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ⓘ EC3/ter «Gufo»




EC3/ter Gufo
                                     

ⓘ EC3/ter "Gufo"

Lo EC3/ter "Gufo" fu il primo radar di fabbricazione italiana a trovare un impiego operativo. Il "Gufo" operava nella banda tra 400 ed i 750 Mhz attraverso la tecnica della modulazione di frequenza.

                                     

1. Storia

Lapparato, sviluppato da un gruppo di lavoro della Regia Marina composto, tra gli altri, dai professori Ugo Tiberio e Nello Carrara e dal capitano poi maggiore delle Armi Navali Alfeo Brandimarte, allinterno del Regio Istituto Elettrotecnico e delle Comunicazioni della Marina RIEC come EC1 nel 1936. In particolate il professor Tiberio fu impegnato alla progettazione dei radar, con fondi risibili e pochissimi collaboratori, fin dal 1935, ma le forze armate italiane ed in particolare la Marina, lunica che aveva vagamente compreso limportanza di questo genere di apparecchi non ritennero opportuno destinare allo sviluppo di questo apparecchio dei collaboratori fin al 1938, mentre, fino al 1941, tutto il personale impiegato nella ricerca sui radiotelemetri come erano definiti i radar dal gruppo di ricerca italiano, lo fece come attività secondaria, ovvero dopo aver svolto il regolare lavoro di insegnamento e dufficio in università o nellaccademia navale.

Successivamente perfezionato come EC2, trovò appunto con la terza serie, lEC3, un impiego operativo su alcuni cacciatorpediniere; in particolare per quanto riguarda la classe Navigatori, su Pancaldo, Da Noli e Vivaldi, mentre per la classe Soldati, sul Fuciliere.

A causa delle ristrettezze economiche, la ricerca procedette a rilento ma, quando vennero conferiti fondi adeguati, dopo la battaglia di capo Matapan, non vi erano le risorse umane necessarie ad una accelerazione della ricerca. Cionondimeno, il "Gufo" ed il suo omologo per sorveglianza costiera "Folaga" furono ordinati, rispettivamente, in 50 e 150 esemplari. Alla data dell8 settembre 1943 erano stati però consegnati soltanto 13 Gufo e 14 Folaga.

Il radar fu usato in combattimento dallincrociatore leggero Scipione Africano, nella notte del 17 luglio 1943, mentre era in rotta da La Spezia a Taranto Operazione Scilla, quando rilevò una flottiglia di quattro motosiluranti britanniche cinque miglia più avanti, rispetto allo stretto di Messina. Una delle motosiluranti, la MTB 316, fu distrutta dai cannoni dellincrociatore e unaltra, la MTB 313, fu seriamente danneggiata. Dodici marinai britannici persero la vita.

                                     
  • rilevatore radar a onda continua italiano denominato EC 1, poi sviluppato fino a divenire con l EC3 ter Gufo il primo radar operativo italiano nella seconda
  • mitragliere da 37 mm e l imbarco di 3 mitragliere singole da 20 mm e soprattutto di un radar di produzione italiana, l EC3 ter Gufo In luglio, tuttavia, il Dardo
  • Secondo alcune fonti nell estate 1943 venne equipaggiato con radar Gufo EC 3 ter mentre la maggior parte delle fonti concorda che solamente lo Scipione
  • siluri, affondando 4 piroscafi 3 nell Egeo e 1 in acque spagnole I Cacciatorpedinieri nel canale di Sicilia affondarono 3 mercantili. Questi attacchi illegali
  • segnalazione preventiva era stata fatta dai mediocri radiolocalizzatori EC3 ter Gufo italiani e Dete tedeschi di cui erano dotate quasi tutte le navi

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