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ⓘ Jean-Baptiste-Louis Crevier




                                     

ⓘ Jean-Baptiste-Louis Crevier

Figlio di un tipografo, fu allievo dello storico Charles Rollin e divenne professore di retorica nel collegio di Beauvais, occupando tale cattedra per più di ventanni, nel corso dei quali pubblicò diverse opere storiografiche, più utili che brillanti.

In particolare, terminò la Histoire romaine lasciata incompiuta da Rollin – è lautore dei volumi dallVIII al XVI – nella quale i lettori vi trovano un insieme meglio costruito e disposto, delle riflessioni fuse più abilmente nel trattamento delle vicende con minori digressioni, ma il discepolo resta inferiore al suo maestro nella nobiltà e nel fascino della scrittura.

Crevier proseguì idealmente lopera del Rollin – che aveva trattato la storia di Roma dalla fondazione alla fine della Repubblica - scrivendo una Histoire des empereurs romains jusquà Constantin, pubblicata in 6 volumi nel 1750 e in 12 nel 1763. Lopera riserva gli stessi difetti della precedente, con qualche scelta di dettagli poco felici, uno stile senza grazia e diffuso di latinismi; ma il rigoroso ordinamento dei fatti, i commenti convincenti e la cura posta nel trattamento dellingrato materiale offerto dalle fonti tardo-imperiali, rendono il complesso dellopera degno di considerazione e di elogio.

Scrisse anche i 6 volumi dei Titi-Livii Patavini Historiarum libri 35, cum notis 1748, arricchiti da note giudiziose e preceduti da una prefazione ingegnosa ed elegante anche se piuttosto retorica; tuttavia essi furono apprezzati dagli studiosi stranieri.

L Histoire de lUniversité de Paris, depuis son origine jusquen 1600, Paris, 1761, in 7 volumi, è un ampio riassunto dellopera di Cesar Egasse du Boulay. Qui Crevier è ancora più secco che altrove e tale caratteristica, inaccettabile dagli antichi commentatori che pretendono dalla lettura della storia le suggestioni della letteratura, gli ha valso il rimprovero di una familiarità spinta fino alla negligenza. Nelle Observations sur lEsprit des Lois, Crevier non si dimostra allaltezza di giudicare Montesquieu e la superficialità della sua critica gli procurò lironia di Voltaire.

La Rhétorique française, Paris, 1765, in 2 volumi, è una delle migliori che furono scritte: lautore espone con bellarte, metodo e pulizia despressione i precetti di Aristotele, di Cicerone e di Quintiliano, ben scegliendo i propri esempi, anche se vi manca quelleloquenza, attraente perché naturale e insinuante, che rende così piacevole la lettura dellanalogo Traité des études del Rollin.

Crevier collaborò anche alla revisione, insieme con Coffin e Lebeau, de LAnti-Lucrèce. A sua lode, è stato osservato come egli, ligio alle regole di Port-Royal, abbia evitato con cura ogni spirito di parte. Stimabile per la sua onestà intellettuale e il suo laborioso rigore, Crevier fu giudicato dai suoi contemporanei meno di quanto meritasse il suo effettivo valore.