate come specie rare. Tra le specie acquatiche vi sono aironi cinerini, garzette, svassi, folaghe. In inverno compaiono lairone bianco maggiore, il cormorano, il moriglione, il fischione, la volpoca, loca selvatica e la rara moretta tabaccata. Tra i rapaci sono comuni il nibbio reale, il nibbio bruno, la poiana, qualche esemplare di falco pescatore e tra le pareti della gravina qualche capovaccaio. Tra i passeriformi è da citare il pendolino, simbolo delloasi del WWF. Infine tra i mammiferi sono presenti listrice, il tasso, il gatto selvatico e la faina, oltre a qualche esemplare di lontra.

Nel corso degli anni sono avvenuti anche eventi ornitologici ritenuti eccezionali come ad esempio la presenza nellautunno del 1989 della casarca Tadorna ferruginea, raro esemplare di anatra, lo svernamento completo, da novembre a marzo del 1994, di un adulto di pellicano Pelecanus onocrotalus. A metà dicembre del 1995 sono stati inoltre osservati per alcuni giorni 12 eleganti cigni reali Cygnus olor in sosta nellOasi. Nel dicembre 2010 un esemplare della rarissima albanella pallida Circus macrourus trovato ferito nei pressi del territorio di San Giuliano è stato affidato al Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva.

Il lago artificiale è stato interessato negli anni passati anche a ripopolamento, ovvero immissioni, di carpe, tinche, carassi, persico trota, persico sole, pesce gatto e triotti.

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